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Full text of "l'Unità (1986-12-10)"

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Anno 63* N. 291 Quotidiano 
Sped. abb, post, gruppo 1/70 - 
Arretrati L. 1.400 


LIRE 700 

★ MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE 1986 



ORGANO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO 


Oggi a Parigi la manifestazione di giovani e sindacati 


Stazioni vuote dalle 21 


Documento del Pei 


Mitterrand si schiera: 
«Sto con gli studenti» 

Il presidente in una intervista radiofonica ha dato ragione alla protesta pacifica e ha rivelato di essere 
intervenuto su Chirac per il ritiro del provvedimento - Moltissime adesioni alla marcia di questo pomeriggio 


Stasera treni fermi 
Domani in sciopero 
medici ospedalieri 

Le ferrovie paralizzate dalla lotta dei sindacati confederali 
Saranno bloccati i servizi negli ospedali e nelle Usi 


Lavoro, 
coerenza 
tra le 
parole 
e i fatti 

di TIZIANO 
TREU 


Quei giovani 
e la sinistra 

di GERARDO CHIAROMONTE 


{"VGGI la Francia demo- 
^ cratica, la Francia di 
sinistra, la Francia dei gio¬ 
vani. la Francia degli intel¬ 
lettuali progressisti riem¬ 
pirà le strade di Parigi e 
delle altre città. «Mai più 
questo» — sarà l’unica pa¬ 
rola d’ordine delle manife¬ 
stazioni. secondo le decisio¬ 
ni del Comitato studentesco 
che ha chiamato la nazione 
alla protesta e alla lotta 
contro il governo di destra 
di Chirac. Mai più l'uccisio¬ 
ne di uno studente, mai più 
una legge cervellotica e 
sbagliata da imporre con la 
forza agli interessati e al 
paese, mai più il ripetersi 
di manovre oscure che han¬ 
no tentato di saldare l’e¬ 
stremismo violento più dis¬ 
sennato alla provocazione 
di destra. 

Salutiamo con gioia que¬ 
sto risveglio di coscienza 
democratica in Francia, e 
auguriamo pieno successo 
agli scioperi e alle manife¬ 
stazioni di oggi. 

Abbiamo seguito sempre, 
con grande attenzione, i 
fatti di Francia. Acco¬ 
gliemmo con entusiasmo, 
nel 1981. la vittoria di Mit¬ 
terrand e l’avvento. al go¬ 
verno di quel grande paese, 
della sinistra unita. Spe¬ 
rammo anche che dalla 
Francia potesse venire un 
impulso nuovo a tutta la si¬ 
nistra europea. E abbiamo 
fatto quanto era nelle no¬ 
stre possibilità, come Pei, 
per sostenere quell’espe¬ 
rienza, pur vedendone, fin 
dall’inizio, limiti, contrad¬ 
dizioni. errori. Ricordo En¬ 
rico Berlinguer e i suoi in¬ 
contri con Mitterrand. Suc¬ 


cessivamente. nel corso de¬ 
gli anni, venne crescendo la 
nostra preoccupazione e 
anche la nostra angoscia 
nell’assistere al moltipli¬ 
carsi delle difficoltà, alla 
crisi, e infine alla sconfitta 
del 16 marzo scorso. 

Ci ha sempre animato la 
convinzione che. al di là de¬ 
gli errori programmatici e 
politici, al di là di un qual¬ 
che isolamento internazio¬ 
nale cui il governo della 
gauche fu condannato dallo 
stesso atteggiamento di 
una parte grande della sini¬ 
stra europea (i socialdemo¬ 
cratici tedeschi, i laburisti 
inglesi e Io stesso Psi), 
quell’esperienza sia naufra¬ 
gata soprattutto a causa 
della divisione e poi della 
frattura aspra fra le princi* 

f iali forze della sinistra 
rancese (socialisti e comu¬ 
nisti). 

Molti e vari sono gli argo¬ 
menti di riflessione che dai 
fatti di Francia degli ultimi 
cinque anni vengono offer¬ 
ti: dalle scelte iniziali sulle 
nazionalizzazioni e sul con¬ 
trollo del processo produtti¬ 
vo alle questioni sociali, dai 
problemi più direttamente 
connessi al sistema politico 
(decentramento e Parla¬ 
mento) alla stessa legge 
elettorale, sui cui cambia¬ 
menti tutti, anche in Italia, 
dovrebbero riflettere. Per 
quel che riguarda la scuola 
e l’università, la riflessione, 
anche per il Pei, deve esse¬ 
re ancora più stringente. 
Qualche anno fa, una valu¬ 
tazione non giusta del go¬ 
verno della sinistra sul rap¬ 
porto, in materia di inse¬ 


gnamento, con la Chiesa 
cattolica, provocò uno scos¬ 
sone tremendo e una vasta 
reazione: un milione di per¬ 
sone si radunarono a Ver¬ 
sailles, fecero tremare e 
aggravarono la crisi del go¬ 
verno Ps-Pcf, anche se que¬ 
sto governo ebbe l’imme¬ 
diata sensibilità di fare 
marcia indietro e non fece 
alcun ricorso alla repres¬ 
sione e alla violenza. Ades¬ 
so, il governo di destra si 
era illuso di poter far pas¬ 
sare una legge di estrema 
autonomia per le università 
secondo un disegno effi- 
cientistico e tecnocratico 
che non tiene conto delle 
profonde, e mai sradicate, 
aspirazioni di massa alla li¬ 
bertà, all’uguaglianza, alla 
cultura. 

Sapranno — avranno la 
volontà — le forze della si¬ 
nistra francese, in queste 
settimane, di ricominciare 
a ragionare fra loro, a di¬ 
scutere pacatamente, a 
confrontarsi, a riflettere 
sulle esperienze del passato 
e sugli errori rispettivi? Ce 
lo auguriamo con tutte le 
forze dell’animo nostro, an¬ 
che se la lettura dei giorna¬ 
li francesi di questi giorni 
ci costringe purtroppo a 
una doverosa prudenza. 
Certo, si ritroveranno tutti, 
oggi, per le vie di Parigi, a 
sostenere la lotta, lo slan¬ 
cio. l’iniziativa degli stu¬ 
denti e degli insegnanti de¬ 
mocratici. Ma le polemiche 
a sinistra non appaiono so¬ 
pite: e se ne e aggiunta 
un'altra, assai astiosa, con¬ 
tro chi vorrebbe «imposses¬ 
sarsi» del movimento. 

Questo movimento ha 
sconvolto Parigi e la Fran¬ 
cia. Ha richiamato l’atten¬ 
zione dell’Europa e del 
mondo, ancora una volta, 
sulla gioventù di Francia e 
sulla sua determinazione a 
difendere i grandi ideali di 
libertà e di eguaglianza: a 
dimostrazione di quanto 
sciocchi e superficiali fos¬ 
sero i ragionamenti di chi, 
negli anni passati, predica¬ 
va che oramai questa gio¬ 
ventù era perduta per le 
battaglie di.Iibertà e di de¬ 
mocrazia. E stato pagato 
un prezzo altissimo: in una 
delle città più civili, più 
colte e più belle del mondo 
è stata stroncata la vita di 
un giovane ventenne (era 
un maghrebino). Ma questo 
movimento ha conquistato 
successi importanti. Ha sa¬ 
puto respingere la provoca¬ 
zione torbida dell estremi¬ 
smo violento. Ha fatto di¬ 
mettere un ministro. Ha ob¬ 
bligato Chirac a ritirare la 
legge, e a tremare per le 
sue prospettive, a soli sei 
mesi da una vittoria eletto¬ 
rale. Ha rimesso in movi¬ 
mento, anche grazie all’at¬ 
teggiamento di Mitterrand, 
la situazione politica in 
Francia. 

Ma è assai difficile che 
esso abbia sbocchi impor¬ 
tanti, e di carattere perma¬ 
nente, se non cisarà una ri- 

{ >resa di dialogo, di confron- 
o, di collaborazione fra le 
forze di sinistra di quel pae¬ 
se. Dopo le notizie esaltanti 
dei giorni scorsi, questa sa¬ 
rebbe una notizia veramen¬ 
te eccellente, di ecceziona¬ 
le importanza: per la Fran¬ 
cia, e per tutte le forze del¬ 
la sinistra europea. 


LA DISFATTA Ol CHIRAC. PER LUI L’ELISEO É SEMPRE PIO 
LONTANO. FOLENA (FGCI): UNA GIORNATA DI LOTTA OEGLI 
STUOENTI IN TUTTA EUROPA A PAG. 3 


Nostro servizio 

PARIGI — Mitterrand è con gli studenti «che 
hanno ragione» e contro la violenza «che non 
è studentesca». Il capo dello Stato aveva av¬ 
vertito più volte Chirac, e fin dal luglio scor¬ 
so, quando il progetto di legge Devaquet era 
ancora in fase di elaborazione, del suo carat¬ 
tere «inopportuno». Ancora sabato sera, di ri¬ 
torno da Londra, egli aveva invitato il primo 
ministro a ritirarlo davanti a una protesta 
studentesca sana, matura, poi degenerata 
nella violenza e non per colpa dei manife¬ 
stanti. 

L’intervista del capo dello Stato alla sta¬ 
zione radio «Europa-1» era prevista da un an¬ 
no. Riconfermata prima del precipitare degli 
avvenimenti e della crisi, ha finito per collo¬ 
carsi, del tutto casualmente, 24 ore dopo la 
decisione del primo ministro di ritirare la ri¬ 
forma universitaria e alla vigilia di una ma¬ 
nifestazione studentesca e popolare che si 
annuncia fin d’ora tra le più imponenti che 
Parigi abbia mai vis*o. 

Nel suo ruolo e negli spazi ristretti che gli 
concede la coabitazione, Francois Mitter¬ 
rand non desiderava né attaccare né mettere 
in difficoltà un governo cui la Costituzione 
affida il compito di «condurre la politica del¬ 


la nazione». Al tempo stesso, responsabile 
della coesione nazionale e della stabilità del¬ 
le istituzioni, egli desiderava mettere In chia¬ 
ro quale era stata la sua posizione su questa 
come su altre riforme governative. 

Fin dalle prime battute s’è capito che l’in¬ 
tervistatore voleva restare sulla bruciante 
attualità studentesca e Mitterrand non ha 
rifiutato la sfida giostrando abilmente per 
evitare ogni affermazione che potesse poi ve¬ 
nirgli addebitata come una «violazione delle 
regole dei gioco». 

«Tutte le delucidazioni che ho chiesto al 
governo — ha detto Mitterrand ha proposito 
della legge Devaquet — riguardavano fin 
dall’inizio la selezione, le tasse, li carattere 
nazionale dei diplomi universitari. Nelle ulti¬ 
me settimane, poi prima del Consiglio euro¬ 
peo di Londra, poi al mio ritorno, sabato se¬ 
ra, sono intervenuto per invitare Chirac a 
ritirare il progetto. E come non avrei potuto 
farlo se io stesso avevo giudicato saggio di 
ritirare un progetto sulla scuola che aveva 
suscitato una vasta opposizione benché non 
vi fossero stati, nel 1984, né morti, né feriti, 
né provocazioni, né vandalismi? E perché 

(Segue in ultima) Augusto Pancaldi 


Dalle 21 di stasera fino alla 
stessa ora di domani si fer¬ 
mano 1 ferrovieri di Cgll, Cisl 
e UH. Le Fs hanno annuncia¬ 
to la cancellazione di molti 
convogli. Nella notte tra do¬ 
menica e lunedi. Inoltre, si 
asterranno dai lavoro 1 di¬ 
pendenti delle carrozze letto. 
Anche il sindacato autono¬ 
mo Fisafs ha lanciato un’a- 

§ Razione articolata sui treni 
alle 21 di venerdì prossimo 
alle 7 di martedì 16. Domani 
e dopodomani scendono in 
sciopero 1 medici ospedalieri 
aderenti ai sindacati auto¬ 
nomi. Ieri sera le undici sigle 
hanno Incontrato il sottose¬ 
gretario Amato, il ministro 
della Funzione pubblica Ga- 
spari e il sottosegretario al 
Tesoro Flnocchiaro. È salta¬ 
to invece rincontro di oggi a 
palazzo Vldoni. Continua in¬ 
tanto l’agitazione dei 70mila 
medici di famiglia che chie¬ 
dono il pagamento delle visi¬ 
te. A PAG. 8 



BOLOGNA — Due degenti dell'ospedale Maggiore davanti al 
manifesto che segnala la giornata di sciopero 



Tra poliziotti e autonomi 

Duri scontri 
alla centrale 
di Montano 

Ore di battaglia nei campi e sulle 
strade - Dieci feriti e nove arrestati 


Lunghissimo show radicale alla televisione di Stato 

Comizio di Pannella al «Tg2»; 
Tortora paga il conto alla De 

Bordate contro il collega di partito - Subito polemiche: dichiarazioni di Quercioli e Menduni 


ROMA — Un vero e proprio 
comizio in diretta lungo sei 
minuti. A Marco Pannella è 
stato consentito di aprire co¬ 
sì il Tg2 della sera. Ore 19 e 
45: una sola domanda inizia¬ 
le e quella che doveva essere 
una intervista è stata som¬ 
mersa da migliaia di parole 
mai più interrotte. li giorna¬ 
lista non è mai intervenuto¬ 
li leader radicale, grazie a 
•questa oasi di informazione 
e di libertà che è il Tg2» (così 
lui stesso lo ha definito) ha 
potuto ricostruire punto per 
punto quello che ormai è di¬ 
ventato il caso Tortora. E 
che già Ieri (con una intervi¬ 
sta a Tortora) aveva tenuto a 


lungo l’apertura del Tg2. 
Pannella, ieri sera, ha usato 
parole dure nei confronti del 
«traditore» che è pronto a sa¬ 
crificare sull’altare di «Por- 
tobello» e di un ricco contrat¬ 
to con la Rai il suo impegno 
politico, la sua presenza nel¬ 
le liste radicali. «Hai pagato 
sottobanco un prezzo politi¬ 
co a chi? Ad Agnes... a De Mi¬ 
ta?». Ha chiesto dai tele¬ 
schermi Pannella a Tortora. 
È la stessa domanda che gli 
rivolge oggi anche dalle co¬ 
lonne del «Giornale» che 
sempre nel corso del comizio 
televisivo ha invitato gli ita¬ 
liani ad acquistare in massa. 
Un invito che ha travalicato 


i già troppo ampi margini 
concessi a Pannella, tanto 
che il conduttore, al termine 
del filmato, si è sentito in do¬ 
vere di fornire una giustifi¬ 
cazione che è però risultata 
estremamente debole. «For¬ 
se era giusto tagliare le pro¬ 
pagande ad un organo di 
stampa — ha detto — ma ab¬ 
biamo deciso di soprassede¬ 
re, data la forte passione ci¬ 
vile dell’intervento di Pan¬ 
nella». Enrico Menduni, 
membro del consiglio di am¬ 
ministrazione della Rai desi¬ 
gnato dal Pel, ha commenta¬ 
to: «È molto grave che sia 
stato concesso di utilizzare il 
servizio pubblico per que¬ 


stioni personali e di partito e 
che si approfitti di presunte 
“oasi di libertà” per fare una 
campagna di adesione ad un 
partito e propaganda ad un 
quotidiano amico. Per la 
gravità del fatto e le evidenti 
responsabilità che esso coin¬ 
volge, investiremo il consi¬ 
glio d’amministrazione nella 
prossima seduta di domani». 
•È una palese violazione del¬ 
la deontologia professionale, 
cui devono sempre ispirarsi 
coloro che gestiscono l’infor¬ 
mazione specialmente nel 

Marcella Ciantelli 
(Segue in ultima) 


Dal nostro inviato 

MONTALTO DI CASTRO — 
Battaglia all'alba nei campi 
e sulle strade che circondano 
il cantiere della centrale nu¬ 
cleare di Montalto di Castro. 
Cariche della Celere, barri¬ 
cate e sassaiole degli autono¬ 
mi, corpo a corpo tra agenti e 
dimostranti immersi nel fu¬ 
mo acre dei lacrimogeni. 
Quattrocento giovani dell’a¬ 
rea di Autonomia erano arri¬ 
vati da tutta Italia per bloc¬ 
care per un giorno i lavori 
della centrale. Hanno trova¬ 
to un cantiere circondato da 
mille agenti e dai blindati 
delia polizia. Due ore di 
scontri durissimi con dieci 
feriti e nove autonomi arre¬ 
stati. Un ragazzo milanese. 
Luca Pagani, 18 anni, è stato 
colpito in pieno petto da un 
candelotto, è ora ricoverato 
all’ospedale di Tarquinia. In 
ospedale sono finiti anche 
un agente della Mobile di 
Napoli, ferito alla testa da un 
sasso, e un altro giovane di¬ 
mostrante di Genova, Stefa¬ 
no Siciliano. Solo mille ope¬ 
rai su 5mi!a, sono entrati in 
cantiere, gli altri hanno ri¬ 
nunciato intimoriti dalla 
battaglia. 

E ancora notte fonda 
quando da Roma, Napoli e 
Viterbo, arrivano nelle cam¬ 


pagne di Montalto le prime 
squadre della Celere. Auto¬ 
nomia operaia ha annuncia¬ 
to da tempo una «manifesta¬ 
zione per la pace e contro il 
nucleare*. Il grosso spiega¬ 
mento di polizia (i celerini 
sono il doppio dei manife¬ 
stanti) fa capire che per Im¬ 
pedirla si è scelta la strada 
della prova di forza. I pul¬ 
lman dei giovani estremisti, 
provenienti dalle città del 
Nord e dalla capitale, sono 
già parcheggiati in un piaz¬ 
zale accanto all’Aurelia. In 
piccoli gruppi gli autonomi 
si avviano verso la centrale. 
Vogliono arrivare sul rettili¬ 
neo dell’ingresso principale 
per bloccare pullman e auto¬ 
mobili che portano gli operai 
del primo turno. Ma già sul 
ponte della ferrovia per Pisa, 
ad un chilometro dai cancel¬ 
li, ci sono centinaia di agenti 
schierati con scudi, manga¬ 
nelli e fucili. È ancora buio, 
le strade sono illuminate so¬ 
lo dalle fotoelettriche della 
polizia. Intanto alle spalle 
dei dimostranti arrivano an¬ 
che centinaia di carabinie- 

Luciano Fontana 

(Segue in ultima) 


Un altro servizio di 
Angelo Melone a pag. 15 


Dalla parte dì Teresa 


Distesa con le braccine aperte den¬ 
tro l’incubatrice, Teresa, la bambina 
nata col sesso predeterminato (ma 
come suona arida e burocratica que¬ 
sta espressione!), fa tenerezza. Fa te¬ 
nerezza ogni cucciolo d’uomo, fragi¬ 
le e indifeso, casi evidentemente bi¬ 
sognoso di amore e di protezione, co¬ 
sì Incapace di ca varsela, di sopra vvl- 
vere da sé: eppure già così prepoten¬ 
temente un individuo, una persona, 
un progetto di vita. Sembra un pulci¬ 
no, potrebbe essere Einstein o Èva 
Curie. 

Ma insieme alla tenerezza, quella 
fotografia di Teresa suscita turba¬ 
mento. Teresa non è nata solo col 
sesso predeterminato, ma con un de¬ 
stino predeterminato. E stata iscel- 
fa» donna — pare, a quanto si è Ietto, 
dal padre — per •tener compagnia• a 
sua madre, durante le lunghe assen¬ 
ze paterne, dovute a ragioni di lavo¬ 
ro. 

E se Teresa, domani, non volesse 
tener compagnia a sua madre? Se il 


di MARISA RODANO 


suo ideale fosse divenire capitano di 
lungo corso (tanto per restare In am¬ 
biente marinaro), o andare a studia¬ 
re a Milano alla Bocconi, o persegui¬ 
re qualsiasi altro progetto di sé che 
non sla quello per cui è stata •com¬ 
missionata• a un’equipe altamente 
specializzata di scienziati e di medi¬ 
ci? 

Le si potrà dire: «No, non puoi, non 
devi; per altri scopi fi abbiamo fatta 
nascere femmina e non maschio. 
Non hai diritto di avere un tuo prò- 

f :etto, tu sei II risultato di un próget- 
o nostro, di tuo padre e di tua ma¬ 
dre »? 

Sembran riemergere fantasmi an¬ 
tichi: la fanciulla destinata fin dalla 
nascita a farsi monaca perché man¬ 
cante di dote; Il cadetto avviato sin 
dall’infanzia alla carriera militare o 
a quella ecclesiastica per conservare 


Intatto II patrimonio del primogeni¬ 
to; vocazioni artistiche frustrate o 
spezzate per continuare le fortune di 
un’azienda o di un avviato studio 
professionale~ Balzano alla memo¬ 
ria personaggi letterari tanto più in¬ 
dimenticabili quanto più simbolici di 
una condizione diffusa: *La nostra 
Infelice — scrive A. Manzoni di Ger¬ 
trude — era ancora nascosta nel ven¬ 
tre della madre, che la sua condizio¬ 
ne era già Irrevocabilmente stabili¬ 
ta... Bambole vestite da monache fu¬ 
rono i primi baiocchi che le si diede¬ 
ro in mano». 

Storie Impensabili, che fanno or¬ 
mai più ridere che inorridire In un 
mondo che si appresta a varcare la 
soglia del duemila e che proclama la 
ImperscritUbilità del diritti dell’indi¬ 
viduo, quanto meno In Europa: In 
India, a quanto denuncia lo stesso 
governo al Rajln Gandhi, le spose 

(Segue in ultima) 


Nell’interno 


Fanfani: «Non c’è il dima 
per riforme istituzionali» 

Si riaccende la polemica sulla possibilità di riforme istituzio¬ 
nali in fine di legislatura. Fanfani sostiene che il paragone 
con la Costituzione non regge, che oggi non c’è né II tempo, né 
il clima politico adatto. «A Bozzi sono occorsi 27 mesi per 
proposte a titolo personale». A RAG. 2 

Iran-gate, i due protagonisti 
rifiutano di testimoniare 

Si sono rifiutati di testimoniare i due principali protagonisti 
dell’Iran-gate. L'ammiraglio John Polntdexter, ex consiglie¬ 
re per la sicurezza nazionale, e il colonnello Oliver North, si 
sono appellati al quinto emendamento per sottrarsi all’inter¬ 
rogatorio della commissione Esteri della Camera. A RAG. 3 

Coppe europee: oggi 
in tv Inter e Torino 

Ancora un mercoledì di calcio intemazionale. SI giocano le 
partite di ritorno degli ottavi di finale dalla Coppa Uefa. Le 
due gare saranno trasmesse in diretta tv, quella dei Torino 
sulla rete 1 (ore 17,30), quella dell’Inter sulla rete 2 (ore 20,25). 

NELLO SPORT 


lì documento del Pel sui 
problemi dell'occupazione 
merita attenzione. La meri¬ 
terà anche di più se riuscirà 
a stimolare una iniziativa 
politica all’altezza, rispetto 
agli obicttivi proposti. 

La questione lavoro è da 
tempo riconosciuta come il 
problema sociale più grave 
del nostro paese (non solo del 
nostro), ma non riesce a di¬ 
ventare ia principale que¬ 
stione politica: lo riconosce 
anche Bassolino nei dibatti¬ 
to sollevato sui documento. 
Farla diventare una iniziati¬ 
va politica è compito priori¬ 
tario delle forze politiche e 
sindacali. Ma dipende anche 
dalla coerenza delie proposte 
e dalla coerenza dei compor¬ 
tamenti. In proposito rilevo 
che non mancano incertezze 
e incoerenze nelle stesse for¬ 
ze politiche e sindacali ideila 
sinistra ». 

Mi riferisco alla scelta nel¬ 
le priorità rfvendfcative di 
questi ultimi anni e in parti¬ 
colare al rapporto fra politi¬ 
che salariali e di orario di la¬ 
voro. Il documento dei Pei 
definisce strategico l’obietti¬ 
vo delle 35 ore di lavoro setti¬ 
manali, In quanto essenziale 
per risolvere i problemi del¬ 
l’occupazione. Questa è una 
svolta Importante nella pro¬ 
posta del Pel, come hanno 
ampiamente rilevato I com¬ 
mentatori. Si tratta di una 
presa di posizione diversa 
dal passato, in linea con le 
tendenze di tutta l’area poli¬ 
tica riformista europea e che 
può contribuire — ci si au¬ 
gura — ad un atteggiamento 
unitario del sindacato in 
proposito. 

Se si guarda alle vicende 
sindacali degli anni 80 si de¬ 
ve Infatti riscontrare una 
notevole tiepidezza sindaca¬ 
le delia Cgil in primo luogo, 
verso la riduzione dcH’orario 
di lavoro; il che ha indebolito 
la già difficile linea sindaca¬ 
le. Tanto più chea tale tiepi¬ 
dezza hanno fatto riscontro 
ricorrenti spinte salarialisti- 
che nelle stesse componenti 
sindacali. La portata politica 
di proposte occupazionali, 
comprese quelle in tema di 
riduzione d'orario, si misura 
su queste scelte, che sono be¬ 
ninteso sindacali, ma su cui 
la posizione di una forza po¬ 
litica come il Pei non è ov¬ 
viamente irrilevante. 

Ben venga dunque il rico¬ 
noscimento che l’obiettivo 
delle 35 ore è centrale, come 
pure la individuazione di un 
corretto legame tra riduzio¬ 
ne di orario, diversificazione 
e opzionalità dei regimi di 
orario, dei tempo Ubero e 
modifiche della organizza¬ 
zione del lavoro. 

C’è da augurarsi che esso 
stimoli comportamenti con¬ 
seguenti. Occorre decidere 
su come distribuisce le risor¬ 
se fra tutela degli occupati e 
lotta alia disoccupazione, 
anzitutto con le scelte dei 
contratti collettivi in mate¬ 
ria di salario e di orario. 

La scelta è difficile, come 
mostra il travaglio dei sinda¬ 
cati e dei partiti socialdemo¬ 
cratici europei, ma va opera¬ 
ta chiaramente: più di quan¬ 
to si sia fatto nnora. 

Il documento del Pel con¬ 
tiene altri importanti ele¬ 
menti di novità. Mi limito a 
sottolineare quelli che sem¬ 
brano (anche a me) più signi¬ 
ficativi: la riformulazione 
dell’obiettivo stesso della 
piena occupazione, che non 
si può più identificare con la 
generalizzazione del modello 
di lavoro tradizionale, a tem¬ 
po pieno per tutta la vita; la 
percezione che la stessa di¬ 
soccupazione ha caratteri di¬ 
versi da quelli di altri tempi, 
è soprattutto mancanza di 
la voro qualità tivo che con vi¬ 
ve con lavori precari, semi- 
sommersi; la consapevolezza 
della dimensione europea 
della politica occupazionale, 
con il rilancio della proposta 
di Ezio Tarantelti di creare 
un fondo in Ecu per finan¬ 
ziare il sostegno all’occupa¬ 
zione; la giusta attenzione al 
problemi dei lavoro femmi¬ 
nile e alla necessità di pro¬ 
muoverne «positivamente» le 
chance; la convinzione che è 
necessario un forte rilancio 
di Investimenti qualificati 

(Segue in ultima) 




















MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 



UHM 



Si accende un conflitto sulle prospettive di fine legislatura 

mica sulle istituzioni 

Fanfara: «Non c’è il clima politico 
né il tempo per fare delle riforme» 

Il presidente del Senato ricorda che ad Aldo Bozzi sono occorsi ben 27 mesi per presentare delle proposte 
a puro titolo individuale - «Non regge il paragone con la Costituente» - Un dibattito con Zangheri e Rodotà 



ROMA — Messo a punto e presentato ieri il futuro sistema elettronico di voto. Dalle cabine 
scompariranno le schede e entreranno i computer 


ROMA — Il presidente del 
Senato Amintore Fanfani ri¬ 
torna con una bruciante di¬ 
chiarazione polemica sul te¬ 
ma delle riforme istituziona¬ 
li. per negare che si possano 
realizzare nello scorcio di 
questa legislatura. Una tesi 
già espressa dallo stesso 
Fanfani in una recente in¬ 
tervista. Ma ieri il capogrup¬ 
po liberale alla Camera Aldo 
Bozzi l'ha apertamente criti¬ 
cata: -In diciotto mesi noi fa¬ 
cemmo la Costituzione*. Im¬ 
mediata la contro-replica. 
Fanfani rammenta il «lungo, 
autorevole, ma purtroppo 
non risolutivo lavoro di ben 
tremasene mesi* della Com¬ 
missione parlamentare per 
le riforme istituzionali, per¬ 
sonalmente guidata dall’e¬ 
sponente del Pii, che non riu¬ 
scì a -raggiungere conclusio¬ 
ni univoche*; da allora (gen¬ 
naio *85) è passato quasi un 
altro anno senza le -decisioni 
attese*, al punto che *lo stes¬ 
so presidente Bozzi volonte¬ 
rosamente impiegò altri tre¬ 
dici mesi per presentare alla 
Camera, solo con la sua fir¬ 
ma, nel febbraio ’8G, otto 
proposte di revisione di sin¬ 
goli aspetti della Costituzio¬ 
ne*. 

Dunque, secondo il presi¬ 
dente del Senato, chi giusta¬ 
mente auspica «utili aggior¬ 
namenti- alla Costituzione 
del *47 deve evitare di cadere 
oggi in un «rischio gravido di 
conseguenze politiche-. Qua¬ 
le? Fanfani e esplicito: non 
bisogna «pretendere di anda¬ 
re oltre urgenti e fattibili 
proposte, idonee a migliora¬ 
re la funzionalità delle isti¬ 
tuzioni esistenti e a risolvere 
— in coerenza con i princìpi 
costituzionali — gravi pro¬ 
blemi sociali tuttora aperti». 
Tanto più se si considera che 
l’attuale clima politico «non 
è certamente quello che sor¬ 
resse Io sforzo dei costituen¬ 
ti» un quarantennio addie¬ 
tro. Traspare qui un’implici¬ 
ta critica del presidente del 
Senato allo stato in cui si 
trascina la maggioranza go¬ 
vernativa. 

Accenti polemici, o quanto 
meno evidenti diversità 
d'impostazione, sono emersi 
attorno alle questioni istitu 
zionali anche in un dibattito 


promosso Ieri dall’Isle, l’isti¬ 
tuto di studi legislativi pre¬ 
sieduto dall’ex ministro so¬ 
cialista Giovanni Pieraccini. 
Nonostante il titolo procova- 
torio dell'incontro («la pro¬ 


fessione parlamentare») so¬ 
no rimasti molto sullo sfon¬ 
do i contrasti delle settimane 
scorse sugli aumenti delle 
idennità di deputati e sena¬ 
tori o sulla nuova figura del¬ 


l’assistente introdotta a 
Montecitorio. Piuttosto, l’ac¬ 
cento è caduto su un punto 
essenziale delle possibili ri¬ 
forme istituzionali: quella 
delle Camere. 


Oggetto di critiche da par¬ 
te di alcuni ospiti della tavo¬ 
la rotonda, le ultime sortite 
del segretario de De Mita 
(presidente del Consiglio 
eletto per cinque anni, ri¬ 
nuncia del ministri al man¬ 
dato parlamentare). Senza 
far nomi, per esempio, il li¬ 
berale Bozzi definisce •un’il¬ 
lusione pensare che buone 
“regole del gioco” possano 
rendere idilliaca la lotta poli¬ 
tica» e si chiede se «tanta fan¬ 
tasia eccessiva di proposte 
possa produrre il consenso 
necessario» a varare davvero 
le riforme. 

Il capogruppo repubblica¬ 
no alla Camera Adolfo Bat¬ 
taglia punta il dito su una 
«degenerazione» del quadro 
istituzionale che porta tutti 
— governo e Parlamento, 
opposizione e partiti — a non 
fare più il proprio mestiere. 
E la «mancanza di un potere 
che limiti il potere dei parti¬ 
ti» gli appare, in ogni caso, la 
causa principale del «deperi¬ 
mento» della funzione parla¬ 
mentare. Renato Zangheri 
non è completamente d’ac¬ 
cordo. Il capogruppo comu¬ 
nista, oltre l’«invadenza» del 
partiti, richiama soprattutto 
ia crescita di «poteri» che dal 
mondo economico, finanzia¬ 
rio e dell’informazione sot¬ 
traggono capacità di decisio¬ 
ne alle assemblee elettive, fi¬ 
no ad «espropriarle» per scel¬ 
te fondamentali. Il Pei è con¬ 
vinto della necessità e del va¬ 
lore di una riforma che mo¬ 
difichi la struttura del Parla¬ 
mento e ne risolva attuali di¬ 
sfunzioni e difetti; ma, in¬ 
tanto, non si possono tacere 
le effettive responsabilità di 
chi, il pentapartito, «sta af¬ 
fossando le piccole riforme 
istituzionali» il cui cammino 
è già avviato. Un solo esem¬ 
plo per tutti: quella della 
Presidenza del Consiglio dei 
ministri. Zangheri qui repli¬ 
ca direttamente a De Mita: 
«Prima di inventarci altre ri¬ 
forme, facciamo quelle sul 
tappeto da tempo». Insom- 
ma, diciotto mesi possono 
non essere «troppo pochi» se 
si sgombra il campo dalle ac¬ 
cuse e dalle richieste stru¬ 
mentali per stringere su 
aspetti concreti. 

Marco Sappino 


ROMA — Mediobanca al 
privati, le telecomunicazioni 
alla Fiat, 1 pezzi migliori del¬ 
la siderurgia delPIri a Luc¬ 
chini e alle sue cordate di in¬ 
dustriali dell’acciaio. Se si 
parla di imprese pubbliche, 
si parla di vendite. Sembra 
che Irl ed Eni non possano 
più servire ad altro che a far 
affluire il loro sangue mi¬ 
gliore nelle vene del capitale 
privato. Dalle frontiere dello 
sviluppo sarebbero irrime¬ 
diabilmente tagliati fuori, 
utili solo a funzioni di sup¬ 
porto, a occupare posizioni 
di retroguardia. È diventata 
un’opinione diffusa, anche 
perché serve agli Interessi di 
gruppi potenti. Ma è un’opi¬ 
nione senza fondamento. È 
vero invece che ci sono cose 
che i privati non vogliono o 
non sanno fare e che possono 
essere affidate solo a un si¬ 
stema di aziende pubbliche. 
E sono cose decisive per ga¬ 
rantire la crescita dell’eco¬ 
nomia italiana. 

Il problema vero da af¬ 
frontare e risolvere — ha 
detto ieri Gianfranco Bor- 
ghlnl presentando il conve¬ 
gno che il Pei ha organizzato 
per metà gennaio — è di ope¬ 
rare perchè anche le imprese 
pubbliche obbediscano a cri¬ 
teri di Imprenditorialità, si 
possano muovere sui merca¬ 
ti con l’agilità e le possibilità 
del privati, funzionino In- 
somma seguendo la logica di 
tutte le altre società per azio¬ 
ni. Se così avvenisse, sareb¬ 
bero del tutto inspiegabili le 
ipotesi che oggi si fanno in¬ 
torno agli affari più discussi. 
Come è possibile pensare a 
un accordo tra la Italtel c la 
Telettra per le telecomuni¬ 
cazioni che garantisca il 
controllo della nuova società 
alla Fiat quando è l’azienda 
dell’Iri ad avere le fabbriche 
migliori? O parlare di una ri¬ 
duzione del capitale pubbli¬ 
co In Mediobanca a vantag¬ 
gio di una nuova maggio¬ 
ranza privata che verrebbe 
inevitabilmente egemoniz¬ 
zata da alcune grandi con¬ 
centrazioni? Sono tutte ope¬ 
razioni che non hanno alcu¬ 
na giustificazione se si fa ri¬ 
ferimento a una logica di im¬ 
presa. Ma è appunto questa 
logica che va ripristinata e 
definita nell’ambito di una 
generale riforma. Oggi si na¬ 
viga a vista in condizioni di 
confusione e di Incertezza, 
senza orientamenti precisi, 
senza sapere bene a quali ap¬ 
prodi tendere. 

Le riflessioni del comuni¬ 
sti, le proposte che vogliono 
discutere nel convegno di 
gennaio hanno appunto lo 
scopo di ricostruire un preci¬ 
so quadro di riferimento, po¬ 
litico e legislativo. Partendo 
da un’analisi generale dei 
problemi attuali dell'econo¬ 
mia italiana. 

PERCHÉ SERVONO — Si 
dice che le cose vanno me¬ 
glio da qualche tempo. Ma ai 
più positivi indici della con¬ 
giuntura fa riscontro un so- 


Ministro di Stato? 
D Quirinale precisa 


ROMA — Il presidente Cossiga non ha solle¬ 
citato il ripristino della figura del ministro di 
Stato. L’ufficio stampa del Quirinale ha defi¬ 
nito «un cumulo di stupidaggini* le afferma¬ 
zioni in proposito contenute in un articolo 
apparso sull’ultimo numero dell’«Espresso». 
Il settimanale aveva attribuito al presidente 
della Repubblica l’intenzione di riportare in 
vita appunto una figura simile, per ruolo e 
attribuzioni, a quella dei ministri della Reai 
Casa, all’epoca della monarchia. 

Ora, il Quirinale precisa che «il problema 
esiste*, ma si tratta di una questione esami¬ 
nata dalla presidenza del Consiglio che pri¬ 
ma di assumere qualsiasi iniziativa in propo¬ 
sito ha chiesto 11 parere al Consiglio di Stato. 

In sostanza, la possibilità di riattivare que¬ 
sto istituto, che viene giudicato come estre¬ 
mamente «serio» esisterebbe, ma non riguar¬ 
da l'iniziativa del Capo dello Stato (il quale 
comunque non sarebbe in disaccordo) bensì 
quella del governo. 


Amnistìa e indulto 
entro la settimana 

ROMA — Quasi certamente il presidente del¬ 
la Repubblica potrà firmare prima della fine 
di questa stessa settimana l’atteso provvedi¬ 
mento di amnistia e indulto. Di conseguenza 
già prima di Natale potranno uscire dalle 
carceri (più per Tindulto che per l’amnistia) 
quasi cinquemila detenuti, mentre potranno 
essere archiviati (più per l’amnistia che per 
l’indulto) qualcosa come un milione di proce¬ 
dimenti penali. 

DeU'immlnenza della definitiva approva¬ 
zione della legge-delega si è avuta conferma 
ieri dal Senato, con l’annuncio che — fatto 
dallo stesso neopresidente Franco Castiglio¬ 
ne — la commissione Giustizia di palazzo 
Madama esaminerà domani mattina le mo¬ 
difiche introdotte dalla Camera (e che ven¬ 
gono considerate «assolutamente ragionevo¬ 
li») in modo che l'assemblea possa dare defi¬ 
nitiva sanzione al provvedimento nella stes¬ 
sa serata. 



Gianfranco Borghini Romano Prodi 

«Rinnoviamo 
così le 
imprese 
pubbliche» 

In gennaio un convegno del Pei sulle Parte* 
cipazioni statali - Borghini: un ruolo insosti¬ 
tuibile per lo sviluppo del Paese - L’autono¬ 
mia di un moderno sistema imprenditoriale 


stanziale peggioramento 
dell’economia reale del pae¬ 
se. Si paga meno il petrolio, il 
dollaro vale meno e si ha l’il¬ 
lusione che si sia così alleg¬ 
gerita la condizione di pe¬ 
sante dipendenza verso l’e¬ 
stero. E invece gli ultimi an¬ 
ni ci consegnano una strut¬ 
tura produttiva deteriorata e 
ristretta. L’industria italiana 
ha una scarsa diversifi¬ 
cazione, un’insufficiente ar¬ 
ticolazione. È relativamente 
peggiorata anche la rete dei 
servizi. In sostanza, se si è af¬ 
fievolito il vincolo monetario 
ed energetico, è aumentato 
quello tecnologico, la dipen¬ 
denza dai prodotti esteri a 
elevato contenuto di innova¬ 
zione. 

Vi sono almeno tre fonda- 
mentali attività per le quali è 
essenziale il ruolo delle im¬ 
prese a partecipazione stata¬ 
le, dove i privati hanno am¬ 
piamente dimostrato di non 
riuscire a tenere il ritmo ne¬ 
cessario. 1) Il processo di in¬ 
ternazionalizzazione dell’in¬ 
dustria italiana, indispensa¬ 
bile in alcuni settori, si può 
perseguire solo con imprese 
di dimensioni adeguate e 


queste in diversi casi sono 
esclusivamente pubbliche. O 
stringono loro i legami ne¬ 
cessari sui mercati interna¬ 
zionali o l’economia italiana 
verrà inesorabilmente ta¬ 
gliata fuori da interi campi 
di attività. 2) L’innovazione 
nell’industria si raggiunge 
solo con la presenza in «filie¬ 
re tecnologiche» spesso a 
redditività differita, e quindi 
particolarmente onerose per 
i privati, ma tali da garantire 
una ricaduta di processi e 
prodotti innovativi su tutta 
l’economia. Le risorse neces¬ 
sarie sono alla portata solo 
delle aziende pubbliche. 3) 
L’organizzazione delle reti di 
servizi. Un tempo l’acciaio e 
il metano erano i fondamen¬ 
tali fattori della produzione, 
oggi sono le telecomunica¬ 
zioni, la cultura organizzati¬ 
va e gestionale ecc. 

UN SISTEMA DI IMPRE¬ 
SE — Finora non c’è stata al¬ 
cuna strategia. Da parte del 
dirigenti delle industrie pub¬ 
bliche non è venuto avanti 
un ragionamento coerente 
sugli obiettivi da raggiunge¬ 
re. Si è assistito Invece a un 
disordinato processo di risa¬ 


namento finanziario: vende¬ 
re per coprire i buchi del bi¬ 
lancio, non per arrivare a un 
assetto funzionale al propri 
scopi. (Josì si è assistito a un 
declassamento della funzio¬ 
ne delle Partecipazioni stata¬ 
li e si è giustificata una con¬ 
cezione «residuale» del loro 
ruolo. Bisogna invece cam¬ 
biare completamente regi¬ 
stro. Si deve vendere c com¬ 
prare In base a precise stra¬ 
tegìe. In questo senso va re¬ 
spinta ogni distinzione tra 
manifattura e servizi, tra 
settori arretrati e avanzati. 
Definiti gli obiettivi, le 
aziende pubbliche devono 
potersi muovere come 1 pri¬ 
vati, verticalizzando le pro¬ 
duzioni se loro conviene, 
combinando nel modo mi¬ 
gliore manifattura e servizi, 
dotandosi degli strumenti 
anche finanziari necessari 
all’attività di un moderno si¬ 
stema di impresa. Non è 
quindi irragionevole che l’Iri 
o l’Enl gestiscano anche ca¬ 
tene di supermercati se que¬ 
sti sono in grado di fornire 
mezzi finanziari utili agli in¬ 
vestimenti d’impresa. Come 
è necessaria la presenza in 
quel settori (parabancario, 
intermediazione) che sono il 
naturale polmone finanzia¬ 
rio di ogni attività industria¬ 
le. Per garantire un flusso di 
risorse indispensabili a so¬ 
stenere investimenti, la cui 
redditività è spesso differita, 
vengono avanzate anche al¬ 
tre proposte. Non è infatti 
sufficiente affidarsi ai fondi 
di dotazione dello Stato. 

COME DEVONO FUNZIO¬ 
NARE — È necessario rive¬ 
dere i processi decisionali. Al 
potere politico spetta un ruo¬ 
lo di indirizzo, la definizione 
degli obiettivi. Agli enti e alle 
aziende compete invece una 
traduzione delle indicazioni 
in politiche industriali. Que¬ 
sto lavoro deve avvenire In¬ 
piena autonomia. Un con¬ 
trollo potrà essere effettuato 
solo «ex post». In sostanza il 
Pei ritiene un «grave errore 
politico» un orientamento 
che pensasse di vincolare le 
imprese a un rispetto mag¬ 
giore delle finalità pubbliche 
accentuando le forme del co¬ 
mando politico. Quanto poi 
alla concreta riorganizzazio¬ 
ne, si ritiene di salvaguarda¬ 
re l’istituto dell’ente come 
filtro tra gli organismi poli¬ 
tici e le aziende, ma si lascia 
aperta la discussione sul nu¬ 
mero e le finalità degli enti 
(se debba o no sopravvivere 
ì’Efim, come suddividere Ti¬ 
ri ecc.) mentre si ipotizza un 
possìbile scioglimento del 
ministero se si constituisse 
un dicastero delle attività 
produttive. Altre proposte 
sono poi avanzate circa la 
partecipazione dei lavoratori 
alla gestione delle imprese. 
Si avanza l’idea di una intro¬ 
duzione in via sperimentale 
di «comitati di sorveglianza». 

Edoardo Gardumi 


ROMA —- «Nessuno ha dele¬ 
gittimato la De o intende de¬ 
legittimarla. La toponoma¬ 
stica della cosiddetta staffet¬ 
ta non è come tale in discus¬ 
sione*. Così assicura Spado¬ 
lini in un editoriale della 
•Voce repubblicana-, che re¬ 
plica alle ultime accuse di De 
Mita. Secondo il segretario 
della De, gli alleati laici vor¬ 
rebbero stravolgere le regole 
democratiche ignorando il 
diverso grado di consenso 
elettorale dei partiti della 
coalizione. Il leader repub¬ 
blicano sostiene, invece, che 
non si tratta di questo. Il Prl 
ha posto sul tappeto «alcuni 
grandi problemi politici* ai 
quali è ancorata «la soprav¬ 
vivenza del pentapartito e 
della legislatura». Obiettivi, 
entrambi, per i quali «si bat¬ 
te». 

Attento a distinguere tra 
•il De Mita delle interviste» e 
•il De Mita dei discorsi im¬ 
provvisati a braccio», Spado¬ 
lini lamenta il fatto che, nel¬ 
l'offensiva oratoria del se¬ 
gretario democristiano, riaf¬ 
fiori una visione «bipolare» 
della politica e una «svaluta¬ 
zione sistematica dei mino¬ 
ri». Mentre i repubblicani — 
e qui si può cogliere una pre¬ 
sa di distanza da Visentini — 
non intendono affatto «dele¬ 
gittimare» il diritto della De 


Il Pri non contesta ai de 
il «diritto di staffetta» 

Spadolini: «Il nostro è un grido di allarme sulla crisi del penta¬ 
partito» - Il «Popolo» addebita a Visentini «visioni militariste» 


a riprendere la guida del go¬ 
verno. Questo ȏ un pericolo 
che non esiste». Perciò è inu¬ 
tile ricordare »un giorno sì e 
l’altro anche, che "pacta 
sunt servanda”, come se 1 re- 
pubblicani non conoscessero 
perfettamente il valore e in¬ 
sieme l limiti deU'impegno 
assunto nel luglio *86». 

Ma in che cosa consisteva 
queU’impegno? Secondo il 
Pri, l’intesa prevedeva tre 
punti essenziali: 1) fu deciso 
di confermare »il corso natu¬ 
rale del governo Craxi fino 
alla scelta autonoma del 
Congresso socialista all’ini¬ 
zio della primavera ’87»; 2) fu 
Fissato «un nuovo tracciato 
programmatico da sottopor¬ 
re, al momento del passaggio 
di mano, alla necessaria ve¬ 
rifica e alla necessaria con¬ 
ferma, e sempre nel presup¬ 
posto di assolvere nel frat¬ 
tempo agli impegni assunti»; 


3) si decise di elaborare «en¬ 
tro brevi mesi (e sono già 
passati)» i testi legislativi ne¬ 
cessari per »evitare soluzioni 
referendarie sulla giustizia e 
non solo sulla giustizia». Ed è 
appunto sulle «inadempien¬ 
ze e contraddizioni di questi 
mesi» che i repubblicani 
hanno «gettato un grido d’al¬ 
larme». In sostanza, Spadoli¬ 
ni rivendica almeno il «dirit¬ 
to di allarme» per il suo par¬ 
tito che vivacchia all’ombra 
della contesa largamente 
monopolizzata da socialisti e 
de. Perciò, questa la conclu¬ 
sione: «Attaccare i repubbli¬ 
cani e insultarne gli espo¬ 
nenti, giocando su presunte 
distinzioni interne», rischia 
di aggravare »i nodi pregiu¬ 
diziali alla vita della coali¬ 
zione». 

Tuttavia la De — che do¬ 
mani riunirà la Direzione 
per discutere appunto la si¬ 


tuazione politica — non ces¬ 
sa il suo fuoco di sbarramen¬ 
to. Ieri è stata coita al balzo 
la polemica sull’obiezione di 
coscienza per accusare Vi¬ 
sentini perfino di •militari¬ 
smo». La «Voce repubblica¬ 
na» in un corsivo — riferen¬ 
dosi alla mozione sugli 
obiettori, approvata dal con¬ 
vegno di Lanciano — aveva 
definito i giovani de «eredi 
dei clericali e integralisti che 
furono avversari insieme 
dell'unità e della libertà». Il 
presidente del movimento 
giovanile scudocrociato. Lu¬ 
ca Danese, ha respinto l’eti¬ 
chetta di »clerico-integrall- 
sta», ha lamentato che siano 
state costruite molte carceri 
e poche nuove caserme, la¬ 
sciando tuttavia aperto il 
confronto coi ministro della 
Difesa. Danese, infatti, af¬ 
facciava il sospetto che la po¬ 
lemica repubblicana fosse 


«enfatizzata strumental¬ 
mente per lanciare segnali 
politici che nulla hanno a 
che vedere con le questioni 
affrontate a Lanciano». So¬ 
spetto più che legittimo. 
Tanto è vero che a difendere 
i diritti degli obiettori di co¬ 
scienza scende in campo og¬ 
gi il «Popolo» con un corsivo 
di «Yorik», cioè del direttore 
Cabras. Il giornale parte da 
un richiamo alla Resistenza, 
per dire che i giovani de «di¬ 
scendono dal coetanei che 
nel ’44-’45 divennero “ribelli 
per amore”, scelsero cioè la 
strada del partigiani cristia¬ 
ni». «Fra 1 diritti civili che 
conquistammo allora — 
scrive il “Popolo” — vi era 
anche quello del rifiuto del 
servizio militare per intime 
convinzioni ideologiche. Filo¬ 
sofiche e religiose». La con¬ 
clusione è dedicata al »prof. 
Visentini», il quale sostiene 
che «il Pri è a sinistra della 
De». Si auspica che il presi¬ 
dente repubblicano »di fron¬ 
te a una difesa così impudica 
di una visione militarista», 
intervenga per ricordare agli 
«incauti corsivisti» del gior¬ 
nale repubblicano che »i va¬ 
lori alti di una società demo¬ 
cratica coincidono con la ga¬ 
ranzia e la difesa delle posi¬ 
zioni deboli e delle minoran¬ 
ze: Il resto è scritto sull’ac¬ 
qua». 


Nomisma: si comperano aziende 
ma non aumenta la produzione 

Un’analisi dell’istituto bolognese sul cambiamento di mano delle imprese negli ultimi 
anni - Alimentare, chimico e meccanico i settori più interessati - Oggi un convegno 


Dalla nostra redazione 

BOLOGNA — La compravendita delle 
imprese. Secondo Nòmisma (Il labora¬ 
torio di politica industriale presieduto 
da Romano Prodi) negli ultimi anni ha 
avuto una tendenza logica, ma preoc¬ 
cupante. «Lo ave/amo previsto già 
nell’83 — commenta il direttore del la¬ 
boratorio, Patrizio Bianchi —: chi oggi 
Investe, dicemmo, per ristrutturarsi, 
tra qualche anno cercherà di ampliarsi, 
acquisendo anche altre aziende». Il 
grosso mangia il piccolo? Più o meno, 
ma non categoricamente. Infatti le ac¬ 
quisizioni non hanno avuto una dire¬ 
zione univoca, legata alla dimensione. 
Si può dire infatti che la maggior parte 
dei passaggi di proprietà ha interessato 
da un Iato aziende grosse, più che gros¬ 
sissime. *e dall’altro imprese medie o 
piccole, più che piccolissime. Il 75% di 
queste operazioni sono state condotte 
in porto da società italiane, (le straniere 
hanno avuto il restante 25%), che han¬ 
no agito anche all’estero (per un 7-8%). 

Sono i dati che emergono dal cam¬ 
pione isolato da Nòmisma per il suo no¬ 


no rapporto dedicato al «Riaggiusta¬ 
mento e crescita esterna dei gruppi e 
deile imprese in Italia». Un campione di 
405 casi di transazione proprietaria (o 
di maggioranza del pacchetto aziona¬ 
rio) sugli oltre 1400 presi complessiva¬ 
mente in esame, che dicono inequivoca¬ 
bilmente che 1 tempi della «decentraliz¬ 
zazione» sono finiti, e stiamo in piena 
«riconcenlrazione». 

Il fenomeno Interessa soprattutto le 
imprese grandi, ma non lascia estranee 
le medie (alimentare, chimico e mecca¬ 
nico » settori più battuti), mentre le pic¬ 
cole hanno davanti a loro un bivio mol¬ 
to preciso: o crescono a loro volta, o fi¬ 
niscono fuori mercato. «Lo scenario 
non può che essere questo — spiega 
Bianchi — le Imprese diventano più 
grandi. Il “piccolo” non ha futuro. A 
questo punto è difficile prevedere cosa 
resterà della cosiddetta "terza Italia”, 
delle regioni cioè ad alta flessibilità. Lo 
sapremo fra tre anni». Ma ciò che più 
preoccupa è forse un altro elemento che 
emerge dal rapporto (che si compone di 
6 contributi settoriali e sarà discusso in 


un convegno In programma oggi a Bo¬ 
logna) e cioè che la corsa alle acquisi¬ 
zioni non sposta di un millimetro la 
produttività del sistema. In pratica è 
solo un giro proprietario (che spesso ve¬ 
de una famiglia o un gruppo che ha una 
famiglia per capofila, come manovra¬ 
tore) che cambia i rapporti di potere al- 
l’intemo del sistema, ma non lo rende 
più efficiente e produttivo. La crescita 
del sistema richiederebbe ben altro. Ad 
esemplo? «In primo luogo una politica 
industriale pensata — risponde catego¬ 
ricamente Bianchi —. Non bastano i 
sussidi, né le leggi buttate là ogni tanto: 
occorrono interventi sulle strutture». I 
bottoni da spingere ci sono già: da una 
più dinamica politica del commercio 
estero, all’adeguamento degli interven¬ 
ti a sostegno dell’innovazione tecnolo¬ 
gica, da una più puntuale copertura dei 
bisogni di ricerca alle molteplici richie¬ 
ste locali che vengono per la formazio¬ 
ne professionale. 

«I pezzi 11 abbiamo — conclude Nòml- 
sma — vanno messi assieme: il discorso 
è tutto politico». 

Fiorio Amadori 


ROMA — Eccole qui. due delle donne napo¬ 
letane che hanno lanciato l'appello: «Tutte 
Insieme a Napoli, il 13 dicembre». Insieme a 
Valeria Spagnuolo, del comitato donne con¬ 
tro la camorra e a Iiaria Perrelli, studentes¬ 
sa, c’è una ragazza minuta, con una testa 
riccia: tutte c tre dietro il tavolo, nella confe¬ 
renza stampa romana di presentazione della 
manifestazione di sabato prossimo. La terza 
è Marta Testaguzza, operaia dell’abblglla- 
mento, da Monteporzio (Pesaro). Un segno, 
una presenza delle tante che hanno aderito, 
da tutta Italia, all’appello lanciato dal comi¬ 
tati di Napoli. Marta e una di quelle che «fan¬ 
no un Jeans in quattro minuti», naturalmente 
è una media. Vuol dire che 60 ragazze. In una 
giornata lavorativa, sfornano come minimo 
2.000 Jeans, per «firme» come Trussardi, te¬ 
nendo d'occhio anche quattro macchine per 
volta. Perché I quattro minuti vanno dal ta¬ 
glio alia rifinitura. Sono medie europee, ma 
le macchine non sono europee. E neppure le 
condizioni di lavoro. Acidi In liberta, am¬ 
bienti inadatti, diritti sindacali sempre In di¬ 


scussione. Marta è delegata, ma domani (og¬ 
gi) dovrà render conto di questa «gita» a Ro¬ 
ma. 

D’altronde — dice Valeria Spagnuolo pre¬ 
sentando l'iniziativa — «Tobiettivo dei comi¬ 
tati è di intrecciare le questioni del lavoro e 
dello sviluppo nel Mezzogiorno con I proble¬ 
mi del vivere quotidiano, dell’essere e del cre¬ 
scere come donne»: a Napoli, ma anche nel 
resto d’Italia. Mentre si svolge la conferenza 
stampa, arriva un'adesione significativa: da 
Siena, le 380 operaie della Emerson, fabbrica 
in crisi, da sei anni in cassa Integrazione, 
dopo aver mobilitato tutta una città (forze 
politiche e sindacali), dicono che verranno a 
Napoli. Per stare insieme alle altre donne e 
per denunciare assieme a tutte loro la sordità 
del governo alla loro battaglia per il posto di 
lavoro. 

A Napoli e nel Mezzogiorno, dice ancora 
Valeria Spagnuolo. prima di tutto 11 lavoro è 
un'emergenza: le donne sono oltre la metà 
dei disoccupati, per ogni ragazza che lavora 
ve ne sono due che un'occupazione la cerca* 



Il 13 corteo per il lavoro 

‘Perché diciamo 
alle donne: 
venite a Napoli’ 

Parlano le organizzatrici che hanno indetto 
1’appuntamento di lotta per l’occupazione 


no Invano. In Italia, d’altronde, una donna su 
quattro cerca lavoro e solo una su tre lo trova 
effettivamente. A Napoli, cercare lavoro è 
più faticoso e anche piu pericoloso che nel 
resto d’Italia. Illegalita nel reclutamento, ri¬ 
catti e pesanti condizionamenti In tante for¬ 
me del lavoro sommerso, che è quello che si 
trova più facilmente. Il collocamento ufficia¬ 
le, attraverso le chiamate nominative, può 
ufficialmente eludere le donne: su 12.000 
chiamate, a Napoli, nel 1985, solo 2.000 ri¬ 
guardavano persone di sesso femminile. 

Le ragazze che cercano un impiego — dice 
Uaria Perrelli — sono 105.000; ma molte di 
più sono quelle che vi aspirano o che «campa¬ 
no» In occupazioni precarie. Essere ragazza a 
Napoli, nel Mezzogiorno, può anche signifi¬ 
care partire con una marcia In meno: è la 
denuncia che è partita dalle studentesse del¬ 
le scuole professionali femminili e degli isti¬ 
tuti magistrali. La loro concreta paura di 
presentarsi dequalificate sul mercato del la¬ 
voro diventerà, dopo la manifestazione di sa¬ 
bato 13, un’iniziativa Immediata: una peti¬ 
zione. cor. raccolta di firme, per chiedere al 
ministro della Pubblica Istruzione di comin¬ 


ciare a cancellare il ghetto del «femminili» 
aprendoli alle esigenze del mercato del lavo¬ 


ro. Con esperienze di scuola/lavoro, per 
esempio, oppure facendo un’indagine sul 
percorsi formativi insieme alla consigliera 
per la parità. 

Mentre Marta Testaguzza racconta delle 
altre donne e ragazze, che nelle Marche, oltre 
al supersfruttamento, soffrono anche del 
sottosalario, arrivano altre adesioni alla ma¬ 
nifestazione: II coordinamento nazionale 
donne della Filt-Cgil (trasporti), la segreteria 
della stessa Filt, Gabriella Pinnarò, ricerca* 
trice all’Università, che si aggiunge al lungo 
elenco delle donne intellettuali che nel gioirti 
scorsi hanno firmato un appello. Il filo rosa 
scuro che sul manifesto bianco annuncia 
•tutte Insieme a Napoli il 13 dicembre» lega 
infatti donne di diversi campi e Idealità Di¬ 
soccupate ed operale. Intellettuali e casàlln- 

§ he, associazioni le più diverse. Anche le 
onne evangeliche, annunciano, hanno ade¬ 
rito. 


Nadia Tarantini 



















MERCOLEDÌ 
10 DICEMBRE 1986 





Il governo sconvolto dalla rivolta studentesca 


La «disfotta» di Chirac, 

per lui l’Eliseo 
è sempre più lontano 

Terrorismo e riforma dell’università: due sfide perdute - L’immagine contraddit¬ 
toria del premier non si addice a chi vuole diventare presidente della Repubblica 


Dal nostro corrispondente 

PARIGI — Anche se tutti, o quasi, sono 
convinti che «la tempesta è passata», 
che — dopo 11 tardivo ritiro del progetto 
di legge sulla riforma delle università e 
la manifestazione «conclusiva» di que¬ 
st’oggi — Il paese ritroverà la calma, è 
difficile pensare che la rivolta studente¬ 
sca si spenga senza lasciare tracce. Il 
• Figaro* parla già di «ferite la cui cica¬ 
trizzazione richiederà molto tempo», di 
un governo sconvolto e lacerato, di una 
lunga opera di ricostruzione della fidu¬ 
cia e del consenso popolari. 

I commentatori, tirando le somme di 
queste tre settimane In cui 11 governo 
ha cominciato col respingere brutal¬ 
mente ogni richiesta di revisione della 
riforma Devaquet, poi a tagliarla a pez¬ 
zi per salvarne almeno l’ossatura e con 
essa la propria autorità offesa, e infine 
a rinunciarvi definitivamente (ma al 
prezzo di un morto e di tanti feriti più o 
meno gravi), concordano sul risultato 
finale: la disfatta subita dal governo 
con l’abbandono del suo progetto di ri¬ 
forma si traduce In una «disfatta perso¬ 
nale» per il primo ministro Chirac e po¬ 
trebbe costituire un severo handicap 
nella sua corsa alla conquista deU'Eli- 
sco. Il che vuol dire. In altre parole, uno 
strascico politico di Importanza forse 
determinante per il futuro della vita po¬ 
litica francese se è vero che Chirac figu¬ 
rava come uno del migliori «preslden- 
ziablli» a condizione di arrivare alla 
scadenza prevista — primavera del 
1988 — con un bilancio positivo di go¬ 
verno. 

È quasi sicuramente questa scadenza 
ravvicinata, questa «corsa contro 11 
tempo*, che ha costretto II primo mini¬ 
stro a quella «frenesia riformatrice- che 
lo ha visto accumulare In brevissimo 
tempo una serie di leggi e di sfide che, 
perché affrettate, mal preparate e so¬ 
prattutto concepite In modo autorita¬ 
rio, hanno finito per produrre la più im¬ 
prevista e la meno temuta delle rivolte, 
quella studentesca. 

Ma non c’è solo questo a tirare Chirac 
verso il basso, non c’è solo la sua scon¬ 
fitta nel braccio di ferro con gli studenti 
a ridimensionarne le ambizioni. Chirac, 



Jacques Chirac 


che non s’era scontrato con problemi 
veramente seri prima delle vacanze 
estive, cioè nel tre mesi iniziali del suo 
governo, si è trovato In settembre da¬ 
vanti alla prima sfida: il terrorismo. E 
poiché era andato al potere con un pro¬ 
gramma che recava addirittura come 
preambolo la sicurezza del cittadini co¬ 
me rimedio all’insicurezza alimentata 
«da cinque anni di lassismo soclalco- 
munlsta», ha dovuto fare alla Francia il 
discorso della fermezza: non cl sarebbe 
stata tregua per 1 terroristi e 1 loro man¬ 
danti, la Siria o la Libia o l’Iran l’avreb¬ 
bero pagata cara. 

Si parlò allora di corpi di spedizione 
pronti a sbarcare, dal cielo e dal mare, 
di «lezioni» terribili e sanguinose. Fino 
al giorno in cui, attraverso una Intervi¬ 
sta al «Washington Times», Chirac am¬ 


mise che se si voleva la pace bisognava 
saper parlare con gli arabi, bisognava 
difendere 11 regime siriano che era «un 
polo di stabilità, nel Medio Oriente in 
preda al caos, bisognava trovare un ter¬ 
reno d’intesa con l’Iran. Non che avesse 
torto: 11 torto l’aveva avuto prima, pren¬ 
dendo a prestito da Pasqua quel lin¬ 
guaggio xenofobo e aggressivo che pla¬ 
ce tanto alla destra gollista e al suol 
vicini neofascisti. 

Firmata la tregua col terroristi, at¬ 
traverso la trattativa e non la rappresa¬ 
glia, ecco esplodere a fine novembre la 
crisi studentesca. Anche qui Chirac fa 
la voce grossa: la legge Devaquet è 11 
meglio che si possa trovare sulla piazza, 
e chi è contro questa legge è contro l’av¬ 
venire della Francia. 

Due settimane, tre settimane, mani¬ 
festazioni, petizioni, critiche, un morto, 
duecento feriti, nulla sembra far retro¬ 
cedere il governo dalla sua decisione. 
Ma lunedì Chirac annuncia che la legge 
viene ritirata, che di essa non se ne par¬ 
lerà più, che ogni nuova legge scolasti¬ 
ca o universitaria verrà preparata in 
concertazione con gii interessati. 

Dopo la manifestazione di oggi Chl- 
rac potrà anche ritrovare la pace e at¬ 
tribuirsi il merito di averla ristabilita, 
come s’è attribuito il merito di avere 
spezzato l’ondata terroristica. Ma per 
due volte in tre mesi s’è pesantemente 
contraddetto e oggi sono in tanti a chie¬ 
dersi quale sia il vero Chirac, quello che 
strepita o quello che cede, o tutti e due 
in una sola persona che, allora, è troppo 
precipitosa nelle promesse e troppo 
propensa a non mantenerle: cosa grave 
per chi vuol diventare presidente della 
Repubblica, per assumere questa cari¬ 
ca suprema che esige la fermezza e la 
statura dell'uomo di Stato. 

I terroristi avevano già scalzato 11 
piedistallo marmoreo sul quale s’era is¬ 
sato Chirac dopo la vittoria elettorale 
del 16 marzo. Gli studenti lo hanno In¬ 
clinato. Chirac ormai posa su una base 
instabile dalla quale gli sarà molto dif¬ 
ficile spiccare 11 balzo decisivo verso l’E- 
llseo. 

Augusto Pancaldi 


s*qss» 


PARIGI — Due immagini emblematiche di questa settimana di scontro tra governo e studenti 


«Una giornata 
di lotta in 
tutta Europa» 

La proposta della Fgci ai movimenti stu¬ 
denteschi - Intervista a Pietro Folena 


ROMA — Il progetto di legge 
di riforma universitaria è 
stato ritirato ma gli studenti 
francesi oggi saranno di 
nuovo in piazza. Ai loro fian¬ 
co anche l rappresentanti dei 
movimenti studenteschi e 
delle organizzazioni giovani¬ 
li del partiti delia sinistra eu¬ 
ropea. A Pietro Folena, se¬ 
gretario della Fgci, In par¬ 
tenza per Parigi, chiediamo 
un primo giudizio su quanto 
accaduto in questi giorni In 
Francia. 

•Si tratta di una grande 
vittoria democratica — af¬ 
ferma Folena — forse la più 
grande conquistata in questi 
anni dal movimento degli 


studenti. Un movimento che 
ha saputo tener testa prima 
alle provocazioni del gover¬ 
no e poi a quelle della polizia 
e della destra, opponendo la 
forza e la vittoria della de¬ 
mocrazia. 

— Gli studenti francesi 
hanno vinto su un terreno 
molto concreto: il progetto 
di riforma universitaria 
Devaquet è stato ritirato 
dai governo. A questo pun¬ 
to la partita è chiusa? 
•Credo proprio di no. In 
Francia 1 cantori della destra 
sono stati smentiti da una 
generazione intera, che è 
scesa in piazza non su richie¬ 
ste corporative. Gli studenti 


però hanno lanciato una sfi¬ 
da anche alla classe operala 
e alla sinistra francese per 
rinnovarsi e riuscire a dare 
risposte alle richieste delle 
nuove generazioni. Se la si¬ 
nistra non perderà questa 
occasione si potranno aprire 
nuove prospettive in Fran¬ 
cia». 

— Oggi sarete presenti alla 
manifestazione di Farigi. 
Con quali proposte? 

•La nostra proposta è di 
andare a gennaio ad una 
giornata di lotta degli stu¬ 
denti europei; una vera e 
propria marcia per il sapere 
e il lavoro che veda protago¬ 
nisti tutti 1 giovani». 

— Ma non è un po’ troppo 
ambizioso il progetto dì un 
movimento europeo? 

•No, è, al contrarlo, molto 
realistico. Tra 1*85 e l’86 in 
tutti i paesi è scesa in piazza 
un’intera generazione che 
reclama il diritto allo studio, 
al sapere e al lavoro. Certo, 
ogni movimento lotta in 
realtà diverse, e ha 1 suoi 
obiettivi specifici, ma la ri- 
chlestadi fondo II unisce tut¬ 
ti. Per questo è importante 
andare ad una giornata di 
lotta unitaria, che lanci una 
sfida non solo ai rispettivi 
governi, ma alla Cee, al pa¬ 
dronato ed anche al movi¬ 


mento operalo e alla sinistra. 
A Roma 11 17 e il 18 gennaio 
si terrà l’Incontro tra le forze 
della sinistra europea — 
convocato dalla Fgci e dal 
giovani socialdemocratici 
tedeschi — sul problema del 
nucleare civile e militare. La 
prima giornata del lavori sa¬ 
rà Invece ora dedicata pro¬ 
prio al problema del diritto 
allo studio e al lavoro». 

— Parli dì una sfida non 
solo ai governi ma anche 
alla sinistra. Ma la sinistra 
europea è proprio così «vec¬ 
chia- e perennemente in 
conflitto con le nuove ge¬ 
nerazioni? 

•C’è bisogno di un profon¬ 
do rinnovamento. I giovani 
scendono in piazza su pro¬ 
blemi e rivendicazioni con¬ 
crete, ponendo però una do¬ 
manda di futuro. Dalla sini¬ 
stra finora sono solo venute 
risposte schiacciate sul pre¬ 
sente; è ora di dare Invece ri¬ 
sposte di futuro». 

— Dalla Francia all’Italia: 
il movimento è altrettanto 
forte? 

•Sicuramente. In Italia è 
però mancato uno sbocco 
Istituzionale, con le dimis¬ 
sioni del ministro Falcucci. 
Ma il movimento degli, stu¬ 
denti è molto forte: lo hanno 
dimostrato le manifestazioni 


del giorni scorsi e l nuovi ap¬ 
puntamenti di lotta fissati. 
Venerdì gli studenti milanesi 
saranno in piazza e il 16 di¬ 
cembre cl sarà la giornata di 
agitazione In tutti gli atenei». 
— Tra la Fgci e la Fgsi è 
polemica. I giovani sociali¬ 
sti vi accusano di strumen¬ 
talizzare la protesta france¬ 
se e anche gli studenti ita¬ 
liani. Questo certo non dà 
l’idea di un movimento che 
vede in prima fila impe¬ 
gnate le forze giovanili di 
sinistra. 

•Non abbiamo mal detto 
che il progetto Falcuccl-Co- 
vatta sla Identico a quello 
francese; diciamo però che è 
un progetto che scarica sulle 
università le incapacità del 
governo; Credo che la Fgsi 
Invece di polemizzare con 
noi dovrebbe preoccuparsi di 
convincere il Psi a scaricare 
la Falcucci: 1 giovani sociali¬ 
sti dimostrano di essere poco 
autonomi dal partito. Per 
l’accusa poi di egemonismo 
sul movimento niente di più 
falso, la Fgci non cerca di 
portare acqua al suo mulino. 
Anzi: i giovani comunisti so¬ 
no Impegnati a lottare, inve¬ 
ce, per portare acqua al mu¬ 
lino del movimento studen¬ 
tesco. 

Cinzia Romano 


- * 

Pointdexter e North, convocati dalla commissione Esteri della Camera, si sono sottratti alla testimonianza 


Iran-gate, i protagonisti rifiutano di parlare 


WASHINGTON — Shultz e 
McFarlane avevano vuotato 
il sacco, l'uno ammettendo 
penosamente di essere stato 
tagliato fuori da tutta l’ope¬ 
razione armi all’Iran, finan¬ 
ziamenti ai contras (per le 
armi all’Iran sapeva poco o 
nulla, non era d’accordo ma 
nessuno ne tenne conto, per I 
soldi ai contras del Nicara¬ 
gua era all’oscuro di tutto); 
l’altro. Invece, chiamando In 
causa pesantemente il presi¬ 
dente Reagan come respon¬ 
sabile diretto dell’operazione 
(«Il presidente ha dato l’au¬ 
torizzazione per una conse¬ 
gna indiretta di armi all'Iran 
nell’agosto dell’85». Per l sol¬ 
di al contras «è difficile Im¬ 
maginare che tutto ciò sia 
avvenuto senza un’autoriz¬ 
zazione superiore*). 

Ieri dovevano parlare I 
due protagonisti più diretti 
dcU'affare, l'ammiraglio 


Pointdexter, l’ex consigliere 
per la sicurezza nazionale 
che aveva gestito diretta¬ 
mente l’affare, licenziato da 
Reagan dopo Io scandalo, e 11 
suo braccio destro, il colon¬ 
nello Oliver North, il «flam¬ 
bo» della situazione, che con¬ 
dusse pesonalmente l’opera¬ 
zione del finanziamento ai 
contras del Nicaragua, e sul 
quale si tende a farne ricade¬ 
re tutta la responsabilità. La 
deposizione pubblica e giu¬ 
rata dei due personaggi da¬ 
vanti alla commissione Este¬ 
ri della Camera, la stessa che 
lunedì aveva ascoltato 
Shultz e Me Farlane, era 
dunque attesissima. Ma tutti 
e due si sono sottratti alla 
difficile prova, invocando il 
quinto emendamento della 
Costituzione, in base al quale 
un cittadino americano ha il 
diritto di non fare dichiara¬ 
zioni che potrebbero portare 


I due hanno fatto appello al quinto emenda¬ 
mento della Costituzione - Secondo Spea- 
kes Reagan accetterebbe d’essere interro¬ 
gato - McFarlane: l’ok venne da Reagan 


alla sua Incriminazione. 

Reagan, Invece, potrebbe 
accettare «al momento debi¬ 
to» l'interrogatorio. È quanto 
ha affermato Larry Speakes 
in un Incontro con i giornali¬ 
sti. Il presidente ha detto 
Speakes risponderà quanto 
prima, ma deve aspettare fi¬ 
no a che i fatti siano accerta¬ 
ti. 

L’ammiraglio John Poin¬ 
tdexter si è presentato da¬ 
vanti alla commissione scor¬ 
tato dal suo avvocato, ed ha 
subito fatto una solenne di¬ 
chiarazione. Il popolo ameri¬ 
cano. ha detto, «ha diritto di 
sapere tutto». Ma ha subito 
aggiunto di voler parlare sol¬ 


tanto «in un momento ap¬ 
propriato», In modo da po¬ 
tersi preparare a rispondere 
•con completezza e accura¬ 
tezza». Quando sarà questo 
•momento appropriato»? 
Pointdexter non lo ha detto, 
lasciando nel dubbio I suol 
Inquisitori, che già gli aveva¬ 
no posto domande che anda¬ 
vano dritte al cuore della 
questione: «Che sapete del fi¬ 
nanziamento del contras con 
1 soldi delle armi vendute al¬ 
l’Iran?». «Dopo il dicembre 
1985 McFarlane e il colon¬ 
nello North hanno agito su 
vostre istruzioni?». Ma, a 
questo punto «con rammari¬ 
co». l'ammiraglio si è appel¬ 


lato al quinto emendamento. 

Lo stesso copione si è ripe¬ 
tuto per Oliver North, che si 
è presentato alla commissio¬ 
ne vestito, appunto, da Ram- 
bo. in uniforme da marine e 
con decine di decorazioni mi¬ 
litari sul petto. Ma la mes¬ 
sinscena non gli ha dato il 
coraggio di testimoniare. »A 
dispetto del desiderio che ho 
di testimoniare e di raccon¬ 
tare quanto so — ha detto — 
l’avvocato mi ha suggerito di 
Invocare 1 miei diritti costi¬ 
tuzionali e Intendo seguire 11 
suo suggerimento». 

Nelle stesse ore, il segreta¬ 
rio di Stato George Shultz, 
sull'aereo che lo portava a 
Londra per un’Ingrata mis¬ 
sione in Europa in cui dovrà 
rispondere davanti agli al¬ 
leati a più di una domanda 
Imbarazzante, ha raccontato 
altri particolari della vicen¬ 
da, almeno dal suo punto di 


vista, quello di uno che non 
ne sapeva quasi nulla. Ha 
detto che alla fine di maggio 
il direttore della Cia Casey e 
l’ammiraglio Pointdexter gli 
dissero che «era stato dato 
l’ordine» di porre flneall’o- 
perazione Iran. Gli mentiro¬ 
no? «Non so, forse fu dato 
l’ordine di lasciar cadere la 
cosa, e poi si è ricominciato». 
Certo, la figura del segreta¬ 
rio di Stato esce molto ridi¬ 
mensionata da queste umi¬ 
lianti ammissioni, a cui 
Shultz ha voluto oggi ag¬ 
giungere una correzione a 
quanto aveva dichiarato da¬ 
vanti alla commissione. In 
quella sede aveva definito «Il¬ 
legale» Il trasferimento del 
denaro al contras. Ieri ha 
detto, invece, di «non poter 
parlare di lllegalltà, In quan¬ 
to non so esattamente cosa 
sla avvenuto. Non vorrei 
trarre conclusioni azzarda¬ 
te». 


l’Unità 

Un nuovo, importante appuntamento 

DOMENICA 21 DICEMBRE 
Il libro «Incontro al Duemila» 


Dal nostro inviato 

LONDRA — Guarda chi si rivede: la Usta del sei paesi sospet¬ 
tati di essere gli «sponsor*, cioè 1 protettori del terrorismo 
internazionale. Il 24 aprile scorso un vertice europeo aveva 
accusato Iran, Siria. Libia, Libano e 1 due Yemen di foraggia¬ 
re le bande del terrore. Poi scoppia l'Irangate. E si scopre quel 
che si scopre tra Casa Bianca, Talamone, porti israeliani e del 
Golfo Persico. Ieri i dodici ministri degli Interni della Comu¬ 
nità europea, riuniti a Londra, nel centro di conferenze 
•Queen Elizabeth», dirimpetto all'abbazia di Westminster, 
dopo una visita a sorpresa nella capitale britannica del mini¬ 
stro della Giustizia americano, hanno cercato di far finta di 
niente. Ed hanno riproposto dopo cinque ore di discussione, 
in un documento ammantato di segretezza, proprio quell'e¬ 
lenco di paesi più che sospetti, che era sembrato ribaltare 
equilibri e relazioni internazionali ed hanno aggiunto in cal¬ 
ce — paese per paese — ben 40 gruppi e altrettante sigle del 
terrore e 200 uomini e donne »pericoloslssimi». 

SI è opposta la sola delegazione greca, che da tempo assol¬ 
ve alla funzione di grillo parlante contestatore dell’unanlml- 
smo comunitario. Sono state apportate al documento alcune 
modifiche. Sono rimaste in piedi eccezioni non solo formali e 
procedurali, ma di sostanza, avanzate dal governo di Atene. 
L’Italia, attraverso Scalfaro, ha portato all’attenzione del¬ 
l'assemblea I due documenti più freschi e inquietanti dal 
mondo dell’eversione: le 150 cartelle di cui si compone la 
risoluzione delle «Unità comuniste combattenti», fatte ritro¬ 
vare a Torino nelle scorse settimane, e che attesterebbero 
come le bande Italiane abbiano ormai abbracciato una «stra¬ 
tegia di Internazionalizzazione». E poi cl sono 1 rapporti com¬ 
pilati dalla polizia e dal «servizi» sulle trame che 11 br latitante 
Calogero Diana, arrestato l’altro giorno a Milano, stava con¬ 
ducendo nella rinnovata clandestinità. 

Ma soprattutto Scalfaro ha svolto nel vertice la funzione di 
tramite tra la Comunità e 11 governo americano. Esso ha 
mandato ai gruppo del ministri riuniti a Londra dopo gii esiti 
Incerti dell'incontro tra I presidenti del Consiglio europeo, un 


La Cee agli Usa: 
«Ci avete nascosto 
la vendita di armi» 

L’ombra dell’Iran-gate sulla riunione di 
Londra dei dodici ministri della Comunità 


messaggio di riconciliazione dopo la tempesta dell’Iran-gate. 
li ministro della Giustizia americano Edwln Meese s’era fat¬ 
to vivo. Ieri l’altro, sla presso il presidente di turno del «grup¬ 
po Trevi» (così si chiama l’assemblea trimestrale del dodici 
ministri degli Interni europei), l’inglese Douglas Hurd, sia 
presso lo stesso ministro italiano. Meese aveva ribadito nel 
corso del due Incontri la versione di Reagan sulla vicenda 
che continua a pesare come un'ombra sul rapporti con gli 
alleati. Scalfaro qualche protesta l'aveva avanzata nel corso 
di un Incontro a porte chiuse che si è svolto nel locali dell’am¬ 
basciata italiana a Londra, a Grosvenor Square. «Avete tenu¬ 
to — aveva detto — una posizione troppo rigida. Ciò ha pro¬ 
vocato sconcerto tra gli alleati. E poi, soprattutto, avete ta¬ 
ciuto con noi, l'Europa non ne sapeva nulla di quella vendita 
di armi. Mentre, per mantenere un'alleanza, occorre tener 
sempre fermo II principio della partecipazione a pari dignità 
di tutti*. Commentando col giornalisti la vicenda. Il ministro 
degli Interni Italiano ha aggiunto: «Non mi convince chi dice 
soltanto non trattiamo col terroristi. Io aggiungo, una volta 


che si decide di trattare, trattiamo tutti, prendiamocene pie¬ 
namente ogni responsabilità, discutiamone». Ma Meese da 
quest’orecchio non cl sente: ha ripetuto a Scalfaro la versione 
che Reagan e l suol più stretti collaboratori ripetono In Usa. 
■II presidente americano dell’Iran-gate ne sapeva poco o nul¬ 
la. Era stato Intrapreso un tentativo di prender contatti con 
gruppi moderati Iraniani. I duemila missili sarebbero serviti 
a questo, cosi come la liberazione degli ostaggi sarebbe stata 
una contropartita. Ma l’inquinamento dell’operazione sareb¬ 
be avvenuta contro Reagan e all'insaputa del presidente. E 
questi, a differenza di Nixon — ha tenuto a sottolineare Mee¬ 
se — è disponibile a Indagare e a toglier di mezzo chi ha 
tramato. Gli Usa mandano a dire attraverso Scalfaro alla 
Comunità europea che la loro linea rimane ferma nel con¬ 
fronti del terrorismo. 

C'è, In concreto, molta confusione. GII argomenti all’ordi¬ 
ne del giorno della seduta di feri non hanno potuto avere 
molti sbocchi concreti. Per esempio soltanto nel 1987 si pensa 
di poter Iniziare a metter ordine nella ormai annosa questio¬ 
ne dei .visti, cui sottoporre i cittadini dei paesi terzi che 
chiedano e ottengano di far Ingresso nel paesi della Comuni¬ 
tà. In precedenza si era pensato di stringere attorno alla 
Comunità una specie di «cintura sanitaria» in modo da tra¬ 
sferire solo alle estreme frontiere 11 problema dello sbarra¬ 
mento degli accessi, consentendo libera circolazione all'in¬ 
terno dell'Europa. Ma per far questo cl vuole grande coordi¬ 
namento, grande volontà politica, chiarezza di Idee. E non 
sembra che tutto ciò sla disponibile per I paesi della Cee. 
Qualcosa di più si è concluso In merito ad un altro genere di 
violenza, quella legata agli avvenimenti calcistici. Ogni Stato 
membro nominerà un «corrispondente» permanente che ser¬ 
virà a fornire un punto di contatto per le forze di polizia, ogni 



La scienza e la politica, 
la cultura, l'arte, 
lo sport, il cinema, 
l'economia: che cosa 
sta cambiando, 
che cosa cambierà? 

S Domande e risposte 
sul mondo di oggi 
e su quello di domani 
in un appassionato, 
vivacissimo dialogo 
tra personalità 
della vita pubblica 
italiana e ragazzi 
. di vent'anni 

Diciannove originali 
interviste, condotte 
da altrettanti 
. giornalisti, un ampio 
servizio fotografico 
sui giovani 1986, 

192 pagine, lire 4.000 


vlrà a fornire un punto di contatto pe 
volta che In Europa verranno progra 
calcio, per controllare le «tifoserie», 
sorveglianza. 


tto per le forze di polizia, ogni 
irogrammatl grandi match di 
iene», programmare plani di 

Vincenzo Vasile 


ORGANIZZATE 
LA PREVENDITA 
E LA DIFFUSIONE 






















l’Unità - DIBATTITI 


MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


Mediobanca 

Privatizzare 
per fare 

un favore a chi? 


Vicenda Mediobanca. Bisogna 
evitare di correre un rischio: in 
concentrazione dei rilievi critici 
avulsa dalla considerazione dei 
mutamenti che stanno avvenendo 
nel campo di operatività dell'istitu¬ 
to milanese. Sono di questi giorni le 
dimissioni dell'amministratore de¬ 
legato della finanziaria — fiducia¬ 
ria — commissionaria Stge, di pro¬ 
prietà dcll’Iml, dovute a non colli¬ 
manti visioni strategiche fra Istitu¬ 
to e partecipata. L'Imi — se si può 
dire cosi — è ancora più pubblico di 
Mediobanca; il grande sviluppo 
dell’innovazione finanziarla, insie¬ 
me ad una mancata riforma del 
suo ordinamento e delle sue fun¬ 
zioni, ha finito con il sospingere l'I¬ 
stituto romano a espandere in ma¬ 
niera rilevante l'attività fuori del¬ 
l’ambito aziendale, con l'Italfinan- 
zlaria, la Fideuram, la Slge, appun¬ 
to, ccc. Non è un fatto Ignoto che, 
sul presupposto di un presunto 
« crepuscolo • di Mediobanca, vi sia 
chi — e fra questi rimi, qualche 
altro potente istituto di credito 
pubblico, Gemina che manifesta 
attenzione anche per l’Ambrosia¬ 


no, ecc. — voglia •coprire• Il campo 
eventualmente lasciato Ubero da 
Mediobanca: Il tutto, però, nell’as¬ 
senza di necessarie muove regole », 
soprattutto nel settore della Inno¬ 
vazione finanziarla, e, magari, al¬ 
l’insegna del •togliti tu che mi cl 
metto lo ». 

Occorre, allora, evitare che si af¬ 
fronti Il caso Mediobanca separato 
da una forte Iniziativa, In partico¬ 
lare, per la disciplina delle attività 
finanziarie extrabancarle, finendo 
con l'agevolare Inconsapevolmente 
altri schieramenti finanziari non 
sempre estranei a rapporti partiti¬ 
ci. Bisogna, poi, chiedersi perché 
ora si rafforza l'iniziativa per la 
privatizzazione di Mediobanca. Fra 
I diversi motivi non può sottacersi 
quello, di fortissima attualità, che 
dimostra come l’attacco all'auto¬ 
nomia del sistema creditizio ad 
opera del gruppi privati trovi ali¬ 
mento, nell'opinione pubblica, nel 
modo vergognoso con cui viene 
prospettata la gestione del •pubbli¬ 
co » nel settore bancario: mi riferi¬ 
sco al mercato delle nomine. 

Ma qui viene uno specifico punto 


riguardante Mediobanca. Ridurre, 
oggi, al di sotto del 50 per cento In 
partecipazione, diretta, delle tre 
Bln (Banche di Interesse nazionale) 
e, Indiretta, dell’Irl nell'Istituto di 
via Filodrammatici, ha lo scopo di 
spianare la strada all’aumento del 
peso dell’Industria « privata » In Me¬ 
diobanca. 

Senonché proprio In questi gior¬ 
ni si è aperto un notevole dibattito 
sulle conseguenze deleterie di una 
commistione industria-banca, de¬ 
terminata dalla Ingerenza della 
prima nella seconda e non vicever¬ 
sa, fenomeno quest'ultimo previsto 
dal 'padrii della legge bancaria (Il 
famoso •catobleplsmo• di cui par¬ 
lava Mattioli). A fronte della prima 
torma di commistione, tuttora non 
disciplinata, si prospettano rimedi, 
amministrativi e legislativi, per 
Impedire quelle conseguenze sotto I 
profili della stabilità, della regola¬ 
zione del flussi creditizi, della tra¬ 
sparenza, della creazione di potenti 
concentrazioni di ricchezza, de¬ 
scritte lucidamente da Sraffa sin 
dagli anni Venti. La via che do¬ 
vrebbe essere più opportunamente 
percorsa è quella della disciplina 
legislativa del >gruppU e delle con¬ 
catenazioni che oggi si possono In¬ 
staurare tra Industria, banca, assi¬ 
curazioni, fondi comuni, terziario 
In genere, e che possono produrre 
condizionamenti del mercato e, In 
certo modo, anche delle stesse re¬ 
gole democratiche. 

Può, In assenza di una regola¬ 
mentazione del genere auspicata di 
recente — sla pure In forme diverse 
— dallo stesso presidente dell’I- 
svap (l’organo di controllo delle as¬ 
sicurazioni) dopo gli autorevoli In¬ 
terventi del governatore Banklta- 
lla, essere deciso un maggior peso 
del privati In Mediobanca? E che 
significato a vrebbe 11 sistema che si 


vorrebbe prefigurare, In base al 
quale più diminuisce la quota del 
• pubblico • In Mediobanca e più do¬ 
vrebbe aumentare la quota di • ma¬ 
nagement• espressa dalle Bln? E la 
tesi, cara a Cuccia, delle azioni che 
si « pensano• e non si «contano*? 
Ma, allora, perché ridurre la mag¬ 
gioranza pubblica? E, perché, poi, 
comprendere nel «pati/* — come al¬ 
cuni dovrebbero — che l’attuale 
struttura di vertice resti conferma¬ 
ta? Ma, soprattutto, sotto II profilo 
dell’operatività, è II carattere • tri¬ 
cefalo • di Mediobanca che deve far 
riflettere: essa, negli anni seguiti 
alla creazione da parte di Mattioli, 
assomma — unico ente del genere 
In Italia — le funzioni di istituto di 
credito a medio e lungo termine, di 
•merchant bank», di « holding » che 
detiene partecipazioni che giusta¬ 
mente la qualificano come « croce¬ 
via • del capitalismo Italiano. 

Fra queste vi è quella nelle •Ge¬ 
nerali’, che ha un azionariato mol¬ 
to diffuso e, dunque, controllabile 
con una non elevatissima parteci¬ 
pazione (si disse essere la vera *pu- 
bllc company» italiana): sotto que¬ 
st'aspetto, la questione Medioban¬ 
ca è anche questione del mercato 
assicurativo, del suo ruolo e delle 
sue prospettive. In quanto /tocca• 
la principale assicurazione Italia¬ 
na. SI può parlare di riduzione del¬ 
la presenza Indiretta dell'lrl In un 
ente che continuerebbe a mantene¬ 
re un Intreccio tra le tre funzioni 
Indicate >unlcum> In Italia? Senza 
una disciplina, più volte Invocata, 
sul •merchant banklng » e sulle 
•holding•? E a quale strategia ob¬ 
bedirebbe una tale scelta aell’Irl? 
Mentre si parla di globalizzazione 
del mercati finanziari non vi sareb¬ 
be certo spazio per parlare di una 
parziale dimissione di una presen¬ 
za In un settore obsoleto. 

Ma II vero punto di discrimina¬ 
zione è questo: quale funzione gli 


enti creditizi pubblici devono svol¬ 
gere che II differenzi dal privati? Se 
vi è, come credo, una differenza, 
quali le ragioni della privatizzazio¬ 
ne? L'Istituto di Cuccia — cui cer¬ 
tamente non si può Imputare di 
non saper fare II banchiere — da 
ultimo ha sposta to 11 suo asse, dopo 
avere svolto nel decenni un’Impor¬ 
tante funzione equilibratrice, e si è 
rldlslocato verso determinati grup¬ 
pi, fra I quali, principali, quello 
Agnelli. Le recenti operazioni sus¬ 
seguitesi Bl-Invest, Fondiaria, 
Montcdison, Montedlson-Fondla- 
ria sembrano aver appannato II 
ruolo di Mediobanca nella funzio¬ 
ne di •arbitro • (che tale appieno 
non è mal stato) e averne agevolato 
una collocazione di parte. 

Ma le potenzialità e l’autorevo¬ 
lezza sono Integre. Occorre, allora, 
Impedire che della sacrosanta pole¬ 
mica contro l’operazione di priva¬ 
tizzazione che Viri potrebbe voler 
fare — e che 11 ministro delle Parte¬ 
cipazioni statali smentisce — si 
colga solo la parte giustamente 
« destruens *, Il che favorirebbe viep¬ 
più un ruolo di parte di Medioban¬ 
ca. DI pari passo, Invece, dobbiamo 
proporre un diverso ruolo per l'Isti¬ 
tuto milanese, all'altezza dell'at¬ 
tuale situazione di crescente diva¬ 
ricazione tra ricchezza reale e ric¬ 
chezza finanziarla, di forte necessi¬ 
tà di Investire, In termini affatto 
nuovi, per lo sviluppo, e Impegnar¬ 
ci per rldeflnlre regole nuove per I 
mercati finanziari, per I nuovi In¬ 
termediari, per la borsa, per le assi¬ 
curazioni, per andare oltre un pur 
auspicato tpollcentrlsmo finanzia¬ 
rlo », affermando la piena competi¬ 
tività. La questione Mediobanca, 
dunque, coincide con la questione 
dell’intero assetto finanziarlo del 
paese. 

Angelo De Mattia 


INCHIESTA / Psichiatria , qualche voce dal mondo della sofferenza - Trieste 


Che fatica riprendere la vita 


«Dopo sette anni ho l’incubo del manicomio» 
Dal racconto di ex internati, ora ospiti dei 
servizi territoriali, il ricordo delle violenze 
subite - Tra socializzazione e solitudine: una 
contraddizione che va affrontata ogni giorno 



Qui accanto, un appartamento di ospiti all'ospedale 
psichiatrico di Trieste e. sopra. Marco Cavallo, la figura che 6 
il simbolo dell'esperienza psichiatrica triestina, in piazza 
deU'UnitA. durante un Carnevale 


Dal nostro inviato 
TRIESTE — Quarantatre 
anni, insegnante di mate¬ 
matica e fisica al liceo. Ci 
ha dato appuntamento al 
centro di salute mentale di 
Barcola, sulla riviera trie¬ 
stina, per raccontarci la 
sua storia. Un lungo disa¬ 
gio segnato da una delu¬ 
sione sentimentale lo fa fi¬ 
nire in mano di una delle 
tante organizzazioni di te¬ 
rapeuti selvaggi, che pro¬ 
mettono rapide guarigioni. 
Qualche giorno di «trai¬ 
ning* basato su tecniche di 
suggestione, una grossa 
spesa, unico risultato un 
rave stato di depressione, 
i chiude in casa da solo, 
per giorni rifiuta di vedere 
gente, trascura di mangia¬ 
re. 

A questo punto intervie¬ 
ne il servizio di Barcola, 
che si trova ad affrontare 
un individuo deteriorato 
nell’organismo oltre che 
nell’equilibrio mentale. 
Inizia un lavoro paziente 
di ricostruzione di rapporti 
sociali, di abitudini ai vita, 
di recupero delle proprie 
attività. Riprende il suo 
posto a scuola, ma il per¬ 
corso non può certo essere 
rettilineo. L’anno scorso, 
commissario agli esami di 
maturità, denuncia a! 
Provveditorato un presun¬ 
to caso di corruzione. Il ca¬ 
so non esiste, si finisce in 
tribunale. E la perizia psi¬ 
chiatrica del primario di 
Barcola a evitargli guai 
maggiori. «Quel mio com¬ 
portamento — ricorda ora 
— fu influenzato dal trau¬ 
ma patito per la morte di 
mio padre. D’altronde, non 
mi ero ancora liberato dal¬ 
la diffidenza verso gli altri 
che mi ero cucito addosso 
a seguito delle precedenti 
esperienze*. 

Anche quest’anno le co¬ 
se a scuola non sono state 


semplici. Contrasti con il 
preside, assenze ingiustifi¬ 
cate, fino all’interruzione 
dell’insegnamento. Da al¬ 
cune settimane, per passa¬ 
re il tempo, si esercita sul 
calcolatori dell'Istituto di 
psicologia dell’Università. 
Era stata, del resto, la sua 
prima esperienza, come ri¬ 
cercatore del Cnr, prima di 
andare ad insegnare al li¬ 
ceo. A Barcola l’assistenza 
è continua, l’utente è se¬ 
guito a distanza. Minima 
la dose di farmaci, a diffe¬ 
renza di quanto era acca¬ 
duto cinque anni prima in 
una clinica. «Quella volta il 
rapporto con i medici — cl 
dice — era stato carente. 
Qui, al centro di salute 
mentale, il contatto è aper¬ 
to, nient’affatto trauma¬ 
tizzante. Mi sento molto 
meglio, soprattutto per 
quanto riguarda la capaci¬ 
tà di stare con le persone. 
Conto di tornare a inse¬ 
gnare, con il nuovo anno 
scolastico». 

Accomiatandoci da lui, 
viene spontaneo di chie¬ 
dersi quale sarebbe stata la 
sua sorte in assenza dei 
servizi territoriali che ope¬ 
rano a tempo pieno nella 
provincia di Trieste. O il 
vecchio ospedale psichia¬ 
trico oppure una clinica. 
Forse anche — dopo l’epi¬ 
sodio della denuncia — il 
manicomio giudiziario (c'è 
gente che ci va per molto 
meno); e lasciamo Imma- 

f ;lnarc le conseguenze sul- 
a sua vita. 

Sono le conseguenze che 
ci descrivono altri utenti 
del servizi triestini, perso¬ 
ne più avanti con gli anni 
che hanno provato l'inter¬ 
namento manicomiale. 
•Ricordo quando arrivò 
Franco Basaglia*, cl confi¬ 
da un'assistita del centro 
di San Vito, un presidio 


che ha preso posto in quel¬ 
la che era la sede di un 
commissariato di polizia. 
«Mi disse: "Adesso le medi¬ 
cine le discuteremo insie¬ 
me". Io ero nel reparto agi¬ 
tati. Terapie assai pesanti, 
farmaci che mi facevano 
star male. Ero entrata in 
manicomio all'età di venti- 
nove anni, nel '60. Ho subi¬ 
to quaranta elettrochoc, 
ormai tremavo dalla pau¬ 
ra. Poco dopo l’arrivo di 
Basaglia sono stata dimes¬ 
sa». Toma a casa, depres¬ 
sa, in difficoltà economi¬ 
che. Il contatto con il cen¬ 
tro di salute mentale, otto 
anni fa, significa per lei as¬ 
sistenza, una borsa di la¬ 
voro, la frequentazione 


della mensa convenziona¬ 
ta con l'Usl. «Qui con i me¬ 
dici si discute, sto meglio*. 

Al centro di via Valussi, 
di recente istituzione, l'ar¬ 
chivista è un ex ricoverato 
dell’ospedale psichiatrico 
di San Giovanni. Il primo 
internamento lo subì all’e¬ 
tà di sedici anni, e fu scan¬ 
dito dagli elettrochoc e dai 
trattamenti con coma in- 
sullnlco. Dai venti al qua- 
rant’anni lavora come ma¬ 
rittimo e in fabbrica; poi, 
la ricaduta. Perde il posto 
di lavoro, finisce in una ca¬ 
sa di cura privata nei Ve¬ 
neto. «Una bella villa — ri¬ 
corda — ma per me la so¬ 
stanza erano le terapie 
bomba. E poi: "Arrangia¬ 


ti!”». Così, una volta di¬ 
messo, tenta il suicidio. 
Quattro anni fa, il primo 
contatto con i servizi terri¬ 
toriali. «La mia pensione è 
Irrisoria, sopravvivo con la 
borsa di lavoro che ricevo 
qua. Pensi, adesso prendo 
appena mezza pastiglia al 
giorno». 

Aveva lavorato da ma¬ 
rittimo anche il nostro in¬ 
terlocutore al centro di via 
della Guardia. Ha cin¬ 
quantuno anni, ma ne di¬ 
mostra molti di più. Lo 
troviamo a pranzo al «Pe¬ 
ter Pan», una trattoria 
convenzionata con il servi¬ 
zio, nel cuore del vecchio 
rione popolare di San Gia¬ 
como. Ad onta del richia¬ 


mo al leggiadro personag¬ 
gio disneyano il locale è 
squallido, popolato di vec¬ 
chi indigenti segnati dalla 
solitudine. Una solitudine 
che è anche il travaglio di 
questo utente, che trascina 
con sé il peso devastante di 
otto anni di manicomio 
criminale, consumati tra 
Reggio Emilia e Castiglio¬ 
ne dello Stiviere. Carcere 
duro, percosse, nessuna te¬ 
rapia. E li chiamano ospe¬ 
dali. Era finito lì dopo che, 
stanco del lavoro sulle na¬ 
vi, psichicamente assai 
scosso, si era messo a ru¬ 
bare qualche automobile. 

«Sono trascorsi sette an¬ 
ni dalla fine della mia re¬ 
clusione. Eppure continuo 
a sognarmi del manico¬ 
mio. Un incubo che mi ro¬ 
vina le giornate». Arrivato 
in via della Guardia in 
condizioni disastrose, oggi 
è una persona tranquilla. 
Non ha più bisogno di far¬ 
maci, riceve un sussidio, 
dorme a casa dei fratello. 

■La legge 180 ci ha aiuta¬ 
to molto — dice — ma lo 
alla sera non sono soddi¬ 
sfatto. Non ho fatto niente 
durante la giornata; sono 
solo, anche se passo molto 
tempo con gli altri utenti. 
La mia non è la vita che 
fanno gli altri, le persone 
normali». Certo, una legge 
e un servizio assistenziale, 
per quanto efficaci, non 
danno la felicità. Ma que¬ 
sta — è così che cerchiamo 
di Incoraggiare il nostro 
malinconico amico — non 
è facile a conquistarsi 
nemmeno nel mondo di 
quelli che lui chiama «l 
normali*. 

Fabio Inwinkl 

(FINE — Il precedente 
articolo è stato 
pubblicato il 3 dicembre) 


$Tai reAVQViuA cara, 

HO# C€ l'HANNO CoN NOI, 

---- voeucrlo foto FAGe 

VA j UN'ALTRA SORPR&A 
^ 1 A R6AGAN-. 



LETTERE 


ALL’ UNITA' 


«Le prime giocose nozioni, 
le prime riflessioni 
sulla realtà...» 

Caro direttore. 

voglio dare il mio contributo alla discussio¬ 
ne suiropportunilù della presenza nel nostro 
giornale di una pagina dedicata ai bambini e 
ai ragazzi. 

Sono oggi insegnante elementare. Figlia di 
un contadino comunista abbonato da sempre 
all’Unii;), mi ricorda di aver imparato sul 
Pioniere i primi cruciverba e giochi enigmi¬ 
stici; ed ho imparato sul Pioniere le prime 
giocose nozioni di storia, di geografia, di 
scienze; nonché le prime riflessioni sulla real¬ 
tà. 

Non mi dispiacrcbbe certo se anche mia 
figlia avesse a disposizione un simile stru¬ 
mento. 

Certo le esigenze educative sono cambiate; 
ma so quanto sia Torte la domanda di una 
migliore qualità dell’offerta culturale c la vo¬ 
glia di arginare il dilagare della sottocultura 
televisiva, quella dei fumetti giapponesi, per 
intenderci. 

Perchè allora non fare una pagina originale 
che contribuisca alla crescita critica e creati¬ 
va dei nostri ragazzi? E, perchè no. con la 
presenza di una parte dedicata ai genitori, col 
chiaro intento di orientarli nella scelta, per 
esempio, di libri e giochi-giocattoli ecc. per i 
loro figli? 

ELENA BISCONTI 
(Monte Sun Pielrangeli • Ascoli Piceno) 

«Anche quella è una causa» 

Caro direttore, 

desidero unirmi alla richiesta della pagina 
per i ragazzi, che penso sarebbe bene alla 
domenica. 

A suo tempo avevo anch’io collaborato ad 
essa e. per molli unni, lavorato nell’Associa¬ 
zione Pionieri. Purtroppo è stala lasciata ca¬ 
dere. demandando lo svago e la cultura dei 
nostri rugazzi alle varie parrocchie. Anche 
questa è una causa del calo dei compagni 
giovani nel Partito. 

CARMELA LEVI MAYO 
(Torino) 

Niente criteri discrezionali 
ma trasparenza 

Speli. Unità. 

tutta la stampa ha evidenziato, nei giorni 
scorsi, l’autocritica del segretario generale 
della Cgil, Antonio Pizzinato, sugli errori sin¬ 
dacali degli ultimi sette anni, e anch’io rin¬ 
grazio Pizzinato per questa costruttiva auto¬ 
critica. 

Io. che sono un rappresentante sindacale di 
base e quindi vivo in mezzo ai lavoratori, 
sentendo le motivazioni posso dire che uno 
degli ostacoli maggiori all'allargamento del 
tesseramento sindacale è il salario cxtra-con- 
irattuale a discrezione dèlia direzione, oggi 
diffuso in molte aziende, dato che senza un 
trasparente criterio obiettivo di produttività, 
esso inculca nel lavoratore la convinzione che 
l'essere iscritto al sindacato ostacola l’accesso 
a tale beneficio economico. 

Di conseguenza occorre far rendere traspa¬ 
renti i criteri discrezionali dell'azienda. 

MICHELE LONIGRO 
(Cesano Bosconc - Milano) 

Il pessimista Tedoldi 
e l’ottimista Cavaiuolo 

Caro direttore. 

ho letto su l'Unità del 27 novembre la lette¬ 
ra di Ferruccio Tedoldi, funzionario della 
Fiom della zona Lambrate-Gorgonzola (Mi¬ 
lano) dal titolo •Tre punti dolenti anche dopo 
l’accesso al Fondo della Ccc-, sostanzialmen¬ 
te prevenuta circa la correttezza c la traspa¬ 
renza delle assunzioni giovanili ncH’arligia- 
nato. Amareggia la sfiducia che Tedoldi pro¬ 
va nei confronti delle imprese artigiane, giac¬ 
ché invece esse possono fare seriamente for¬ 
mazione professionale ai giovani di nuova as¬ 
sunzione. 

Il testo istitutivo del contributo che il Fon¬ 
do sociale europeo eroga alle imprese artigia¬ 
ne che assumono apprendisti, così, tra l’altro, 
recita: 

che siano finalizzati alla creazione di 
posti di lavoro a tempo indeterminato (c non 
a tempo determinato come sostiene Tedoldi); 

che siano assunzioni aggiuntive rispetto 
alla situazione occupazionale aziendale esi¬ 
stente al 30 giugno '86. 

Quando poi il compagno Tedoldi sostiene 
che diviene quasi impossibile controllare che 
si faccia seriamente formazione professionale 
nelle imprese artigiane, allora io rispondo: 
veramente egli immagina che ci siano occa¬ 
sioni diverse, da quelle artigiane, per conse¬ 
guire formazione professionale degna di que¬ 
sto nome in altri settori e comparti produttivi, 
nonché negli stessi istituti professionali dello 
Stato? Non conosce la serietà e la passione 
con la quale gli artigiani trasmettono il pro¬ 
prio mestiere ai loro apprendisti? Nessuno di 
questi esce senza formazione professionale: e 
basta indagare per rendersi conto della posi¬ 
tività dei risultati. 

ALFONSO CAVAIUOLO 
(S. Martino Valle Caudina • Avellino) 

«Vittime di Bagnasco 
ma prima ancora 
vittime dei ministri» 

Caro direttore, 

mi riferisco a due articoli apparsi sul gior¬ 
nale. uno in data 15 giugno cd uno in data 9 
ottobre, a proposito del fondo Europrogram- 
me 69. 

Al fondo Europrogramme 69 aderii dopo 
averci molto pensato. La decisione di investi¬ 
re i miei modesti risparmi di lavoratore di¬ 
pendente in quel fondo, maturò a seguito di 
alcune considerazioni: 

gli interessi bancari non coprivano la 
perdita del valore di acquisto che la lira subi¬ 
va pesantemente ogni anno; 

il fondo era operante già da diversi anni; 
sui giornali, ogni giorno, si potevano leggere 
le quotazioni, come per gli altri fondi cd esi¬ 
steva (ciò mi convinse della bontà di tale in¬ 
vestimento). l'autorizzazione dello Stato Ita¬ 
liano ad operare legalmente sul nostro terri¬ 
torio. Inoltre la Banca d’America e d’Italia 
era quella alla quale andavano i versamenti a 
favore del fondo. 

Oggi risulta facile scrivere «gli spennati di 
Bagnasco*. i «suoi polli» c addirittura farci 
sopra dell’ironia, ma i cittadini, se non sono 
tutelati da certi rischi ad opera dei propri 
governanti, a quale santo dovrebbero rivol¬ 
gersi? 


Come del resto si evidenzia nell’art. del 9 
ottobre, i «polli* sono pensionati, impiegati, 
casalinghe, bambini. 

Il Partito comunista c l'Unità sono dalla 
parte della classe operaia, dei pensionati, dei 
giovani, delle casalinghe ccc.; questo in paro¬ 
le povere ho sempre saputo; cd è in tale con¬ 
vinzione che mi permetto di fare un appunto; 
perché, invece di limitarvi a scrivere articolini 
di pura e semplice informazione, che non aiu¬ 
tano certo i «polli* e che oltretutto ci presen¬ 
tano come degli stupidotti pronti a farsi fre¬ 
gare dal primo che passa, il Partito e l'Unità 
non prendono seriamente parte alla battaglia 
che questi «gabbati di Bagnasco- stanno con¬ 
ducendo per riavere in qualche modo quello 
che è loro, dandovi da fare nei modi e luoghi 
giusti affinché il tutto si risolva? 

Quando si parla di pensionati, lavoratori 
ecc. sappiamo tutti che si trutta di risparmia¬ 
tori non capitalisti, logicamente e purtroppo 
sprovveduti su tante cose, che si sono fidati 
pensando che qualcuno preposto allo scopo 
tutelasse anche i loro interessi. Forse, se i 
capitali invece di essere i nostri fossero dei 
cosiddetti «lor signori», chi di dovere sarebbe 
stato più attento. 

Voi dite «le vittime di Bagnasco». A me 
sembra che, prima di questo signore, siamo 
vittime dei nostri concittadini ministri.i , 

B. P. 

(Empoli * Firenze) 

Cosa c’entra New York? 

Cara Unità, 

ho sentito alla radio che in occasione del 
50O 1 anniversario della scoperta dell’America 
tre caravelle rifaranno il percorso di Cristofo¬ 
ro Colombo, attraversando l’Atlantico e get¬ 
tando poi l'ancora nel porto di New York. 

Sono felice dei grandi preparativi in atto 
per il 1992, per la Nina, la Pinta e la Santa 
Maria ricostruite alla perfezione e per la tra¬ 
versata dell’Atlantico. Vorrei ricordare però 
che le ancore. Colombo, le gettò nelle isole di 
San Salvador e di Cuba, che è insulso e ridi¬ 
colo rimuovere dai festeggiamenti. 

VINCENZO PARODI 
(Amburgo - RFT) 

Due pesi, due misure 

Gentile direttore, 

in Brasile, alla fine d’ottobre, è stato assas¬ 
sinato un missionario mantovano, Maurizio 
Maraglio, sequestrato e ucciso da alcuni uffi¬ 
ciali di polizia appartenenti ai famigerati 
squadroni della morte. La stessa sorte di Po- 
pjelusko! Mi chiedo come mai i mass media 
non abbiano dato a questo grave fatto lo stes¬ 
so rilievo accordato in passato all’assassinio 
del prete polacco. 

Vule forse meno la vita di un sacerdote 
italiano? O ci sono di mezzo opportunità e 
pregiudizi politici? 

Il sacrificio di Maurizio Maraglio in favore 
dei diseredati brasiliani meritava comunque 
un rilievo maggiore, anche da parte della 
Santa Sede, se non altro perché è un esempio 
raro in un mondo che sta diventando sempre 
più egoista e cinico. 

’ a ' FRANCA BERTAZZONI 
(Pictolc • Mantova) 

«Poi debbono correre 
per colpa di quelle dogane, 
le più arretrate d’Europa...» 

Cara Unità, 

vorrei intervenire nel dibattito che de mesi 
c’ò nel Paese sul tema della sicurezza strada¬ 
le. Credo infatti che tale sicurezza interessi 
chi lavora nella strada prima di chiunque al¬ 
tro. 

Se il ministro Signorile vuole davvero rag¬ 
giungere questo scopo, nc troverà molti al suo 
fianco; e in prima fila i lavoratori dei traspor¬ 
ti. Ma se davvero l’intenzione è quella, non 
bisogna fare all’italiana: frustare la sella e 
non il cavallo. 

Cito un solo esempio: quello del trasporto 
contuincrs. Prima di partire bisogna fare do¬ 
gana; e in Italia le dogane sono le più arretra¬ 
te d’Europa in assoluto. Per sdoganare un 
container ci vogliono dalle 7 alle 8 ore, men¬ 
tre nel resto d v Europa nel giro di un’ora la 
dogana è già fatta. Le ore che il trasportatore 
passa in dogana sono le uniche ore in cui 
dovrebbe riposare; ma non si dica che ciò è 
possibile, dal momento che da aprile ad otto¬ 
bre la cabina diventa un forno crematorio e 
da novembre a marzo un frigorifero. 

L’uomo che guida può dopo quell’attesa 
avere la lucidità che sarebbe necessaria per 
un mezzo così pesante? Se invece di colpevo¬ 
lizzare i camionisti si provvedesse a moder¬ 
nizzare i servizi doganali, evitando di decur¬ 
tare il lavoratore di ben otto ore di riposo, i 
camionisti stessi non avrebbero poi bisogno di 
correre per recuperare i tempi morti. 

GAVINO PISANU 
(Genova) 

Quel progetto 
di teatro a Forlì 

Signor direttore, 

numerose personalità della cultura urbani¬ 
stica ed architettonica si oppongono vigorosa¬ 
mente alla distruzione di un antico complesso 
conventuale a Forlì per ricavare al suo inter¬ 
no un nuovo edificio teatrale. 

La chiesa verrebbe utilizzata come palco- 
scenico; il chiostro cinquecentesco, coperto e 
sopraelevato, verrebbe trasformato in platea; 
il campanile romanico diventerebbe elemento 
di distribuzione verticale, con scale, ascensori 
ecc. 

Il progetto è stato giudicato illegittimo dal 
difensore civico dell’Emilia-Romagna in se¬ 
guito ad un ricorso di «Italia Nostra» che 
denuncia, fra l’altro, distrazione di fondi Fio, 
in quanto non è possibile comprendere un 
intervento di nuova costruzione fra i progetti 
di restauro di edifici di interesse storico arti¬ 
stico. 

SAURO TORRONI 
(Forlì) 

È chiaro: ne ha bisogno 
Cercate di aiutarlo 

Egregio compagno, 

m’interesso di la vita in Italia e soprattutto 
il vostro la lingua. Per questo studio l’italia¬ 
no, però come l'autodidatta. Presente posso 
comprare soltanto la vostra il giornale l'Uni¬ 
tà. Il libro di testo l’italiano purtroppo non 
posso riuscire a trovare. 

Per questo ho bisogno allacciare i contatti 
con italiano amico quale volere con me scri¬ 
vere. Naturalmente ho l’interesse per ogni il 
contatto con comunista l'Italia. 

FRANTlSEK VLACH 

Pod Bini S, Praha 8, Libcn, 180.00 (Cecoslovacchia) 















mercoledì 
10 DICEMBRE 1986 



Texas-Milano con eroina 
nel pacchetto dei biscotti 
Quattro finiti in carcere 


MILANO * Sembrava proprio una buona idea, 
quella di aprire un canale Milano-Tcxas per il 
traffico di eroina: profitti altissimi per i traffi¬ 
canti c spacciatori texani, ottimi affari per i 
fornitori nostrani, che si sarebbero visti acqui¬ 
stare a prezzi eccezionali la -merce- provenien¬ 
te dalle raffinerie clandestine della Sicilia. 'l'ut- 
ta roba di prima qualità, ovviamente, eroina 
bianca al 75-80% di puro77a. l'unica accettata 
dall’esigente c remunerativo mercato statuni¬ 
tense. L'n’ottima idea, si diceva, sononché il 
progetto e naufragalo immediatamente per 
l’intervento congiunto della Squadra Mobile di 
Milano, della Questura di Palermo e della poli- 
7ia texana. Ln’opcrazione antidroga, iniziata 
circa due mesi fa. si e conclusa l’altro ieri, con 
tutti i protagonisti finiti in galera fin dal primo 
\ iaggio Milano-Texas ( e con il primo carico.un 
chilo di eroina nascosto in un pacchetto di bi¬ 
scotti. sequestrato dagli inquirenti) . Gli arre¬ 
stati sono i fratelli Gio\anni e Roberto Patella, 
di 36 e 28 anni, ideatori dell’impresa: l’interme¬ 
diario milanese Mario Gennari, 12 an¬ 
ni.produttore discografico di medio calibro: il 
fornitore siciliano Felice Orlando, un pregiudi¬ 
cato di 30 anni legato a una famiglia mafiosa 
che ancora non e stata identificata. Ditti questi 
sono arrestati a Milano (anzi.pcr la precisione, 


il Gennari è stato preso nel suo appartamento 
di Sesto San Giovanni), mentre a Hrownsville, 
cittadina del Texas ai confini con il Messico, la 
polizia ha preso il terzo fratello Palella, Carlo, 
di 31 anni. 1 tre fratelli Patella, di origine sici¬ 
liana ma nati a Tripoli, erano uno strano tipo 
di emigranti. Dopo aver vissuto per parecchi 
anni una quieta esistenza a Uresso (Milano), 
cinque anni fa erano partiti alla volta di Oro- 
vvnsvillc per fare fortuna. Non con l’onesta fati¬ 
ca. naturalmente, ma con il traffico di stupefa¬ 
centi. Facendo la spola tra Messico e Stati Uniti 
con i loro bravi carichi di cocaina avevano rac¬ 
colto una ricchezza strepitosa, tanto da compe¬ 
rare di recente tre enormi appczzamenti di ter¬ 
reno per altrettanti ranch -stile Dallas-. L’ulti¬ 
ma trovata dei Palella era stata appunto quella 
di un canale -commerciale- con la vecchia pa¬ 
tria, un viaggio al mese con un chilo di eroina 
alla volta. In due mesi avevano organizzato tut¬ 
to grazie alla consulenza di Mario Gennari, che 
dopo una serie di contatti aveva presentato a 
Giovanni e Roberto, per l’occasione tornati a 
Presso, il fornitore siciliano Felice Orlando. Ie¬ 
ri è avvenuta la prima consegna: la Squadra 
Mobile non attendeva altro per cogliere tutti 
quanti con le mani nel sacco. 

Marina Morpurgo 


- CRONACHE 


Spara per sorpassare 
sull’Autostrada, 
feriti due operai 


VIRO VALENTIA — Chi non ricorda -II sorpasso» con Vittorio 
Gassman che supera tutte le auto strombazzando a rappresenta¬ 
re i ceti rampanti spacconi annunziati dal miracolo economico 
dei magnifici anni Sessanta? La stessa scena, quasi trent’anni 
dopo, stava per costare la vita a due operai palermitani, Giovan¬ 
ni Saturnino di 47 anni e Antonino Faglini di 52 anni, che 
lavorano all’Italsider di Taranto. I due ieri mattina sfrecciavano 
a bordo della loro Giulietta sulla corsia nord dell'Autostrada del 
sole, provenivano da Palermo ed avrebbero dovuto percorrere 
l'autostrada fino allo svincolo che immette per le strade della 
Puglia. Dopo ralmì, in provincia di Reggio, colpi nervosi di 
clackson ed un frequente lampeggiare hanno iniziato a chiede¬ 
re strada. Ha avuto così inizio una velocissima c spericolata 
corsa durante la quale le due auto si sono ripetutamente sorpas¬ 
sate. Ogni sorpasso una vittoria e, pian piano, t primi insulti. Poi 
all’improvviso l’assurdo gioco si c incattivito e da una delle auto 
e sbucata fuori una pistola e si è cominciato a sparare: Saturnino 
ò stato ferito con una pallottola ad una gamba c Paglini, per 
fortuna di striscio, al braccio. L’auto su cui viaggiavano c invece 
finita fuoristrada. I due operai sono stati soccorsi da un gruppo 
di ufficiali della marina. Di incredibile c'è anche un altro parti¬ 
colare: «Saturnino e Paglini — spiega il viccqucstore Galiucci 
che dirige il commissariato — erano così presi dalla sfida da non 
aver fatto neanche caso alla targa e alla marca dell'auto. Forse 
una Uno, forse targata Reggio, forse Caltanissctta. Chissà». 


Aldo Varano 


Drammatica testimonianza: una nuova ipotesi 


Spunta l'ombra 
del terzo uomo 

Anche ieri i due imputati Abel e Furlan non si sono presen¬ 
tati all’udienza - Respinte tutte le eccezioni della difesa 


VERONA — Fratello è sorella del frate Giuseppe Lovato. ucci¬ 
so vicino al santuario di Monte Serico, mentre si recano alla 
quarta udienza del processo «Ludwig». In etto Wolfgang Abel 
(e sinistra) e Marco Furlan, i due accusati 


Dal nostro inviato 

VERONA — Quanta gente 
faceva parte di Ludwig: solo 
Wolfgang Abel c Marco Fur¬ 
lan o anche qualcun altro? 
L’ipotetica esistenza dì un 
terzo uomo, si è affacciata 
ieri pomeriggio nell'aula del¬ 
la Corte d'Assìse veronese 
che sta celebrando il proces¬ 
so a carico dei due giovani 
della Verona-bcne. A lan¬ 
ciarla (nell'ordinanza di rin¬ 
vio a giudizio non ce n'è trac¬ 
cia) sono state la moglie e la 
figlia di Guerrino Spinelli, il 
33enne nomade abruzzese 
bruciato vivo dentro la sua 
automobile a Verona il 25 
agosto 1977. prima delle 
quindici vittime di Ludwig. 

Ecco il racconto della ve¬ 
dova. Carolina Morello. 
•Avevamo la roulotte rotta, 
perciò quella sera dormiva¬ 
mo in due auto vicine, mio 
manto in una, io coi figli 
ncU’altra. Un po’ prima del¬ 
l'alba qualcuno ha buttato 
un fiasco pieno di benzina 
nell’Alfa Romeo di Guerri¬ 
no. che aveva il finestrino 


aperto. Io mi sono svegliata 
sentendo urla. Mio marito 
stava bruciando, ma aveva 
avuto la forza di scendere 
dall'auto e di tentare di rin¬ 
correre gli aggressori. Poi mi 
ha detto che erano in tre, col 
volto coperto da cappucci. 
Volevano bruciare anche la 
mia auto, ma non hanno fat¬ 
to a tempo, ho trovato un al¬ 
tro fiasco pieno di benzina 
per terra». 

La figlia di Spinelli, Filo¬ 
mena, prima di cinque fra¬ 
telli: «Mi sono svegliata sen¬ 
tendo mio padre urlare. Do¬ 
po, l'ho sentito solo una vol¬ 
ta in ospedale (ndn Spinelli 
morì dopo una lenta agonia 
durata otto giorni), mi ha 
detto che dovevamo stare 
molto attenti, che c’erano in 
giro tre incappucciati che vo¬ 
levano farci dei male». Non si 
vede perché I familiari della 
prima delle vittime di Lu¬ 
dwig dovrebbero mentire. 

A conforto delia presenza 
di un terzo uomo, ci sono al¬ 
tri due episodi- Una testimo¬ 
ne vicentina, Federica Rossi, 


affermò, dopo il duplice omi¬ 
cidio del frati nei pressi del 
santuario di Monte Berico, 
di avere notato sul luogo del 
delitto, poco prima che avve¬ 
nisse, tre giovani che aveva¬ 
no in mano borse di plastica 
simili a quelle abbandonate 
da Ludwig accanto ai cada¬ 
veri. I tratti somatici non 
sembrano però combaciare 
con quelli di Abel o Furlan, 
riconosciuti invece con pre¬ 
cisione da altri testi di quel 
delitto. 

C’è infine la nota tesi del 
pubblico ministero France¬ 
sco Pavone sulla presenza di 
un terzo uomo la sera delia 
cattura di Abel e Furlan, 
quando tentarono di dar fuo¬ 
co alla discoteca «Melamara» 
di Castiglione delie Stivlere. 
La moto usata per spostarsi 
da Verona era stata lasciata 
a Carpencdolo, un paese a 
sette chilometri dalla disco¬ 
teca. Come potevano i due — 
si è chiesto il pubblico mini¬ 
stero — fare tutta quella 
strada a piedi, anche nella 
successiva fuga, vestiti come 


erano da Pierrot e carichi di 
pesanti taniche di benzina? 
Nel rinvio a giudizio il giudi¬ 
ce istruttore Sannite respin¬ 
ge ogni ipotesi di un gruppo 
che andasse al di là di Abei e 
Furlan, affermando che 
•nulla, in base agii atti pro¬ 
cessuali, la autorizza». Ma 
adesso, fra gli «atti proces¬ 
suali», ci sono anche le preci¬ 
se deposizioni dei parenti di 
Spinelli. 

Ieri pomeriggio II processo 
è entrato nel vivo proprio 
con il loro interrogatorio, se¬ 
guito da quello, fin troppo 
sbrigativo, di parecchi testi¬ 
moni e congiunti di vittime 
fatti venire da posti anche 
lontanissimi dei tutto inutil¬ 
mente. Poco prima la Corte, 
presieduta da Eduardo Rai- 
mone, aveva respinto dopo 
quasi cinque ore di camera 
di consiglio tutte le eccezio¬ 
ni, le istanze, le ricusazioni e 
le richieste di nullità scara¬ 
ventate sul processo dai di¬ 
fensori. 

Abel e Furlan non c'erano. 
Anche ieri non sono venuti. 


Se pure oggi non ci saranno, 
verrà data lettura integrale 
degli interrogatori resi nei 
primi tempi dopo la cattura, 
prima che scegliessero la 
strategia del silenzio. Sono 
verbali, per quanto si cono¬ 
sce, piuttosto compromet¬ 
tenti. Wolfgang Abel si con¬ 
traddice piu volte tentando 
di confutare le prove che gii 
attribuiscono direttamente 
%'ari omicidi e stragi di Lu¬ 
dwig. Riconosce, a proposito 
del tentato incendio delia di¬ 
scoteca «Melamara»: «Volevo 
bruciare ia discoteca, ma 
non so perché. L'unico moti¬ 
vo è che ho qualcosa contro 
le discoteche... mi riesce In¬ 
tollerabile che nelle discote¬ 
che si rechino tanti giovani- 
anche Furlan era mosso dal 
mio medesimo Intento». Fur¬ 
lan, al riguardo, assume In¬ 
vece un atteggiamento che il 
magistrato definisce «stoli¬ 
do»: «Abbiamo concordato di 
spargere della benzina per 
vedere un po’ di Fiammelle, 
per constatare l’effetto che 
faceva sulla gente». 

Michele Sartori 


Al convegno di Trieste parla il biologo Romeo: «La regolamentazione è indispensabile» 


Un codice per l’ingegneria genetica 

Entro 40 anni potremo sapere se una persona è predisposta per alcune malattie, ma si porranno enormi problemi 
etici e giuridici - Il pericolo della creazione di «mostri» in laboratorio? «I ricercatori sono scettici» 


Dal nostro inviato 

TRIESTE — Giamo arrivati 
all'ora zero, all’imposizione 
di limiti alla ricerca sulla 
manipolazione genetica? 

•No la ricerca non ii ha e 
non li potrà avere, ma le sue 
applicazioni sì, occorrerebbe 
limitare, come già accade in 
Australia nello stato di Vi¬ 
ctoria alcuni aspetti della fe¬ 
condazione in vitro o si po¬ 
trebbe stabilire un divieto 
per la manipolazione delle 
cellule germinali umane. 
Quel che e certo è che effetti¬ 
vamente siamo ad una svol¬ 
ta. Le conoscenze sono arri¬ 
vate ad un tale grado di svi¬ 
luppo da Imporre una rego¬ 
lamentazione delle applica¬ 
zioni dcH'ingcgneria geneti¬ 
ca come è accaduto anni fa 
per la fisica nucleare». 

Il professor Domenico Ro¬ 
meo, biologo deU'università 
di Trieste e impegnato nel 
progetto delle Nazioni Unite 
perla costruzione di un cen¬ 
tro internazionale di inge¬ 
gneria genetica, ne ha parla¬ 
to anche al convegno sulla 
scienza in Europa In corso In 
questi giorni a Trieste orga¬ 
nizzato daH’Unesco, dall'I¬ 
stituto Gramsci c dall*Acca¬ 
demia del Lincei. Il professor 


Romeo lavorarerà sotto la 
direzione del professor Artu¬ 
ro Falaschi in uno dei centri 
che nei prossimi anni si inol¬ 
treranno di più lungo i sen¬ 
tieri affascinanti e temuti 
delia manipolazione dei ca¬ 
ratteri fondamentali della 
vita. 

«L’Ingegneria genetica — 
spiega il professor Romeo — 
si è limitata in questi anni a 
cercare nuovi vaccini contro 
le grandi malattie deil’uomo, 
dall’epatite virale alla mala¬ 
ria, a produrre in modo nuo¬ 
vo sostanze come l’insulina o 
l’Interferone (che ha aperto 
tante speranze nella lotta 
contro il cancro), gli ormoni 
immunomodulatori. Poi c’è 
tutto t! campo della ricerca 
agro-alimentare.» 

E qui la ricerca è, subito, 
anche affare: grande affare. 
Una ventina ai società chi¬ 
mico-farmaceutiche — le 
multinazionali come la Ciba 
e ia Sandoz ad esempio — 
hanno Infatti creato nuovi 
semi, «Ibridi* di piante ali¬ 
mentari, dal frumento ai mi¬ 
glio, sconvolgendo tutti i 
mercati del mondo. -Sì — 
spiega Romeo — si tratta di 
piante manipolate In modo 
tale da crescere In fretta e di 


dare buoni raccolti anche su 
terreni particolarmente sali¬ 
ni o aridi. In India una di 
queste nuove qualità di gra¬ 
no ha permesso pochi anni 
fa di raggiungere un'auto- 
sufficienza alimentare che 
negli anni Sessanta era im¬ 
pensabile». 

Poi c’è tutto l’aspetto lega¬ 
to alla produzione industria¬ 
le: «Anche quella che in real¬ 
tà produzione non è ancora 

— spiega il professor Romeo 

— ad esempio quella dell'al¬ 
ternativa alla plastica e alla 
carta rappresentata dal poli- 
drosslbutirrato. un polimero 
prodotto da alcuni batteri 
che potrebbe sostituire l'in¬ 
quinante sacchetto della 
spesa che usiamo oggi: la sua 
biodegradabilità sarebbe to¬ 
tale». 

Ma queste «medaglie al 
merito» bastano per scioglie¬ 
re l’Ingegneria genetica dal 
suoi potenziali peccati? 

Il professor Romeo am¬ 
mette che i problemi oggi so¬ 
lo teorici oppure mal posti 
(•la bambina di Napoli — 
spiega — non è manipolazio¬ 
ne genetica, tutt’al più 11 mi¬ 
glioramento di una tecnica 
relativamente vecchia di fe¬ 


condazione in vitro») sono 
comunque tali da richiedere, 
subito, una regolamentazio¬ 
ne. «Entro l primi trent’annl 
del prossimo secolo — ag¬ 
giunge — sarà possibile pro¬ 
babilmente determinare la 
sequenza del genoma uma¬ 
no, cioè si potrà sapere ad 
esempio se una persona è 
predisposta o meno per alcu¬ 
ne malattie. Ma questa sorta 
di «carta di identità genetica» 
pone già del problemi etici e 

f ;iuridici. Un esempio bana- 
e: potrà una persona essere 
assunta se si scopre che non 
può reggere a lungo in alcu¬ 
ni ambienti di lavoro oppure 
è potenzialmente inadatto a 
svolgere alcune attività pro¬ 
fessionali?». 

Ma c'è un’altra preoccu¬ 
pazione legata all’ingegneria 
genetica: quella della crea¬ 
zione in laboratorio di batte¬ 
ri o di virus «mutanti» in gra¬ 
do di generare malattie sen¬ 
za rimedio, «mostri» che po¬ 
trebbero sfuggire agli scien¬ 
ziati e provocare delle «Cher- 
nobyl biologiche». 

•Ma gii scienziati che lavo¬ 
rano In questo settore non ci 
credono — risponde 11 pro¬ 
fessor Romeo — anche per¬ 
ché. a parte il caso famoso 


deU’istituto Pasteur dì Pari¬ 
gi, non è mai accaduto che le 
prime possibili vittime della 
contaminazione, i ricercato¬ 
ri, siano state effettivamente 
colpite». 

Ma domani la paura della 
gente potrebbe essere più 
forte di queste rassicurazio¬ 
ni. Negli Stati Uniti è già ac¬ 
caduto che la protesta popo¬ 
lare constrlngesse un labo¬ 
ratorio a sospendere le sue 
ricerche™ 

•Si, in effetti una cattiva 
informazione potrebbe an¬ 
che spingere ia gente a con¬ 
testare i laboratori di Inge¬ 
gneria genetica come oggi 
contesta la centrale nucleare 
di Caorso. Dobbiamo riflet¬ 
tere tutti su questo: conviene 
drammatizzare gii aspetti 
della ricerca genetica? Ha 
senso diffondere paure In¬ 
fondate? Una cosa è il con¬ 
trollo sociale un'altra il pa¬ 
nico». 

Ma lei pensa che il panico 
possa davvero scoppiare? 

•Non posso escluderlo. E 
domani, forse, ci potrebbe 
essere anche chi dà l'assalto 
ai laboratori». 

Romeo Ssssoìì 


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Francobollo da 20mila lire 


ROMA — Già più volte prcannunciata c poi slittata, l’emissione 
del nuovo francobollo da 20mi!a lire avverrà ii 5 gennaio 1987. 
l.o ha annunciato ieri ufficialmente il ministero delle Foste. Il 
nuovo francobollo (che avrà un disegno «di sicurezza» analogo a 
quello degli altri francobolli della cosiddetta serie «Alti valori» 
che vanno da 1500 a diecimila lire) servirà a comporre le costose 
affrancature necessarie per alcuni particolari servizi postali: tra 
l’altro, il nuovo francobollo potrà servire per soddisfare da solo 
la tariffa per il primo porto del nuovo servizio «rostacelcrc in¬ 
terno», che permetterà la consegna di plichi nei giro di venti- 
quattr’ore tra alcune grandi città italiane. 


Ex vicepresidente de 
della giunta ligure a 
giudizio: corsi fasulli 

Dalla nostra redazione 

GENOVA — L’ex assessore e vicepresidente della giunta regio¬ 
nale ligure Giacomo Gualco, democristiano, imputato «eccellen¬ 
te» nello scandalo della formazione professionale, è stato rinvia¬ 
to al giudizio del Tribunale con l'accusa di abuso di atti d’ufficio. 
Insieme a lui saranno alla sbarra altre quindici persone, per lo 
più imprenditori c funzionari regionali, con imputazioni divcr» 
se che vanno dalla corruzione alla truffa al favoreggiamento. Lo 
scandalo era esploso nel luglio del 1985 proprio con l'arresto di 
Giacomo Gualco; sotto il mirino degli inquirenti c’crano i corsi 
professionali organizzati dalla Regione fra il 1981 cd il 1982 c 
finanziati con circa quattro miliardi di fondi messi a disposizio¬ 
ne dalla Comunità economica europea. Corsi che, secondo l'ac¬ 
cusa, non erano mai stati effettivamente realizzati, mentre i 
rispettivi stanziamenti erano stati incamerati dalie aziende be¬ 
neficiarie, salvo, naturalmente, le tangenti che tornavano in 
Regione nelle tasche dei funzionari che avevano curato le relati¬ 
ve pratiche con la necessaria sollecitudine. Gualco, assessore 
competente all’epoca dei fatti, vicepresidente della Giunta al 
momento dell’arresto, era finito in manette con l'accusa di pe¬ 
culato; poi l’indagine, oltre che a funzionari regionali c impren¬ 
ditori, si era estesa agli altri componenti la Giunta in carica nei 
primi anni 80: il presidente Alberto Tcardo, socialista, e gli asses¬ 
sori Giorgio Laura, Luciano Versa e Giovanni Battista Acerbi 
(democristiani), Rinaldo Magnani (socialista), Gustavo Gatna- 
Icro (liberale) e Giuseppe Merlo (socialdemocratico); tutti chia¬ 
mati in causa per un paio di aelibere «sospette» c tutti ora 
prosciolti in istruttoria con formula piena. Ter Gualco l’accusa, 
ora, è di abuso di atti di ufficio. 

r. m. 



Pronti gii avvisi di reato dopo la chiusura delie sedi 


I una truffo di miliardi 
la 'religione’ di Ron Hubbard 

Perquisiti i centri e interrogati gli indiziati - Associazione per delinquere con 
circonvenzione di incapaci? - Otto miliardi il giro d’affari annuale solo a Torino 


MILANO — Chiusi, una settimana fa, i 
centri della setta di Ron Hubbard, l’in¬ 
dagine promette un’imminente impen¬ 
nata, dopo il faticoso lavoro prelimina¬ 
re di raccolta dei dati durato un quin¬ 
quennio e passa. Da palazzo di giustizia 
sarebbero sul punto di partire diverse 
decine di comunicazioni giudiziarie, 
all'indirizzo — è facile immaginare —- 
dei responsabili delle varie sedi di Nar- 
cono, Dianetics, Scientology. 

E. con gli interrogatori degli indizia¬ 
ti. si preciseranno ulteriormente le sin¬ 
gole responsabilità nell’insieme di quel¬ 
la che il giudice istruttore Guida Mulli- 
ri sospetta essere un’organizzazione per 
delinquere, finalizzata alia trufra in 
grande stile, con il corollario di circon¬ 
venzione di incapaci, violenze private, 
esercizio abusivo della professione me¬ 
dica, violazioni valutarie e reati fiscali. 

Una truffa dell'ordine di diversi mi¬ 
liardi; ma sui suoi confini, neanche la 
Guardia di Finanza sembra per ora in 
grado di dire una parola definitiva. Il 
meccanismo essenziale è quello di offri¬ 
re vantaggi di varia natura, dal poten¬ 


ziamento delle capacità lavorative alla 
serenità di spirito, come risultato di 
speciali «corsi». 

Poca cosa, per cominciare: 80mila li¬ 
re per un corso «di base» di 40 lezioni. 
Pagamento anticipato. Ma una volta 
cominciato, l’organizzazione («org», nel 
linguaggio degli iniziati) ti fa sentire la 
necessita di passare via via a corsi su¬ 
periori, un po’ più cari ad ogni nuovo 
livello: sul 22 milioni per un corso me¬ 
dio. E a pagamento sempre anticipato. 
Qualche volta si prospetta anche un 
•affare»: c’è un «pacchetto» di corsi cui 
ci si può impegnare In blocco, con scon¬ 
to; oppure c’è un corso che sta per au¬ 
mentare di prezzo, tanto vaie aderire 
finché la -retta» è ferma. Le resistenze 
cadono, i quattrini entrano in cassa. La 
sola sede di Torino, secondo un rappor¬ 
to della Finanza, avrebbe raggiunto un 
giro d’affari di otto miliardi in un anno. 

Questa, secondo le indagini dell’uffi¬ 
cio istruzione, sarebbe la vera attività 
della setta: una gran macchina escogi¬ 
tata unicamente per far soldi. Ma per 
gli adepti, la facciata è quella di una 


•religione», quella di Ron Hubbard e del 
suoi dogmi. Impossibile metterli in di¬ 
scussione. E per chi si dimostri refrat¬ 
tario e cerchi di distaccarsi dall’espe¬ 
rienza, ci sono pressioni insistenti, os¬ 
sessive. In proporzione diretta, sembra, 
con la capacita economica dell’aspiran¬ 
te «transfuga». E, pare, anche qualche 
più o meno velata minaccia. 

I «fedeli» naturalmente si difendono, 
respingono le accuse. E tutto falso, af¬ 
fermano convinti. E ieri in una piccola 
manii .staz'one davanti a palazzo di 
giustiz.a. subito sciolta dalia polizia, 
hanno anche distribuito un volantino 
intitolato: -Si vuole uccidere una reli¬ 
gione». 

A illustrare la «civile protesta» c’era¬ 
no tre esponenti della «Chiesa»: Rossel¬ 
la Tirale, definitasi portavoce del grup¬ 
po; Giorgio Franchini, appena giunto 
in volo da Los Angeles e Rolando Vissa- 
nl, sindaco de della giunta monocolore 
di Petriolo.in provincia di Macerata. La 
sua casa è una delie «sedi» perquisite 
per ordine del giudice. 

Paola Boccardo 


Clternobyl: l’uomo batte i robot 

Il racconto del generale Tarakanov sull’eroismo dei volontari che hanno “sep¬ 
pellito” la centrale - Operazione conclusa - Esposti per un minuto alle radiazioni 


MOSCA — «I robot non resi¬ 
stevano all’intensità delle 
radiazioni e si rompevano. 
Per questo motivo, non ave¬ 
vamo altra scelta se non 
quella di affidare a degli uo¬ 
mini lo sgombero del tetto 
della centrale, dal relitti ra¬ 
dioattivi», racconta, a propo¬ 
sito deU’incidentc di Cherno- 
byl, il generale Nikolai Tara¬ 
kanov all’organo della forze 
armate «Stella Rossa». li ge¬ 
nerale fornisce alcuni parti¬ 
colari di questa «singolare 
operazione» che ha diretto 
personalmente. Tarakanov 
spiega che per procedere alla 
chiusura del «sarcofago», ora 
ultimata, bisognava prima 


ripulire il tetto della centrale 
da «diecine di tonnellate» di 
relitti altamente radioattivi 
(pezzi di grafite e di combu¬ 
stibile nucleare e interi ele¬ 
menti del reattore proiettati 
sul tetto squarciato dall’e¬ 
splosione del 26 aprile). 

Ancora una volta, per 
chiudere un «sarcofago» di 
cemento e di metalli antira¬ 
dioattivi, è stata necessaria 
la «soluzione umana». Uomi¬ 
ni hanno esposto la toro vita 
a conseguenze ancora scono¬ 
sciute per andare dove i «ro¬ 
bot» non erano stati capaci di 
sostituire il lavoro umano. 
Infatti, il tentativo di usare l 
robot in quei «dedalo intrica¬ 


to ed inavvlclnabile » era fal¬ 
lito e si era dovuto per forza 
optare per una soluzione 
■umana». li 17 settembre, il 
tenente colonnello del servi¬ 
zio medico, Aleksandr Sa- 
ieeyev, con addosso una tuta 
di piombo pesante venti chi¬ 
li, e salito sul tetto «in avan¬ 
scoperta». Dopo un minuto e 
tredici secondi il colonnello 
Saleeyev è sceso dal tetto 
avendo assorbito 3,6 roen¬ 
tgen, «molti, ma sopportabi¬ 
li». In base alla descrizione 
fornita dal medico è stato co¬ 
struito un simulacro che ri¬ 
produceva in grandezza na¬ 
turale i settori del tetto da 
sgombrare. La costruzione è 


servita a 20 volontari, scelti 
tra ufficiali, graduati e sol¬ 
dati semplici, per allenarsi 
cronometrando ogni opera¬ 
zione prima di dare il via ai 
lavori. 

Terminate le esercitazioni 
1 volontari, a gruppi di cin¬ 
que-sei persone, hanno co¬ 
minciato a salire sul tetto e, 
servendosi di prese apposita¬ 
mente studiate, gettavano 
nella «bocca» del reattore i 
relitti, alternandosi ogni 
45-60 secondi nel primi gior¬ 
ni e ogni minuto e mezzo in 
quelli successivi. L’intera 
operazione è durata 12 gior¬ 
ni. Alla fine, l’ultimo turno è 
stato accolto dagli applausi. 


Il tempo 


LE TEMPE¬ 
RATURE 

Bolzano -7 3 

Verona -2 7 

Trieste 5 1 

Venezia 0 10 

Milano 2 6 

Torino 4 6 

Cuneo 2 3 

Genova 7 9 

Bologna 4 6 

Firenze 7 14 

Pisa 10 15 

Ancona 3 12 

Perugia 5 11 

Pescara 2 14 

l'Aquila ' -2 7 

RomaU. 3 15 

RomaF. 5 17 

Campob. 4 11 

Bari 5 13 

Napoli 5 17 

Potenza 0 9 

SML 9 15 

Reggio C. 7 17 

Messina 11 16 

Palermo 10 17 

Catania 8 16 

Alghero 8 16 

Cagliari 13 17 









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SITUAZIONE — la parte meridional* «fi una perturbazione atlantica 
sta attraversando la nostra penisola provocando fenomeni suite regio¬ 
ni settentrionali a su quell* meridionali, la pressione atmosferica ai 
mantiene sempre intorno a valori piuttosto slavati. 

Il TEMPO IN ITALIA — Sulla ragioni settentrionali cielo irregolarmen¬ 
te nuvoloso con eddansamanti a carattera temporaneo associati a 
qualche precipitazione, a carattere nevoso sui rilievi alpini oltre I 
1.800 metri. Sull'Italia centrala tempo variabile con alternanza di 
annuvolamenti a schiarita; nuvolosità più consistente sulla fascia tir¬ 
renica. schiarita più ampia su quella adriatica. Sulla ragioni meridionali 
dolo a tratti nuvoloso con possibilità di qualche piovasco Isolato. 
Temoerature senza notevoli variazioni. 

•mio 


Le Fs usano 
un diserbante 
cancerogeno 

ROMA — Un documento ufficiale firmato dal direttore del Servi¬ 
zio sanitario delie stesse Ferrovie dello Stato smentisce in modo 
clamoroso ie minimizzatrict dichiarazioni fatte ieri mattina nel¬ 
l’aula della Camera da) sottosegretario de ai lYasporti Santona- 
staso a proposito dei diserbanti usati dalie Fs per tenere in effi¬ 
cienza massicciate e traversine ferroviarie. 

li documento è stato esibito dal segretario del gruppo comuni¬ 
sta. Mario Pochetti, che addirittura un anno e mezzo fa (da qui 
una prima protesta, di metodo, per gli inconcepibili ritardi delle 
risposte), aveva interrogato il ministero de» Trasporti nel vivo 
delle polemiche suscitate dalla decisione dei pretore di Pietrasan¬ 
ta (Lucca) di sequestrare in via provvisoria i diserbanti usati dalle 
Fs per accertarne la pericolosita per l’ambiente e per gli uomini. 

Cos'ha risposto SantonastasoT Ha detto che sì, vengono usati 
prodotti chimici, ma del tutto innocui; e ne ha precisato la compo¬ 
sizione: clorato di sodio denaturato, cloruro di magnesio. Tutl’al 
più — ha aggiunto —, nei tratti più «difficili» viene usato il Verpa- 
tel, ma anche questo non ha alcun effetto nocivo per l'uomo, per gli 
animali e per Cambiente. 

Poi tocca a Pochetti, per la replica. Ed il segretario del gruppo 
comunista tira fuori una lettera del prof. Mario Monti, appunto il 
direttore del servizio sanitario delle Ferrovie. La Lettera risale al 
marzo '85, cioè a tre mesi prima che scoppiasse il caso dì Pietra¬ 
santa. E nella lettera si cita, come disertante più usato, il Tordon 
22 K. Vero è che anche Monti assicura che questo preparato è 
assolutamente innocuo; ma è anche vero — ha rivelato Pochetti — 
che proprio il «22 K» dopo una lunga serie di analisi che ne hanno 
dimostrato la potente natura cancerogena, è stato vietato dai go¬ 
verno americano proprio come disertante. Ora, vero è che il siste» 
ma dell'interrogazione non prevede una controreplica del governo, 
ma e anche vero che il regolamento della Camera stabilisce che il 


8- f» P* 





















l'Unità - VITA ITALIANA 


MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


Le ultime tre vittime, tutte tossicodipendenti, decedute nell’arco di pochi giorni 


A Varese cinque morti di Aids 
e in Lombardia il 50% dei casi 

Stroncate dal morbo anche due bambine che lo avevano contratto dai genitori portatori «sani» - I controlli nel 
centro trasfusionale dei soggetti «a rischio» - £ risultato sieropositivo il 65-70% di chi fa uso di stupefacenti 


Nostro servizio 

VARESE — L’Aids, la sindrome da 
Immunodeficienza acquisita, ha 
mietuto a Varese tre vittime in pochi 
giorni. Tutti e tre giovani poco più 
che ventenni. 11 primo, un ragazzo di 
25 anni, è deceduto martedì della 
scorsa settimana. Gli altri due, di 23 
anni e 25, sono morti domenica scor¬ 
sa, nel reparto Infettivi clcll'ospcdate 
di Circolo dove erano ricoverati. Uno 
di loro era, tra l'altro, In attesa di 
giudizio per un episodio accaduto in 
città lo scorso anno: la morte di un 
uomo sulle cui cause la giustizia de¬ 
ve ancora pronunciarsi definitiva¬ 
mente. 

Sono tre morti che si aggiungono 
a quelle di due bambine stroncate, 
sempre nel Varesotto dal morbo del¬ 
l’Aids nel mesi scorsi. Lo avevano 
contratto dal genitori, portatori -sa¬ 
ni*. Una sesta vittima della sindrome 
si sarebbe avuta qualche tempo fa. 


Non stroncata direttamente dal ma¬ 
le ma uccisasi perché temeva di aver 
contratto il terribile virus. 

A pochi giorni dalla presentazione 
del -Plano anti-Aids- del ministero 
della Sanità quella che è stata già 
ribattezzata -la peste del duemila» 
torna cjunque a far parlare, dram¬ 
maticamente, di se. E proprio in 
Lombardia, dove si sono registrati 
circa il 50% del casi italiani di Aids. 

Due sono le caratteristiche della 
sindrome da immunodeficienza ac¬ 
quisita che più impressionano l’opi¬ 
nione pubblica: il fatto che per com¬ 
batterla non siano ancora stati tro¬ 
vati nc un vaccino né una cura e la 
maggiore incidenza percentuale con 
cui colpisce determinate categorie -a 
rischio- (tossicodipendenti c omos- 
scssuali soprattutto). Anche se que¬ 
sto non significa, come ormai am¬ 
piamente documentato, che siano le 
sole persone soggette al contagio. 


In Italia, a differenza di altri paesi, 
sono 1 tossicodipendenti ad essere 1 
più esposti. Ex tossicodipendenti 
erano anche i tre giovani morti a Va¬ 
rese. In città e provincia le persone 
-censite- come facenti uso di sostan¬ 
ze stupefacenti sono purtroppo mol¬ 
te: si parla di cinquemila. Al centro 
trasfusionale dell’ospedale di Circo¬ 
lo di Varese, hanno iniziato ad effet¬ 
tuare controlli per l'Aids dal maggio 
dello scorso anno. In primo luogo, 
ovviamente, sul sangue usato per le 
trasfusioni, ma anche sui soggetti -a 
rischio-: ricoverati In ospedale, che 
nc facciano richiesta oppure inviati 
dai medici, ed anche sul tossicodi¬ 
pendenti Inviati dai Not (Nucluco 
operativi per le tossicodipendenze) 
facenti capo alle Usi. 

Questi prelievi ed esami (che ri¬ 
guardano anche lo stato Immunolo- 
gico più in generale delle persone 
esaminate) hanno rivelato percen¬ 


tuali slmili a quelle registrate altro¬ 
ve nel paese. Circa il 65-70% del tos¬ 
sicodipendenti ad esemplo è risulta¬ 
to essere sieropositivo. Ciò non signi¬ 
fica che queste persone svilupperan¬ 
no l’Aids. La percentuale, media¬ 
mente è anzi fortunatamente bassa, 
anche se II dato è comunque allar¬ 
mante. 

L'unico strumento per combattere 
l’Aids al momento è la prevenzione. I 
siero positivi vengono quindi infor¬ 
mati della loro condizione, dei rischi 
acuì possono andare incontro e delie 
precauzioni da adottare (nel rapporti 
sessuali, nell'uso delie siringhe ccc.) 
per evitare il diffondersi dei conta¬ 
gio. Non esiste però la possibilità di 
verificare c di controllare se queste 
precauzioni vengono effettivamente 
rispettate. 

Paolo Bernini 


Viareggio, paura del morbo 
Niente prelievi di sangue 


Dal nostro corrispondente 

VIAREGGIO — Gli operatori 
del Centro tossicodipendenze 
di Viareggio e Pietrasanta si ri¬ 
fiutano. da luglio, di fare pre¬ 
lievi del sangue ai tossicodipen¬ 
denti. Dicono che l’Usi non ha 
preso in considerazione la loro 
richiesta di ottenere una inden¬ 
nità di rischio. Ma dietro que¬ 
sta motivazione ufficiale, dal 
sapore vagamente burocratico, 
si insinua una presenza più in¬ 
quietante: la paura dell'Aids. 

La notizia non sarebbe tra¬ 
pelata se un bambino di due 
anni non fosse stato ricoverato 
al centro malattie infettive 
dell'ospedale di Livorno con 
una diagnosi inequivocabile : 
Aids. 

I medici avevano diagnosti, 
cato in un primo momento pa¬ 
rotite cronica. Ma il sospetto 
che si trattase di qualcosa di 
ben più grave è venuto ad uno 
di quei medici che. senza inca¬ 
rico fisso, prestano il loro servi¬ 
zio al centro tossicodipenden¬ 
ze. In dottoressa lori. Si è messa 
a parlare con la donna, tossico- 


dipendente e sieropositiva co¬ 
me il suo partner. Hanno parla¬ 
to del bambino, dei sintomi che 
accusava. Ecco il dubbio, poi il 
ricovero, la conferma. E insie¬ 
me lo conferma sull'allucinante 
notizia degli operatori che non 
fanno i prelievi. 

Ma ecco cosa raccontano gii 
operatori: «In gennaio — dice 
un'infermiera di Viareggio — 
avevamo chiesto alia direzione 
amministrativa dell'Usl l’in- 
dennitn di rischio per gli opera¬ 
tori del centro tossicodipen¬ 
denze. In luglio, non avendo sa¬ 
puto ancora niente, abbiamo 
fatto qualche ricerca e cosi ab¬ 
biamo saputo che in marzo la 
dcliliera era stata bocciata». 

Dalla segreteria dell'Usl re¬ 


plicano che mai nessun docu¬ 
mento ufficiale era stato pre¬ 
sentato, che si era trattato sol¬ 
tanto di un colloquio informale 
tra operatori e amministrazio¬ 
ne. 

Il dottor Franco Cancellotti, 
tossicologo, responsabile di- 
missionario del centro di Via¬ 
reggio. la pensa come gli opera¬ 
tori: .Sono d’accordo perché il 
rischio è reale — afferma — e 
nessuno può obbligare gli ope¬ 
ratori a fare i prelievi. Nessuno 
credo che possa obbligare nem¬ 
meno me.. Infatti nemmeno 
Cancellotti fa più i prelievi, «a 
meno che — afferma — non ci 
siano casi urgenti.. Quale sia un 
coso urgente non Io dice. 

•Non è indispensabile che i 


prelievi li facciamo noi — con¬ 
tinua l'operatrice dei centro 
viaregeino — ci potrebbe pen¬ 
sare il centro trasfusionale». 
Ma al centro trasfusionale di 
Viareggio non vogliono che si 
presentino i tossicodipendenti. 
Possono accettare la provetta 
con il sangue ma non ne voglio¬ 
no sapere di un contatto, anche 
se relativo, tra tossicodipen¬ 
denti e donatori. 

Emarginazione, paura, psi¬ 
cosi che in parte derivano da 
non sapere cosa esattamente 
sia l’Aids e in parte da una 
completa disorganizzazione dei 
distretti. Gli screening effet¬ 
tuati prima che al centro deci¬ 
dessero di non fare più prelievi, 
dicono che due su quattro ra¬ 
gazzi sottoposti al test avranno. 


nei prossimi due anni, proble¬ 
mi di sopravvivenza. In Versilia 
su 160 tossicodipendenti, 80 so¬ 
no siero positivi. Per loro basta 
un raffreddore, o comunque un 
impoverimento delle difese or¬ 
ganiche. Vivono coscienti di co¬ 
sa li attende, ma non c’è infor¬ 
mazione sufficiente, non c'è 
nemmeno più, adesso, l’oppor¬ 
tunità di sapere, di prendere 
coscienza di uno stato che po¬ 
trà essere d'allarme nel giro di 
pochi anni. 

Accanto al loro dramma, il 
disagio degli operatori: «Non è 
per quelle 800 lire al giorno — 
afferma l'infermiere di Pietra¬ 
santa — ma perché qualcuno 
alla famiglia di chi si espone al 
rischio del contagio ci deve 
pensare». Ma l’Usl sembra non 
voler considerare chi opera <a 
stretto contatto con le catego¬ 
rie a rischio come soggetti a 
•malattie professionali», tanto 
più che, come afferma il re¬ 
sponsabile distrettuale del¬ 
l'Usl, Fulvio Gride»!, .l'inden¬ 
nità di rischio è scomparsa dai 
contratti deirUsl». 

* Chiara Carenini 


Orgosolo, atto d’accusa del sindaco Pei che si dimette dopo aver subito due attentati 


«Omertà e indifferenza: me ne vado» 

L’annuncio dato durante la riunione straordinaria del Consiglio comunale: «Non è una fuga dalle mie responsabi¬ 
lità né un atto di paura» - Sparatorie contro le case degli amministratori di sinistra, quotidiane intimidazioni 


ORGOSOLO — -Dietro quel colpi di 
fucile c’è una filosofia chiarissima: 
vogliono che qui a Orgosolo, come In 
altri centri della Barbagia, non cam¬ 
bi nulla. Pretendono da noi ammini¬ 
stratori la rinuncia a garantire i di¬ 
ritti della comunità per obbedire ai 
privilegi di pochi. Si arrogano il di¬ 
ritto di decidere come e quando so¬ 
stituire. con la minaccia della vio¬ 
lenza, il sindaco e una Giunta demo¬ 
craticamente eletti. È un disegno cri¬ 
minale purtroppo non nuovo da que¬ 
ste parti. Ma Ja cosa che più mi spa¬ 
venta c che tutto ciò possa avvenire 
ncil’indiffcrcnza generale*. 

Al secondo attentato subito In po¬ 
co più di un anno c mezzo, Giovanni 
Moro, sindaco comunista di Orgoso¬ 
lo, si è convinto che -la solidarietà 
delle parole* non basta più. L'altra 
sera, durante la riunione straordina¬ 
ria del Consìglio comunale, trasfor¬ 
mata di fatto in una grande assem¬ 
blea popolare, ha deciso di rassegna¬ 
re le dimissioni. «Non è una fuga dal¬ 


le mie responsabilità, né un atto di 
paura. Semplicemente credo che sia 
giunto li momento di dare una forte 
scossa ai paese, perché si passi dalie 
parole ai fatti concreti: omertà c in¬ 
differenza impediscono infatti di 
scoprire. Isolare c punire I responsa¬ 
bili della barbarle che si sta Impa¬ 
dronendo di Orgosolo. Tutto ciò deve 
finire, altrimenti tanto vale tornar¬ 
cene tutti a casa*. 

Ha tanti motivi. Il sindaco, per 
parlare così. Da quando gli ammini¬ 
stratori di sinistra sono stati presi di 
mira ad Orgosolo e in diversi altri 
comuni della Barbagia, neppure un 
attentatore è stato denunciato c ar¬ 
restalo. «Attentati ad opera di Igno¬ 
ti*. cosi fra gli altri sono archiviati 
negli schedari di polizia 1 colpi di mi¬ 
tra c quelli di fucile che a Pasqua 
dell’anno scorso c poi ancora la scor¬ 
sa settimana hanno infranto I vetri 
di casa Moro in via Ungaretti. E lo 
stesso accade a Lula, a Dorgall, a De- 
sulo. a Fonili. Sparano contro le abi¬ 
tazioni di sindaci c amministratori. 


ma non si trova mal un colpevole. 

Il fenomeno degli attentati agli 
amministratori pubblici non è nuo¬ 
vo in Barbagia, ma si ripropone con 
particolare violenza ogni qualvolta 
vengono avviate Importanti opere di 
rinnovamento. In questi mesi a Or- 
- gosoio, la Giunta di sinistra — in ca¬ 
rica da un anno e mezzo, dopo il 
grande successo elettorale del Pel, 
giunto alle soglie del sessanta per 
cento — ha proposto ed attuato una 
serie di provvedimenti di grande si¬ 
gnificato: dal nuovo plano di fabbri¬ 
cazione a quello sulle zone turisti¬ 
che, dalle proposte di un’oasi fauni¬ 
stica nel Supramonte all’annulla¬ 
mento di numerosi appalti sospettati 
di irregolarità. È solo l’avvio di un 
processo profondo, di un grande pro¬ 
gramma di rinnovamento che ha 
l’ambizione di condurre Orgosolo 
fuori dalle condizioni di arretratezza 
c di Isolamento, su cui si innestano 11 
banditismo e la violenza. .La stra¬ 
grande maggioranza della gente — 
spiega Moro — è con noi, e ce Io ha 


dimostrato in più occasioni. Ma a 
qualcuno evidentemente il nuovo 
non place. E manifesta il proprio dis¬ 
senso, vigliaccamente, in tanti modi: 
dai colpi di fucile alle sassate, dalie 
Ingiurie ai tentativi di aggressione. 
Al fondo però c’è un unico disegno: 
l’intimidazione. Ora si c giunti ad un 
passaggio decisivo: la gente deve fa¬ 
re di più, deve diventare parte attiva 
nella lotta contro gli attentatori e 
contro tutte le forme di criminalità. 
Altrimenti il rinnovamento a Orgo¬ 
solo rischia di fermarsi subito». 

La grande folla che ha gremito 
l’aula del Municipio durante la sedu¬ 
ta straordinaria del Consiglio comu¬ 
nale potrebbe essere una prima ri¬ 
sposta alla amara denuncia del sin¬ 
daco. Adesso però — avvertono gli 
amministratori che hanno respinto 
all’unanimità con il Consiglio comu¬ 
nale le dimissioni del sindaco — oc¬ 
corrono altre risposte, altri segnali 
concreti di solidarietà. 

Paolo Branca 


Andreotti e Adamishin al simposio internazionale sulla «sicurezza globale» 


Dalla nostra redazione 

FIRENZE — -L’Sdi non deve 
frenare il negoziato. L’Urss 
vuole andare avanti dopo 
Reykjavik, vuol continuare a 
discutere a Ginevra 1 singoli 
aspetti del disarmo su basi 
concordate fino a vedere i 
dettagli di tutti gli accordi. 
L’applicazione dipenderà poi 
dalla verifica delie posizioni 
sullo scudo stellare. Ma 
niente stallo al negoziato*. 
Lo ha dichiarato il viccmini- 
stro degli Esteri sovietico, 
Adamishin, a Firenze dove si 
è incontrato col ministro 
Andreotti, presente l’amba¬ 
sciatore a Roma Lunkov, do¬ 
po l’apertura in Palazzo Vec¬ 
chio del Simposio interna¬ 
zionale sulla sicurezza glo¬ 
bale nella prospettiva del 
Duemila. L'incontro è pro¬ 
mosso dai Forum per 1 pro¬ 
blemi della pace c della guer¬ 
ra, che riunisce scienziati e 
ricercatori dell'Ateneo fio¬ 
rentino. e dal dipartimento 
dcll'Onu per il disarmo. Il vi- 
ceminlstro sovietico, che ha 
parlato nella sessione pome¬ 
ridiana, era latore di un mes¬ 
saggio orale di Shcvardna- 
dze nel quale, come ha detto 
Andreotti ai giornalisti, si 
conferma l'Impegno del- 
l'Urss a proseguire li nego¬ 
ziato senza interruzioni o 
pregiudiziali. L'Urss non 
corre neppure la tentazione 


Da Firenze appeDi afla pace 
«L’Sdi non ci deve dividere» 

Ottimistiche dichiarazioni del sovietico sul futuro del nego¬ 
ziato - Il ministro italiano: «Non rinunciare ai piccoli passi» 


di approfittare delle difficol¬ 
tà dell’amministrazione 
Rcagan. Alla preoccupazio¬ 
ne di Andreotti Adamishin 
ha replicato che l’Urss .fa gli 
accordi con gli Stati, non con 
gli uomini*. «Purtroppo — 
ha detto — gli Stati Uniti 
stanno tornando indietro da 
alcuni punti fissati a Reykja¬ 
vik*. Nonostante ciò il vice¬ 
ministro sovietico si è detto 
ottimista, anche se ha mani¬ 
festato perplessità per la po¬ 
sizione dell'Europa Occiden¬ 
tale, dove per anni si è soste¬ 
nuto che gli SS20 erano 11 
male supremo e ora che 
l'Urss è disposta all'opzione 
zero americana, alcuni euro¬ 
pei affermano che questa è 
una catastrofe. «Siamo con¬ 
trari ad armare lo spazio, ha 
detto congedandosi dal gior¬ 
nalisti Adamishin. I! cosmo 
appartiene a tutti». 

Il Simposio, i stato aperto 


dal presidente del Forum 
Mario Primicerio, cui è se¬ 
guito un intervento del vice¬ 
presidente dcll'Onu Jan 
Martcnson e II discorso di 
Andreotti centrato essen¬ 
zialmente su quella che è 
stata definita la .politica del 
piccoli passi ma degli accor¬ 
di certi*, pi ultosto che la ri¬ 
cerca di accordi generali dif¬ 
ficilmente realizzabili. Dopo 
Reykjavik, ha detto An- 
drcottl, *c’è da sperare che le 
due parti misurino I rischi di 
un processo Involutivo e ri¬ 
nuncino a porre pregiudizia¬ 
li Inaccettabili sulla via di 
Intese anche parziali. Una si¬ 
tuazione di stallo i pericolo¬ 
sa In un processo che ha bi¬ 
sogno di continui Impulsi». 
Andreotti ha messo In guar¬ 
dia dal rischio di «sacrificare 
Intese oggi realizzabili In no¬ 
me di progetti piu ambiziosi 
e sicuramente auspicabili 


ma che richiedono tempi di 
maturazione più lunghi. Esi¬ 
stono già soluzioni recipro¬ 
camente vantaggiose in te¬ 
ma di armi nuclarl interme¬ 
die, riduzione del 50 per cen¬ 
to delle armi strategiche, 
vincoli di durata del trattato 
antimissile. E’ auspicabile —> 
ha detto Andreotti — che il 
negoziato non si arresti di¬ 
nanzi al dilemma: equilibrio 
nucleare o difesa spaziale*. 
Ad Andreotti sembrano co¬ 
munque esagerate le ap- 

E Tensioni di cnl vede In Rey- 
javlk il pericolo di una Yal¬ 
ta nucleare, una Intesa nella 
quale l’Europa avrebbe fatto 
le spese. L'Europa può Inve¬ 
ce dare un duplice contribu¬ 
to: a formulare gli sbocchi 
della riflessione strategica e 
delle relative proposte nego¬ 
ziali. Nell'ipotesi di drastiche 
riduzioni degli armamenti 
nucleari, ha detto, gli euro¬ 


pei non temono le svolte cla¬ 
morose. 

Il messaggio di Giovanni 
Paolo II è stato l’altro fatto 
rilevante del Simposio. Nel 
messaggio, letto da monsl- 
gnora Mcjias, vicepresidente 
della pontifìcia commissione 
Justitia e Pax, il Papa affer¬ 
ma tra l'altro che •! negoziati 
sul disarmo tendono neces¬ 
sariamente a raggiungere 
un livello di mutua sicurez¬ 
za, ma è legittimo II dubbio 
se questa sia la sicurezza che 
da sola possa effettivamente 
portare ad un vero processo 
di disarmo e non Io sla inve¬ 
ce di più la promozione di 
una cultura di pace>. 

In apertura, dopo il saluto 
del sindaco Boglancklno, 
Primicerio aveva invitato al¬ 
la elaborazione di un siste¬ 
ma di sicurezza non sotto la 
preminenza delle tecnologie 
ma della politica. Subito do¬ 
po aveva parlato 11 rettore 
dell'ateneo fiorentino Scara- 
muzzi per un saluto formale 
senza nessuna eco della po¬ 
lemica che proprio sullo Sdi 
aveva Investito l’università 
fiorentina, li Simposio, arti¬ 
colato In tre sessioni dedica¬ 
te agli aspetti strategici, po¬ 
litico-militari e politico-eco¬ 
nomici, si concluderà doma¬ 
ni. 


Renzo Caieìgoli 


Perché a Palermo? 

Lite in Sicilia 
sulle celebrazioni 
di Pirandello 

Aspre polemiche per la scelta di Cossi- 
ga, caduta sul capoluogo della regione 


Dalla nostra redazione 

PALERMO — Pirandello 
non si smentisce. E, se avesse 
potuto, di un simile intreccio 
avrebbe fatto materia per 
una delle sue commedie. Ma 
chi glielo avrebbe mai detto, 
che in occasione dell’anni¬ 
versario della sua scomparsa 
— esattamente cinquantan¬ 
ni dopo — si sarebbero ritro¬ 
vati contro nel suo nome il 
presidente della Regione si¬ 
ciliana e il prefetto di Paler¬ 
mo, agrigentini c palermita¬ 
ni, deputati della Valle dei 
Templi e l’entourage del ca¬ 
po dello Stato? E che proprio 
riferendosi al premio lettera¬ 
rio che porta II suo nome, lo 
scrittore Moravia ci sarebbe 
andato giù duro contro i pre¬ 
mi letterari «espressione del 
rimorso della borghesia ita¬ 
liana nei confronti della let¬ 
teratura»? In queste ore in 
Sicilia sta accadendo di tut-' 
to; polemiche verbali, natu¬ 
ralmente. 

Alte 9,45 di oggi 11 presi¬ 
dente della Repubblica Cos- 
siga atterra a Punta Raisi 
(scopo della visita l’omaggio 
al geniale scrittore siciliano) 
c troverà ad attenderlo il 
prefetto di Palermo Angelo 
Finocchiaro, e il sindaco di 
Cinisi (sul cui territorio si 
trova l’aerostazione). Non 
dovrebbero esserci invece 
(tranne che non ci ripensino) 

1 dodici assessori che com¬ 
pongono il governo siciliano. 
E questo il cuore della pole¬ 
mica: Statuto alla mano 
spetterebbe a Rino Nicolosl, 
democristiano, presidente, 
della Regione, farsi trovare 
sotto la scaletta del jumbo. 
Replicano seccamente i fun¬ 
zionari della Prefettura: 
Cossiga è in visita a Paler¬ 
mo. non in Sicilia; dunque 
competente per ogni forma 
di onorificicnza rimane il 
prefetto. 

Risultato Immediato di 


queste esitazioni: gli assesso¬ 
ri regionali, tutti uniti con 
Nicolosi. hanno fatto sapere 
che intendono disertare l’in¬ 
contro in prefettura, attorno 
alle 10,30. 

La cronaca dei premi Pi- 
randello avvera nel pome¬ 
riggio a Palazzo dei Nor¬ 
manni, c lo scrittore sarà 
commemorato da Leonardo 
Sciascia. Alle 19, il capo dello 
Stato farà in tempo ad in¬ 
contrare, in forma privata, 
prima di tornare a Roma, 
alunni c docenti del centro 
studi *Pedro Arrupe*, diretto 
da padre Sorge. 

Gli unici a lanciare segnali 
di distensione in vista della 
venuta del presidente-della 
Repubblica sono stati, slno- 
ra, i vigili urbani I quali han¬ 
no deciso di annullare due 
ore di sciopero previste per 
questa mattina. Analoga 
prova di «buona volontà» da 
parte dei dipendenti della 
nettezza urbana, invitati dal 
loro presidente ad offrire 
■l’immagine della città che è 
nel cuore e nella speranza di 
tutti». 

Ma le polemiche per J’or- 
ganizzazione del cinquante¬ 
simo non si fermano a Paler¬ 
mo. Esplodono assai violente 
ad Agrigento, dove cinque 
deputati — tre democristiani 
e due comunisti, lamentano 
di avere invitato tempo fa il 
capo delio Stato. Non hanno 
avuto alcuna risposta. Da¬ 
ranno vita quindi ad una 
simbolica controcelebrazio¬ 
ne nella città che diede i na¬ 
tali a Pirandello. «Agrigento 
— concordano i cinque de¬ 
putati — purtroppo fa noti¬ 
zia soltanto per la frana, il 
saccheggio della Valle dei 
Templi, la mancanza d’ac¬ 
qua, le stragi di mafia*. In 
questa occasione, si riapre il 
teatro Pirandello: era chiuso 
da venticinque anni. 

. Saverio Lodato 



Luciano Violante 


ROMA — L’attentato del¬ 
l’altra notte a Merano, con¬ 
tro un pullman che aveva 
trasportato in città 40 fra 
studenti ed insegnanti di 
un istituto professionale 
per il turismo di Matera, 
potrebbe essere un atto di 
ritorsione contro l’imbrat¬ 
tamento, con i colori della 
bandiera nazionale, della 
lapide che, nel cimitero di 
S. Paolo Appiano, ricorda l 
dinamitardi sudtirolesi de¬ 
gli anni 60. Questa è l’ipote¬ 
si avanzata dagli inquiren¬ 
ti. 

Una riprova che al fondo 
della ripresa del terrorismo 
In Alto Adige c’è l’irrespon¬ 
sabile Ignavia di un gover¬ 
no (e di un pentapartito) 
che non sa letteralmente 
che cosa fare, e se agisce è 
solo per alimentare un cli¬ 
ma di tensione. Si veda quel 
che sta succedendo proprio 
in queste ore alia Camera 
dove venerdì scorso era co¬ 
minciato un ampio dibatti¬ 
to, promosso proprio da 
una mozione comunista 
subito Illustrata da Alberto 
Fcrrandi, sulla situazione 
nella regione a statuto spe¬ 
ciale del Trentino-Alto Adi¬ 
ge e sull'esigenza di andare 
ad alcune modifiche delle 
norme di attuazione su 
censimento, proporzionale 
etnica nel pubblico Impie¬ 
go, ripartizione della spesa 
sociale, scuola, bilinguismo 
anche e soprattutto nelle 
aule di giustizia. 

Intanto il dato di parten¬ 
za: neppure su un testo uni¬ 
co, su uno straccio di mo¬ 
zione comune, erano riusci¬ 
ti a mettersi d'accordo in 
partenza I partiti di mag¬ 
gioranza, cne si sono cosi 

f trasentati all’appuntamen- 
o parlamentare ciascuno 
con li proprio testo, e cia¬ 
scuno con una propria (e 
difforme) voce. E poi, ma 
soprattutto. Il dato a metà 
percorso, cioè alla fine della 
seduta di ieri, dedicata 
pressoché esclusivamente 
al «seguito della discussio¬ 
ne» sulle mozioni: non sa¬ 
pendo che pesci prendere, II 
governo (e per esso li mini¬ 
stro Incaricato specifi¬ 
camente degli affari regio- 


Problema Alto Adige 

Bomba 
a Merano: 
il governo 
perde 
tempo 

nall. Cario Vizzlnl, social- 
democratico) ha rinviato 
s/ne die una propria presa 
di posizione senza la quale 
il dibattito non può entrare 
nella fase conclusiva, con 
una o più votazioni. Di più 
e di peggio: l’orientamento 
del governo è di conquista¬ 
re il non troppo diffìcile 
obiettivo di rinviare la pro¬ 
pria replica all'anno nuovo, 
dopo la pausa dei lavori 
parlamentari per le festivi¬ 
tà. 

Ed è da questa preoccu¬ 
pante Irresolutezza, e dagli 
effetti che essa provoca (la 
citazione dell’attentato 
dell'altra notte a Merano è 
ricorsa Ieri più volte nel¬ 
l’aula di Montecitorio), che 
è partito Luciano Violante 
che ha dedicato gran parte 
del suo intervento alle gra¬ 
vi conseguenze dello stra¬ 
volgimento che è stato fat¬ 
to in sede amministrativa, 
cioè del governo, del princi¬ 
pio statutario della «facol¬ 
tà» dell’uso della lingua te¬ 
desca nei rapporti con le 
amministrazioni pubbli¬ 
che. In realtà si vorrebbe 
tradurre, nei procedimenti 
giudiziari, questa facoltà in 
una sorta di monoiingui- 
smo coatto. Nessun proble¬ 
ma se tutte le parti In causa 
sono dello stesso gruppo 
linguistico. Ma vengono 
meno le garanzie, soprat¬ 
tutto per la parte offesa, 
ove questa sia di lingua dif¬ 
ferente da quella delle altre 
parti. Senza - contare che 
sembra priva di qualsiasi 
tutela la popolazione di Un- 
ua ladina. Su questo pro- 
lema — ha aggiunto Vio¬ 
lante — il governo deve 
prendere alto che la mag¬ 
gioranza del partiti (com¬ 
presi quelli di governo) è 
contraria all’ipotesi del 
processo monolingue. 

Un altro deputato comu¬ 
nista, Renzo Moschlnl, ha 
sottolineato la coincidenza 
tra questo dibattito e le 
(imminenti) conclusioni 
dell’indagine conoscitiva 
della commissione bicame¬ 
rale sulle regioni spedali e I 
loro rapporti con lo Stato. 

Giorgio Frasca Polara 


Alti dirigenti Sip in pensione 
«riciclati» dalla società? 

ROMA — È vero che da anni la Sip ricicla come consulenti 
parte del suol più alti dirigenti che vanno in pensione? Ed è 
vero che a questi dirigenti che •lasciano» la società viene 
corrisposta, accanto alla liquidazione ufficiale, un’altra som¬ 
ma? Sono alcune delle domande che il senatore comunista 
Sergio Flamigni ha posto Ieri al ministri delle Partecipazioni 
statali, delle Finanze e del Lavoro chiedendo, appunto, lumi 
sul trattamento che la Sip riserva al suol màssimi dirigenti. 
Sembra che questi dipendenti di rango in pensione anche da 
consulenti conservino ufficio, segretario cd autista anche ■sc - 
la loro presenza in ufficio è sporadica o saltuaria». 

Avverte il «113» e si spara 
noto medico di Cagliari 

CAGLIARI — Un noto modico cagliaritano ha tentato il sui¬ 
cidio sparandosi alla tempia nella propria abitazione. Prima 
di compiere il gesto ha telefonato al *113» avvisando delle sue 
intenzioni. Nonostante II tempestivo intervento, gli agenti 
della polizia non hanno potuto impedire che il professionista 
si sparasse. Il dott. Ploro Pargcntino. 66 anni, specialista In 
gastroenterologia cd esponente politico e sindacale, è stato 
trasportato all’ospedale *G. Brotzu» c ricoverato nel reparto 
rianimazione perché In gravissime condizioni. Il dott. Par- 
gentlno viveva da solo. Proprio per la solitudine — secondo 
gli accertamenti compiuti dagli investigatori — sono matu¬ 
rati 1 propositi suicidi. 

Da oggi fino al 13 a Milano 
congresso nazionale deU’Anpi 

MILANO — «Per un’intesa delle forze riformatrici perché si 
adempia la Costituzione nata dalla Resistenza e l'Italia operi 
sempre per 11 trionfo della pacifica convivenza del popoli» è lo 
slogan con cui si apre oggi a! Teatro Manzoni di Milano il 
decimo congresso nazionale dell'Anpl, che si concluderà sa¬ 
bato 13. Uno dei nodi centrali posti all'ordine del giorno del 
lavori del congresso sarà 11 rilancio delie istituzioni democra¬ 
tiche, tenendo conto dei cambiamenti intervenuti nella so¬ 
cietà. Non mancherà un richiamo al partiti c alle istituzioni 
perché venga finalmente affrontato il problema della disoc¬ 
cupazione giovanile e si ponga mano a una riforma della 
scuola. Sarà affrontato anche 11 problema della giustizia, si 
parlerà di mafia e di camorra come problemi nazionali c si 
riproporranno 1 temi della lotta contro il terrorismo nel suoi 
aspetti di carattere nazionale e internazionale. 

«L’on. Violante non ha 
percepito due stipendi» 

ROMA — Il sottosegretario al ministero di Grazia e Giusti¬ 
zia, on. Luciano Bausi, ha risposto ieri alla Camera all'inter¬ 
rogazione presentata dai deputato missino Tomaso Staiti 
relativamente allo stipendio di docente universitario perce¬ 
pito dal deputato comunista Luciano Violante. Nell'interro¬ 
gazione Staiti faceva riferimento al procedimento in corso 
presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti relati¬ 
vamente all’esponente comùnista che, secondo il deputato 
missino, «avrebbe percepito illegittimamente lo stipendio di 
magistrato dal 26 aprile 1983 al 29 febbraio 1984». Il sottose¬ 
gretario ha detto che il procedimento pendente presso la 
Corte del Conti è stato definito il 15 giugno 1985 con l’assolu¬ 
zione dcll'on. Luciano Violante. «Il prof. Violante non ha 
percepito due stipendi — ha detto Bausi — dal momento che 
alla data del 7 maggio 1984 neanche era stata trasmessa 
all’università di Camerino, da parte della direzione provin¬ 
ciale del Tesoro di Macerata, la partita di spesa intestata al 
prof. Violante». 


Fs: treni straordinari 
per le festività natalizie 

ROMA — Treni straordinari saranno predisposti dall’ente 
Ferrovie dello Stato per fronteggiare il maggior traffico viag¬ 
giatori previsto per le festività natalizie c di fine anno. I treni 
saranno cosi ripartiti: 107 treni in servizio esclusivamente 
interno di sussidio a treni ordinari a lungo percorso da Tori- 
no-Milano c Roma per la Sicilia, Calabria, Puglia e viceversa. 
Altri 7 treni a medio percorso da Torino c Milano per Venezia 
c la Riviera ligure e romagnola e viceversa; 101 treni, poi, 
saranno adibiti al servizio internazionale specializzati per il 
trasporto dei lavoratori da e per le località estere di prove¬ 
nienza, la maggior parte dei quali originari dalle regioni me¬ 
ridionali. Il periodo di circolazione del traffico internazionale 
è compreso tra il giorno 19. dicembre c il giorno 9 gennaio 
mentre quello del traffico interno c compreso tra il giorno 19 
dicembre cd il giorno 7 gennaio. 

Morso ai genitali da un topo 
mentre era seduto sul water 

TRANI — Un uomo, Giuseppe Ferrari, di 46 anni, di Trani, è 
stato morso agli organi genitali, mentre era sul water, da un 
grosso topo uscito dallo scarico. È accaduto in un apparta¬ 
mento al terzo piano di uno stabile in via Istria 19, di nuova 
costruzione. L'uomo c stato medicato in ospedale dai sanitari 
per ferite giudicate guaribili in tre giorni. II topo — che 
secondo il racconto di Ferrari aveva le dimcnsini di un gatto 
— è poi ricaduto nello scarico dei water, scomparendo. La 
presenza di grossi ratti era già stata segnalata dalle dodici 
famiglie dello stabile che avevano chiesto l’intervento del¬ 
l’ufficio igiene c dell’acquedotto pugliese. 

Mafia catanese a Torino: 
189 rinviati a giudizio 

TORINO — Occupa quasi duemila pagine l’ordinanza di rin¬ 
vio a giudizio con la quale il pool di giudici che ha condotto 
l'inchiesta sulla mafia catanese ha concluso una nuova im¬ 
portante tranche. In questa seconda franche dell’inchiesta 
(189 rinviati a giudizio. 110 del quali detenuti particolarmen¬ 
te importante c il capitolo sulla corruzione, ima corruzione 
che negli anni 70 e all’inizio degli anni 80 raggiunse perlopiù 
magistrati, ufficiali c sottufficiali catancsi come l'ex presi¬ 
dente di Corte d’Assise Pietro Perracchio. 


Il partito 


Convocazioni 

I deputati comunisti sono tenuti ad essara presenti SENZA ECCEZIO¬ 
NE ALCUNA alla seduta pomeridiana di oggi mercoledì IO dicembre. 

• • • 

I senatori comunisti sono tenuti ad essara presenti SENZA ECCEZIO¬ 
NE ALCUNA alla seduta pomeridiana (ore 16.30) di oggi mercoledì 10 
dicembre e atte sedute successive. 

Manifestazioni 

OGGI — G. Anglus. Milano; L Lame, Pistoia (sez. Brada); E. Macaiuso. 
Modano; L. Turco, Pisa; M. Stafanini. Cesena; G. Russo, Avertano. 
OOMANI — G. Angius. Siena; A. Bassolino. Parma e Bologna; G. 
Pellicani. Firenze; L. Turco. Avarsa (Co); L. Di Mauro. La Spezia; E. 
Ferraris, Napoli.- G. Ianni, Tasta di lapra (Roma); W. Veltroni. Livorno; 
V. Vita. RiotL 

Seminario sa «Il lavoro nelle Ferrovie» 

A causa degli scioperi nel trasporti. R seminario è stato spostato nel 
giorni 7 o 8 gennaio, con inizio mercoledì 7 alla ora 10 o al terrà presso 
l'Istituto Studi Comunista eP. Togliattis eHe Frattoechie. É necessario 
dar# ulteriore conferma all'Istituto «P. Togliattis taL 0? 9355208 • 












MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 19B8 





1 


Massacri e stragi 
in tutto il paese 


Nelle foto due immagini della guerra acatenata dai «bandidoss della Renamo in Mozambico 

Così a Maputo 
la «seconda guerra 
d’indipendenza» 


L’invasione di 
un esercito 
straniero 
La ferocia, 
salto di 
qualità della 
Renamo - Dalla 
guerrìglia 
alla guerra 
vera voluta 
dal regime 
di Pretoria 
I danni 
dell’offensiva 


Dal nostro inviato 

MAPUTO — Sui monitor scorrono le ultime 
immagini di un massacro che è diventato 
consuetudine: 44 persone trucidate con una 
ferocia folle. Corpi squartati col machete, 
braccia e gambe troncate di netto, Il sangue 
ormai rappreso In larghe pozze sulla terra 
viva. Per le strade deserte di Inhambane la 
telecamera coglie ancora l’espressione affo* 
nita di donne e bambini. Non c’è bisogno di 
commentarle queste Immagini. Sono II bi¬ 
glietto da visita. Il manifesto politico della 
Renamo, del •bandldos*. ‘Non hanno mal 
colpito con tanta violenza. Se è possibile, an¬ 
che la loro ferocia ha fatto un salto di quali¬ 
tà. È l'insensatezza di chi crede di poter sfer¬ 
rare l'attacco finale, quello risolutivo ». 

Sulla Renamo. Il movimento al soldo del 
Sudafrlca che da anni tormenta II paese per 
•abbattere la dittatura marxista-leninista 
del Frellmo *, il Mozambico ha deciso di non 
nascondere e di non nascondersi più nulla. 
•Non stiamo più combattendo contro una 
guerriglia frammentarla e Impazzita: questa 
c una guerra vera cpropria contro un eserci¬ 
to invasore*. A Mola Lopez, vicedirettore del 
Centro di studi africani di Maputo. Samora 
Machcl In persona aveva commissionato 
una ricerca, la più approfondita possibile, sul 
•bandidosA lui chiediamo se davvero si è 
arrivati all'ultimo atto. 

•Tra il 27e II 28 novembre — racconta Mo¬ 
ta Lopez — migliaia di banditi, dal sei ai die¬ 
cimila. hanno letteralmente Invaso il Mo¬ 
zambico dalle loro basi in Mala ivi. Il grosso è 
penetrato In Zambezla. un terzo nella parte 
orientale della regione di Tele. Si, è stata una 
vera c propria invasione. Sono arrivati con 
colonne di camion, macchine, automezzi mi¬ 
litari... C'è chi ha pensalo che il Malaivl II 
avesse cacciati, dopo l’ultimatum che Samo- 
ra Machcl, Mugabe e Kaunda avevano lan¬ 
ciato a Banda. Non è vero. Abbiamo le prove 
che continuano ad avere basi In Malaivl, che 
continuano ancora oggi ad attraversare il 
confine. L'offensiva della Renamo In Zambe¬ 
zla si è progressivamente concentrala verso 
Il fiume Zambezl.~ Hanno attaccato con vio¬ 
lenza Inaudita le piccole città, l villaggi, le 
fabbriche. Hanno distrutto tutto. Abbiamo 
calcolato un danno per 100, 150 milioni di 
dollari. Hanno fatto II deserto —- prosegue 
Mota Lopez — dalla Zambezla e da Tele un 
milione di persone è fuggito In Malaivl. Altre 
centinaia di migliala si sono rifugiale a Que- 
limane ». Quelimane per I *bandldos- è l'ulti¬ 
ma rocca forte da conquistare: i II punto d'ar¬ 
rivo della loro corsa verso II mare. Se riuscis¬ 
sero a Impadronirsene, Il Mozambico risulte¬ 
rebbe spaccato In due. Già lo scorso anno 
avevano tentato un’offensiva del genere che 
l'esercito mozambicano è riuscito a respin¬ 
gere. Ma non aveva di fronte la concentrazio¬ 
ne di uomini e mezzi che deve affrontare og¬ 
gi. Quelimane nel frattempo si è trasformata 
in un girone dell’inferno. Chi è riuscito a rag¬ 
giungerla ultimamente parla di gente sban¬ 
data, senza casa, che dorme e muore per 
strada. DI fame. 

•L’altra direttrice degli attacchi della Re¬ 
namo — racconta Mota Lopez — è II •corri¬ 
doio• di Belra. In realtà è II loro obiettivo 
strategico principale. Sono la ferrovia, l’oleo¬ 
dotto e la strada di Belra che collegano al 
mare paesi come II Botswana, lo Zimbabwe, 
lo Zambia e lo stesso Malawl che Pretoria 
vuole distruggere per costringere questi stes¬ 
si paesi a servirsi solo del porti e delle Infra¬ 
strutture sudafricane. Il corridoio d’altron¬ 
de, come la ferrovia di Nokala, più a nord, 
per noi sono Importanti fonti di reddito In 
valuta. Distruggerli significa affamarci ». 


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NICARAGUA 


Sale nuovamente la tensione nella polveriera centro-americana 


Ora Managua teme f invasione 

L’Honduras ammassa truppe al confine 

Scambi di accuse su chi avrebbe iniziato le provocazioni - I «contras» tentano di «giustificare la spesa» sostenuta da Reagan - Il 
gruppo di Contadora cercherà di riprendere la vecchia proposta di pace - Stato di allerta dell’esercito di San Salvador 


Oal nostro corrispondente 

L’AVANA — Mai la guerra è apparsa tanto 
vicina. Anche Ieri truppe honduregne sono 
state Inviate In gran quantità nella zona «cal¬ 
da» alla frontiera con 11 Nicaragua. Per tre 
volte, domenica scorsa, cacciabombardieri 
dell’aviazione honduregna hanno attaccato 
postazioni militari nicaraguensi nel centri di 
Murra, nella Nueva Segovia, e di Wiwllì, nel¬ 
la regione di Jlnotega, entrambi a meno di 20 
chilometri dalla frontiera. Saldo: 7 morti nel¬ 
le file dell'esercito sandlnlsta (più 12 feriti, 
tra I quali due bambini). Ieri, a Managua, si 
parlava di un concentramento «senza prece¬ 
denti» di truppe honduregne lungo 11 confine 
nord. 

A Wiwllì, gli abitanti hanno raccontato al 
giornalisti stranieri (l’Honduras ha Invece 
proibito il toro avvicinamento alla frontiera) 
di essere stati bombardati dagli aerei hondu- 
regnl mentre stavano assistendo a una ceri¬ 
monia religiosa. Nelle ultime ore 11 conflitto 
armato tra Nicaragua e Honduras si è esteso 
per una fascia di confine di circa 40 chilome¬ 
tri. Centinaia di abitanti stanno fuggendo 
per timore di nuovi bombardamenti, mentre 
1 due eserciti rafforzano le loro rispettive po¬ 
sizioni. Secondo il colonnello nicaraguense, 
Javlcr Carrion, negli ultimi dicci giorni si 
sono verificati numerosi combattimenti sul¬ 
la linea di confine tra 1 due paesi c 11 bilancio 
è stato di un centinaio di vittime. Sempre su! 
fronte militare si deve segnalare la messa In 
stato di allerta dell'esercito di San Salvador. 
Un portavoce del presidente, José Napolcon 
Duarte, ha reso noto che la posizione del suo 
paese c quella di «non permettere né promuo¬ 
vere azioni di gruppi controrivoluzionari ni¬ 
caraguensi In territorio salvadoregno». An¬ 
che la Bolivia si è mossa, chiedendo una riu¬ 
nione urgente del consiglio dell'organizza¬ 
zione degli stati americani (Osa) per discute¬ 
re la «gravissima situazione centroamerica¬ 
na». Tutte, come preannunciato dal presi¬ 
dente José Azcona e confermato dalla Casa 
Bianca, trasportate dagli elicotteri statuni¬ 
tensi di stanza nella base di Palmerola. Sono 
l prodromi di un attacco in grande stile? Si 
vanno preparando le condizioni per un Inter¬ 
vento diretto degli Stati Uniti? 

Sabato scorso Tcgucigalpa aveva denun¬ 
ciato la penetrazione In territorio hondure- 





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JAMASTRAN — Elicotteri Usa trasportano truppa honduregne sul confine con il Nicaragua 


gno di 200 soldati dell'esercito sandlnlsta. 
Secondo quella versione, 1 sandlnlstl avreb¬ 
bero, In questa occasione, attaccato non una 
delle numerose postazioni >contras», ma un 
contingente honduregno di 16 uomini nel 
pressi della zona di »Las Mlclcs», ferendo tre 
militari e catturandone altri due. Il giorno 
dopo, come misura di rapprcsagtla, l’attacco 
aereo contro le popolazioni di Murra e Wlwl- 
li. 

S’intrecciano, come sempre in questi casi, 
le versioni contrapposte, gli scambi di accuse 
e di note di protesta. Secondo il presidente 
honduregno José Azcona l’esercito nicara¬ 
guense ha patentemente e ripetutamente 
violato 11 territorio honduregno, ignorando 
gli avvertimenti che egli stesso, venerdì scor¬ 
so, avrebbe rivolto al presidente Ortega. Sec¬ 
ca la replica del ministro degli Esteri Miguel 
D’Escoto: .Se Azcona ha visto truppe stranie¬ 
re nel suo territorio — ha detto — deve esser¬ 
si trattato delle bande controrivoluzionarie 
alle quali da tempo concede ospitalità. Noi 
combattiamo contro le truppe mercenarie 
che tentano di penetrare nel nostro paese, 


non contro l’Honduras». E almeno un palo di 
particolari sembrano dar forza alle sue paro¬ 
le. Il primo: già nel giorni scorsi i sandinistl 
avevano denunciato il pericolo che attacchi 
del loro esercito contro quello honduregno 
venissero simulati dal contras (o dagli stessi 
honduregnl) per creare »l’incldcntc». Il se¬ 
condo: la contraerea nicaraguense, pur con¬ 
siderata assai forte, non è entrata In azione 
In nessuna delle tre occasioni nelle quali l’a¬ 
viazione honduregna ha fatto Incursione In 
Nicaragua. Un modo — questa è la tesi più 
accreditata — per evitare, nel limiti del pos¬ 
sibile, quel «casus belli» che, secondo 1 sandl¬ 
nlstl, Il fedelissimo Honduras sta oggi cer¬ 
cando di offrire per procura ad una ammini¬ 
strazione Reagan ansiosa di «diversivi» dopo 
l’esplodere dell’.Iran-gate». 

D'Escoto, come prima di lui Ortega, ha an¬ 
che negato che vi sla stata alcuna violazione 
di frontiera da parte dell’esercito sandlnlsta. 
Affermazione rivelatasi, In altre analoghe 
circostanze, non vera. Assolutamente vero 
Invece, In questo come In tutti gli altri prece¬ 


denti casi, resta 11 fatto che è ormai pratica¬ 
mente Impossibile determinare — grazie alla 
servile accondiscendenza con la quale l’Hon- 
duras ha concesso parti nel proprio territorio 
al mercenari di Reagan — dove davvero cor¬ 
ra, oggi, Il confine tra 1 due paesi. La regione 
di E1 Paralso, nella quale sarebbero avvenuti 
gli Incidenti, ad esemplo, è da anni assoluto 
dominio del contras, l quali l’hanno addirit¬ 
tura ribattezzata «Nuova Nicaragua», dando 
alla propria base più Importante — quella di 
Capire — Il significativo nome di «Managul- 
ta». E, per far posto alla «loro» guerra, centi¬ 
naia di famiglie di contadini honduregne so¬ 
no state cacciate dalle proprie terre. Terre 
ricche che danno, meglio davano, al paese la 
decima parte della produzione globale di caf¬ 
fè. DI quale «difesa del territorio nazionale», 
dicono I sandlnlstl, sta dunque parlando 11 
presidente Azcona? Perché si è determinato 
questo ennesimo e più pericoloso Incidente? 
Semplicemente per Irretire e limitare la rea¬ 
zione dell’esercito sandlnlsta di fronte al ten¬ 
tativo di infiltrazione, offrendo così al con¬ 
tras una nuova chance dopo le molte e pe¬ 
santi sconfitte negli ultimi anni? Oppure 11 
bombardamento honduregno preannuncla 
un cambio di strategia rispetto al passato, 
ovvero il riconoscimento della sconfitta del 
contras e l'inizio del passaggio dalla fase del¬ 
la «guerra mercenaria di bassa Intensità* a 
quella dell’intervento diretto dell’impero? 

Quello che è chiaro è che, negli ultimi gior¬ 
ni. la crisi centro-americana si è pericolosa¬ 
mente accelerata. Reagan, indebolito politi¬ 
camente ed ormai prossimo alla fine del 
mandato, potrebbe essere tentato di conclu¬ 
dere In fretta la sua «sacra missione» contro il 
Nicaragua sandlnlsta. E 1 tempi vanno fa¬ 
cendosi ancor più drammaticamente stretti 
anche per il gruppo di Contadora, che 11 pros¬ 
simo 17 dicembre, a Rio de Janeiro, cercherà 
di riallacciare nuovamente le fila della pro¬ 
pria Iniziativa di pace. Sul suol tavoli giace la 
vecchia proposta nicaraguense, reiterata In 
questi giorni, che punta alla creazione di una 
fascia smilitarizzata di confine sotto control¬ 
lo multinazionale. Potrebbe essere, per 1 pae¬ 
si del gruppo, un buon modo di ricominciare. 
Ma avranno 11 tempo per farlo? 

Massimo Cavallini 


PARLAMENTO EUROPEO 




A rendere tragica la situazione del Mo¬ 
zambico oggi Infatti non c'è solo un’emer¬ 
genza militare ma anche un’emergenza eco¬ 
nomica esasperata dalla furia devastatrice 
dell'aggressione armata. Intere regioni sono 
strette nella morsa deila fame: Il Nlassa. Te¬ 
le, Sofala, Cabo Dclgado. Le città lambite 
dalla guerriglia, Belra, Quelimane, la stessa 
Maputo, persi I contatti con f’enfroferra, non 
hanno di che sfamare la gente. *Riesce a so¬ 
pravvivere chi è rimasto in campagna. Vive 
di un'agricoltura di sussistenza c quei po'che 
gli rimane Io baratta con altre merci. Là, Iso¬ 
lati nel mezzo della savana. Il denaro non 
conta da vvero più niente « ammette con ama¬ 
rezza Louis Cabaco. Il segretario del Comita¬ 
to centrale del Frellmo. -E voi, l'esercito. Il 
governo, che fate*. *Slamo coscienti — ri¬ 
sponde Cabaco — di trovarci di fronte a una 
escalation spietata... L’invasione prima, la 
morte di Samora poi sono le tappe di un dise¬ 
gno sudafricano che questa volta ci vuole in 
ginocchio, costi quel che costi. E quando II 
Mozambico sarà caduto, sarà la volta dello 
Zimbabwe. Certo Mugabe oggi è più che mal 
solidale con noi. Anche lui come Samora è 
nel mirino di Pretoria e ha ricevuto minacce 
di morte. Commando sudafricani sono stati 
infiltrati ad Arare per ucciderlo. Aiutando 
militarmente oggi il Mozambico, lo Zimba¬ 
bwe sa di difendere la sua stessa indipenden¬ 
za c sopravvivenza. Assieme alle truppe di 
Mugabe combaffono con noi anche piccoli 
contingenti tanzani, soprattutto In Zambe- 
zia. Ma l'elemento fondamentale delia guer¬ 
ra di oggi è lo sviluppo del sistema di autodi¬ 
fesa. Abbiamo organizzato la genfe, abbiamo 
creato delle milizie popolari, gruppi di guer¬ 
riglia-controguerriglia nei villaggi, nelle cit¬ 
tà, nelle fabbriche... Abbiamo distribuito le 
armi. Non abbiamo però armi per tutti e so¬ 
prattutto non vogliamo distribuirle Indiscri¬ 
minatamente. In passato abbiamo avuto 
esperienze non sempre positive in mento*. 

•E l'esercito*. *È già a punto una controf¬ 
fensiva dì cui, per motivi ovi li, ora non posso 
parlare. Quello che posso dire senza trionfa¬ 
lismi è che Il sistema di autodifesa In Zambe¬ 
zla sta dando buoni risultali*. Con Cabalo 
però batto ancora sul tasto dell’esercito per¬ 
ché l’esercito è un problema reale del Mo¬ 
zambico. Samora ne aveva Iniziato la ristrut¬ 
turazione. esautorando diversi generali, epu- 
, rando alcuni quadri che lo stesso Frellmo ha 
avuto II coraggio di riconoscere corrotti. La 
ristrutturazione è In corso ancora oggi. *Con 
l’esercito — ammette lucidamente Cabalo — 
abbiamo gravi problemi amministrativi e di 
controllo. Stiamo censendo gli effettivi, stia¬ 
mo razionalizzando tutto l’apparato logisti¬ 
coDiversi tecnici di altri ministeri sono 
stati trasferiti alla Difesa per garantire ogni 
assistenza alle truppe che combattono, rifor¬ 
nirle regolarmente di cibo. armi, equipaggia¬ 
menti. Risultati — conclude Cabaco — ne 
abbiamo avuti, ma In generale, anche se è 
duro ammetterlo, la situazione non è soddi¬ 
sfacente*. 

Mozambico ultimo atto? Nel calcoli del 
Sudafrlca dovrebbe essere cosi. Ma come 
spesso succede al regimi autoritari spietati 
sotto qualsiasi latitudine. Pretoria sottova¬ 
luta la capacità di resistenza del Mozambico. 
L'aria che si respira a Maputo, In un tempo 
che sembra sospeso, è quella di una volontà 
di lotta che non può cedere ni alla violenza 
armata, né alla fame. Qui dicono: *lì mondo 
non vuole accorgersene ma noi oggi stiamo 
combattendo la nostra seconda guerra d'in- 
dipendenza*. 

Marcella Emiliani 


Disoccupazione, dalle sinistre 
alternativa alla linea Thatcher 

Critiche al vertice di Londra - Delors rivendica «una strategia economica coopera¬ 
tiva» - Gli interventi di Cervetti e Baron - Preoccupazioni sui problemi del disarmo 


Dal nostro Inviato 

STRASBURGO — É stato 
«uno dei vertici più inconsi¬ 
stenti, infruttuosi e inutili» del¬ 
la storia della Cee, sostiene il 
comunista Cervetti. Per la libe¬ 
rale Simone Veil c'è «un abisso 
tra la gravità dei problemi che 
affliggono l'Europa e l'insuffi- 
cienza, per non dire la futilità» 
di quei che si è visto a Londra. 
Altrettanto delusi e polemici i 
socialisti, i democristiani, i gol¬ 
listi. Tùtti. per farla breve. Per¬ 
fino sir Henry Piumh. conser¬ 
vatore e britannico, non ha na¬ 
scosto i malumori che circolano 
anche nel suo gruppo sugli esiti 
del vertice Cee di Londra. E di¬ 
re che Margareth Thatcher era 
seduta proprio di fronte a lui. 
Venuta al parlamento europeo, 
a Strasburgo. |>er celebrare la 
conclusione del semestre di 
presidenza britannico (da gen¬ 
naio tocca al Belgio), la signora 
ha raccolto dissensi in dosi da 
ammazzare un cavallo. Sicura¬ 
mente se lo aspettava, ma non è 
stata, comunque, una !>e!!a 
giornata. Oltretutto le conte¬ 
stazioni le sono arrivate, sta¬ 
volta, anche da destra: aveva 
appena cominciato a parlare 
che il reverendo Paisley. l'ultra 
protestante dell'Ulster. le si .è 
parato davanti con un vistoso 
cartello contro l'accordo firma¬ 
to qualche mese fa tra Londra e 
Dubl ino sul .diritto di parola» 


dell'Eire sugli affari nord¬ 
irlandesi. 

Imperterrita, la terrìbile «la¬ 
dy» ha recitato il suo panegirico 
del vertice: i .progressi, segnati 
nella lotta alla disoccupazione, 
i passi avanti miracolosi fatti 
compiere alla prospettiva del 
mercato unico interno, perfino 
quel dubbio capitolo chiamato 
col dubbio titolo di «protezione 
della società aperta» nel quale 
vengono falle rientrare ecletti¬ 
che misure di lotta al terrori¬ 
smo «aU'inplese» (cioè misure di 
polizia piu individuazione di 
tutti i piu improbabili mandan¬ 
ti esterni), nonché le iniziative 
contro la diffusione della dro¬ 
ga, del cancro e dell'Aids. 

Il tono autoincensante della 
Thatcher non aveva alcun mo¬ 
tivo di esistere, non fosse che 
perché il programma, chiamia¬ 
molo cosi, sulla disoccupazione 
presentato dai britannici a 
Londra, i cui punti forti erano 
la defiscalizzazione per le pic¬ 
cole e medie imprese, la «dere¬ 
gulation* per tutti e la flessibi¬ 
lità selvaggia del lavoro non è 
passato e, quanto al mercato 
interno, c'è stato abbastanza 
buon senso perché nel docu¬ 
mento finale si affermasse che 
non può trattarsi della sempli¬ 
ce creazione di una zona di line¬ 
ro scambio. Il vertice di Lon¬ 
dra. pur nelle sue contraddizio¬ 
ni e nella sua inconsistenza, al¬ 


meno questo Io ha dimostrato: 
la linea britannica non passa. 

E quanto, giustamente, ha 
fatto rilevare il presidente della 
Commissione Jacques Delors, 
in un intervento per niente di¬ 
plomatico. Delors ha insistito 
sulla necessità di una «strategia 
cooperativa della crescita eco¬ 
nomica» che è l’esatto contra¬ 
rio, e lui non ha mancato di ri¬ 
marcarlo in tutti t modi, del 
•laissez Taire» thatcheriano, e 
sul «dialogo sociale» che è l’uni¬ 
ca condizione per affrontare 
davvero il dramma della disoc¬ 
cupazione. È davvero un’«altra 
strategia» rispetto a quella che 
il governo conservatore britan¬ 
nico ha cercato di imporre du¬ 
rante la sua presidenza della 
Cee, una strategia i cui inter¬ 
preti più coerenti sono le forze 
di sinistra, com'è apparso dagli 
interventi di Cervetti e dello 
spagnolo Baron a nome del 
gruppo socialista, ma la cui ne¬ 
cessità non sfugge neppure a 
forze moderate e anche conser¬ 
vatrici se è vero, com’è vero, 
che la linea Thatcher non solo 
non è passata al vertice, ma ha 
incontrato un coro di crìtiche 
da tutti i settori politici dei par¬ 
lamento di Strasburgo.. 

Anche sugli aspetti più poli¬ 
tici del vertice, il «dopo Reykja¬ 
vik» e le prospettive del disar¬ 
mo, il discorso della Thatcher è 
stato un autogol. Il disarmo? 
Vanno bene le .speranze» di ri¬ 


durre le armi nucleari, «ma 
dobbiamo realizzarle senza 
danni per la sicurezza dell’Eu¬ 
ropa». Che cosa vuol dire que¬ 
sto? Intorno alle conversazioni 
riservate che ci sono state a 
Londra — ha detto Cervetti — 
sono girate «voci preoccupanti». 
Il presidente del gruppo comu¬ 
nista si riferiva alle ipotesi se¬ 
condo cui alcuni governi della 
Nato penserebbero a forme di 
riarmo per compensare gli 
«squilibri» che seguirebbero al¬ 
la «opzione zero». I rapporti con 
l’America defl‘»Iran-gate»? Gli 
Usa, cui «dobbiamo essere 
straordinariamente ricono¬ 
scenti» perché tengono 330mi!a 
soldati in Europa, hanno .riac- 

?[uistaio fiducia e orgoglio» 
sic!) e «non dobbiamo dimenti¬ 
care che ciò che indebolisce l'A¬ 
merica indebolisce l’Europa e 
tutto il mondo libero.. 

Che dire di fronte a certi «ar¬ 
gomenti»? Essi — è il commen¬ 
to di Cervetti — mettono in lu¬ 
ce «rinconsistenza, se non l'as¬ 
senza dell'Europa». Inconsi¬ 
stenza che non è dovuta tanto 
alle «divisioni» che pure sono 
venute alla luce, quanto ad 
•una impostazione sbagliata di 
cui voi siete sostenitori»: quella 
che nega all’Europa «ogni ini¬ 
ziativa propria, nel rispetto del¬ 
le alleanze, per favorire e deter¬ 
minare la distensione, il disar¬ 
mo, la sicurezza e la pace». 

Paolo Soldini 


STRASBURGO — La contestazions del reverendo Paisley du- ’ 
rante il discorso della Thatcher al Parlamento europeo 


CITTA DI AVERSA 

PROVINCIA DI CASERTA 


II SINDACO 

in esecuzione dell'art. 7 della Legge 2/2/73. n. 14 e successive modifi¬ 
cazioni 

rende noto 

che questo Comune deve appallare con la procedura di cui alfart. 1, 
leu. O e ari. 4 della Legge 2/2/1973. n. 14. i seguenti lavori: 

1) lavori d» ristrutturazione, ampliamento ed ammodernamento della 
rete idrica urbana: 1- (otto importo L. 436.000.000. 2* lotto impor¬ 
to L. 440.000.000. per un importo totale di L. 876.000.000 

2) lavori di ristrutturazione del piano viabile di via Roma, piazza Magen¬ 
ta. piazza Cnspi. via Costantinopoli: importo L. 712.117.140 

Le ditte interessate, che intendono chiedere di essere invitate alle licita¬ 
zioni, sono tenute a presentare al Comune apposite e Singole domande 
tn bollo entro e non oltre IO giorni dalla pubblicazione del presente 
avviso con allegata copia del certificato di iscrizione all'A.N.C. per 
I importo e categorie adeguati. 

Si precisa che le richieste di invito non vincolano l'Amministrazione. 
Dalla Casa Comunale. 10 d-cembre 1986. 

L'ASSESSORE Al LL.PP. prof. Aniello Coscione 

IL SINDACO prof. Raffaele Msrrandino 


__CILE_ 

Santiago, nelle carceri 
sciopero della fame 

ROMA — Nelle carceri cilene quasi 500 detenuti politici da 
nove giorni stanno portando ax-anti uno sciopero della fame 
ad oltranza per l'abolizione della pena di morte, per la fine 
immediata dei proccsslehesl rimandano da anni, per l’appli¬ 
cazione del decreto che permette la commutazione della pena 
capitale In espatrio e infine per poter permettere un ritorno 
legale a tutti i cittadini costretti ora a xixcrc all'estero. 

La notizia della protesta (tenuta segreta dai black-out dcl- 
l'informazlonc imposto da Pinochct da quando c in vigore lo 
stato d’assedio nel paese) è stata data ieri in un incontro con 
la stampa nella sede della Lega per 1 diritti dèi popoli da Fanj 
Pollarolo e da Ivaldo Parcdes dirigenti del Movimento demo¬ 
cratico popolare che in questi giorni, in Italia, stanno pren¬ 
dendo contatti con I rappresentanti delle istituzioni, (la dele¬ 
gazione è stata ricevuta anche dal presidente della Camera 
Nilde Jottl, per far conoscere la reale situazione del loro pae¬ 
se e la sistematica violazione del diritti umani da parte del 
regime dittatoriale di Finochet. Con loro erano presenti an¬ 
che un gruppo di donne cilene che hanno annunciato di voler 
attuare uno sciopero della fame a Roma In segno di solidarie¬ 
tà alla protesta del detenuti politici. 


Libano: l'Olp respinge il cessate il fuoco 

TUNISI — n capo delegazione deVOCp presso ri consigUo mmtstenate straer- 
dmario deRa lega Araba ha respmto a progetto Ubico per un cessate ri fuoco 
netta «guerra dei campi», affermando che la proposta Ubica non olire sufficenti 
garanzie per i campi patestmesr. 

Manifestazione di studenti in Cina 

PECHINO — M«gUaia d« studenti detta otti di Hefe«. netta Cma orientale, 
hanno organizzato una marufestazione per chiedere una maggior democrazia 
Gu studenti, crea tremila, hanno ordmatarrente marciato al gr.do di «nessuna 
modernizzazione senza democrazia». 

Aereo spia americano sorvola l'Avana 

L'AVANA — n governo cubano ha annunciato che un aereo spia americano ha 
sorvolalo ieri l'isola mentre si stava svolgendo una csefc-ta?>cnc militare 
Cuba ha protestato energicamente con la sezione di interessi Usa a!' Avana 

Gorbaciov per «imprese miste» con gli Usa 

MOSCA — L'Unione Sovietica è favorevole alla «normalizzazione delle rela¬ 
zioni economiche e commerciati» con gh Stati Uniti ed è aperta ad ogni forma 
di cooperarono, compreso la creazione di «imprese m.ste* con compagnie 
americana. Lo sottoUnea ri segretario generata de) Pcus. Me ha il Gorbaciov. in 
un messaggio minato » partecipanti ai decimo incontro annuale dei Consiglio 
economico a commerciate amancano-sovietico. 

Morto in carcere il dissidente Marcenko 

MOSCA — H dissidente somatico Aneto* Marcenko, operaio specializzato. * 
morto «n prigione. La notizia, non confermata ufficialmente, è stata diffusa a 
Mosca dai famAan a degk amo dei ckssiderite. La morta 4 sopravvenuta 
proprio quando a Marcenko ara stato «apparentemente concesso ri permes¬ 
so» ck ammara m Israele. 


k! scomparso improvvisamente il 

(Tini)kignii 

AUGUSTO MAGNI 

la moglie Wanda Azara. i figli Marra 
t- M.ium r il nipotino Riccardo, pro¬ 
fondamente affranti lo nrardano e 
vittdscrivt.nu per il suo giornale. 
Roma. IO dicembre 1086 

f! deceduta la notte del 7 dicembre 
la comjMgna 

MARIA PROIETTI 

iscritta alla Sezione "Portucnse” e 
madri- di i rompugni Knnra e I-dia¬ 
na Toti Giungano in questo triste 
momento a Knricci e taluna le con¬ 
doglianze di Ila Sezione "Portuensc" 
r dei compagni tutti. 

Roma. IO «lue mbre 1385 


I «■•iiip.igiii Cii-tMiii, Sciali ruor- 
«L,n--1 attualll.'i ili 11 «n I II ll/.l |mll- 
In ■•-« diluì, ili- ile 11 ohi «li sole pii if 

GERARDO RUINI 

10 Da, min, 


N» I |*i «ti •* .•mmi i x.«j n» ti« ll.a m »>m- 

|»-«|x.i «fi 1 

MARIO COSTA 

la ni'-gin e i tigli In r col il. ino ccin 
gì.nuli .dii Ilo e in su.i un moria vit¬ 
to-* tuono |h r / L'miii 
Genova IO dicembre IW 


Iute lana e Cai lo vino vu miai dolore 
ili tutta la famiglia per la vomparsa 
del «atei 

GIACOMO BELLOCCHIO 

Soitmt t ivano per l'Unità. 

Tonno. Iti dicembre 1086 


Nel .'i anniversario della scomparsa 
di I compagno 

BIAGIO BUTTARELLO 

la moglie. ■ figli e i gì Iteri lo ricorda¬ 
no e vittir*rivnio lire 100 000 per 
I Unità 

Irtarz». IO dici mbn- PWfi 


la- compagne iti t compagni della • 
Kitc;ims-Cgil elei Piemonte e di Turi- i 
ito imrgono vitine condoglianze al i 
(imi|>.igno Viiinrio ILirtniiimei per i 
la l* rdit.i della -uà caia i 

zia : 

v MiHust munti |xt I l/miò « 

Tonno, io dm mbn* 


Ni 11J «mimi Kinotli Ihixonijurva 

di II i 

Roma BirrriM 

in \l!irrto 

il HMnto ijMiinti ^lutnitiruom* 
U fui*!d *i.t* 11 ii ,iJIt rt.» %■ in 
MI.» UH tx:»»l i » *,tiiMl.\i>,i » I. | \ IH rf) 
|x r / (’tiifci 

(ìtlldN.I IO dui tulli'* |*»ill 


A un uhm* d.dl.i mhiii|mim di 1 iiim» 

DARIO MANCA 

la moglie e i figli nel rigranziarc m 
nudo particolare le sezioni Po di 
M.ir.Nal.igoms e Vimodnme e quan¬ 
ti. amie i e compagni, m sono uniti 
loro dolore, lo ricordano sottoscri¬ 
vendo in sua nu-mnna un abbona¬ 
mento annuale alla sezione di Mara- 
c alagums (Cai 

Vimodmne tMiL IO dicembre 1986 


































MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


8 



Pensioni, fisco 
Cgil Cisl Uil 
incalzano 
il governo 

Riunione delle segreterie - Mobilitazione sul¬ 
la previdenza - A Visentini: recupero subito 



Antonio Pizzinato 


ROMA — Il sindacato insi¬ 
ste con molta decisione per 
un impegno immediato del 
ministro delle Finanze sul 
recupero del fiscal-drag nel 
1987 e lancia un’ampia mo¬ 
bilitazione unitaria sulle 
pensioni, affinché questa le¬ 
gislatura (in qualsiasi mo¬ 
mento s’interrompa) parto¬ 
risca finalmente un disegno 
di riordino e di riforma. Sono 
due delie conclusioni princi¬ 
pali della riunione di ieri po¬ 
meriggio delle segreterie di 
Cgll, Cisl e Uil. Sulle pensio¬ 
ni, si lavorerà a tempi stret¬ 
tissimi per superare l punti 
di dissenso fra l tre sindaca¬ 
ti, ma la linea è chiara: criti¬ 
ca agli emendamenti del go¬ 
verno che non corrispondo¬ 
no alle richieste sindacali, 
ma senza smarrire l'obietti¬ 
vo di raggiungere presto 
l'approvazione di una legge. 
Attivi regionali unitari, a 
partire dai primi di gennaio, 
faranno discutere di previ¬ 
denza tutta la base sindaca¬ 
le, per arrivare a fine gcn- 
nato/febbraio ad un mo¬ 
mento di mobilitazione ge¬ 
nerale. una grande manife¬ 
stazione nazionale per la ri¬ 
forma delle pensioni. Le se¬ 
greterie hanno affrontato 
anche la vertenza del pubbli¬ 
co impiego, dopo che la Uil 
ha avanzato la proposta di 
uno sciopero generale. 

La riunione è Iniziata In¬ 
torno alle 17 cd è finita pri¬ 
ma delle 20: all'uscita. Il piu 
ottimista è sembrato Pizzi¬ 
nato. -Sono più le cose che cl 
uniscono di quelle che ci di¬ 
vidono-, ha detto sorridendo. 
E ha aggiunto: -Voglio pas¬ 
sare Natale a casa e, prima, 
affrontare le scadenze che cl 
siamo date-. Oggi la prima. 
Al ministero del Lavoro 1 tre 
sindacati Incontrano De Mi- 
chclis. Tema: il mercato del 


lavoro. È possibile che uno I 
dei punti su cui non è stata < 
raggiunta l’intesa unitaria 
per le pensioni (l'aumento 
del minimo contributivo da 
15 a 20 anni, su cui la Cgil 
mantiene la pregiudiziale) 
venga risolto In quella sede. 

SI parlerà, infatti, di lavoro 
stagionale e precario c I sin¬ 
dacati pensano di ottenere In 
questa sede delle garanzie. 

Sempre stamane partirà 
la richiesta a Visentin! di un 
incontro urgente, prima che 
il Senato concluda l'esame 
della Finanziaria, per defini¬ 
re il recupero del fiscal-drag 
per 11 1987 e continuare la di¬ 
scussione sulla riforma fi¬ 
scale, da attuare a partire 
dal 1988. A Craxl, invece, 
unitariamente sarà Inviata 
la richiesta di convocare Ge¬ 
rla, De Michells e Visentini, 
per affrontare con 1 sindaca¬ 
ti tutto il tema parafiscale. 
Già da oggi, Inffhe, si mette¬ 
rà al lavoro la commissione 
(ne fanno sicuramente parte 
Torsello per la Cgil, Bentivo- 
gli per la Cisl e Bugll per la 
Uil) che dovrà approntare il 
documento sulle pensioni da 
presentare prima di Natale 
(si parla di una conferenza 
stampa 11 22 dicembre). 

•SI farà se riusciremo a fa¬ 
re un discorso unitario- ha 
detto Colombo uscendo dalla 
riunione. Un altro dei punti 
di dissenso, particolarmente 
caro olla Cisl. potrebbe esse¬ 
re anch'csso demandato al 
ministro del Lavoro. Oggi 1 
sindacati, infatti, chiederan¬ 
no a De Michells di Incontra¬ 
re gli autoferrotranvieri, che 
vedono messa In pericolo dal 
riordino la loro autonomia 
previdenziale. 

Sul -tetto- pensionistico, 
invece, e sull’aggancio delle 
pensioni al salari (senza che 
vi sia una penalizzazione ri¬ 
spetto alle aliquote contribu¬ 


tive) i tre sindacati sembra¬ 
no aver raggiunto un appro¬ 
do unitario. La Cgll Insiste 
sulla flessibilità dell’età pen¬ 
sionabile (nella fascia 55-G5 
anni), ma non ne fa una pre¬ 
giudiziale. D’altronde — è 
stato ribadito ieri — le len¬ 
tezze non sono del sindacato, 
ma del governo, che dopo 
settimane non ha ancora 
presentato In Parlamento gii 
emendamenti al progetto di 
riforma delle pensioni. 

Decise, Cgil. Cisl c Uil, sul¬ 
la questione fiscale. La Cgll 
tiene sabato c domenica a 
Milano una propria Iniziati¬ 
va ma, sia pure con diverse 
accentuazioni, la piattafor¬ 
ma è abbastanza comune. 
Tutti d'accordo per insistere 
sul recupero *87. sulla tassa¬ 
zione delle plusvalenze di 
Borsa, mentre sulla proposta 
della Confindustrla di virare 
sull'Iva una parte del carico 
fiscale, 1 sindacati non si so¬ 
no espressi. È logico, visto 
che aspettano dal ministro 
delle Finanze una risposta 
meno vaga sul fiscal-drag 
•87. Vogliano insomma por¬ 
tare prima a casa ciò che era 
già stato, oltre che promesso, 
conquistato. 

La discussione non è giun¬ 
ta a conclusione sulla que¬ 
stione del pubblico impiego. 
La Uil aveva proposto uno 
sciopero generale, ma la Cisl 
ha nicchiato. Un attacco di¬ 
retto a Gaspari, Infatti, non è 
stato considerato da questa 
confederazione il modo più 
opportuno per sbloccare la 
vertenza. Si parla di contatti 
Intensi (anche ieri sera, fino 
a tardi) che riguardano Io 
Stato e il Parastato, tradizio¬ 
nalmente le punte di dia¬ 
mante nel complesso univer¬ 
so del lavoratori pubblici. 

n. t. 


Genova, porto ancora fermo 
No ai diktat di D’Alessandro 


Dalla nostra redazione 

GENOVA — Stamane 11 por¬ 
to è nuovamente bloccato. 
Lo sciopero che riguarda 11 
solo primo turno è stato pro¬ 
clamato dalia Flit Cgil c dal¬ 
ia Uil trasporti o riguarda sia 
i portuali delle compagnia 
che i dipendenti del Consor¬ 
zio del porto. La drammatica 
situazione in cui si trova Io 
scalo genovese c conscguen¬ 
te — secondo I sindacati — 
agli atti unilaterali compiuti 
dal presidente del Cap Ro¬ 
berto D’Alessandro attraver¬ 
so I quali c stato calpestato il 
diritto alla contrattazione 
del sindacato. 

•Nessuno vuol mettere In 
discussione l’esigenza di 
promuovere profondi muta¬ 


menti nell'organizzazione 
portuale — dicono Filt Cgil e 
Uil trasporli In una nota — 
ma il sindacato non Intende 
rinunciare al proprio diritto- 
dovere di contrattazione del 
lavoro». 

I sindacati ricordano che 
su questi temi c'era stato un 
incontro col Consorzio II 26 
novembre, incontro conclu¬ 
so con l'impegno, da parte 
del direttore della società 
terminal container e del re¬ 
sponsabile relazioni sindaca¬ 
li del Cap. di fornire adegua¬ 
te documentazioni c infor¬ 
mazioni In una riunione pro¬ 
grammata per il 5 dicembre. 
Invece della riunione previ¬ 
sta sono arrivati i decreti del 
presidente del Cap con cui si 


determinano la nuova com¬ 
posizione delle squadre e 1 
nuovi criteri di avviamento 
al lavoro. 

•È del tutto evidente la 
gravità degli atti compiuti — 
dicono 1 sindacalisti — men¬ 
tre era In atto un negoziato e 
I lavoratori non possono ac¬ 
cettare la logica del colpi di 
mano e 1 negazione del dirit¬ 
to di contrattazione-. 

Oltre a proclamare gli 
scioperi 1 sindacati chiedono, 
con la massima urgenza, 
una riapertura della trattati¬ 
va c «alia luce del sole», come 
precisano, ribadendo la più 
ampia disponibilità al cam¬ 
biamento purché discusso c 
contrattato. 


Chiusi per 2 ore 

comuni, province 

e uffici regionali 

• 

Cgil. Cisl, Uil e Cisnal hanno confermato 
per oggi lo sciopero di due ore del dipendenti 
degli Enti locali (Comuni, Province, Regio¬ 
ni). Altre quattro ore di lotta, già program¬ 
mate nel giorni scorsi, sono state pure con¬ 
fermate per il prossimo 19 dicembre. L'agita¬ 
zione e stata decisa a sostegno della vertenza 
per il rinnovo del contratto nazionale di lavo¬ 
ro. A proposito dello sciopero odierno il se¬ 
gretario generale dell'Unione Enti locali del¬ 
la Uil (Undel), Fabrizio Lucarinl, rileva in 
una dichiarazione che «questo contratto sta 
incontrando notevoli difficoltà: il confronto 
con gli Enti locali c le Regioni e con il gover¬ 
no segna il passo di fronte ai problemi non 
risoltrali'inlcrno della controparte pubblica, 
più impegnata a un duro scontro sul livello 
del trasferimenti della legge finanziaria che 
non sulla trattativa con il sindacato». -Di 
fronte al ritardo — conclude Lucnrini — ac¬ 
cumulato dalla piattaforma, che è stata pre¬ 
sentata alle controparti oltre sei mesi fa, non 
sappiamo quanto possa ancora tenere 11 co¬ 
dice di autoregolamentazione che cl slamo 
dati-. 


Ripresi ieri 
gli incontri 
per i bancari 

ROMA — Sono ripresi ieri pomeriggio gli incon¬ 
tri tra i sindacati e Assicredito-Acri per il rinno¬ 
vo del contratto di lavoro dei bancari. La tratta¬ 
tiva si presenta tuttora difficile, anche se i sinda¬ 
cati hanno presentato alle controparti una pro¬ 
pria controproposta. -Si tratta — ha dichiarato 
Moscatelli, segretario generale della Fiba Cisl — 
di un passo sostenuto per l'avvio di una piatta¬ 
forma comune. Staremo a vedere se le contropar¬ 
ti faranno altrettanto-. 

Secondo Elio Potino, segretario generale della 
Uib, ci sarebbe qualche •abbassamento di tono» 
da parte degli istituti di credito, in particolare 
per quanto riguarda la contrattazione integrati¬ 
va. Comunque, -la valutazione rimane comples¬ 
sivamente negativa se Acri e Assicredito ritengo¬ 
no risolutivi gli spostamenti effettuati. Se invece 
si tratta di preludi i«er successivi passi avanti, è 
possibile che entro la settimana si possa giungere 
a risultati decisivi-. 

Intanto, il sindacato autonomo Silcea Cisal co¬ 
munica che -in molte regioni si sono formati mo¬ 
vimenti spontanei di Invoratori- e minaccia 
•blocco di stipendi e tredicesime*. 


l’Unità - ECONOMIA E LAVORO 


SANITÀ 


Dietro le agitazioni 
un sistema allo sbando 


Precettazione 
per i veterinari 

Pizzinato, Marini e Benvenuto: preoccupa¬ 
zione per l’attenzione alle spinte corporative 

ROMA — Uno sciopero riuscito, quello di ieri della sanità con 
decine c decine di assemblee nelle piazze e nei luoghi di lavoro. 
La percentuale media é del 70% nelle diverse regioni con punte 
dcll’83% in Friuli c del 90% in Emilia. Umbria, Abruzzo (terra 
del ministro Gaspari). Fiù contenute le percentuali nel Lazio 
(dove la sanità privata la fa da padrona) c in Toscana. I lavorato¬ 
ri ospedalieri c dei servizi territoriali, compresi i medici hanno 
dunque risposto positivamente alla protesta indetta da Cgil- 
Cisl-Uil contro il governo che ha di fatto bloccato le trattative su 
una piattaforma che punta soprattutto ad una riqualificazione 
del servizio sanitario nazionale. Resta confermata un'altra gior¬ 
nata di sciopero di tutto ii comparto per il 18 dicembre, quando 
si farà anche una manifestazione nazionale. 

Intanto molto altre categorìe dell’orca sanitaria sono in -oboi- 
lizlonc-. Ter Io sciopero di ieri cd oggi dei veterinari aderenti al 
sindacati autonomi sono scattate le precettazioni a Roma, Mila¬ 
no, Genova, Vicenza e Ilimini. Ieri c oggi protestano chimici, 
fisici c biologi aderenti allo Snabi: questa mattina provenienti 
da tutta Italia terranno una manifestazione a Roma. 

Da ieri e fino a tutto il 19 dicembre, con minaccia di prosegui¬ 
re ad oltranza dal 7 gennaio in poi. sono in -sciopero- 1 «Ornila 
medici di famiglia. I cittadini sono costretti a pagare le visite: 
20mila lire a studio, 30mila a domicilio. 

Infine sono confermati gli scioperi per domani e venerdì di 
tutti 1 medici pubblici ospedalieri aderenti alle undici sigle auto» 
nome. Nonostante 1 numerosi incontri -al vertice- nessun accor¬ 
do ù stato raggiunto. 


ROMA — Un servizio sanità* 
rio pubblico sempre più alla 
deriva, con un’assistenza 
scadente, spesso dequalifica - 
fn c burocratizzata nll'ccccs- 
so. Un’ondata di scioperi che 
potrebbe proseguire flri sotto 
Sa fn le c oltre ; minacciose di¬ 
chiarazioni c annunci del va¬ 
ri esponenti dell'arca medica 
autonoma che dicono di agi¬ 
re In nome di una maggiore 
efficienza del sistema sani¬ 
tario, e poi ricatti c pressioni 
di ogni tipo. DI fronte un go¬ 
verno che promette alle cate¬ 
gorie più forti appoggi e aiuti 
economici anche sostanziali, 
ma che di fatto alimenta an¬ 
cora conflittualità; che tace, 
nel migliore del casi, sulle ri¬ 
vendicazioni delle categorie 
più deboli, che sono altret¬ 
tanto essenziali per II funzio¬ 
namento del sistema. In 
mezzo, schiacciato, confuso, 
ormai rassegnato, Il cittadi¬ 
no. Costrct to solo a subire c a 
pagare una (sulla busta pa¬ 
ga), due (al medici di fami¬ 
glia) tre volte (l farmaci, nel¬ 
le regioni dove I farmacisti 
sono passati all’assistenza 
Indiretta). 

I nodi del sistema sanita¬ 
rio sono venuti dunque tutti 
al pettine In occasione del 
rinnovi contrattuali. E non è 
un caso. Al di là delle dichia¬ 
razioni d’intenti (da Donat 
Cnttln, al sindacati autono¬ 
mi del medici ospedalieri c di 
quelli di famiglia, tulli chie¬ 
dono di - salvare • Il sistema 
sanitario pubblico) occorre 
capire dove si vuole andare. 

Da più parti si chiede la 
valorizzazione della profes¬ 
sionalità e questo vuoi dire 
certamente anche Incremen¬ 
ti retributivi sostanziali. Ma 


In cambio di che cosa? È an¬ 
cora di Ieri una dichiarazio¬ 
ne di Umberto Marini della 
Cimo (una delle sigle a ufo- 
nome; che afferma: »ll vero 
problema non è solo quello 
della disponibilità economi¬ 
co, quanto quello della sua 
attribuzione all'area nego¬ 
ziale medica nella gabbia del 


pubblico Impiego». In parole 
più semplici: »Non accettere¬ 
mo mal un compromesso ed 
Inizieremo subito la civile 
battaglia per l'uscita dal 
pubblico Impiego. L’Impe¬ 
gno della Cimo, se si reperis¬ 
se la disponibilità di spesa, è 
quello di non privilegiare l’u¬ 
no o l’altra categoria profes¬ 


sionale, ma di una equilibra¬ 
ta ripartizione a favore del¬ 
l'Intera categoria, senza di¬ 
stinzione di tempo pieno o 
tempo definito». 

Dunque solo soldi, tanti e 
senza nessuna •controparti• 
ta»? Il 40% promesso da Do¬ 
nat Cattln non basta c del re¬ 
sto 1 due disegni di legge 
• contestuali• su ruolo medi¬ 
co e Incompatibilità giace¬ 
ranno In Parlamento per 
chissà quanto tempo. I medi¬ 
ci di famiglia si fanno pagare 
e dichiarano soddisfatti che 
Il loro sciopero è riuscito al 
95%. Ma chi e come si de¬ 
trarrà dalle loro convenzioni 

? !ucsto sciopero per II quale 
ntascheranno doppie tarif¬ 
fe? 

Il sistema sanitario si reg¬ 
ge »anche» sul medici. Certo, 
il medico è fondamentale, 
ma cl sono altri 550mlla la¬ 
voratori della sanità:portan¬ 
tini, Infermieri, tecnici, di¬ 
pendenti delle Usi che aspet¬ 
tano Il rinnovo del contratto. 
La piattaforma presentata 
da egli, Cisl, UH punta ad 
una valorizzazione delle pro¬ 
fessionalità — futfc le pro¬ 
fessionalità — che passi tut¬ 
tavia anche per la riqualifi¬ 
cazione del servizi, la riorga¬ 
nizzazione del lavoro, l’effi¬ 
cienza del sistema sanitario. 
Ma I ministri della Sanità e 
della Funzione pubblica, la 
piattaforma non l'hanno 
neppure presa In considera¬ 
zione. Ieri, In un telegram¬ 
ma, Pizzi nato, Marini e Ben¬ 
venuto hanno espresso -vera 
preoccupazione per il meto¬ 
do Inaccettabile di attenzio¬ 
ne ad ogni spinta corporati¬ 
vo». 

Anna Morelli 


TRASPORTI 


Da stasera treni vietati 
In lotta i ferrovieri 

Alle 21, per 24 ore, si ferma i! personale aderente a Cgil, Cisl, Uil - Mezzanotte (Filt): 
«La riforma non decolla» - Domenica niente carrozze letto - Scioperi della Fisafs 


ROMA — Disagi per chi paHe In treno. 
Dalle 21 di stasera alla stessa ora di do¬ 
mani si fermeranno 1 ferrovieri aderen¬ 
ti a Cgil-Cisl-Uil. Le Fs hanno annun¬ 
ciato la soppressione di 36 treni: Torl- 
no-Lccce (ore 20,20), Torino-Palcrmo 
(20,30), Roma-Parigi (18,45), Roma-Ge- 
nova (10,20), Roma-Domodossola (20), 
Roma-Bologna (19,45), Roma-Ancona 
(20,45), Roma-Pcscara (20,05), Roma- 
Palermo (19), Roma-Rcgglo Calabria 
(22,25), Roma-L'AquIla (20,30), Roma- 
Lecce (20.40), Pcscara-Roma (20,23), 
VcnllmigUa-Mllano (19, .57), Mllano-Sl- 
racusa (20,30), Milano-Fircnze (19.45), 
MHano-Fircnzc (20,25), Mllano-Gcnova 
(20,05). Flrenze-Parigi (18,35), Venezia- 
Lecce (19,58), Vcnczla-Parlgl (18,55), 
Vcnczia-Mllano (20,10), Vcnezla-Mlla- 
no (20,45), Vcnezia-Vienna (20,15), Ve- 
nczla-Firenze (20,55), Trleste-Parlgl 
(19.38). Lccce-Milano (18,50), Barl-Tori- 
no (17,37), Taranto-MHano (20,46), Reg¬ 
gia Calabrla-Milano (20.07). Palermo- 
Milano (12.30), Palermo-Roma (17,03), 
Palermo-Roma (20,15), Siracusa-Mila- 
no (12,50). Siracusa-Roma (19,03), Sira- 
cusa-Roma (20,03). 

Un altro calendario di scioperi è stato 
preparato anche dal sindacato autono¬ 


mo Fisafs che ha chiamato I propri 
Iscritti ad una serie di agitazioni artico¬ 
late che inizieranno alle 21 di venerdì 
prossimo per concludersi alle 7 di mar¬ 
tedì 16. 

Sempre per quanto riguarda le agita¬ 
zioni sui treni, vi è da ricordare la con¬ 
ferma dello sciopero di 24 ore (dall’una 
di domenica prossima alla stessa ora dì 
lunedi) del personale viaggiante della 
•Compagnia delle carrozze Ietto». Lo 
sciopero è stato Indetto dalle federazio¬ 
ni Cgil-Cisl-Uil del settore trasporti per 
protestare contro il plano di riduzioni 
del personale preparato dalla Compa¬ 
gnia. Qucst'ulttma, In una noto, avver¬ 
te che potrebbero verificarsi -disservizi» 
anche nei giorni successivi allo sciòpe¬ 
ro. 

Tornando all'agitazione sul treni di 
domani, vi è da rilevare una presa di 
posizione di Sergio Mezzanotte, segre¬ 
tario generale aggiunto della Fllt-Cgil. 
•L’ultimo sciopero generale di 24 ore del 
ferrovieri indetto dalle Confederazioni 
data 4 dicembre 1981 — dice Mezzanot¬ 
te —. Allora essi si fermeranno e fecero 
una grande manifestazione per chiede¬ 
re la riforma delle ferrovie. Adesso tor¬ 
nano a lottare perché molti fatti con¬ 


giurano per il fallimento di quella rifor¬ 
ma». La lista delle recriminazioni che II 
sindacato fa all’azienda è lunga. 

Innanzitutto, Mezzanotte lamenta li 
ritardo dell’entrata In funzione della 
nuova organizzazione strutturale del¬ 
l’ente ferroviario: «leva decisiva per tra¬ 
sformare l’azienda». «Non vi sono giu¬ 
stificazioni per questa Inadempienza — 
sostiene Mezzanotte — 11 testo della 
riorganizzazione è pronto da mesi». 

Secondo 11 segretario della Flit, Inol¬ 
tre, I vertici aziendali frenano la ristrut¬ 
turazione «operando di fatto verso un 
ulteriore accentramento che derespon¬ 
sabilizza e frustra l’operato di dirigenti 
e quadri Intermedi». Pur «ben dotato di 
risorse finanziarie», l’ente opererebbe 
In modo «deresponsabilizzato»; gli 
obiettivi per 11 198o parlavano In un in¬ 
troito del traffico merci: c’è stato Invece 
un calo del 25%. Il sindacato denuncia, 
inoltre, un possibile smembramento 
dell’ente attraverso un uso Improprio 
delle società di gestione e lamenta ti¬ 
mori di riflessi occupazionali negativi. 
Infine, una notizia dagli aeroporti. Si è 
concluso Io sciopero degli assistenti di 
volo di Roma e Napoli che ieri ha pro¬ 
vocato la cancellazione di numerosi vo¬ 
li nazionali e Intemazionali. 


SCUOLA 


Oggi sciopero nelle medie 


Le lezioni inizieranno con un’ora di ritardo - Domani tocca alle elementari e venerdì 
alle materne - Iniziativa sindacale al Senato - Possibili nuove agitazioni a gennaio 


ROMA — SI concludono ve¬ 
nerdì le due settimane di 
scioperi articolati Indette da 
Cgll, Cisl, UH c Snals nelle 
scuole di ogni ordine c grado. 
Oggi si fermeranno per la 
prima ora gli Insegnanti del¬ 
le scuole medie Inferiori. Do¬ 
mani toccherà alle elemen¬ 
tari (inizio delle lezioni con 
un'ora di ritardo ovunque, 
mentre dove si fa 11 tempo 
pieno I corsi si concluderan¬ 
no con un’ora di anticipo). 
Venerdì, Infine, sempre con 
le modalità delle elementari, 
toccherà alle scuole mater¬ 
ne. 

Mer 11 momento, la tratta¬ 
tiva per 11 rinnovo del con¬ 
tratto di lavoro si i arenata e 
le consultazioni proseguono 
soltanto a livello di Incontri 
tecnici Informali. Con un te¬ 
legramma le organizzazioni 
sindacali Cgll. Cisl, UH c 
Snals hanno chiesto un In¬ 
contro con Il presidente della 
commissione Pubblica Istru¬ 
zione del Senato, Valltuttl, c 
con I gruppi parlamentari. I 


rappresentanti sindacali 
verranno ricevuti oggi. L’Ini¬ 
ziativa del sindacato mira. In 
occasione del confronto in 
corso sulla Finanziaria, a 
spostare risorse a favore del¬ 
la scuola e a sollecitare «ri¬ 
sposte pronte ed adeguate 
agli Impegni assunti nel giu¬ 
gno scorso riguardo la valo¬ 
rizzazione del personale del¬ 
la scuola». 

•A fine settimana, spiega 
Dario Massaglla, della segre¬ 
teria nazionale della Cgil 
scuola, cl riuniremo per va¬ 
lutare l’andamento della 
vertenza c lo stato della trat¬ 
tativa. Attualmente siamo 
ad un punto fermo. Se la si¬ 
tuazione non si evolverà po¬ 
sitivamente non si potrà che 
andare ad un Inasprimento 
della Iniziativa rivcndlcatlva 
accentuando le lotte». 

E più che probabile, dun¬ 
que, a meno di svolte Im¬ 
provvise nel prossimi giorni, 
che nel mese di gennaio una 
nuova ondata di scioperi tor¬ 
nerà a complicare il normale 
corso dcU’nttività didattica 
nelle scuole. 


Brevi 


Firn su! contratto chimici 

ROMA — H rinnovo contrattualo dai c hi mic i par la se gretaria F»m-F<m-U*n 
•ha un pranda «ratea non solo par la ettagona sitar esula, ma par tutto a 
movimanto sindacale». Quatto dei chimici, alternano, «è un passo avanti che 
dimostra coma su posatoio r inn ov a r # i contratti con miglior amen ti radi per i 
lavoratori senza suòra ricatti «mprsndtoriafi ed n lampi rayonevo t ». <( 
chiaro rifatti, continuano i metalmeccanici, che sono stata ra spi te tutta la 
richiesta pù corxtaonanti par nìzistiv» sindacai* • volta a paggtem la 
condanni dai lavoratone. «In questo modo — conclude la nota dei# Firn — 
assumono p-j r**vo i nautisti co n cr e ti a t* pr i n ci pio ottenuti in materia d 
controflo dada innovazioni te cn ologi ch e, d qualifiche, d am b ie n te d lavoro, d 
effettiva riduzione der orano, d ammontare complessivo degli aumenti sale- 
nati». 

Fondo Montedison quasi fatto? 

ROMA — Pnmi sul c en tr a no. I chimici potr e bbero essere anche la prima 
categoria ad avviare un fondo integrativo, quatto ipot iz z a t o daSa Mo ntadeon. 
•Un’mtese d massima c'è pl> — afferma Sendo Degni, aapeteto generala 
daSa LWod — nei prosarne goni riprenderemo 3 confronto d manto por 
appianare i dssonsi che restano». ■ fondo iterativo gestirebbe crea 30 
rmhard. cui contrtourebbero in vana miste» operai, impiagati, azienda. 

Cofferati: «Joint venture pericolose» 

ROMA — Secondo 3 segretario generale aggiunto da>e F3caa. Cofferati, 
ripotasi d riorganizzazione date chimica itafona prospettata da Eni ad Eni- 
ehem a basata su agrand Joint ventira con Montedeoni appara apericotosa 
ad inadaguata m bisogni daH'atienda ttate». ala chance — ha aggvnto — 
ha bisogno d intasa chiaro ira i produttori a non d compitissimi accordi 
che rischiano d resuscitar# to spettro dar anta eterne» nazionale». 


la lattina 

di alluminio 


vale anche 



REGIONE LIGURIA 

SERVIZIO PROGR AMMI EDILI ZIA RES IDENZIALE 

Avviso 

Il presidente della Giunta regionale rende noto che 
sul supplemento ordinarlo el Bollettino Ufficiale del¬ 
la Regione n. 50 del IO dicembre 198B è pubblicato 
il bando per la partecipazione alla richiesta del co¬ 
siddetto «buono-casa» consistente in un contributo 
in conto capitale per gii acquirenti di alloggi destina¬ 
ti a «prima casa» del proprio nucleo familiare, con 
priorità per sfrattati, anziani e giovani coppie. 

L'entità del contributo non può superare l'importo di lire 
20 milioni per la fascia di reddito inferiore a 14,5 milioni 
(calcolato al 60% per il lavoro dipendente e detratto un 
milione per figlio a carico). Tale massimale si riduce a 
17,5 e a 15 milioni per redditi che salgono rispettivamen¬ 
te fino s 18 e 24 milioni. 

C richiesto il compromesso preliminare di acquisto 
regolarmente registrato datato posteriormente al 7 
febbraio 1985. 

Per l'erogazione dei contributi dovrà essere fornito l'atto 
di acquisto con rogito notarile stipulato posteriormente al 
10 dicembre 1986, data di pubblicazione del bando. 

Tra i principali requisiti viene richiesta l'accensione di un 
mutuo edilizio fondiario presso un Istituto di Credito spe¬ 
cializzato per un importo non inferiore al contributo. 
Tutti i requisiti richiesti (tra i quali la dimensione massima 
per esempio non superiore e 95 mq di superficie utile), le 
modalità e la normativa per la concessione del contributo 
regionale sono dettagliati nel bando alla cui lettura inte¬ 
grale si invitano coloro che sono interessati in base al 
presente avviso. 

Compatibilmente con i tempi di invio, copia dei Bollettino 
Ufficiale oltre che in Regione viene messa a disposizione 
presso gli Uffici-Casa dei Comuni. 

Coloro cho sono concretamente interessati all'otte¬ 
nimento deU’agevolazione debbono in primo luogo 
inviare esclusivamente per corrispondenza alla Re¬ 
gione, una richiesta secondo lo schema qui sotto 
Indicato allegando l'attestato di versamento di lira 
6.000 effettuato tramite conto corrente postale n. 
15059165 intestato a: Cessa di Risparmio di Geno¬ 
va e Imperia - Tesoreria regionale - Buoni-casa. 

Non devono effettuare nuova richiesta coloro che vi han¬ 
no regolarmente provveduto in base al precedente bando 
dei 20 settembre 1983. dopo la sospensione del 28 
luglio 1985, ai quali gli uffici regionali dirattamente reca¬ 
piteranno la necessaria documentatone contemporanea¬ 
mente ai nuovi richiedenti, non appena registrati sulla 
memoria elettronica i nominativi dei richiedenti e dopo 
aver attribuito il codice di riferimento. 

Per la prosecuzione della procedura — in basa alla 
istruzioni unita alla documentazione ragionala — I 
richiedenti interessati dovranno produrr# I docu¬ 
menti di rito all'Ufficio Casa dal Comune in cui è 
situata la prima casa da acquistare. Ciascun Comu¬ 
ne provveder» alla istruttoria delta richiesta ed a 
buon fine della procedura a nel limiti della disponibi¬ 
lità dal fondi provveder» anche al pagamento del 
singoli contributi. 

Schema (fi richiesta da indirizzare a: 

REGIONE LIGURIA 

Servizio Programmi Edilizia Residenziale 
Via Fiaschi 15 • 16121 GENOVA 


Il sottoscritto 


nato il.a.prov. 

residente in.prov. 

via .n.cap. . 


tsL n. 


fa richiesta del modello (fi domanda da inoltrare al fino di 
ottenere la concessione del contributo irxfividuale (buo¬ 
no-casa) di cui sS’articolo 2 del D.L. 25/1/1982 n. 9 
c o nver tit o nella legge 25/3/1982 n. 94 per: 



acquisto 


di alloggio sito nel Comune di 


Si allega attestato dì versamento di L. 5.000 effettuato 
tramite conto corrente postale n. 15059165 intestato a: 
Cassa di Risparmio di Genova e Imperia • Tesoreria 
regionale - Buoni-casa. 


Direttore 

GERARDO CHIAROMONTE 
Condirettore 
FABIO MUSSI 
Direttore responso54* 
Giuseppe F. Mennella 


Editrice S. *. A. «TUnitè» 


lyerirtona al n. 2SS0 Sai Registra M Tribunato S Maona 
to crtotona caia stornato murato nal Nlgitrt M Triternato SI ICton* 
nomar# UH dal 4 g u ato 1959 

Ob o z tono. Redatton e a Ammto totratto n o: Rome, uto dai Taurini. 19 • CAP 001ZS 
Tel ef on i 4.9S.0S.S1-2.S-4-B 4.95.12.51-2-2-4.* - Tato» 9134S1 
M4sno. «nato Tutine Tatti, 78 - CAP 20182 • Tel ef o no 4440 


N I.Gl CNuave Industria CtornaCI S.*.A. 
Vja dai Peto»#*. 8 — 00185 Roma 

































MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


ECONOMIA E LAVORO 


9 


Molti rischi e poche buone regole per il « boom » italiano 


Precipita la Borsa 
fondi non riescono 
arginare la frana 

L’indice è sceso ieri di oltre 3 punti - Un simile ribasso non si verifi¬ 
cava da luglio - Azzerata la risalita estiva - Giù tutti i titoli maggiori 



MILANO — Improvviso scivolone dell’indice 
della Corsa valori di Milano nella prima se¬ 
duta dopo il lungo ponte festivo: l’indice Mib 
ha perso il 3,17% sotto i colpi di sostenuti 
ordini di vendila che hanno investito in bloc¬ 
co tutto il listino. In piazza degli Affari si 
respira un clima molto pesante. Per trovare 
una flessione di queste proporzioni bisogna 
risalire al 14 luglio. E l’indice Mib, sceso a 
quota 1.525, è a sua volta tornato sui livelli 
dei primi giorni di quel mese. In pochi giorni 
si è volatilizzata la -ripresa» estiva, quando il 
listino è salito sull’onda della guerra tra l 
grandi gruppi finanziari per il controllo della 
Fondiaria prima e della stessa Montedison 
poi. 

Anche 1 titoli guida sono stati coinvolti 
nella frana, con la Fiat che è scesa a 13.250 
lire, con un ribasso del 3,25%. Nel dopolistl- 
no l’erosione è proseguita, tanto che 1 prezzi 
hanno varcato la -linea di difesa- delle 13.000 
lire. Le azioni privilegiate hanno perso alla 
chiamata il 3,39%, scendendo nel dopolistino 
a quota 6.9G0. Non diversamente e andata 
agli altri grandi: le Montedison hanno perso 
il 2,4%, le Olivetti il 2,7, le Generali il 3,05, le 
Mediobanca il 2,41. Un po’ meglio si sono 


difesi i titoli del gruppo Ferruzzi, con la Agri¬ 
cola che ha contenuto la flessione In un pun¬ 
to e mezzo e le Silos che hanno perduto meno 
di un punto. 

Come sempre In questi casi ci si interroga 
sulle ragioni della frana. Di certo una nuova 
ondata di ordini di vendita è arrivata dall’e¬ 
stero, tanto che ormai si può dare pratica- 
mente per azzerato l’intervento degli investi¬ 
tori di oltreconfine sugli scambi di piazza de¬ 
gli Affari. Alle croniche difficoltà burocrati¬ 
che che continuano ad ostacolare l'investito¬ 
re estero si aggiunge una nota di pessimi¬ 
smo. La Borsa di Milano ha dato quel che 
doveva dare, ora altre piazze (in primo luogo 
quella spagnola e quella francese, se si risol¬ 
ve velocemente la crisi del governo Chirac) 
promettono di fare meglio. 

Ma la verità è che viene a galla In queste 
giornate l’intrinseca debolezza del mercato 
finanziario italiano. Il tanto Incensato ruolo 
calmieratore del fondi alla prova del fatti 
non esiste. Anzi. Proprio i fondi, alla prima 
vera difficoltà, dimostrano di non riuscire a 
fare altro che amplificare il movimento ri¬ 
bassista. 

Dario Venegoni 


MILANO — Dopo aver liti¬ 
gato con i soci a lui più vicini 
circa la sistemazione dell’a- 
zionariato di Montedison, 
Raul Gnrdini ha improvvi¬ 
samente rotto il rapporto di 
intesa — se non di collabora¬ 
zione — che aveva faticosa¬ 
mente cominciato a ricucire 
con Enrico Cuccia, il consi¬ 
gliere anziano e vero patron 
di Mediobanca. Oggetto del 
contendere, ancora una vol¬ 
ta, il destino della Fondiaria, 
uno dei maggiori gruppi as¬ 
sicurativi italiani. Con una 
lettera datata 5 dicembre il 
cui contenuto è stato rivela¬ 
to dal giornale della Confin- 
dustria, il presidente del 
gruppo Ferruzzi ha secca¬ 
mente comunicato al rap¬ 
presentante di Mediobanca 
che per quanto lo riguarda 
ogni intesa precedente deve 
intendersi annullata, e che 
d'ora innanzi ognuno prose¬ 
guirà per la propria strada. 
L’accordo raggiunto il 29 ot¬ 
tobre scorso — che prevede¬ 
va la elezione di un nuovo 
consiglio di amministrazio¬ 
ne nelquale i rappresentanti 
della Montedison (e quindi di 
Gardini) fossero in numero 
uguale a quelli eletti in rap¬ 
presentanza di Mediobanca 
e dei soci fiorentini di mino¬ 
ranza. con lo stesso Gardini 

§ residente — dunque salta. 

e non interverranno fatti 
nuovi, alla prima assemblea, 
l'estate prossima, ognuno si 
comporterà come meglio 
crederà. E il presidente della 
Ferruzzi, che conta una lar¬ 
ghissima maggioranza, im¬ 
porrà la propria legge. 


Perché 
è guerra 
tra Cuccia 
e Gardini 


A determinare la frattura 
sarebbe stata la pretesa di 
Cuccia di riservarsi una sor¬ 
ta di diritto di veto nella no¬ 
mina dell’amministratore 
delegato. Una pretesa che 
Gardini ha respinto, fermo 
restando che per il momento 
la questione non si pone, vi¬ 
sto il generale accordo sul¬ 
l’opportunità di lasciare al 
suo posto Alfonso Scarpa, 
che oggi ricopre quel ruolo 
con generale apprezzamen¬ 
to. In realtà è piu probabile 
che la goccia che ha fatto 
traboccare il vaso della pa¬ 
zienza di Cuccia sìa stato 
l'acquisto da parte di una fi¬ 
nanziaria Montedison (la Si- 
fi) di un altro 3% della Fon¬ 
diaria, rilevato direttamente 
dalla Cariplo. La banca mi¬ 
lanese. a quanto si sa, nel 
tentativo di tenersi fuori da 
una disputa che le è estra¬ 
nea, aveva offerto a entram¬ 
bi i contendenti il proprio 
pacchetto: fate un po’ per 
ciascuno, così non litigate. 
Cuccia ha rifiutato, non po¬ 
tendo superare come Medio¬ 


banca il 15% di azioni che 
già possiede, e non avendo 
sottomano nessuno dei soci 
di minoranza disposto a 
sborsare un centinaio di mi¬ 
liardi per azioni dallo scarso 
potere contrattuale in sede 
di assemblea. Nel disegno di 
Cuccia, anche Gardini 
avrebbe fatto meglio a decli¬ 
nare l'invito. 

E invece così non è stato. 
La Montedison ha sborsato 
altri 140 miliardi circa e ha 

f iortato la propria quota nel- 
a Fondiaria al 40,5. Un altro 
1% lo possiede direttamente 
Gardini, il quale a maggior 
ragione può pensare oggi di 
fare a meno di una intesa 
con Cuccia. Tanto più che 
anche nella Montedison la 
sua posizionesi è rafforzata, 
dopo la conclusione dell’ac¬ 
cordo con Pesentl. Questi ha 
ceduto l’l,6% delle azioni 
Montedison, in cambio di 
una congrua partecipazione 
(si dice fi 25%) nella Calce- 
struzzi. Con questo accordo 
Gardini si è garantito il con¬ 
trollo diretto di almeno il 
26,5% della Montedison, ma 
è probabile che anche questa 
quota sia destinata a cresce¬ 
re. Abituato ad avere ii con¬ 
trollo assoluto delle società 
in cui opera, anche nella 
Montedison e nella Fondia¬ 
ria il presidente del gruppo 
Ferruzzi si sta impegnando 
per raggiungere una posizio¬ 
ne di assoluta sicurezza, non 
curandosi di spazzar via, 
lungo il suo cammino, anche 
una schiera di temporanei 
alleati. 

d. v. 


Parravicini: ho paura 

dell’industria 

che occupa le banche 

II presidente dell’Abi alla Camera ha difeso il sistema crediti¬ 
zio italiano dalle critiche Cee - Le domande della sinistra 


ROMA — «Le industrie de¬ 
vono fare il loro mestiere. 
Non capisco proprio quando 
si mettono ad acquisire pac¬ 
chetti azionari che non sono 
vicini alla loro sfera d’azio¬ 
ne. Capisco meno quando si 
mettono in testa di comprare 
le banche. Ma perché le in¬ 
dustrie devono lanciarsi in 
imprese del genere quando 
c’è tanto altro sul mercato? 
Situazioni di questo tipo mi 
rendono inquieto soprattut¬ 
to perché mai nessuno ha 
negato 11 credito alle indu¬ 
strie». Giannino Parravicini, 
presidente dell'Associazione 
bancaria italiana (Abi) ha di 
nuovo toccato il tasto dolen¬ 
te di questa fase della vita 
delle banche: il tentativo dei 
grandi gruppi di farsele pro¬ 
prie. 

Qualche giorno fa era sta¬ 
to il governatore della Banca 
d'Italia Ciampi a richiamare 
l’attenzione su questo feno¬ 
meno e a censurarlo come 
uno dei pericoli più grossi ed 
incombenti sul corretto fun¬ 
zionamento del mercato. Lo 
fece davanti ai deputati della 
commissione Finanze e Te¬ 
soro della Camera che lo 
avevano convocato per dare 
il via al ciclo di audizioni sul¬ 
la legge bancaria che ieri è 
arrivalo al suo quarto ap¬ 
puntamento. 

Ieri Parravicini ha dato di 
nuovo corpo a queste preoc¬ 
cupazioni nella stessa sede e 
nell’ambito delle stesse cir¬ 
costanze. Ma soluzioni all’o¬ 
rizzonte ancora non si vedo¬ 
no e il ministro Goria conge¬ 
la quelle possibili, proposte 
da Bankitalia al comitato 
per il credito. Anche il presi¬ 
dente dell’Abi è stato ascol¬ 
tato dalia Commissione Fi¬ 
nanze che ha in calendario 
un altro pacchetto di audi¬ 
zioni tra cui quella del presi¬ 
dente della Consob, France¬ 
sco Piga. 

L’introduzione di Parravi¬ 
cini è stata lunghissima: co¬ 
minciata verso le cinque del 
pomeriggio è andata avanti 
fino alle sei e trenta. Dopo, il 
presidente .dell’Abl è stato 
sottoposto al fuòco Biffila 
delle domande. Molte sono 
provenute dai commissari 
dell’opposizione di sinistra: 
Minervini della Sinistra in¬ 
dipendente e i comunisti 
Sarti, Bellocchio e Varese 
Antoni. Sollecitato dai quesi¬ 
ti, Parravicini ha fornito più 
spunti nella replica che non 
nella prima parte dell’audi¬ 
zione. Ad esempio è stato as¬ 
sai più esplicito a proposito 
di un’altra questione che in 
questi giorni ha agitato il 
mondo bancario italiano: la 
requisitoria del rappresen¬ 
tanti Cee che hanno descrit¬ 
to in maniera impietosa il 
nostro sistema creditizio. Il 


loro giudizio d’insieme è sta¬ 
to drastico: le banche italia¬ 
ne sono tra le meno efficienti 
ed affidabili d'Europa. 

Parravicini ha risposto 
con una negazione secca: le 
banche nazionali — ha detto 
— possono benissimo regge¬ 
re la sfida internazionale. 
Diverso, invece, il discorso 
sulle dimensioni. Il prezzo di 
un mercato unico europeo 
per i prodotti finanziari non 
può essere il disordine o le 
crisi bancarie, ha detto il 
presidente dell’Abi richia¬ 
mando la necessità di 
«un’armonizzazione essen¬ 
ziale» delle normative credi¬ 
tizie dei vari paesi. 

Sullo specifico dell’audi¬ 
zione, cioè la legge bancaria, 
Parravicini ha sostenuto che 
essa «va solo integrata, ma 
non cambiata» senza specifi¬ 
care, però, quali devono esse¬ 
re l confini di questa integra¬ 
zione. Uno dei punti cardine 
della legge dovrebbe essere 


quello della specializzazione 
del credito. Il presidente del- 
l’Abi lo ha affrontato per so¬ 
stenere che una «certa dose 
di despecializzazione è inevi¬ 
tabile ed è già in atto» t ma ha 
ribadito l’opportunità della 
distinzione tra crediti a bre¬ 
ve, medio e lungo termine. 

Di trasformazione delle 
strutture finanziarie ha par¬ 
lato ieri alla Bocconi di Mila¬ 
no anche il governatore della 
Banca d’Italia Ciampi. Am¬ 
modernamento dei mercati 
finanziari, affinamento degli 
strumenti di intervento, li¬ 
beralizzazione valutaria, 
maggiore cooperazione e 
concertazione internaziona¬ 
le delle polìtiche economiche 
sono per Ciampi le tappe 
principali lungo la strada 
delle trasformazioni delle 
strutture finanziarie nella 
cui direzione «sono già stati 
compiuti progressi impor¬ 
tanti». 

Daniele Martini 


Ora anche Lucchini 
teme Veconomia 
[fatta di carta 

MILANO — La Borsa? Importantissima, dice il presidente 
della Confindustria. Però, attenzione ad attribuirle «signifi¬ 
cati troppo estesi e omnicomprensivi». «Prendere gli indica¬ 
tori di profitto, dì fatturato, di capitalizzazione espressi dalle 
aziende quotate come se fossero livelli generali di tutte le 
imprese italiane è un’operazione miope, pericolosa ed erra¬ 
ta». 

Lucchini è arrivato Ieri pomeriggio tra le corbeilles di piaz¬ 
za degli Affari affrontando una platea di operatori finanziari 
chiamati a raccolta dal Comitato direttivo degli agenti di 
cambio e dal Sole 24 Ore per la presentazione del manuale 
«Borsa». La critica all’ottimismo per l’anno borsistico, peral¬ 
tro annacquato dalle recenti chiusure negative di listino, gli 
è servita subito per ammonire il governo perchè tiene in piedi 
«un fisco affamato, iniquo che sostiene una spesa pubblica 
fuori controllo e un debito disastrato». Con chiaro riferimen¬ 
to alla fiscalizzazione degli oneri sociali. Lucchini ha preso le 
difese delle piccole e medie imprese: le loro preoccupazioni 
sono fondate, non hanno facilità a trovare capitali a buon 
mercato come fanno le grandi imprese in piazza degli Affari. 
Il presidente della Confindustria ha espresso una convinzio¬ 
ne di fondo: la produzione industriale è oggi, e lo sarà ancora 
per molti anni, la base vera della ricchezza reale di un paese. 
«Se la ricchezza produttiva è più lenta dell’andamento della 
ricchezza finanziaria le cose si mettono male-. 

Prima di lui. Franco Piga (Consob) ha parlato delie condi¬ 
zioni del mercato. «E la Borsa l’unico luogo in cui deve avve¬ 
nire la totalità delle negoziazioni dei titoli», solo così gli affari 
sono trasparenti. Altro che passaggi di pacchetti ai azioni 
decisi nelle sale chiuse. Quanto alla riforma, la Consob «pro¬ 
cederà nel consenso». 

a. p. s. 


Fisco, mina vagante per la Finanziaria 

Ieri al Senato «via» alle votazioni sugli emendamenti - Tassa sulla salute: le proposte del Pei e le divisioni nella maggioranza 
Goria irritato col Pii - Visentini non contesta in linea di principio il progetto comunista, ma lo respinge «in pratica» 


ROMA — La mina vagante 
per questa legge finanziaria, 
che ieri nella commissione 
Bilancio del Senato è entrata 
nella fase delle votazioni de¬ 
gli emendamenti, è rappre¬ 
sentata per ora dal fisco e 
dalla tassa sulla salute. 

I comunisti chiedono — e 
le proposte concrete sono già 
state presentate — la revi¬ 
sione sistematica degli sca¬ 
glioni, delle aliquote e delle 
detrazioni fiscali dell’Irpef 
per uno sgravio d'imposta 
pari a 3.500 miliardi con co¬ 
pertura finanziaria dovero¬ 
samente indicata. E i comu¬ 
nisti propongono anche un 
abbassamento dell’aliquota 
della tassa sulla salute dal¬ 
l’attuale 7,5 per cento al 5,5 
per il 1987. Dal 1988 questa 
tassa andrebbe abolita e il fi¬ 
nanziamento del sistema sa¬ 
nitario nazionale verrebbe 
assicurato dalla fiscalità ge¬ 
nerale indiretta così come 
stabiliva (e stabilisce) la leg¬ 


ge che nel 1978 varò la rifor¬ 
ma sanitaria. Per gli stessi 
motivi è stato presentato l’e- 
mendamento per abolire tut¬ 
ti i tipi di ticket sanitari. Mo¬ 
difiche alla tassa sulla salute 
le chiedono anche I liberali, 
gli indipendenti di sinistra e 
i missini. 

La spina nel fianco per il 
governo sono i liberali pro¬ 
prio perché partito di mag¬ 
gioranza. Ieri hanno presen¬ 
tato un emendamento per 
portare al 4 per cento l’ali¬ 
quota della tassa sulla salute 
per i redditi fino a 100 milio¬ 
ni l’anno. Nessuno, in verità, 
scommette che il Pii manter¬ 
rà questa proposta Tino al 
voto segreto d’aula (si voterà 
con ogni probabilità soltanto 
sugli emendamenti dell’op¬ 
posizione). Nel tardo pome¬ 
riggio, poi, il ministro del Te¬ 
soro Giovanni Goria rila¬ 
sciava all'Ansa una nota di 
fastidio per queste sortite li¬ 
berali che mantengono una 


posizione «non apprezzabile 
per il concorso del governo 
del paese». E Goria riconfer¬ 
mava l'impegno a presenta¬ 
re entro Natale la modifica 
della tassa sulla salute, rite¬ 
nendo così, per le concorren¬ 
ze interne al pentapartito, di 
aver tagliato l’erba sotto i 
piedi all’iniziativa liberale. 

Ma la parola del ministro 
del Tesoro non sembra suffi¬ 
ciente al Pii e cosi il vice pre¬ 
sidente del gruppo senato¬ 
riale, Attilio Bastianini, re¬ 
plica dicendo che l'emenda¬ 
mento non sarà ritirato: oc¬ 
correrebbe «per far chiarez¬ 
za» una presa di posizione del 
governo «prima del voto sul¬ 
la finanziaria». Insomma, ci 
sono state troppe «promesse 
fatte e impegni presi e poi 
smentiti da troppi esponenti 
del governo». Come si vede, 
la fiducia reciproca non è un 
bene che abbondi nel penta¬ 
partito. Dal canto loro demo- 
cristiani e socialisti, stretti 


da un’opposizione di sinistra 
che dà battaglia su temi di 
prima grandezza come il fi¬ 
sco e la sanità e da partner 
della maggioranza pronti a 
metter il bastone fra le ruote, 
se la cavano con un sommes¬ 
so invito a ritirare queste 
proposte e a lasciar passare 
la legge finanziaria così co¬ 
me l’ha votata la Camera. 
Poi si vedrà. 

Sulla tassa sulla salute è 
intervenuto in commissione 
anche il ministro delle Fi¬ 
nanze Bruno Visentini per 
dire che non ha un’opposi¬ 
zione di principio alla propo¬ 
sta comunista di finanziare 
11 sistema sanitario con 1 tri¬ 
buti indiretti che andrebbero 
aumentati per compensare il 
venir meno della contribu¬ 
zione. La sua opposizione è, 
come dire, pratica: l’aumen¬ 
to delle imposte indirette — 
dice Visentini — avrebbe ri¬ 
flessi sui prezzi e quindi sulla 
scala mobile che dovrebbe 


essere sterilizzata degli scat¬ 
ti dovuti a questi incrementi. 

II ministro Goria non si è 
riferito alla discussa tassa 
sulla salute preferendo inve¬ 
ce annunciare al Senato che 
il governo chiede l'approva¬ 
zione della Tasco per ii 1987 
(è la tassa sui servizi già re¬ 
spinta un paio di volte dalle 
Camere) e un periodo ragio¬ 
nevole di tempo per ii riordi¬ 
no dei tributi locali. Senza 
data è invece la prospettiva 
della compartecipazione de¬ 
gli enti locali ai tributi era¬ 
riali. 

Il primo scontro in com¬ 
missione, intanto, ha riguar¬ 
dato — come ogni anno — 
l’articolo 1 della legge finan¬ 
ziaria che rissa il limite del 
saldo netto da finanziarie 
per il 1987. Una specie di 
(inutile) tetto alla spesa pub¬ 
blica. Contravvenendo ad 
una prassi ormai consolida¬ 
ta (e difesa lo scorso anno dal 
presidente del Senato perché 
garantisce la libertà di voto 


dei parlamentari), la mag¬ 
gioranza ha Imposto ieri che 
questo tetto venga votato su¬ 
bito, prima cioè di conoscere 
quali saranno realmente le 
previsioni d’entrata e di 
uscita contenute nella stessa 
legge finanziaria. Quasi che 
si trattasse di una predeter¬ 
minazione precisa e non di 
un semplice obiettivo. Infat¬ 
ti, le norme della legge pos¬ 
sono cambiare e modificare 
(in più o in meno) il saldo 
netto da finanziare. E ciò è 
già avvenuto alla Camera. Si 
tratta, in realtà, di uno stru¬ 
mento per limitare l’iniziati¬ 
va dell’opposizione che do¬ 
vrebbe trovare compensa¬ 
zioni agli emendamenti che 
portano a minori entrate e a 
maggiori spese. La questione 
non riguarda i senatori co¬ 
munisti che hanno già auto¬ 
nomamente provveduto a 
indicare la copertura ai pro¬ 
pri emendamenti. 

Giuseppe F. Mennella 


Confcoltivatori: «Prodotti di 
questo il futuro agricolo del 


ROMA — Nuovi posti di la¬ 
voro al Sud in agricoltura? 
Non è un’utopia ma una 
scommessa che c possibile 
vincere, sempre che vi siano 
«Interventi coerenti per far 
emergere l’impresa agricola 
sul piano della qualità». È 
quanto sostiene la Confcoltl- 
v a tori che aU'argomento ha 
dedicato Ieri un convegno 

f iresiedutoda Giuseppe Avo¬ 
lo. Nel prossimo quinquen¬ 
nio, per il solo effetto del 
•lurn over». ICOmlla nuovi ti¬ 
tolari d'impresa potrebbero 
entrare nel settore, mentre 


altri lOmila giovani potreb¬ 
bero essere collocati nel 
comparto dei servizi. Tutta¬ 
via. ha ricordato Massimo 
Bellotti. vicepresidente della 
Confcoltivatori, è necessario 
offrire formazione professio¬ 
nale e servizi tecnici adegua¬ 
ti. 

Il nuovo Intervento 
straordlnario(legge De Vito) 
ed il piano poliennale di spe¬ 
sa (16.500 miliardi), rappre¬ 
sentano un'occasione da non 
perdere. «Non va dimentica¬ 
to — ha sostenuto Bellotti — 
che l’agricoltura nel Sud 


rappresenta ancora oggi la 
parte più importante di oc¬ 
cupazione — più dell’indu¬ 
stria in senso stretto — e una 
parte decisiva del valore ag¬ 
giunto prodotto al Sud». «Il 
meridione non è soltanto ar¬ 
retratezza — ha sostenuto 
Errico Jannone, della Giun¬ 
ta nazionale Confcoltivatori 
— Sta prendendo corpo an¬ 
che una realtà di aree svilup¬ 
pate che non riescono però 
ad affrancarsi da condizioni 
strutturali che le comprimo¬ 
no, relegandole ad un ruolo 
marginale». Di qui — ha so- 


qualità , 
Sud» 


stenuto ancora Bellotti — 
l’esigenza di un impegno 
straordinario per rinnovare 
le produzioni tipiche orien¬ 
tandole a più alta qualità, 
per inserire nuove tecnologie 
e nuove produzioni. «L’occa¬ 
sione per una svolta radicale 
è grande — ha sostenuto ri¬ 
cordando i nuovi strumenti 
di Intervento l’on. Luciano 
Barca, presidente della com¬ 
missione per il Mezzogiorno 
— tuttavia sono grandi an¬ 
che ritardi e difficoltà da su¬ 
perare». 


Brevi 


Inaugurata sede milanese della Sofipa 

MILANO — É stata inaugurata dai presidente del Mediocredito centrale. La 
sooerl che ha 4 anni <* vita ha investito 38 miliardi m piccole e medie 
imprese, contribuendo al loro sviluppo (motte sono prossime a*Tingresso in 
Borsai. 

Aumento di capitale per la Cofide 

MILANO — La Finanziaria di Oe Benedetti é passata da 270 a 329.4 miliardi 
di capitale sociale. L'aumento A m parte gratuito, m parte a pagamento. I 
mezzi propri della società sa!«anno a 687.5 miliardi. 

Inps: entro giovedì contributi stranieri 

ROMA — Scade rii dicembre, domani, il termine per versare 4 contri¬ 
buto eh malattia ’86 da parte dei cittadini di altn paesi residenti m Italia iscritti 
al servizio sanitario nazionale (su loro r«chiesta) 

Interrogato De Benedetti sul caso Cabassi 

MILANO — Il giudice che nei giorni scorsi ha inviato al finanziere una 
comunicazione gmdwaria lo ha tenuto per circa tra ore nel suo ufficio. Non 
sono trapelate indiscrezioni. 

Asta Bot: assegnati 1225 miliardi su 2.000 

ROMA — Fredda accoglienza per i Buoni di meli mese, tic aie sodo temetti!. 
mente l'andamento dell'asta di novembra. 


BORSA VALORI DI MILANO 


Tendenze 


L’indice Mediobanca del mercato azionario ha fatto registrare quota 
303.57 con una variazione in ribasso del 2.87 per cento rispetto a 
venerdì. L’indice globale Comit (1972=100) ha registrato quota 
673,76 con una variazione negativa del 2.95 per cento rispetto a 
venerdì. Il rendimento medio delle obbligazioni italiane, calcolato da 
Mediobanca, è stato pari a 9,242 per cento (9,255 per cento). 


Azion 


Titolo 


Chtus 


Ferraresi 


34 500 


Borioni 


B 260 


Buitom Ri 


4 092 


Btu R 1 LqB5 


Enrttrua 


4 790 


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2 720 


Var % 


ALIMENTARI AGRICOLE 

A hv3f IO 2ASL 


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• 1 43 

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- 1 14 


Per un na 

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Perugia Rp 

2 285 

-0 65 

ASSICURATIVE 



Abeil’e 

131 000 

-0 76 

Aifeao*a 

65 000 

-5 «t 

Alleanza Ri 

57 500 

-6 88 

Generati Ai 

123 600 

-305 

llafiii 1000 

18 050 

-4 85 

Fondiaria 

80 600 

-1 83 

Previdente 

32 600 

-3 27 

latina Or 

13 700 

-2 21 

Ltoyd Adriat 

19 025 

-7 22 

Prillano O 

29 OOO 

-2 68 

Prillano Rd 

15 900 

-1 24 

Rai Fra/ 

57 500 

-4 20 

Sa. 

28 400 

-5 33 

Sa. R Ne 

13 aio 

-I 50 

Toro Ri Po 

14 690 

- 1 41 

Toro Ass Or 

29 000 

-5 84 

Toro Aìs Pr 

17 560 

-9 48 

(Jnrpoì Pr 

19 720 

-6.10 

bancarie 



Cat* Veneto 

5 950 

-3 33 

Comi* 

77 IOO 

-2 43 

BCA Mercati 

12 200 

-0 73 

BNA Pr 

? 860 

0 35 

fìNA R Ne 

2 610 

-0 72 

BNA 

5 870 

-3 76 

BCA Toscana 

7 300 


B Chiavari 

5 360 

0 19 

BCO Roma 

14 330 

-3 83 

L ariano 

3 830 

-7 07 

Cr Varesino 

3 330 

-0 60 

Cr Var R» 

2 510 

-3 46 

mvmHi 

3 010 

-2 90 


2 890 

0 00 


6 OOO 

-1 37 

Oed to Fon 

4 850 

- 1 42 

Interban Pr 

19 650 

-4 15 

Merf obanca 

234 500 

-2 41 

Nba R. 

1 930 

-2 03 

Nt>a 

3 400 

-1 97 

Quoto Dnl R 

23 200 

-1 28 

CARTARIE EDITORIALI 


De MeAc» 

4 210 

8 09 

Borgo 

17 700 

-2 49 


8 790 

-1 24 

Burgo Ri 

Il 900 

-1 65 

Fabbri Pr 

1 981 

-0 90 

L Fspresso 

26 190 

-1 91 

Mondadori 

BUl'fl 

-2 18 

Mondadori Pr 

10.705 

-4 42 

CEMENTI CERAMICHE 


Cementa 

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-2,69 

Italcementi 

70 700 

-1.19 

Ita’cemcnti Rp 

41 300 

-0 48 

Porri 

400 

OOO 

Pozzi Ri Po 

313 

OOO 

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20 000 

-2 44 

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12.190 

-0 25 

CHIMICHE IDROCARBURI 


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1 144 

-0 70 

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1 130 

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2 500 

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9 850 

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Fidenza Vet 

0900 

-1 33 

Itatgas 

2 465 

-1 99 

Ma»* SpA 

3 950 

1 80 

Mar-jl* cavi 

3 510 

-3.31 

M/a Larva 

36 950 

-1.47 

Mon t 10OO 

2 872 

-2 40 


1 340 

-2 90 

Monie'ibre 

2 410 

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Montef<bre R* 

1 760 

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-5 76 

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1 351 

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4 750 

-0 52 


2 748 

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4 810 

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11 150 

-0 45 

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5 650 

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1 500 

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7 090 

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8 650 

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Saffa R» Po 

8 740 

-0 68 

S*oss*oeno 

25 900 

-0 77 

S»o Ri Po 

18 700 

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Sr»a Fibre 

2 775 

-0.36 

Sma Bod 

4 610 

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Sma Ri Po 

4 561 

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2 531 

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Sn*a Tee non 

5 850 

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1 170 

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12 800 

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7 720 

0 26 

COMUNICAZIONI 



Alitava A 

964 

-3 21 


805 

-7 54 




AirtAar* 

6 500 

-7 26 

Auto To Mi 

10610 

-6 05 

ItaJcable 

20 800 

-3 40 

lta*cab R P 

16 900 

-0 62 

Su 

2 450 

— 5 77 

So Od War 

2 550 

-341 

So fio Po 

2 480 

-4 58 

S«tl 

8800 

-3.30 

ELETTROTECNICHE 



Ansaldo 

4 690 

-1 47 

SHna 

3 380 

-3 46 



-1 53 

Saes Getter 

7 350 

0 68 

SoncW SCJ 

1 006 

-4 19 

Tecnomtvo 

1 250 

2.46 




Acq Mac»a 

2 900 

-2 03 

Acq Mae R» 

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-1 82 

A<r<et 600 

4 110 

-1 56 

Gestoeyi 

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-4 81 

Bon S-e«* 

32 500 

-3 85 

Bon S-rte R 

17000 

-2 86 


8 050 

-3 01 

Briose?» 

1 200 

-0 08 

Butoo 

2 575 

-0 19 


3 580 

-1 IO 

C# R Po Nc 

3 950 

-I 40 

Ce R. 

7000 

-2 91 

Ce 

7 100 

-2 07 

Cof.de R Nc 

2 820 

— 2 73 

Co?«de Spa 

4 865 

-1 51 

Cornai Fevao 

« 535 

-0 22 

f rt.tr». »«« 

2 450 

-7 20 

furoqetl 

I 310 

-3 55 

Cwog R* Nc 

1 350 

-2 17 

Eiaog R. Po 

2 470 

000 

EiaomobAa 

17 300 

-1 20 

Fuomob R* 

5 450 

000 

f «ds 

16 850 

-1 92 

Fenpar So* 

1 800 

-1 91 

Fevrta Sor 

2 038 

-0 59 

F««» 

1 394 

-2 52 

Fot, R Nc 

870 

-2 25 

Ftscamb H R 

2 500 

-IO 71 

Fiscamt» Hd 

6 400 

-a 44 

Freu G*ao 

40 000 

-1 98 

Gemeva 

2 465 

-5 58 

Gemeva R Po 

2 210 

-Il 60 

Gevoàrrxh 

165 

-2 94 

Gavofcrn Rp 

115 

-5 74 

Gen 

7 905 

-2 47 

Gen Ri 

4 0*0 

0 62 

lf« Pr 

76 800 

-3 07 

1*4 Frar 

4 yùù 

-3 32 

IU R Frai 

2 460 

-3.34 


HPfl 


Var, % 

Ini/ Ri Nc 

7 300 

-1 75 

Ini* Meta 

14 000 

-2 10 

Itafmobilia 

i M eoo 

-■ina 

Italm R Ned 

59 000 

- 1 67 

Kernel ft«if 

1 010 


Mittel 

3 G05 

-2 17 

Part R NC 

1 301 

-0 69 

Pari R NC W 

2 890 

-2 03 

Partee SpA 

3 190 

-2 15 

P irelU E C 

6 700 

- 1 90 

Preti. CR 

3 930 

-2 24 

Reina 

20 500 

-5 09 

Rcjna Ri Po 

20 000 

- 1 23 

Riva Fm 

9 450 

OOO 

Sabaudu Nc 

1 320 

-2 29 

Sabauda Fi 

2 220 


Saes Ri Po 

1 351 

- 1 82 

Saes Spa 

2 760 

-2 13 

Schiapparel 

510 

-3 77 

Sem Od 

1 300 

-1 43 

Serti 

5 eoo 

-2 01 

Sia 

6 185 

-2 90 

Sfa Risp P 

S 049 

-2 53 

Sme 

1 850 

-3 90 


2 590 

1 17 

Smi Metani 

2 901 

-3 30 

So Pa F 

2 310 

-2 53 

So Pa F Ri 

» 301 

-3 63 

Soqefi 


000 

Stei 

4 435 

-3 63 

Stet O War 

2 300 

-7 26 

Stet Ri Po 

4 309 

-0 25 

Terme Acqui 

4 390 

0 00 

Tnpeovich 

7 200 

-3 07 

Tnpcovich Ri 

7 821 

-2 72 

War Comau 

222 

-4 72 

W* Stet 9% 

1.915 

000 

IMMOBILIARI EDILÌZIE 



10 OOO 

-0 50 

Attrv Immob 

5 360 

-2 90 

Caicestruf 

6 500 

- 1.73 

Coqefar 

6 690 

-4 22 

Del Favero 

4 520 

-2 38 

Ind Z'qnaQo 

4 850 

-1 42 

Inv Imm Ca 

3 500 

0 oo 

Jnv Imm Rp 

3 251 

-0 73 

Risanam Rp 

10 050 

-2 43 

Risanamento 

14 600 

-2 Ol 

Vianiru 

24 000 

-4 00 

Viarufu Ind 

2 121 

-5 73 

MECCANICHE 

AUTOMOBILISTICHE 

Aeritatia O 

4 IOO 

-2.15 

Ali».a 

2 265 

-0 66 

Atuna Risp 

2.175 

-0 46 

Danieli E C 

7 600 

-500 

Danieli RI 

3 530 



4010 

EÌxd 

Piar Spa 

17 490 

-3 10 

Fiat 

13 250 

-3 25 

Fiat Or War 

— 

— 

Fiat Pr 

7.101 

-3 39 

Fiat Pr War 

— 

_ 

Fiat Ri 

7.159 

-2 06 

Fochi Spa 


— 4 13 

Franco Tosi 

22 950 

BTC! 

G*IafOm 

20 300 

iiffrr 

G,lard R P 

14 410 

lUIJi 

Ind. Secco 

2 630 

OOO 

Magneti Rp 

4 350 

-4 40 


4.350 

-4 61 

Necch* 

3 801 

0 29 

Necchi Ri p 

4.150 

-1.31 

Olivetti Or 

12 500 

-2 72 

Ofrvetti Pr 

6 980 

-1.69 

Obvetti Rp N 

7.200 

-3 16 

Olivetti Rp 

12 500 

-3 85 

Pintnfartna Ri Po 18 220 

000 

Ptrftnf arma 

18 070 

-0 71 

ES23HMI 

4 550 

-2 57 



— 

Sapem Rp 

4 590 

000 

Sas*b 

6 960 

-3 33 

Sas<> Pr 

7 450 

-0 67 

Snb Ri Nc 

4 060 

-1 46 

Tritnecooip 

2 540 

-2 68 

Valeo SpA 

7 690 

0 03 

Satpem War 

1 849 

-2 68 

Wwfnghowe 

34 890 

-031 

Worthrfigton 

1.680 

000 

MINERARIE METALLURGICHE 


Cani Met II 

4 350 

OOO 

Dii™» 

405 

-3 57 

Falci. 

8 610 

-2 71 

Falci. 1GeB5 

8 910 

OOO 

Fair* R, Po 

8 650 

0 58 

ItuVola 

— 

— 

la Meta» 

1 143 

-11 40 


8 250 

061 

Trai <ler* 

3 320 

-2 35 

TESSILI 


16 300 

OOO 

Cantoni Rp 

9 350 

1 63 

Cantora 

9 100 

-0 55 


CuCFO 


f 700 


*2 86 


tfcolpn* 


2 115 


-1 63 


Fmc 1 lg 66 


7 OOP 


Frsac 


8 900 


OOP 


Fmc R« Po 


8010 


Ini 500 


1 850 


Inlfi P 


1 600 


-5 13 
-1 23 


Rotondi 



Marofto 

5000 

-1 94 

Mar rotto Rp 

5000 

-3 85 

Ocrs» 

3 965 

-2 10 

Sm 

10 650 

-0 37 

Zucch 

3 910 

2.62 

OlVIRSf 

D» Ferrari 

2 695 

-0 19 

De Ferrar» Rp 

1 650 

OOO 

CiQahoteH 

3 420 

-5 52 

Con Acator 

5 450 

-0 37 

Jo*r Hotel 

10 400 

-0 48 


10 600 

-1 40 

Pacchetti 

258 25 

-3 64 

Oro e monete 

Denaro 



17.270 



241.000 

Sieri»»* v c. 


126 000 

Sierica n c (a '731 

127 000 

Startela n c -<p '731 

126 OOO 

Krugerrand 


540 000 

50 peso* mene»» 

620 000 

20 doMn caro 


580 000 

Marengo iwnro 


106 OOO 

Marengo itekano 


104 OOO 

Marengo belga 


104 OOO 

Marengo franca** 


104 OOO 

1 cambi 

MCOtA UFFICIALE DEI CAMBI Ut 

lari prec. 

DotvoUSA 

1393 75 

13836 

Marco tedesco 

693 26 

693 175 

Franco Ir ancata 

211.425 

211,575 

Fcreodandn* 

613.34 

613 46 

Franco be<oa 

33 321 

33 329 

Srartn* note** 

1984 55 

1975.3 

Starimi «tjndna 

1889 

1886 5 

Ceroni danai* 

183 615 

183 66 

Dracma vaca 

9 907 

9912 

E cu 

1442.6 

1442.475 

OoRvo c*n*tet* 

1012.6 

1001 85 

Yan vacoonat* 

8 586 

8 503 

Franca mirare 

828 82 

829 865 

Scagno aritmica 

98 53 

98.518 

Ceroni ramaglia 

IBS 275 

182 625 

Cranrv* t«wteu 

200 875 

200.15 

Marca Mandata 

282.775 

281.45 

cKwdu puri 

8 33 

« 2 

Patata tp agnoli 

10.266 

10.278 


000 


OOP 


Fondi 


.- , j. T* I 


Ieri 

Prec 

Gestirà» (0) 

np 

np. 

Imtcapdal (A) 

24 267 

24 489 

Im*end (0) 

14 764 

14 762 

fonderei (0! 

25 176 

25 322 

Are* Bb (0! 

19 777 

19 882 

Aie» Rr (0) 

11 775 

1 1 771 

Pnmecapital !A) 

25 431 

25 646 

Pnmerend 10) 

10 711 

10 B! 1 

Pnmecash (0) 

12 475 

12 750 

F. professionale (Ai 

26 104 

26 745 

Genercomit (0) 

16 655 

16 751 

Interb azionario fAJ 

18 419 

18 560 

Interb obbhqa* (0) 

13 029 

13 036 

Inlerb rendita fO) 

12 680 

12 683 

Nordfondo (0) 

12 4BS 

12 490 

Euro Andromeda (0) 

16 008 

16 129 

Euro Antares (0! 

12 955 

12 983 

turo-Vega (0) 

10 645 

10 641 

Fiorjno (Ai 

21 832 

21 899 

Verde (0) 

11 886 

1 1 894 

Azzurro 18) 

16 590 

16 693 

Afa (0) 

12 055 

12 049 

libra (D) 

16 188 

16 2G9 

Multzas (8) 

np 

n p 

Fondicri ( IO) 

1 1 025 

1 1 834 

FondJlbvo f8) 

13 383 

13 591 

Sforzesco (0) 

12 297 

12 311 

Visconteo (81 

15 635 

15 770 

Fondmves! 1 (0) 

12 075 

12 0B4 

Fond nvest 2 (Bì 

14 517 

14 603 

Aureo B 

15 533 

15 607 

Nacyscapitai IA) 

13 875 

13 960 

Naqrarend (0) 

12 270 

12 269 

Reddriosette (0) 

14 801 

14 855 

Caoitalqest (0) 

14 121 

14 222 

Risp Italia bilanc (0) 

17 142 

17 305 

Risp Italia Reddito (0) 

12 498 

12 614 

Rendei (0) 

11 750 

Il 766 

Fondo centrale (0) 

14 107 

14 268 

0N Rendifondo (B) 

11 345 

1 1 355 

BN Multifondo (0) 

12 438 

1? 506 

Capitagli (B) 

11 842 

11 909 

Cash M Fund(B) 

12 58B 

12 704 

Corona Ferrea (B) 

10 719 

10 743 

Capitafcredit (B) 

10 122 

10 173 

Rendicredri IO) 

10 738 

10 738 

Gestiette M (0) 

10 663 

10 662 

Gestreffe B (0) 

10 202 

10 242 

Euro Mob re CF (0) 

10 433 

10 401 

Eptacapitai (8) 

10 09B 

10 156 

f ptabond (0) 

10 507 

IO 535 

Phen»»fur»d (0) 

10 097 

10 116 

Fondici» 2 (B) 

10 133 

10 153 

Nordcapita! (8) 

9 041 

9 888 

Imi 2000 (0) 

10 106 

10097 

Geparend (0) 

10 070 

10 0G9 

Gepartnvest (Bì 

9 956 

9 936 


10063 

10 061 


10 082 

10 090 

Fondimpiego 

10 OOO 

10 000 

Fondi esteri '' 


FONDO 

Ieri 

Prec. 


31.01 

31.89 

Fonditalia do! 

71.54 

73.16 

Fondo Tre R !«t 

37 767 

37 767 

Ini er fund do! 

34.83 

35.57 

Ini Secunties dol 


27.35 

llaifortune dol 

40.70 

40.70 

Itafunton do! 

22.28 

22.2B 

Medsotanum dol 

36.04 

36 71 

Rasfund fct 

39 635 

40 403 

Rommvest do! 

34.73 

35.40 

Titoli di Stato 





BTN 10TB7 12% 

102.1 

0 15 

BTP-1F088 *2% 

102.2 

-OIS 

BTP-IFB88 12.5% 

102 6 

-0 io 


105 95 

-0 05 

0TP-1FB9O 12 5% 

107 05 

0 05 

BTP-IGE87 12.5% 

99 9 

000 

BTP.11G88 12.5% 

103 5 

0 05 

BTP-1MG88 *2.25% 

103 

0 1S 

8TP' IMZ59 Ì2% 

102.7 

000 


104 8 

0 05 

BTP-1M290 12.5% 

107.4 

0 28 


108 8 

-0 09 


104 B 

0 19 


103 95 

-0 05 


103 

000 

CCTECU 82/89 13% 

111 25 

000 


1106 

-0 36 


103 75 

-0 64 

CCTECU 84/91 11.25% 

109 5 

0 19 


108.5 

-0 23 


103.1 

000 


104 5 

-0 43 

CCTECU 85/93 9 75% 

104 5 

-0 10 


93 6 

0 05 

CCT 1BEB91 IND 

38 5 

-0 12 

CCT83/93 TR 2 5% 

91.7 

-1 40 


101.35 

005 

CCT AG90 INO 

93 6 

000 

CCT AG91 IND 

100.15 

0 10 

CCTAG55 IND 

99 05 

000 

CCT AP37IN0 

100 5 

-oos 

CCT-AP83 INO 

1002 

0 10 

CCT AP91 INO 

101.2 

-0 10 

CCTAPgs IND 

97.65 

000 

CCT DCE6 INO 

n p 

no. 


101.4 

-0 49 


103 2 

-0 49 

CCTDC91 INO 

99 95 

000 

CCT-EFIM AGS8 IND 

101.1 

000 


102 5 

000 


100 2 

OOO 

CCT F8S3 INO 

100.3 

-0 20 

CCT FB31 INO 

102 9 

0 10 

CCT-FB92 INO 

93 45 

-0 05 

CCT FB95 INO 

99.7 

-0 10 

CCTGE97INO 

999 

-0 10 

CCT-GE68 INO 

100 85 

oos 

CCTCC9UND 

103 05 

0 05 


99 5 

-0 10 

CCT-GN87 INO 

100 8 

-0 05 

CCTGNS9 INO 

100.7 

-0 15 


101 5 

000 


99 2 

-0 10 


101.65 

0 15 


93 5 

000 

CCT LG91 INO 

100 1 

-oos 

CCT IG9S WO 

59* 

000 


100 8 

000 

CCT UGB9 INO 

100 4 

000 

CCT MG 91 INO 

101.35 

0 10 

CCT MG 55 INO 

97 9 

000 

CCT UZB 7 INO 

100 4$ 

000 


100 C5 

-0 15 

CCT M291 INO 

101.1 

-0 10 

CCT M235 INO 

97 2 

-0 15 

CCT NVS6 INO 

n o 

no- 

CCT-NV97 INO 

101.1 

-0 39 

CCT NV90 IND 

53 65 

-0C5 

CCT NV90 EM33 INO 

103 3 

005 

CCTNV9» fND 

100 45 

000 

CCT-0TB6 IVO n. 

P 

n p. 

CCT-OTfiS EM 0TB3 IVO 

101 5 

-OlS 

CCT-OTB8 EMOT83 INO 

n p 

"P. 

CCTDT90 INO 

53 65 

000 

CCTOT91 INO 

1003 

005 

CCTSTB8 EM STS3 INO 

101.4 

0 15 

CCT ST90INO 

99 45 

OOO 

CCT ST91 INO 

1003 

0 15 

CCT ST9S WO 

99 OS 

000 

EO SCOL-72 87 6% 

100 

000 

ED SCO. 75/90 9% 

101 5 

000 

EDSCOl 76/91 9% 

103 

000 

EDSCCX-77/92 10% 

105 5 

000 

ENV 53 

102 85 

0 15 

PAP 89 

103 75 

-0 14 

PAP 90 

t05 2 

000 

PMG89 

101 05 

005 

PMG90 

102 

000 

RE0IU18M 1990 12% 

ICS 

-0 37 

RENDITA.35 5% 

91 

000 

T2MZ91 

98 SS 

0 05 

TNV95 

98.7 

000 

TOT-95 

99.2 

000 






























































































































































































































































L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 1 fi 
IO DICEMBRE 1986 IU 


TURISMO E VACANZE 


Natale-Capodanno 

Grandi 

Feste 

Grandi 

Viaggi 


Di ritorno dal Madagascar, i due 
professori fiorentini Alfonso Bieto- 
lini e Gianfranco Bracci, noti per le 
loro iniziative nel campo del trek¬ 
king, collaboratori di numerose ri¬ 
visto naturalistiche, raccontano 
per il nostro giornale il loro incon¬ 
tro con la tribù dei Mikea. l'unica in 
tutto il Madagascar che vive isola¬ 
ta dal resto del mondo, in piccoli 
nuclei, distribuita in una regione 
ricca di foreste di baobab. Questo 
tipo di viaggio-avventura-scoperta 
ò organizzato da «Gruppo Trekking 
Firenze» (Telefono 055-585320). 

Nostro servizio 
ANTAN AN ARI VO (Mada¬ 
gascar) — •...Improvvisa¬ 
mente le fresche folate del 
vento del sud si trasformano 
in raffiche sempre più vio¬ 
lente. La piccola e rappezza¬ 
ta vela della piroga si gonfia 
e il tessuto sembra irrigidirsi 
sotto la spinta poderosa del 
vento. Il mare, fino ad allora 
invitante, si fa minaccioso, 
con onde gigantesche che 
riusciamo a cavalcare con 
estrema rapidità avanzando 
a zig zag. Saliamo e scendia¬ 
mo come in un gioco da luna 
park. Un gioco pericoloso, 
che può costarci la vita in ca¬ 
so di naufragio, data la lon¬ 
tananza della costa, la man¬ 
canza dei mezzi di soccorso e 
la presenza di pescecani. Il 
Canale di Mozambico resta 
fedele alla tradizione che lo 
vuole subdolo, difficile da 
navigare per le improvvise e 
violente tempeste...-. 

Rileggendo alcuni brani 
del nostro diario, riusciamo 
a rivivere le intense emozio¬ 
ni provate nel corso del no¬ 
stro viaggio alla scoperta di 
un Madagascar inedito. A 
piedi, in piroga, in jeep e su 
carri trainati da zebù, abbia¬ 
mo attraversato vasti terri¬ 
tori selvaggi c tanto diversi 
fra loro: dalle polverose piste 
dell 'altopiano serri idesertico 
dell’Ishalo (dove pascolano 
immense mandrie di zebù), 
alle foreste di baobab che 


Un Natole « un Capodanno in vacanza, a qualche migliaio di 
chilometri da casa e dalla solita routine, sdraiati al sole in pieno 
inverno o viaggiando alla scoperta di «mondi ignoti». Come regalo 
per le feste è certamente il meglio. E per chi può permetterselo, 
non resta che l'imbarazzo della scelta. Qui illustriamo alcune pro¬ 
poste dei tre maggiori tour operotor del Piemonte. 

VENTANA — Mare, sole, palme e colori stupendi alle Maldive, 
dove la natura non è stata neppure sfiorata dalla «civiltà delle 
macchine.. Un po' di vita alla Robinson Crusoè nelle Ìsole Asdu, 
Furano e Maaynf'ashi, tra splendide baie, alberi del pane, giardini 
tropicali, mangiando pesci appena tirati su dai fondali corallini e 
arrostiti aU'imbrunire sulle più belle spiagge dell’Oceano Indiano. 
Si puf» scegliere il delizioso bungalow o l'hotel all'europea. Per 
nove giorni, si va sui 2 milioni e mezzo. 

Si può piacevolmente smarrire il contatto con la realtà di tutti 
i giorni anche a Covo Largo, 45 minuti d’aereo da Cuba, abbron¬ 


zandosi al sole dei Caraibi sulle rive di piccoli fiordi navigabili. £ 
il paradiso dei pescatori, con lenza o fucile; tutto l'anno aragoste, 
cernie, tonni, gamberi, granchi. A Playa Bianca si vive in un villag¬ 
gio di «cabanas» rustiche (ma comodissime, con doccia, salottino e 
frigo), l'amaca che dondola fra due palme davanti alla porta di 
casa, in mezzo ad aiuole lussureggianti. Otto giorni «come Adamo 
ed Eva«. Prezzo base, 1 milione 790mila lire. 

Chi alle isole preferisce il continente, può optare per le terre 
degli Atzechi e dei Maya. Il Messico, la penisola dello Yucatan, il 
vicino Guatemala prospettano la vacanza «diversa», abbinando 
evasione e richiami culturali. Si va nel regno del Dio Sole e del 
Serpente Piumato, la terra dei Conquistadores e dei loro atroci 
massacri, dei vulcani incappucciati di neve, dei peones, dei miste¬ 
riosi altipiani e dei deserti. Dove l’antico mondo indio si è incon¬ 
trato (scontrato) con la civiltà castigliana e col nostro secolo. Mo¬ 
numenti straordinari. corichi di suggestione e di storia: le piramidi 
di pietra grigia del Sole e della Luna a Teotihuacan; la Piramide 
dell'Indovino e il lamoso Palazzo del Governatore a Uxmal, nello 
Yucatan; il tempio di Kukulkan, il Pozzo dei Sacrifici, la Casa 


delle Monache a Chichen Itza, vicino a Merida, che fu la magica 
capitate dei Maya tra il V e il X secolo. 

E poi i murales di Rivera a Mexico City, Taxco con la cattedrale 
di Santa Prisca in pietra rosa. La quota base per viaggi di 11-12 
giorni parte da circa 2 milioni e mezzo; per la «Transtnessicana» 
(durata 20 giorni), da 4 milioni e 50mila. Maldive, Cavo Largo e 
Messico sono proposti da Ventnna Turismo (011 -57421 ). 

FRANCOROSSO — Se volete provare il brivido dell’.avventurn. 
nelle sconfinate praterie dell'Africa, la Francorosso (011-55631) vi 
suggerisce il Kenya dei grandi esploratori e di Hemingway, a caval¬ 
lo dell’Equatore. Si passa dagli hotel sul mare (tutti di alto lignag¬ 
gio) all’emozione del fotosafari a Taita Hills e nella riserva Ninnai 
Mara, fra immense pianure interrotte da boschetti di acacie, bran¬ 
chi di elefanti, antilopi, zebre e sonnacchiosi leoni impigriti dall'a¬ 
fa e dalla noia. 

Chi è interessato a completare la rassegna zoologica, non perde¬ 
rà l’occasione dell’escursione sulle rive del fiume Samburu. dove 


Madagascar, in quell’arca di Noè 
dove vivono gli uomini-ombra 


conservano ancora segreti 
etnografici, alle foreste tro¬ 
picali della costa orientale 
dove sopravvivono le ultime 
specie di proscimmie, i le¬ 
muri, fino alle spiagge vellu¬ 
tate della barriera corallina 
che vedono ancora oggi l'o¬ 
peroso nomadismo dei pe¬ 
scatori Vezo. 

Fin dal nostro arrivo a An- 
ta ria ita rivo (o Tana, come la 
chiamano gli indigeni) capi¬ 
tale della Repubblica Demo¬ 
cratica del Madagascar, ab¬ 
biamo avuto la sensazione di 
essere scesi in una terra di 
forti contrasti cromatici, 
paesaggistici, sociali e cultu¬ 
rali. 

Il colonialismo francese, 
operante fino agli inizi degli 
anni settanta, ha lasciato se¬ 
gni evidenti del suo passag¬ 
gio. 

Esteriormente il tessuto 
architettonico delle città più 
importanti colpisce per la 
sua diversità, con case dai 
tetti spioventi, ville con prati 
ben curati pressate sempre 
più da vicino da una miriade 
di fatiscenti casupole in le¬ 
gno e fango, dove migliaia e 
migliaia di persone vivono in 
condizioni poco più che pri¬ 
mitive. 

Alle prime ombre della 
notte che arriva rapida, le 
vie periferiche più importan¬ 
ti, i crocevia dove maggior¬ 
mente si addensano i piccoli 
negozi, si illuminano della 
luce tenue e tremolante delle 


SUVERET0 


candele o di quella più sfa vil- 
lante delle rare lampade a 
gas. Come tante falene, mol¬ 
te persone si accalcano per 
comperare, chiacchierare, 
per mercanteggiare animali 
e prestazioni. Altrove, il buio 
è completo. 

La scienza fa risalire ad ol¬ 
tre cento milioni di anni fa il 
distacco dell’isola malgascia 
dal continente africano e 
dalla zolla indiana che, spo¬ 
standosi verso nord e scon¬ 
trandosi con la zolla euro- 
asiatica, formerà in tempi 
successivi la catena hi ma- 
laiana. Il Madagascar è ri¬ 
masto così l'ultimo lembo 
rappresentativo del super- 
continente di Gondwana. 
Una specie di arca di Noè 
che, vagante nell'Oceano In¬ 
diano, e arrivata fino ai no¬ 
stri giorni con il suo prezioso 
carico vegetale e animale. I 
primi insediamenti sono di 
almeno 2mila anni fa. 

In molte zone dell'altopia¬ 
no e della foresta tropicale, 
ancora oggi, l'uomo vive in 
capanne o palafitte. Si muo¬ 
ve a piedi nella giungla come 
nella savana; disbosca fore¬ 
ste per coltivare manioca, ri¬ 
so, patate dolci; brucia pra¬ 
terie per rinverdire / pascoli 
per gli zebù. 

La caccia esercitata dal¬ 
l’uomo e la lotta per la so¬ 
pravvivenza hanno portato 
alcune specie ad una rapida 
estinzione. Il lemurogigante 
e il famoso uccello rock o Ae- 


Primo incontro con la tribù 
nomade dei Mikea, che non ha 
mai avuto contatti con i bianchi 
Un’isola di 100 milioni di anni 
Foreste tropicali e vellutate 
spiagge della barriera corallina 



Sagra del cinghiale 
nel borgo duecentesco 


Fino a domenica prossima 
una intensa settimana 
Concerti, mostra di scultura 
in marmo, sfilate storiche 
Ma anche i sapori forti 
della cucina tradizionale, 
con l’ottimo vino del posto 


Dal nostro corrispondente 

SUVERETO (Livorno) — 
Chi si aspetta la classica ma¬ 
nifestazione godereccia può 
venire lo stesso. Troverà pa¬ 
ne e companatico per i suoi 
denti. Ma la «sagra del cin¬ 
ghiale», che terminerà do¬ 
menica prossima, ha poco da 
spartire con la miriade di 
iniziative, terribilmente 
uguali, nate all’insegna della 
castagna o del pesce fritto; a 
seconda della latitudine o 
della stagione. Questa sagra 
è diversa. Intanto perché 
non c una sagra. O meglio, è 
qualcosa di più. 

Da 19 anni costituisce uno 
degli appuntamenti più si¬ 
gnificativi nel panorama 
culturale della provincia. 
Come minimo, negli otto 
giorni di attività frenetica, 
viene organizzalo un conve¬ 
gno nazionale. L'anno scorso 
toccò alle centrali a carbone. 
Stavolta a «L’occupazione 
giovanile nella tutela am¬ 
bientale* (giovedì alla Grotta 
del Ghibellino). 

Eccolo il chiodo fisso dei 
suveretani: la valorizzazione 
dell'ambiente — un concetto 
chiaramente estendibile ai 
beni storico-architettonici 
che qui trovi ad ogni passo — 
come occasione di crescita 
economica e culturale. E non 
tanto in ossequio ad una mo¬ 
da scattata aU'ultima ora. 
Questa è terra contadina; 
più delle parole contano i 
fatti. E i fatti ci sono; stanno 
dentro la politica puntiglio¬ 
samente perseguita in co¬ 
mune. uno dei rari esempi di 


Si può trascorrere una «setti¬ 
mana bianca» lantani dai cla¬ 
mori e daH’affollamento di cer¬ 
te località alpine, immersi in un 
paesaggio dai richiami onirici, 
dove le rocce dei monti Rucegi 
hanno la forma della Strega, 
della Sfinge e di Babele e sug¬ 
geriscono leggende romantiche. 

E anche sciare tra gli 800 e i 
1400 metri a Poiana Brasov, su 
piste dai diversi gradi di dilfì- 
colta, nella confortante solitu¬ 
dine del massiccio Postavarui e 
passare il Capodanno tra ì canti 
degli allegri ed emotivi romeni. 

Dopo sette giorni di valli si¬ 
lenziose e misteri, previsto il ri- 



Una suggestiva immagine di Suvereto 


giunta Psi-Pci della provin¬ 
cia di Livorno. 

Strumenti urbanistici sen¬ 
sibili e interventi operativi 
hanno incentivato l’agricol¬ 
tura e il turismo «pulito»; 
hanno salvato il centro stori¬ 
co dall’abbandóno; da quel¬ 
l'abbandono che privilegia 
gli inquilini stagionali, delle 
seconde case da aprire, se va 
bene, :a domenica. 

Il risultato, prezioso, è un 
borgo medievale intatto ma 
vivo: le case dai muri di pie¬ 
tra; nessuna macchina in 
circolazione (ci sono i par- 
chegg. a pochi metri); i bar, 
che non sono mai «ameri- 
can», dove i tavoli sono di 
marmo, i banconi di cotto e 
l’antico ha sapori e odori. Lo 
gusti, io respiri. Ti piace, non 
sa di stantio. 

Camminando per le stra¬ 
dine, sotto archi che con¬ 
giungono case vicine dai bal¬ 
coni f-oriti, pensi che non ti 
stupiresti più di tanto se, die¬ 
tro l’angolo, vedessi sbucare 
un cavaliere in perfetta bar¬ 
datura duecentesca. Quasi 
quasi le lo aspetti. 

Questa è la cornice di una 
sagra non sagra con la quale 
Suvereto apre le sue porte ai 
«cittadini» curiosi; qualche 
volta invidiosi dei ritmi che 
scand-scono la vita di una 
piccola comunità, dove il 
nuovo è davvero figlio natu¬ 
rale dell’antico. 

Un concetto simbolica- 
mente evidenziato dalla mo¬ 
stra d. scultura in marmo — 
realizzala per l’occasione 
con la collaborazione del¬ 
l'Accademia delle Belle Arti 


e del Comune di Carrara — 
ospitata nel bel chiostro di 
San Francesco. 

Nuovo e antico insieme, 
legati da un tratto d’unione 
lungo secoli che qui, anche 
in questa settimana, ha nu¬ 
merose occasioni per emer¬ 
gere. Lo farà nei concerti al¬ 
l'interno della splendida 
chiesa di San Giusto; Io farà 
nella conferenza, curata 
dall'istituto di Astrofisica di 
Frascati, su «L’esplorazione 
della cometa di Halley». E lo 
farà in tanti altri modi: nelle 
sfilate storiche, nelle esposi¬ 
zioni deli’artigianato e delle 
produzioni agricole locali 
(ottimo il Ghimbergo. il vino 
che sta per ottenere la Doc) 
allestite anche nelle case che 
privati cittadini mettono a 
disposizione dei visitatori. 

Eppoi lo sport, 1 concorsi 
di poesia e di fotografia, le 
mostre di pittura. E natural¬ 
mente la degustazione, nei 
numerosi punti di ristoro 
dagli odori inconfondibili, 
dei piatti forti delia cucina 
tradizionale. Compreso il 
cinghiale, vittima-simbolo 
di una manifestazione che 
costa fatica e impegna tutta 
la popolazione, rappresenta¬ 
ta in un Comitato di Valoriz¬ 
zazione dinamico che già 
pensa a fare cose ancora più 
in grande per la celebrazione 
del ventennale. Se lo sono 
già messi in testa; caparbi 
come sono, c’è da aspettarsi 
di tutto. Cose strane accado¬ 
no a Suvereto, in una paesi¬ 
no di provincia ben poco ad¬ 
dormentato. 

Vaierta Parrini 


Neve e leggende tra Air France, week-end 
i romantici Carpazi a tariffe ridotte 


torno a Bucarest, per visitare la 
capitale verdissima della Ro¬ 
mania, la più latina delle capi¬ 
tali dell’Est. 

E questa la -settimana bian¬ 
ca» proposta da «Unità vacan¬ 
ze»; otto giorni in pensione 
completa, partenza con voli di 
linea il 27 dicembre da Roma e 


da Milano. 

Per chi vuole informarsi me¬ 
glio: organizzazione tecnica 
«Columbia turismo» - Quota di 
partecipazione da Roma L. 
740.000 (da Milano 820.U00) • 
Informazioni: Unità Vacanze 
Milano 02/6423557 - Unità Va- 
canze Roma 06/492390 e presso 
le Federazioni del Pei. 


Sino al 31 marzo 1987, eccettuato il periodo compreso tra il 19 e 
il 29 d.cemhre, è in vigore una tariffa promozionale per viaggi di 
andata e ritorno su voli Air France e Amalia, chiamata «superva- 
canza week-end., a lire 200.000 sulle linee Mifano-Parigi-MiTano e 
Roma-Nizza-Roma. Questa tariffa che riduce ulteriormente i 
prezzi dei viaggi aerei per la Francia è messa a disposizione dei 
passeggeri che partono il sabato e tornano il giorno dopo, domeni¬ 
ca, effettuando simultaneamente la prenotazione e l'acquisto del 
biglid.u. La nuova iniziativa viene a completare 1 offerta di tariffe 
speciali Spi 2 (mid-week) tra l'Italia e la Francia, sui voli Air 
France in partenza da Roma, Milano, Venezia, Pisa é Napoli per 
Parigi. 


piornis rappresentano i casi 
più e,datanti. Quest’ultimo 
in modo particolare, fino a 
duecento anni fa viveva in 
queste terre, terrorizzando 
per la sua massiccia mole i 
navigatori e i visitatori occa¬ 
sionali. 

Lasciamo la città di Tolia- 
ra a bordo di una jeep, lascia¬ 
mo le splendide spiagge di 
Anakao dove abbiamo rac¬ 
colto e classificato decine e 
decine di conchiglie di tutti i 
tipi e dimensioni. Percorria¬ 
mo circa ottanta chilometri 
di pista battuta in direzione 
di Morombé, fino a Namabo- 
ha. Lasciamo la pista e ci 
inoltriamo, seguendo le trac¬ 
ce dei carri di buoi, in una 
bellissima foresta di baobab. 
Siamo in cerca di una tribù 
nomade che vive qui e che 
non ha mai avuto contatti 
con l’uomo bianco e rifugge 
gli stessi indigeni. 

Si tratta del piccolo grup¬ 
po etnico dei Mikea che vive 
nomade, unico in tutta l'iso¬ 
la, nella brousse e nella fore¬ 
sta. e che, per motivi ance¬ 
strali ancora non chiari, ri¬ 
fugge qualsiasi contatto con 
il mondo esterno. 

La fortuna ci aiuterà a 
metà. Nel nostro girovagare 
nella foresta, riusciamo a 
rintracciarne un piccolo 
gruppo. Solo uno di loro si 
lascia fotografare, molto ti¬ 
tubante, Insieme al suoi tre 
cani ca caccia e alla lancia. 


mentre svolgeva le funzioni 
vitali di accendere il fuoco 
con la pietra focaia e di ricer¬ 
care nei terreno sabbioso, a 
profondità dì oltre un melro, 
quei tuberi ricchi di acqua 
che permettono di soprai'vi¬ 
vere in una zona che ne c to¬ 
talmente priva;gli altri sette, 
intuita la nostra presenza, 
fuggono in un attimo nella 
foresta più fitta. 

I Mikea, gli uomini ombra 
come vengono chiamati da¬ 
gli indigeni, sono pratica- 
mente allo stato primitivo. 
Nessuno è mai riuscito a stu¬ 
diarne le peculiarità fonda- 
mentali. I nuclei familiari 
non vivono nelle capanne, 
ma si muovono continua- 
mente per andare a caccia o 
per trovare quei tuberi dai 
quali dipende la loro esisten¬ 
za. 

Sono molto legati al mon¬ 
do della magia, tanto che si 
pensa debbano avere delle 
proprietà medianiche e cre¬ 
dono alle terapie dello stre¬ 
gone. Vivono di baratti, con¬ 
trattati quasi sempre nelle 
ore notturne, tabacco da ma¬ 
sticare in cambio di miele o 
cacciagione. 

L’ultimo Gondwana, l’iso¬ 
la rossa, l’isola continente, 
l’ultima terra abitata dal¬ 
l'uomo, l’isola dei contrasti è 
qui davanti a noi. 

Alfonso Bietolini 
Gianfranco Bracci 


l’inaridita boscaglia delle savane diventa foresta fluviale popolata 
da famiglie di ippopotami e da inquietanti coccodrilli. Prezzi at¬ 
torno ai 2 milioni 200mila per nove giorni. Si sale a un po’ più di 3 
milioni per un tour di 13 giorni nell’India del nord e Nepal, dalla 
capitale Delhi a Japur, famosa per il colore rosa di tutte gli edifici 
della città vecchia, dall’antichissima Benares sulle rive del Gange 
ai magnifici templi di Kathmandu. 

ALPITOUR — Con quote varianti da 590 a 970mila lire per quat¬ 
tro, cinque, sei o sette giornate di soggiorno, Alpitour (0171-4181) 
offre il suo Capodanno a Parigi, andata e ritorno in aereo. Chi 
volesse togliersi lo sfizio di salutare il 1987 aU’hotel Le Meridien di 
Montparnasse, con menù di otto portate, champagne, orchestra e 
fuochi d’artificio, dovrà prevedere un supplemento di I79mila lire. 
In alternativa, con quote all’incirca dello stesso livello, si può 
celebrare il Capodanno sotto l’Acropoli di Atene. 

p, q, b. 


Le notizie *!. 


□ Centro di documentazione parchi naturali 

Il «Centro di documentazione internazionale sui parchi natura¬ 
li» comincera la sua attività nel 1987 nella Villa Demidoff di 
Pratolìno (Firenze) per iniziativa della Provincia di Firenze. 
Obicttivo del nuovo organismo, la cui creazione ha suscitato 
consensi nel mondo scientifico c fra le associazioni ambientali¬ 
ste, è quello di fornire una adeguata documentazione sui mille 
parchi naturali esistenti nel mondo con la creazione, tra l’altro, 
di un archivio e una biblioteca. 

□ Più turisti italiani in Kenya 

Tra il 1981 e il 1985, registrato un aumento degli arrivi in Kcm a 
pari a 99mila unità (quasi il 20% in più) con una crescita degli 
introiti legati all’attiiita turistica pari al 37,5%. Supcriore alla 
media la crescita degli arrivi dei turisti italiani, che nel 1985 
sono stati 8mila in più dell’anno precedente (+33 per cento). 

□ Nasce il «video museo» 

lai Sidac, socieà del gruppo Seat, ha realizzato, insieme al mini¬ 
stero per i Beni culturali, un «video museo» composto da un 
conipact-disc che riproduce su monitor Tv i capolavori c gli 
interni della Galleria Spada di Roma. Il sistema, che sarà a 
disposizione dei visitatori dai primi dcU’anno, consente la \ isio- 
nc di immagini in movimento che riproducono una i isita simu¬ 
lata al musco con spiegazione sonora in italiano e inglese c la 
possibilità di ottenere informazioni sugli autori e le opere. 

□ Nuova associazione per gli sport invernali 

Presentata a Milano «Fcdcrncvc», un’associazione che riunisce 
le attività sportive, turistiche e ricreative sulla ncic, nata per 
iniziativa dì operatori che da anni lavorano nel settore. «I-'cder- 
neve», i cui scopi sono quelli di favorire e diffondere le attivila c 
gli sport invernali, di privilegiare (e occasioni di incontro e di 
contribuire alla salvaguardia c al rispetto dei luoghi montani, 
avra come presidente Giorgio Lazzariui c si articolerà in Club 
Neve e comitati regionali e territoriali. 

□ XVIII Convegno nazionale dell’Aniest 

L’Associazione nazionale italiana esperti scientifici del turismo 
(Aniest) organizza dopodomani il suo XVIII Convegno naziona¬ 
le a Roma presso l’Ambasciatori Palacc Hotel sul tema: «Turi¬ 
smo e beni culturali», patrocinato dal ministero del Tùrismo. 

□ 25 anni di nudismo jugoslavo 

Il campeggio naturista più famoso d’Europa, che prende nome 
da un’isola della costa jugoslava, Kovcrsada, c destinato esclusi¬ 
vamente ai nudisti, compie 25 anni. Per festeggiare l’anniiersa- 
rio è stata predisposta una serie di nuovi impianti: ampliamento 
dei due grill; ammodernamento delle camere; costruzione di un 
porticciolo; entrata in funzione di un trenino elettrico che colle¬ 
gherà i due centri dell’isola. Il tutto nel rispetto dcU’ambicnte, 
assicurano. 



























































































































L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 



-Dopo la sconfitta della 
controrivoluzione Ferenc Mè¬ 
rci e Sóndor Fckcte misero in 
piedi una organizzazione an¬ 
tistatale con i seguaci di Imre 
Nagv, Sotto lo pseudonimo di 
“Hungaricus”, Sàndor Fcke- 
tc riassunse il loro punto di 
vista comune che fu discusso 
ciclostilato e diffuso clande¬ 
stinamente». Questa la sen¬ 
tenza dei tribunali ungheresi 
che mandavano in carcere i 
-giovani- del gruppo Nagy. 
-Hungaricus- resta uno dei 
documenti più interessanti 
della riflessione del gruppo 
dei comunisti magiari che si 
impegnarono nell’esperienza 
del '56. Una riflessione che ri¬ 
guarda temi allora (e oggi) di 
grande attualità: lo stalini¬ 
smo. il nesso socialismo-de¬ 
mocrazia. il XX congresso del 
I’cus. Questo documento non 
e mai stato pubblicato inte¬ 
gralmente. Oggi sta per usci¬ 
re in Italia (per le edizioni 
«Sapere 2000- col titolo di 
-Hungaricus 1950-) con il le¬ 
sto bilingue: italiano e un¬ 
gherese. Ne anticipiamo alcu¬ 
ni stralci. 

U N LIVELLO di vita 
estremamente 
basso, i campi del¬ 
la morte, le men¬ 
zogne, una politica estera di 
conquiste: come può Inscri¬ 
versi tutto ciò nel quadro del 
socialismo? Al XX Congres¬ 
so i nuovi dirigenti sovietici 
hanno fornito a questa do¬ 
manda una risposta primiti¬ 
va e scoraggiante. Nel culto 
della personalità — che è, 
certamente, un sintomo di 
degenerazione — essi hanno 
trovato la spiegazione prin¬ 
cipale, quasi unica. Già all’e¬ 
poca. quando molti di noi 
nutrivano ancora grandi 
speranze sulla nuova evolu¬ 
zione deJPUrss, vedevamo 
chiaramente come questa 
spiegazione fosse, da un lato, 
un'assurdità dal punto di vi¬ 
sta scientifico e, d’altro lato, 
che avrebbe avuto, nella pra¬ 
tica, conseguenze catastrofi¬ 
che. 

Purtroppo, a causa dell’l- 
naridimento intellettuale di 
tutto il movimento comuni¬ 
sta sovietizzato, un solo diri¬ 
gente ha osato intraprendere 
una polemica pubblica con¬ 
tro la spiegazione di Kru¬ 
sciov, Togliatti. In un noto 
articolo il principale ideolo¬ 
go comunista italiano ha 
esposto la sua opinione sul 


Per la prima volta dopo 30 anni 
escono dalla clandestinità 
le riflessioni che alcuni 
comunisti ungheresi dedicarono 
al 9 56 e al regime sovietico 



a di Hungaricus 



Qui sopra e nella foto grande. Krusciov in Ungheria. Nel tondo, 
Janos Kadar 


livello Intellettuale della di¬ 
rezione sovietica. In effetti, 
egli ha fatto notare: «Una 
gran parte del quadri diri¬ 
genti della società sovietica 
(partito, Stato, economia, 
cultura, ecc.) si era, nel culto 
di Stalin, intorpidita, per¬ 
dendo o avendo ridotto la 
propria capacità critica e 
creativa, nel pensiero e nel¬ 
l’azione-. 

Arrivando al cuore del 
problema. Togliatti ha os¬ 
servato: «Sino a che ci si limi¬ 
ta, in sostanza, a denunciare, 
come causa di tutto, l difetti 
personali di Stalin, si rimane 
nell’ambito del “culto della 
personalità’’. Prima, tutto il 
bene era dovuto alle sovru¬ 
mane qualità positive di un 
uomo; ora, tutto il male vie¬ 
ne attribuito agli altrettanto 
eccezionali e persino sbalor¬ 
ditivi suol difetti. Tanto In 
un caso quanto nell’altro 
siamo fuori del criterio di 
giudizio che è proprio del 
marxismo. Sfuggono i pro¬ 
blemi veri, che sono del mo¬ 
do e del perché la società so¬ 
vietica potè giungere e giun¬ 
se a certe forme di allonta¬ 
namento dalla via democra¬ 
tica e dalla legalità che si era 
tracciata, e persino di dege¬ 
nerazione». 

Vedremo In seguito che 
Togliatti non è andato molto 
oltre, dopo avere posto in 
termini critici la domanda. 
Bisogna tuttavia riconoscere 
che il suo articolo avrebbe 


potuto fornire un eccellente 
punto di partenza per una 
discussione di fondo. Senza 
dubbio, precisamente per 
questa ragione 11 Cremlino, 
dopo una risposta irritata e 
Infarcita di sofismi, ha mes¬ 
so energicamente fine alla 
discussione. Ed è stato il si¬ 
lenzio in seno ai partiti co¬ 
munisti. 

Questo silenzio di cattivo 
augurio è stato interrotto 
dall'uragano polacco e da 
quello ungherese. Gli avve¬ 
nimenti hanno rivelato 1 
particolari ancora Ignoti del¬ 
la degener.azione dello Stato 
sovietico. È diventato chiaro 
come » nuovi dirigenti sovie¬ 
tici non avessero ancora re¬ 
ciso il cordone ombelicale 
che 11 legava all'antico regi¬ 
me ormai reazionario. In 
questa nuova situazione si è 
posta ancora una volta e In 
modo irrefutabile la doman¬ 
da: quali sono le cause di 
quella degenerazione? 

Analizzando gli avveni¬ 
menti d’Ungheria, Tito ha 
risposto alla domanda in 
questi termini: «Al XX Con¬ 
gresso, 1 metodi di Stalin e 
tutta la politica seguita fino 
a quel momento sono stati 
condannati, ma si è attribui¬ 
ta a torto tutta quella evolu¬ 
zione al culto della persona¬ 
lità e non al regime. Ora, il 
culto della personalità è, in 
fondo, il prodotto del regime. 
I dirigenti russi non hanno 
scatenato la lotta contro 11 


regime, e anche quando han¬ 
no lottato contro di esso 
l’hanno fatto in silenzio, 
contentandosi di dichiarare 
che, nell'insieme, le cose era¬ 
no andate bene, ma che negli 
ultimi tempi Stalin, diventa¬ 
to vecchio, aveva avuto ub¬ 
bie e commesso diversi erro¬ 
ri. In quanto a noi, abbiamo 
detto fino dall'inizio che non 
era in causa solo il culto del¬ 
la personalità, ma piuttosto 
il sistema che aveva reso 
possibile quel culto. Ecco do¬ 
ve si trovano le radici del 
male. Nell’apparato buro¬ 
cratico, nel metodi di dire¬ 
zione, nella cosiddetta una¬ 
nimità, nel disprezzo del ruo¬ 
lo e delle aspirazioni delle 
masse lavoratrici, negli En- 
ver Hoxha e negli Shehu e 
altri dirigenti del partiti co¬ 
munisti orientali e occiden¬ 
tali, che si oppongono alla 
democratizzazione e alle ri¬ 
soluzioni del XX Congresso 
e che hanno enormemente 
contribuito al consolida¬ 
mento del regime stalinista. 
Oggi, questi dirigenti opera¬ 
no perché II regime riprenda 
forza e autorità e riconquisti 
il potere. Queste sono le radi¬ 
ci del male e gli errori che 
bisogna correggere». (...) 

Nel suo ultimo discorso, 
Tito ha ripetuto in modo più 
sottile, ma non meno vigoro¬ 
samente, ciò che gli jugoslavi 
avevano rivelato fin dal 
1952, e di cui ho esposto l’es¬ 
senziale. Fin dal principio 


appare come il suo ragiona¬ 
mento sì spinga ben più in 
profondità, per spiegare quel 
fenomeno complesso che è la 
degenerazione della società 
sovietica, di quanto non fac¬ 
cia la tesi semplicistica se¬ 
condo la quale il regime so¬ 
vietico è pieno di salute, di 
vigore ed è essenzialmente 
democratico, e che tutti gli 
errori vengono dal culto del¬ 
la personalità: ma, a parte il 
cattivo carattere di Stalin, 
non ci viene spiegato come 
sia potuto nascere questo 
culto della personalità. La 
critica jugoslava scopre nel 
sistema burocratico il terre¬ 
no reale dì questo culto. 

Purtroppo, Tito non ci 
spiega le cause che presiedo¬ 
no alla nascita dell’apparato 
burocratico, che generano il 
disprezzo per le masse lavo¬ 
ratrici. Anzi il modo In cui 
Tito ha esposto le sue criti¬ 
che ne smussa le punte, poi¬ 
ché egli scopre le radici del 
male al tempo stesso nel si¬ 
stema e nei suol personaggi. 

Abbiamo appreso, duran¬ 
te la rivolta dell’ottobre 1956 
se non prima, come la pre¬ 
sunta scienza sociale, che 
mette l’accento sul ruolo de¬ 
cisivo delle basi economiche 
in modo troppo elementare e 
sommarlo, sia incapace di 
comprendere veramente un 
processo storico. Abbiamo 
appreso come 11 ruolo della 
personalità nella storia pos¬ 
sa essere estremamente Im¬ 
portante (la lotta stessa con¬ 
tro il culto della personalità 
ce lo ha dimostrato, in modo 
paradossale); nel corso della 
rivoluzione ungherese ab¬ 
biamo anche appreso come 
alcuni fattori accidentali 
possano manifestarsi con 
forza straordinaria. Tutta¬ 


via, anche dopo tutte queste 
esperienze, ci sembra che la 
spiegazione dei nostri amici 
jugoslavi non vada abba¬ 
stanza a fondo, non giunga 
fino alle radici. Quando ci si 
accontenta di spiegare la na¬ 
scita di un regime burocrati¬ 
co con il tradimento o la de¬ 
cadenza morale e politica di 
alcune personalità, si arriva 
in ultima analisi alio stesso 
punto dei commentatori del 
XX Congresso: al coinvolgi¬ 
mento personale di Stalin e 
del suoi emuli, In poche pa¬ 
role a un culto della persona¬ 
lità alla rovescia. 

Spiegare la storia di un’e¬ 
poca e di un paese afferman¬ 
do solo che alcuni dirigenti 
sono diventati dei traditori 
non vale più dell’altra anali¬ 
si che attribuisce tutto al 
«culto della personalità». (...) 

Ci sono certamente tradi¬ 
tori e agenti in seno al movi¬ 
mento operalo, come dap¬ 
pertutto; ma, se vogliamo 
capire le differenti correnti 
bisogna rompere, una volta 
per tutte, con il metodo che, 
invece di analizzare gli avve¬ 
nimenti storici, ne da versio¬ 
ni immaginarle, come quella 
diffusa a proposito di Berija. 
Tutte queste osservazioni 
non sono puntualizzazioni 
accademiche astratte. L’in- 
congruenza teorica può, an¬ 
che in questo campo, provo¬ 
care gravi conseguenze pra¬ 
tiche e certi fatti mostranp 
che ne ha già provocate. È 
sorta così la seguente illusio¬ 
ne: poiché alcuni dirigenti 
traditori hanno rovinato tut¬ 
to, dirigenti onesti possono 
riparare tutto. 

Non ci attardiamo sul fat¬ 
to che 1 dirigenti «onesti» di 
oggi sono gli stessi dirigenti 
«traditori» di ieri. Conside¬ 
riamo solo le conseguenze 


MILANO — Se la forza dì un 
pensiero si misura anche e 
specialmente dalla sua capa¬ 
cità di riverbero e di durata 
nel tempo, il convegno tenu¬ 
tosi a Milano ha testimonia¬ 
to in modo vivissimo l'attua¬ 
lità e la ricchezza del pensie¬ 
ro junghiano. La problema¬ 
tica legata alla presenza e 
a/f’eredità culturale di Cari 
Gustav Jung ha. infatti, sin¬ 
golarmente registrato un 
notevole afflusso di pubblico 
e una particolare attenzione 
al dibattito e alle questioni; 
organizzato dal Cipa (Centro 
italiano di psicologia analiti¬ 
ca), il convegno ha chiamato 
a raccolta coloro che, da 
punti di vista distanti, attra¬ 
verso percorsi differenti, 
hanno lavorato nel solco 
tracciato dal maestro, con¬ 
tribuendo a dare spessore e 
vitalità teorica dall'edifìcio 
complesso della psicologia 
analitica junghiana. Luigi 
Zoja, aprendo il con vegno, ne 
ha spiegato le ragioni e l’ur¬ 
genza: a venticinque anni 
dalla sua morte si è sentita la 
necessità di un'occasione di 
confronto in cui le diverse 
eredità del pensiero e della 
personalità di Jung fossero 
sottoposte a una ulteriore ri¬ 
flessione, a una revisione cri¬ 
tica. 

Sono cosi intervenuti 
Hans Dieckmann, Cesare 
Musatti (che ha portato II 
proprio saluto all'incontro 
junghiano con un intervento 
sulla enanllodromia o corsa 
degli opposti). Mario Trevi, 
Adolf Guggenbuhl Craig. 
Mariella Loriga, Andrew Sa- 
muels, Dieter Baumann, Ja¬ 
mes Hillman. Arturo 
Schwarz. Paolo Bertoletti, 
Umberto Galimberti, Augu¬ 
sto Romano. Dopo un perio¬ 
do di Indifferenza e di oblio 
nei confronti dell'imponente 
opera di Jung, assistiamo 
oggi a un atteggiamento ra¬ 
dicalmente mutato: gli 
aspetti e le tematiche che so¬ 
no stati con maggiore rilievo 
sottoposti all'attenzione del 
pubblico riguardano la forza 
anticipatrice e innovativa 
della teorìa junghiana, le 
molte semenze di lucido spi¬ 
rito critico e le infinite intui¬ 
zioni che per lunghi anni 
non sono state raccolte. 
Hans Dieckmann ha segna¬ 
lato lo stupefacente prolife¬ 
rare di pubblicazioni di Jung 
e su Jung nelle librerie ame¬ 
ricane determinatosi reccn- 


In America i suoi libri vanno a ruba, molte delle sue intuizioni hanno dimostrato nel 
tempo la loro validità. Ecco cosa hanno da dire i suoi «eredi» riuniti a congresso 

Ma il futuro era Jung 



«Il nemico 
numero uno? 
L’aspirina» 


MILANO — A James Hillman, cui si devono 
i contributi più celebri c singolari nell’ambi¬ 
to della psicoanalisi a indirizzo junghiano, 
autore di II mito dell'analisi, Re-visione della 
psicologia. Il sogno e II mondo Infero, Le sto¬ 
rie che curano, abbiamo rivolto alcune do¬ 
mande. 

— Il suo intervento, aH’inse atf della desta¬ 
bilizzazione e della sovvcrsiRfffc si chiudeva 
con questo monito: -Fra le folte e lo scon¬ 
tento. in pace solo in un mare cattivo». Può 
spiegarmi la metafora? Cile cosa significa 
oggi -agitare le acque-? 

«E una bella domanda. Tanto per comin¬ 
ciare, il mare è già agitato, ma noi siamo 
anestetizzati c non dalla cocaina, ma dall’a- 
spirina, dai sonniferi, dall’ansia». 

— Come pensa che sia possibile uscire dal¬ 
l’anestesia? 

•Cambiando pelle. Una psicoterapia do¬ 
vrebbe far cambiare pelle, rendere meno, 
sempre meno anestetizzati. Ma se la psicote¬ 
rapia si riduce a un gioco narcisistico, al par¬ 
lar di noi e solo di noi, se si chiude sul tran¬ 
sfert, perde di vista il mare. Questa è la ragio¬ 
ne per cui mi ostino ad attaccare la psicote¬ 
rapia: perché sta diventando sempre più faci¬ 
le, più comoda, più diffusa». 

— Qual c il significato e il limite della psico- 
terapia? 

«Ci sono molti, molti significati... La cosa 
piu importante per me è rendere il paziente 
più vitale, dargli più piacere, renderlo piu 
sensitivo e farlo entrare sempre più profon¬ 
damente nell'immaginazione». 

— E il limite? 

•Non bisogna preoccuparsi del limite... 
ogni cosa ha l suol limiti... Per me, II vero 
limite è la depressione, la depressione uma¬ 
na». 


— Quali sono, secondo lei, i motivi per cui 
scegliere una psicoterapia ai posto di altre 
forme di terapia, magari più veloci e più 
immediatamente efficaci? 

«Non è necessario preferire una psicotera¬ 
pia, ci sono molte cose che è possibile sceglie¬ 
re, non c’è una cosa decisamente migliore 
rispetto alle altre. Certo, attraverso l’analisi, 
si arriva al cuore, nel profondo della psicopa¬ 
tologia... e, per usare una metafora, il viaggio 
verso l’inferno è molto lungo. Freud l'aveva 
giudicato interminabile». 

— Oggi sembra che la psicoanalisi abbia 
preso il posto che in altri tempi aveva la 
filosofia morale; si rivolgono domande alla 
psicoanalisi che una volta venivano rivolte 
all’etica. Lei che cosa ne pensa? 

•Non penso che la psicoanalisi sia coscien¬ 
te di questa situazione; c’è, per esemplo, una 
moralità dell’inconscio che andrebbe difesa 
dagli attacchi del narcisismo. Se la psicote¬ 
rapia è narcisistica, se si parla troppo di ele¬ 
vazione della persona, se si paria troppo di 
creatività — e mai di creatura — ognuno 
avrà il diritto di sentirsi creativo e così si 
renderà l’ego prometeico, maniacale». 

— Lei pensa che le ragioni della depressione 
umana di cui parlava prima siano da attri¬ 
buirsi all’epoca moderna, della scienza e 
della tecnica? 

•No... perché la tecnologia in se stessa non 
è male, ciò che è male è la mente tecnica. Se 
si pensa che ogni cosa sia morta e priva d’a¬ 
nima, ogni cosa diventa cattiva e questo è il 
modo In cui noi guardiamo alla tecnologia. 
Io penso che sia possibile animare le cose e 
vedere nella tecnologia la possibilità dcLsuo 
dalmon... come un bambino o un primiti¬ 
vo...». 

s. la. 


temente e la divulgazione, 
sia in ambito filosofico che 
letterario, di quella termino¬ 
logia junghiana che c ormai 
entrata a far parte del voca¬ 
bolario della psicologìa dei 
profondo. •L’occhio di Jung 
per lo strano coglieva e Illu¬ 
minava un fenomeno Insoli¬ 
to dopo l'altro: Il misticismo 
tibetano molto prima del va¬ 
gabondi del Dharma; lo Zen 
molto prima di Alan Wntts; 
l’alchimia, la parapsicologia 


e gastrologia prima che fos¬ 
sero assorbite dal ciarlatani 
della Muova Era; la psiche 
della fisica teorica molto pri¬ 
ma di Capra; la resurrezione 
del femminile prima delle 
femministe’; cosi James Hil¬ 
lman, originale e provocato- 
rio interprete della dottrina 
junghiana, ha messo In luce, 
nel proprio intervento. Il ca¬ 
rattere essenzialmente sov¬ 
versivo dell’eredità lasciata¬ 
ci da Jung. Dimenticare la 


sua •figura di eresia e di pas¬ 
sione • significa sottrarre ve¬ 
rità al suo pensiero, frain¬ 
tenderlo, addomesticarlo; al 
contrario, per rilanciarne la 
complessità, bisogna radica- 
II zza re, riportare II pensiero 
alle sue radici, a quegli ar¬ 
chetipi profondi da cui esso 
si è originato. 

Tenendo fede a quella con¬ 
cezione junghiana per la 
quale I mutamenti della psi¬ 


che si congiungono indisso¬ 
lubilmente alle trasforma¬ 
zioni della storia. Mariella 
Loriga (membro didatta a 
Milano dell’Associazione Ita¬ 
liana per lo studio della psi¬ 
cologia analitica) ha portato 
un contributo personale, ri¬ 
goroso e equilibrato, all’in¬ 
terpretazione della psicolo¬ 
gia femminile nella società 
d'oggi. Ciò che va a perdersi 
— e Jung lo aveva chiara¬ 
mente sottolineato nel sag¬ 


gio La donna in Europa del 
'27 — nella dialettica conflit¬ 
tuale di maschile e femmini¬ 
le, di Anima e Animus, è 
l’autenticità del rapporti, 
l’armonia nel reciproco Inte¬ 
grarsi. Se, come Andrew Sa- 
muels ha dichiarato nella 
sua relazione, la nostra cul¬ 
tura patriarcale »non cerca 
una "saggezza In mutamen¬ 
to"; disdegna II senso 
dell’"essere originarlonon 
approva la "riflessione luna- 



Cari Gustav JunR. Nel tondo, Jung (al centro) con Freud 
sinistra) e la moglie Emma Jung (in basso e destra) 


pratiche di questa Illusione. I 
dirigenti jugoslavi, per 
esemplo, hanno commesso 
un errore prestando eccessi¬ 
va fiducia alle dichiarazioni 
del dirigenti del XX Con¬ 
gresso cne, poco dopo, hanno 
dimostrato di essere Incapa¬ 
ci di rompere con II passato. 
Questa rottura, d’altronde, 
non dipendeva solo da loro c 
nell’affare ungherese, fosse¬ 
ro o meno «onesti», sono an¬ 
dati ben oltre lo stesso Sta¬ 
lin. Tito ha rilasciato un cer¬ 
tificato di buona condotta al 
procuratore ungherese di 
Krusciov, Kàdàr, dicendo 
che lo considerava un «uomo 
onesto». Kàdàr ha provato la 
sua riconoscenza a Tito con 
Il ruolo ricoperto nel rapi¬ 
mento di Imre Nagy. Ecco 
uno dei risultati dell’Incoc¬ 
renza teorica. I nostri amici 
jugoslavi avrebbero potuto 
evitare di farsi mettere da 
Krusciov e soci in una posi¬ 
zione delicata agli occhi del 
mondo intero, se fossero an¬ 
dati fino in fondo alla loro 
logica e si fossero mostrati 
piu prudenti nel confronti 
del dirigenti sovietici (e un¬ 
gheresi), che si presentavano 
sotto una luce nuova. Ma 
cerchiamo di essere equi. È 
evidente che al momento 
della grande crisi la situazio¬ 
ne non era affatto propizia a 
un’analisi oggettiva. I diri¬ 
genti Jugoslavi avevano rive¬ 
lato 1 fenomeni negativi del¬ 
la società sovietica, e ciò è 
bastato a dare al loro popolo 
la coscienza necessaria alla 
resistenza. Nel momento In 
cui si combatte per la vita o 
per la morte, l’analisi delle 
circostanze storiche ed eco¬ 
nomiche richiede forse trop¬ 
pa oggettività. In seguito gli 
jugoslavi, quando Krusciov 
presentò loro le scuse, rice¬ 
vettero una riparazione cla¬ 
morosa, e certi reali cambia¬ 
menti operati in Unione So¬ 
vietica poterono far nascere 
la speranza di una felice evo¬ 
luzione del paese. Ancora 
una volta, la situazione non 
era affatto propizia alla criti¬ 
ca, almeno a una critica pub¬ 
blica, con la conseguenza 
che la critica jugoslava del 
sistema sovietico non ha po¬ 
tuto essere approfondita. Dl- 
jlas aveva trovato una for¬ 
mula efficace, dichiarando 
davanti al VI Congresso: «Cl 
voleva un nuovo socialismo 
autentico, una nuova rivolu¬ 
zione autentica per rivelare 
completamente 11 fatto che 
socialismo e rivoluzione so¬ 
no stati sottoposti, in Urss, a 
una revisione. Un uomo, per 
quanto geniale, non avrebbe 
potuto compiere da solo que¬ 
sta impresa, poiché essa 
avrebbe dovuto realizzarsi 
prima nella prassi sociale so¬ 
cialista. La teoria non può 
venire che in seguito». (...) 

Come le rivoluzioni del 
1848, secondo la formula di 
Marx, hanno aperto una 
breccia nella crosta della so¬ 
cietà europea, permettendo 
di scandagliarne le profondi¬ 
tà, così, dopo il crollo del cu¬ 
mulo di menzogne dirette 
contro la Jugoslavia e il falli¬ 
mento del complotto ordito 
contro quel paese, è stata la 
nostra rivoluzione ad aprire 
la breccia più Importante 
nella crosta del regime co¬ 
munista sovietico, lasciando 
scorgere abissi che pochi co¬ 
noscevano. 

Hungaricus 


re’’», il processo di individua¬ 
zione resta ancora una spe¬ 
ranza, un progetto intorno a 
cui lavorare. 

Attento ad evidenziare II 
nucleo più eminentemente 
filosofico del pensiero jun¬ 
ghiano, è stato l’intervento 
di Mario Trevi, membro fon¬ 
datore del Cipa: Jung ha 
suggerito come, in modo Ine¬ 
vitabile, Il mondo personale 
dello psicologo condizioni il 
campo stesso che vuole de¬ 
scrivere; giacché ogni psico¬ 
logia è del tutto soggettiva, 
la pretesa di obiettivare la 
psiche (e In ciò il contrasto 
con Freudjè destinata a In¬ 
frangersi. La consapevolezza 
della precarietà e del relati¬ 
vismo, lungi dall’essere un 
danno, può stimolare un va¬ 
sto settore di ricerca e avvi¬ 
cinare la psicologia comples¬ 
sa alla riflessione deU’crme- 
neutlca e dell’epistemologia. 
Sulle medesime frequenze la 
relazione di Umberto Galim¬ 
berti che, nel sottolineare 
l’intima connessione in Jung 
di Psiche e Storia, ha invita¬ 
to provocatoriamente a in¬ 
terrogarsi sull’intreccio pro¬ 
blematico tra la psiche e l’e¬ 
poca moderna contrasse¬ 
gnata dalla tecnica. Indivi¬ 
duando nel Simbolo di Jung 
un’apertura al possibile, al¬ 
l’ulteriore e non predeterml- 
nablle senso futuro. 

Nel pomeriggio di sabato, I 
partecipanti al convegno 
hanno potuto condividere 
una pausa ricca di sugge¬ 
stioni: è stata Infatti proiet¬ 
tata un’intervista fatta dalla 
Bbc a Jung nella casa di Ku- 
snacht, sul lago di Zurigo; 
qui Jung, appoggiato al suo 
bastone. Illuminato da uno 
sguardo ironico e penetran¬ 
te, ora divertito come quello 
di un bambino, ora saggio 
come quello dì un grande 
vecchio, scruta l’interlocuto¬ 
re e gli racconta della pro¬ 
pria vita. Dalla passione per 
le scienze naturali c la filoso¬ 
fia alla scelta della psichia¬ 
tria, dall’amicizia con Freud 
al distacco, dalla certezza 
che la psiche non sla confi¬ 
nata nello spazio e nel tempo 
alla paura per le sorti del¬ 
l’uomo, dal senso della vita a 
quello della morte come me¬ 
ta, sì Indovina, nel sorriso e 
negli occhi pungenti di Jung, 
la sapienza Incalcolabile di 
un viaggio Interiore. 

Silvia Logorio 
















L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


Ipcitacoli 



ii 14 u rn 




Costume di Crisotini 


In mostra 
i costumi 
di Tiretti 


ROMA — Palazzo Pitti si ar» 
ricchiscc di una mostra: la Do¬ 
nazione Tirelli, 150 abiti scelti 
dal noto sarto teatrale (coa¬ 
diuvato da Piero Tosi) e offerti 
alla Galleria del Costume in 
occasione di Firenze capitale 
europea della cultura. Ne è 
stato dato l’annuncio nel cor¬ 
so di una conferenza stampa 
che si è svojta a Roma presenti 
lo stesso Umberto Tirelli e il 
sindaco Dogiankino. 

Si tratta di un lungo «viag¬ 
gio- nella moda italiana dal 
Settecento al 1968. realizzato 
in parte grazie alla curiosità e 
alla ricerca compiuta dallo 


stesso Tirelli (abiti originali 
pescati durante un attento la¬ 
voro In vecchie soffitte, arma¬ 
di dimenticati, botteghe di ri¬ 
gattiere), in parte costellato di 
famosi abiti di scena, costumi 
teatrali e cinematografici ese¬ 
guiti dalla sartoria Tirelli per i 
maggiori registi dagli anni 
Cinquanta in poi. Visconti, 
Pasolini, Zeffirelli, De Lullo, si 
sono avvicendati nella sua 
sartoria con costumisti come 
Piero Tosi, Pier Luigi Pizzi, Ve¬ 
ra Marzot, Gabriella Pescucci, 
Maurizio Monteverde. Oggi 
una selezione di tanto lavoro, 
di questo «artigianato artisti¬ 
co» si potrà vedere, dunque, a 
Firenze dal 18 dicembre fino 
all’8 marzo. 

In occasione della mostra 
viene anche pubblicato il vo¬ 
lume «La vita nel costume, il 
costume nella vita > (che è an¬ 


che il titolo della mostra stes¬ 
sa), una descrizione e catalo¬ 
gazione dei costumi donati a 
Palazzo Pitti, con schede tec¬ 
niche per gli abiti storici e per 
i costumi, biografie di costu¬ 
misti, un grande servizio foto» 

?;rafico di Mario Carreri e un 
oito gruppo di testimonianze 
raccolte da Guido Vergani. 1 
testi sono di Kirsten Aschen- 
green Piacenti (direttrice del 
Musco degli Argenti di Palaz¬ 
zo Pitti), Giuliana Chesne, 
Dauphiné Griffo, Masolino 
D’Amico, Guido Vergani. 

La mostra, curata dalla Pia¬ 
centi e coordinata da Sergio 
Salvi, è organizzata dal Centro 
Mostre dfFirenze e dalla So¬ 
printendenza per 1 Beni Arti¬ 
stici e Storici in collaborazione 
col Centro di Firenze per la 
Moda Italiana e con l'Ente 
Moda Italia. 

a. ma. 


Parte oggi 
il festival 
di Porretta 


BOLOGNA — La Mostra del 
cinema libero di Porretta Ter¬ 
me si è spostata a Bologna e da 
oggi a domenica occuperà il ci- 
nestudio comunale Lumière. 
L’inaugurazione ufficiale av¬ 
verrà questa sera alle 21 con la 
presentazione del film «The 
river» di Frank Borzage a cura 
della Cinémateque Municipa¬ 
le de Luxembourg. Si tratta di 
uno degli esempi (è del 1928) 
di restauro e conservazione ci¬ 
nematografica cui è dedicata 
la rassegna parallela al conve¬ 
gno di studio su «Esperienze e 
prospettive della conservazio¬ 
ne e diffusione del patrimonio 


cinematografico*. Tale rasse¬ 
gna decolla oggi alle 15.30 con 
la proiezione del cortometrag¬ 
gio «Hotel delle ombre» di Ma- 
si e Natanson e col film «Vo¬ 
glio tradire mio marito» di 
Mario Camerini. 

Le due giornate di studio si 
svolgeranno domani e dopo¬ 
domani mattina ed avranno 
per temi «Il ruolo degli istituti 
pubblici e privati* e «1 proble¬ 
mi legati alla conservazione 
della memoria del cinema». 
L’altra manifestazione salien¬ 
te della Mostra è l’iniziativa 
«Cinema al futuro: i giovani 
autori indipendenti italiani* 
che si articolerà in due giorna¬ 
te di incontri fra autori, criti¬ 
ci, produttori, distributori e 
operatori del settore (sabato e 
domenica) e in una rassegna 
cinematografica che mostrerà 
i prodotti più interessanti di 

auesti giovani autori indipen» 
enti italiani. 


Divorzio per 
Joan Collins 
dopo un anno 


LOS ANGELES — Joan Col¬ 
lins, la celebre matriarca di 
«Dynasty», ha presentato ieri 
istanza di divorzio dall’uomo 
di affari svedese Peter Holm 
sposato 13 mesi fa. «Mi sposai 
credendo che questo potesse 
essere un rapporto che era de¬ 
stinato a prolungarsi nel tem¬ 
po», ha detto la Collins attra¬ 
verso il suo avvocato, «lo credo 
nel matrimonio, nei matrimo¬ 
nio vecchio stile. Mi rende tri¬ 
ste il fatto che questa volta 
non abbia funzionato ma le 
nostre divergenze erano irri- 
conciliabili». 






Raiuno, ore 20,30 


Ancora 
lirica, 
di scena 
«Carmen» 


Ancora un appuntamento con la lirica, stasera su Raiuno. Collega¬ 
mento con il San Carlo alle 20,30 per la diretta su Carmen con la 
regia di Lina Wertmiiller. Non ci sarà Lucia Valentini Terrani che 
ha dato lorfait all'ultimo momento per ragioni di salute. Al suo 
posto i panni della fatale gitana saranno vestiti da Martha Senn, 
nu- 7 /osoprano colombiano, già nota al San Carlo dove ha cantato 
m-| Udii ChiMinttc di Massenet. I’er l’opera che Bizet compose nel 
1 -iTó. scandali77an(lo il pubblico parigino con le provocanti scene 
..ìu rpretate dalla cantante Marie Gallié la Wertmiiller ha imma¬ 
ginato una specie di controcanto danzato con la hallerina-coreo- 
j graia Tnsha Broun che, nei panni di una sorta di maga, anticiperà 
^ le I.im salienti della vicenda. La Wertmiiller ha temuto il peggio 
j (piando la Valentini non si è presentata: ha dichiarato che «dopo 

Ì aver sentito e visto Martha Senn- si è tranquillizzata «in quanto no 
capito che sarebbe stata la gitana da me immaginata per la sensibi¬ 
lità, la soce, il temperamento». La regista ha concepito.Carmen 
come «una zingara dall’occhio assassino, non tanto simbolo della 
I libertà, quanto donna alla ricerca dell’amore. Che arriva a immo- 

I larsi sull'altare di un sentimento così.. La direzione d'orchestra è 
affidata al maestro Emil Tchakarov; l'appassionato don José sarà 
interpretato da Luis Lima, Escamillo da Boris Martinovich; Alida 
Ferrnni e Alessandra Rossi completano il cast. Le scene sono di 
Enrico Job. marito della Wertmiiller. Aveva curato anche le sceno¬ 
grafie della Carmen cinematografica di Francesco Rosi. 

Canale 5: gli Spandau in tv 

Ancora gli Spandau in tv. È loro infatti la sigla di Buon anno 
musica, trasmissione che — nonostante il titolo — è tutta natali¬ 
zia e va in onda da questa sera alle 20,30 su Canale 5. Ancora una 
volta una manifestazione canora firmata da Salvetti, il «patron* 
del Festivalbar. La gran festa della musica si tiene a Verona, sotto 
una enorme stella natalizia del peso di sessanta tonnellate di ac¬ 
ciaio, con una cosa che parte dall’Arena fino al centro della piazza. 
È proprio all’Arena che gli Spandau Ballet hanno_ registrato la 
sigla e dove si tiene l'esposizione dei presepi di tutto il mondo. Per 
presentare Buon anno musica Susanna Messaggio e Umberto 
Smaila (uno dei «Gatti di vicolo Miracoli») salgono sul palco insie¬ 
me a Salvetti padre e figlio: di scena saranno i Kinssing thè Pink, 
Howard Jones, Wang Chung. Enrico Roggeri, Rondò Veneziano, e 
numerosi altri, con un video inedito dei Queen e «ricordi televisivi» 
di molte altre star. 

Raidue: oggi parliamo di denti 

Più sani più belli, la trasmissione di Rosanna Lambertucci in onda 
su Raidue alle 17,35. è dedicata oggi al problema delle carie, dalla 
prevenzione alla cura. Un problema che colpisce adulti e bambini. 
Cosa sono le carie? Qual è il rapporto con l’alimentazione? In cosa 
consiste la prevenzione? Un filmato mostrerà la tecnica del «sigil¬ 
lo. per salvaguardare i denti da latte dei bambini. Ancora, a propo¬ 
sito di massofioterapia, si parlerà del problema delle mani e di 
quello dei gomiti. Ospite Anna Fendi, per parlare di moda. 

Raitre: una giornata da Nobel 

Va in onda alle 19,35 su Raitre il programma Una giornata con 
Hit a Levi Montateini di Lucia Borgia. Un ritratto inedito di quella 
che è oggi la donna (premio Nolielj più corteggiata del mondo: 77 
anni, la sua casa, la sua famiglia, le sue battaglie di ieri e di oggi, 
una «confessione» davanti alle telecamere. 

Italia 1: Gigi Sabani se ne va 

Si sta per concludere (Italia 1,20.30 il ciclo di (ìk. il prezzo è giusto 
condotto da Sabani. Con l’anno nuovo arriva Iva Zanicchi, nuovo 
acquisto di Berlusconi. 

(a cura di Silvia Garambois) 


Nostro servizio 

RICCIONE — Teatro e vi¬ 
deo: due linguaggi fino a non 
molto tempo fa considerati 
lontani possono — anzi deb¬ 
bono — confrontarsi. È que¬ 
sto, forse, il risultato più po¬ 
sitivo emerso dalle tre inten¬ 
se giornate (coordinate da 
Franco Quadri) a Riccione 
che hanno visto misurarsi 
non solo ben quaranta video 
di diversi paesi europei, ma 
anche operatori e studiosi 
nel corso di un interessante 
convegno che, finalmente, 
non ha dato la parola solo al¬ 
le lamentazioni ma anche ad 
alcune proposte operative, 
alla luce di una necessità co¬ 
mune e, quindi, europea. 

L’uso di una tecnica porla 
però con sé sempre dei pro¬ 
blemi e qualche considera¬ 
zione, prima fra tutte quella 
che spesso i video di teatro 
sono più interessanti quanto 
più il loro linguaggio e auto¬ 
nomo cioè lontano dal teatro 
che si fa in palcoscenico. Ri¬ 
flessione tanto più vera dal 
momento che la funzione del 
video a teatro non è solo 
quella di documentare un 
prodotto: operazione del re¬ 
sto, non solo legittima ma 
anche l'unica in grado di 
permettere al teatro di sfug¬ 
gire al dramma ripetuto di 
spettacoli destinati a morire 
senza memoria. Limitata pe¬ 
rò a questo ambito la rifles¬ 
sione sarebbe, per lo meno, 
ambigua: perché il video 
possiede — appunto — un 
linguaggio autonomo che 
spesso si scontra, si sovrap¬ 
pone a quello del teatro. 

Lo si è potuto verificare 
nella seconda edizione del 
Riccione Ttvv che come 
sempre si è conclusa con una 
premiazione: Sole d'oro a 
Mammane di Raul Ruiz che 
documenta con libertà l'o¬ 
monimo spettacolo di Jean 
Claude Gallotta; Sole blu a 
Prologo a diario segreto con¬ 
traffatto di Giorgio Barberio 
Corsetti; Sole blu a Asinama¬ 
li, video che propone uno 
spettacolo sudafricano pro¬ 
dotto dalla Bbc. Segnalazio¬ 
ni speciali sono invece anda¬ 
te al Trionfo dell’amore di 
Marivaux nell'edizione della 
Schaubùhne di Berlino, a II 
compleanno di Pinter, regia 
di Kenneth Ives, e ai giappo¬ 
nesi del Sankaj Juku. 

Una premiazione che ha 
lasciato in larga parte insod¬ 
disfatti anche perché tajras- 
segna ha visto in concorso 
opere concepite in modo as¬ 
solutamente diverso — dal 
teatro di parola al cosiddetto 
teatro-danza a vere e proprie 
performances — che ci pare 
molto diffìcile fare concorre¬ 
re all’interno di una stessa 
monolitica rassegna proprio 
per la loro diversità d’ap¬ 
proccio, che diventa diversi¬ 
tà di linguaggio, al mezzo 
elettronico. 

Che cosa infatti accomuna 
la raffinata e un po’estenua¬ 
ta ricerca formale di un ci¬ 
neasta come Ruiz alla magi¬ 
strale edizione del Trionfo 
dell'amore Firmata da Lue 
Bondy e all’edizione televisi¬ 
va che Gassman ha fatto di 


1. 















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«.♦ 


Vittorio Gassman in «L'altro enigma» da «Affabulazione» di Pier Paolo Pasolini 


rassegnai 


A Riccione una tre giorni dedicata 
ai rapporti tra video e teatro: due linguaggi 
ritenuti lontani e che invece devono confrontarsi 

Che bella tv, 
sembra teatro 


Affabulazione? Che cosa 
unisce II compleanno di Pin¬ 
ter, splendidamente inter¬ 
pretato da Joan Plowright e 
dall'autore stesso, al movi¬ 
mento in libertà del francese 
Waterproof? Eppure sia nel 
caso di Bondy che nel caso di 
Pin ter i due la vori si impone¬ 
vano per la notevole libertà 
del linguaggio visivo e per 
non essere delle semplici ri¬ 
produzioni di un fatto tea¬ 
trale; quindi per non usare il 
mezzo televisivo come puro 
contenitore. 

Proprio per questo motivo 
non ci sembrerebbe poi stra¬ 
no se all’interno di una stes¬ 
sa rassegna si operasse se¬ 
condo modi — o estetiche — 
di approccio al mezzo, vale a 
dire secondo filoni: così si 
potrebbero confrontare fra 
loro solo prodotti accomuna¬ 
ti dallo stesso punto di par¬ 
tenza, dallo stesso rapporto 
con l'immagine elettronica. 

Molte comunque, all’in¬ 


terno dell’ampia e Intelligen¬ 
te campionatura offerta, so¬ 
no state le proposte interes¬ 
santi. Per esempio Asinama¬ 
li (-Niente da perdere•) del 
drammaturgo sudafricano 
Mborigemi Ngema che vor¬ 
remmo raccomandare anche 
alla nostra Tv di Stato: una 
registrazione fatta a Johan¬ 
nesburg dal vivo, prima del¬ 
l’esilio del gruppo; un modo 
di fare teatro politico che si 
snoda fra drammaticità e 
ironia, molto efficace nella 
sua semplicità. Da segnalare 
anche il bellissimo video di 
Afario Alartene II desiderio 
preso per la coda, personale 
elaborazione del leader di 
Falso Movimento delle fan¬ 
tasiose apparizioni di Picas¬ 
so, In una personale scrittu¬ 
ra drammaturgica che privi¬ 
legia l’interdiscipllnarletà, 
ma non dimentica, in nessun 
momento, di essere teatro. A 
Mario Martone, fra l’altro, è 
andato il premio di una giu¬ 
ria popolare. 


Torna la trasmissione, ma 
dimezzata e all’ora di pranzo 

«Dì tasca 
nostra»: 
si svende? 


rivogliamo 
la trasmissione 
perche paghiamo 

"di tasca nostra 


La cartolina con cui i telespettatori hanno reclamato il ritorno 
di «Di tasca nostra» 


Ma qualche motivo di In¬ 
teresse e di coinvolgimento 
Io si è riscontrato nell’olan¬ 
dese Pressure di Michael 
Laub, un gioco sul teatro nel 
teatro di forte impatto visivo 
e II già citato Waterproof del 
francese Daniel Larrieu: pic¬ 
coli frammenti di vita quoti¬ 
diana, ma vissuti nell’acqua 
di una piscina. 

L’altro aspetto confortan¬ 
te che si vorrebbe segnalare 
è la notevole affluenza di 
pubblico soprattutto giova¬ 
nile che ha caratterizzato 
questa edizione dei Riccione 
Ttvv nei quale è stato anche 
assegnato il premio di pro¬ 
duzione (andato a Nuova 
Scena di Bologna) per la 
prossima messinscena della 
novità italiana Pièce nolre 
(regia di Trionfo con Marisa 
Fabbri) di Enzo Moscato che 
l’anno scorso ha vinto il pre¬ 
mio per il migliore copione 
inedito. 

Maria Grazia Gregori 


MILANO — Compie otto an¬ 
ni la vita travagliata di Di ta¬ 
sca nostra, rubrica economi¬ 
ca del Tg2 al servizio del con¬ 
sumatore. E di questi otto 
anni non uno tranquillo. An¬ 
zitutto non è andata sempre 
in onda. Una lunga pausa fu 
imposta dalle resistenze In¬ 
dustriali ai pubblici controlli 
di qualità. La Findus e i suol 
bastoncini furono lo stru¬ 
mento di quella censura. Ma 
non rivanghiamo. ' Il pro¬ 
gramma ha sempre fatto 
paura in un paese come il 
nostro, dove il confronto 
comparativo non è ammesso 
neppure nel linguaggio me¬ 
diato della pubblicità. Figu¬ 
rarsi con i test di laboratorio. 

Si pretende, evidentemen¬ 
te, che il commercio sia una 
sorta di rapporto fiduciario 
tra azienda e consumatore. 
Un rapporto di sentimentale 
trasporto che non ammette 
ingerenze, solo complicità. E 
Invece no: anche 1 consuma¬ 


tori si organizzano (del resto 
sul modello di paesi ancora 
più consumisti del nostro) e 
la Rai è costretta a tenerne 
conto. 

Con la solita ambiguità 
tra promesse e volontà, il 
servizio pubblico ha usato 
spesso Di tasca nostra come 
un fiore all’occhiello ma nel¬ 
lo stesso tempo ha subito le 
Intimidazioni del potere eco¬ 
nomico. È stata necessaria 
una mobilitazione di massa 
perché finalmente la tra¬ 
smissione potesse riprendere 
ad andare In onda. E riparti¬ 
re con 1 test, qualche volta 
affidati addirittura a labora¬ 
tori stranieri. 

Sorge poi la questione Tito 
Cortese: il conduttore e cura¬ 
tore del programma viene 
costretto ad abbandonare e a 
tornare alla sua funzione di 
responsabile dei servizi eco¬ 
nomici del Tg2. Il program¬ 
ma rimane comunque sotto 
la sua responsabilità. E con¬ 


tinua la sua vita grama. Nel 
corso della difficile partita a 
scacchi sul palinsesto, tra re¬ 
ti, testate e conduttori, quale 
collocazione tocca qest’anno 
alla rubrica al servizio del 
consumatore? Adesso ve lo 
diciamo. 

Anzitutto 11 programma 
viene affidato alla sede di 
Milano, poi si sceglie una 
terna di giornalisti di tutto 
rispetto: Ambrosi, Volpati e 
Squlzzatl. Poi si decide un 
orario, ed è quello delle 13,15 
su Raidue 11 venerdì. II tutto 
durerà 25 minuti. 

Cosicché il programma 
non solo ha perso la prima 
serata, ma è collocato In con¬ 
flitto col Tgl e più che di¬ 
mezzato nella durata. La da¬ 
ta di debutto stabilita per il 
16 dicembre non sarà di cer¬ 
to mantenuta e insomma 
tutto lascia pensare che Di 
tasca nostra, collocato così, 
non sia più nemmeno un fio¬ 
re all’occhiello per la Rai. 

Rimane, è vero, la buona 
volontà e la capacità dei cu¬ 
ratori incaricati, i quali, per 
necessità, puntano a sveltire 
il programma e a dotarlo di 
tutti i mezzi tecnici e di nuo¬ 
ve formule espressive capaci 
di operare il miracolo di con¬ 
tenere ugualmente le notizie 
necessarie. Si è dovuta fare 
la scelta di dare spazio, a tur¬ 
no, una settimana al test e 
una settimana al servizio 
sull’analisi della pubblicità. 
Rimangono i tre consulenti: 
Ugo Ruffolo (Diritto civile), 
Ernesto Chiacchierini (pre¬ 
side della facoltà di Econo¬ 
mia e commercio di Roma) e 
Aldo Mariani (Istituto nazio¬ 
nale della nutrizione). «Sarà 
necessario abolire Lutti i 
preamboli e tenersi attaccati 
alle notizie», dice Bruno Am¬ 
brosi, il quale, nonostante 
tutto, è sicuro che Di tasca 
nostra possa mantenere la 
sua importante funzione. Al¬ 
la testata è stata assegnata 
la regista Alida Fanolli e si 
sta mettendo a punto una si¬ 
gla ette pur mantenendo la 
bombetta come segno di ri¬ 
conoscimento, dia subito al 
pubblico l’idea del nuovo rit¬ 
mo e nuovo stile del pro¬ 
gramma. 

Si fa di necessità virtù. Dei 
circa 3 milioni di spettatori 
che raccoglieva il program¬ 
ma In prima serata, quanti 
rimarranno sulla nuova fa¬ 
scia oraria? È tutto da vede¬ 
re. 

Di certo sarà un pubblico 
diverso e diversamente af¬ 
faccendato. Si tratterà pre¬ 
valentemente di massaie 
colte nel momento del mas¬ 
simo impegno domestico. È 
un orario in cui, al massimo, 
si possono gettare un occhio 
e un mezzo orecchio a tele¬ 
novelas o chiacchiere. Ma se 
qualcuno spera in un ascolto 
del tutto distratto, potrebbe 
avere qualche sorpresa dalle 
donne. La verità pesa a tutte 
le ore. L’importante è che ci 
si decida a far partire il pro¬ 
gramma, senza Interporre 
ulteriori pause di spartizio¬ 
ne. Anche perché ormai c’è 
ben poco da dividere. 

Maria Novella Oppo 


•V 


il| Programmi Tv 


| Radio; 



il tuo film 



O Raiuno 


rOLTKRGKIST (Raitre. ore 20.30) 

Replica tv per uno degli horror più celebri degli ultimi anni (ne è 
appena uscito un seguito, per altro mediocre). La famiglia Freeling 
vive tranquilla in una cittadina della profonda provincia america¬ 
na: babbo Steve, mamma Diane e ì frugoletti Dana, Robbie e Carol 
Anne avrebbero tutto per essere felici, ma la loro vita comincia ed 
essere turbata da singolari fenomeni. Oggetti che volano, voci 
misteriose, e strani spiritelli che escono dallo schermo della tv... 
Prodotto da Stesen hpielberg. diretto da Tobe Hooper, il film è 
una metafora esplicita (forse fin troppo) dei mostri che si nascon¬ 
dono nella vita quotidiana. Con Craig T. Nelson e Jobeth Wil¬ 
liams. Attenzione: nonostante l’ora «popolare» non è un film per 
bambini. 

UN GRANDE AMORE DA 50 DOLLARI (Requattro, ore 23.20) 
Un marinaio si innamora di una prostituta. La sposa, ne adotta il 
figlio. Ma il matrimonio, fra difficoltà burocratiche e tragedie (il 
secondo figlio muore), naufraga. Storia di un singolare ménage tra 
•emarginati», ben interpretata da James Caan e Marsha Mason. Li 
dirige il discontinuo, ma interessante Mark Rydell (// fiume dell'i¬ 
ra. Sul toga dorato). Del 1973. 

TKNDI.ULV (Euro Tv. ore 20.30) 

Franco Brusati dirigeva ne] 1968 questa delicata storia sentimen¬ 
tale, tutta giocata sull’impossibilità della coppia. Un brillante me¬ 
dico (mollo «carrierista») e una giovane donna (molto »sognatrice«) 
stanno per sposarsi, si amano, ma tra di loro c’è un’insuperabile 
incompatibilità di carattere. Lei non vuole legarsi, lui la abbando¬ 
na. Si ritroveranno dopo anni, e il loro amore sembrerà solo un 
vago ricordo. Con Virna Lisi, George Segai, Paola Pitagora, Nora 
Ricci. 

L\ DOMENICA DELLA BUONA GENTE (Raidue, ore 23.40) 
Anton Giulio Majano, uno dei più prolifici registi di sceneggiati tv, 
ha fatto anche il cinema. In questo suo film datato 1953 un incon¬ 
tro di calcio fa da sfondo a tre vicende parallele: un pensionato che 
sogna di fare «13» ai totocalcio, un giovanotto che cerca lavoro, un 
giocatore che sogna di diventare allenatore. Film «calcistico., cosa 
rara per il cinema italiano, con Sofìa Loren, Renaio Salvatori, 
Maria Fiore. 

LA RAGAZZA DELLA SALINA (Retequattro, ore 15.30) 
Co-produzione Italia-Germania-Jugoslavia, diretta da Franz Cap. 
E un melodrammone, imperniato su una povera fanciulla che va a 
lavorare in salina, dove il truce sorvegliante io insidia e un buon 
ragazzo la vuole sposare. Il film è del ’57, la protagonista i Isabelle 
Corey, i due uomini sono Marcello Mastrojanni (giovane e buono) 
e Mario Adorf (giovane e già cattivo). 


10.30 MELISSA - Sceneggiato - (ultima puntata) 

11.55 CHE TEMPO FA - TG1 FLASH 

12.05 PRONTO CHI GIOCA? - Spettacolo con Enrica Borì accorti 

13.30 TELEGIORNALE - TG1 * Tre minuti di... 

14.00 PRONTO CHI GIOCA? - l'ultima telefonata 

14.15 HEIOI - Disegni animati ( 15* puntata) 

15.30 OSE: VIAGGIATORI NEL TEMPO - «Perle e selvaggi* 

16.00 TRAPPER - Telefilm 

17.05 ZWOODY PEKER - Cartoni animati 
17.25 CALCIO • BEVEREN-TORINO - da Anversa 

19.15 UN TOCCO DI GENIO - Telefilm 

19.40 ALMANACCO DEL GIORNO DOPO - CHE TEMPO FA - TG1 

20.30 CARMEN - Musiche di Georges Bizet 

22.15 TELEGIORNALE 

0.05 APPUNTAMENTO AL CINEMA 

0.15 TG1 NOTTE - OGGI AL PARLAMENTO - CHE TEMPO FA 


D Raidue 


11.45 

13.00 

13.30 

14.20 

14.30 

14.35 

16.35 

17.25 

17.35 

18.20 

18.30 

19.40 

20.25 
22.15 

22.25 

23.30 

23.40 


CORDIALMENTE • Rotocalco quotidiano con Enza Sampò 

TG2 ORE TREOICI • TG2 I LIBRI 

QUANDO SI AMA - Telefilm con Westey Addy 

BRACCIO Ol FERRO - Cartoni ammali 

TG2FLASH 

TANDEM - Con F. Frizzi e S. Btttoj» 

OSE: NOI E L'ATOMO - Prospettive e sv*jppo 
DAL PARLAMENTO - TG2 FLASH 
PIÙ SANI PIÙ BELLI - Appuntamento con la salute 
TG2 SPORTSERA 

IL COMMISSARIO KOSTER - Telefilm 
METEO 2 - TELEGIORNALE - TG2 LO SPORT 
CALCIO: INTER-DUKLA - . 

TELEGIORNALE 

ATELIER - Sceneggiato con Usa Martinetti. Paola Pitagora. Lino 
Capoliceho. regia di Vito MoHnan 13' puntata) 

TG2 STANOTTE 

LA DOMENICA DELLA BUONA GENTE • Film con S. Loren 

Raitre 

I MISERABILI - Sceneggiato (2* puntata) 

CENTO CITTA O lTALIA - Documentano 
DSE: CORSO DI LINGUA RUSSA - (16* lezione) 

DSE: IO E I NUMERI • (1* puntala) 

CONCERTO SINFONICO DIRETTO DA DANIEL OREN 
SPECIALE DADAUMPA 

DSE: CAMPAGNA D’ITALIA. ULTIMO ATTO - (1* parte) 
CERIMONIA DI ASSEGNAZIONE DEI PREMI NOBEL 
CERIMONIA DI ASSEGNAZIONE DEI PREMI PIRANDELLO 
TG3 NAZIONALE E REGIONALE 


19.35 UNA GIORNATA CON RITA LEVI MONTALCtNI 
20.05 DSE: SICUREZZA E PROTEZIONE OVILE 

20.30 POLTERGEIST-OEMONIACHE PRESENZE - Firn di Tobe Hooper 

22.20 UN PIANETA RITROVATO - In stutfco John Francis Lane 
23.40 TELEGIORNALE 


8.40 

9.30 

10.20 

11.10 

12.00 

12.40 

13.30 
14.20 
15.10 

16.30 

18.30 

19.30 

20.30 
23.00 

0.35 


Canale 5 

UNA FAMIGUA AMERICANA - Telefilm 
UNA VITA DA VIVERE - Sceneg^ato 
GENERAL HOSPITAL - Telefilm 
TUTTINFAMIGUA - Quii con Claudio Uppi 
BIS - Goco a qwz con MAe Borv^omo 
IL PRANZO E SERVITO - Con Corrado 
SENTIERI - TeteHm 
LA VALLE DEI PINI - Sceneggiato 
COSI GIRA IL MONDO - Sceneggilo 
TARZAN - TeteHm con Ron Ely 
KOJAK - TeteHm con Teffy Savalas 
STUDIO 5 - Varietà con Marco Columbo 
BUON ANNO MUSICA - I tuoi dischi per Natale 
BIG BANG - Documentano 

SCERIFFO A NEW YORK - Telefilm con Denms Weaver 


Retequattro 


9.20 SWlTCH - Telefilm con Robert Wagner 
10.10 SPARA FORTE. PIÙ FORTE... NON CAPISCO - Firn 
12.00 MARY TYLER MOORE - TeteHm 

12.30 VICINI TROPPO VICINI - Telefilm 
13.00 CIAO CIAO - Varietà 

14.30 LA FAMIGLIA BRADFORD - TeteHm 

15.30 LA RAGAZZA DELLA SAUNA - Film con M«e«o Mastrwerwi 

17.30 FEBBRE D’AMORE - Sceneggilo 

18.15 CEST LA VIE - Gioco a quiz 
18.45 GIOCO DEUE COPPIE - Gwco a quiz 

19.30 CHARLIE'S ANGELS - Telefilm con David Doyte 

20.30 COLOMBO - Telefilm «L'uomo deTanno» 

22.20 MATT HOUSTON - Telefilm con Pamela Henstey 

23.20 UN GRANDE AMORE DA 50 DOLLARI - Film con James Caan 

1.35 VEGAS - Telefilm con Robert Unch 

□ Italia 1 

8.30 FANTASILANDIA - TeteHm 

9.20 WONDER WOMAN - Telefilm 
10.10 L'UOMO DA B MILIONI DI DOLLARI • Telefilm 
11.00 CANNON - Telefilm con William Conrad 
12.00 AGENZIA ROCKFORD - TeteHm 

13.30 TRE CUORI IN AFFITTO ♦ TeteHm 

14.15 DEEJAY TELEVISION 

15.30 FURIA - Telefilm con Bobby Diamond 


16.00 BIM BUM BAM - Varietà 

18.00 LA CASA NELLA PRATERIA - TeteHm 

19.00 ARNOLD - TeteHm cvon Gary CoJemon 

19.30 HAPPY DAYS - Telefilm con Ron Howard 
20.00 LOVE ME LICIA - TeteHm con Luca Lecchi 

20.30 O.K. H. PREZZO E GIUSTOI - Quiz con Gigi Sabani 

22.35 CONTRO CORRENTE - Con Indio Montane» 
23.25 LA OTTA DEGÙ ANGEU - TeteHm 

0.25 SERPICO - TeteHm con David Brney 

1.20 SBUON AND SIMON - TeteHm 


CU Telemontecarlo 


11.15 

12.30 

13.15 
14.00 

14.45 

16.30 

17.30 

18.30 

19.30 

19.45 
21.35 
22.40 

23.15 
0.15 


A PAESE DELLA CUCCAGNA 

TMC NEWS - Notiziario 

BOLLE DI SAPONE - TeteHm 

GIUNGLA DI CEMENTO - Telenovela 

LA MIA VITA SEGRETA DI JOHN CHAPMAN - Firn 

IL PAESE DELLA CUCCAGNA 

IL CAMMINO DELLA LIBERTÀ • Telenovela 

DOPPIO IMBROGUO - Telenovela 

TMC NEWS - Notiziario 

IL MAGNIFICO BOBO • Firn con Peter Seltars 

VOGUA DI VINCERE - Sceneggiato 

TMC REPORTER • Attualità 

TMC SPORT 

FBI OGGI • Telefilm 


Euro TV 


9.00 CARTONI ANIMATI 

12.00 AVVENTURE IN FONDO AL MARE • TeteHm 
13.00 TRANSFORMER5 - Cartoni 
14.00 PAGINE DELLA VITA - Telenovela 

15.30 LA BUONA TAVOLA 
16.00 CARTONI ANIMATI 

19.35 FOXFIRE - TeteHm con Joarma Casskfy 

20.30 TENDERLY - Film con Vena Usi 

22.30 IL GIORNO DELL'ASSUNTA - Film con Tino Scfurmn 
0.25 TUTTOCINEMA 


Telecapodistria 


14.00 

14.10 

18.00 

19.00 

19.45 

20.00 

20.25 

20.30 

22.00 

22.35 

23.50 


TG NOTIZIE 

PROGRAMMA PER I RAGAZZI 
I CENTO GIORNI DI ANDREA - Telenovela 
OGGI LA CITTA - Rubrica 
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HAMBURGER SERENADE - Varietà con NA Novecento 
TUTTI LIBRI - Rubrica d‘informazione libraria 
CALCIO • Coppe europee 
I CAVALIERI OEL CIELO - Telefilm 


□ RADIO 1 

GIORNAU RADIO: 7,8. 12. 13. 19. 
23. Onda verde: 6.56. 7.56. 9.57, 

11.57, 12.56. 14.57. 16.57. 

18.57. 20.57, 22.57. 9 «Radio an¬ 
ch'io '86>; 11.30 «L'armata dei fiu¬ 
mi perduti*: 12.03 Via Asiago Ten¬ 
da; 14 Master City: 15.00 Grl - 
Business: 16 11 pagmone: 18.30 
Musica per voi: 20 «Voci e immagi¬ 
ni»: 22.50 Oggi al Parlamento; 
23.05 La telefonata. 

□ RADIO 2 

GIORNAU RADIO: 6.30. 7.30, 

8.30. 9.30. 11.30. 12.30. 13.30, 

14.30. 16.30. 17.30. 18.30. 

19.30. 22.30. 6 I giorni; 8.45 «An¬ 
drea»; 9.10 Taglio di terza: 10.30 
Radiodue 3131; 12.45 Perché non 
parli?: 15-18.30 Hai visto il pome¬ 
riggio?; 20 II convegno de» cinque; 

21.30 Racfiodue 3131; 23.28 Not¬ 
turno italiano. 

□ RADIO 3 

GIORNALI RADIO: 7.25. 9.45, 
11.45.13.45.18.45,20.45.6 Pre¬ 
ludio; 6.55-8.30-11 Concerto del 
mattino: 7.30 Prima pagma; 10 
«Oa 0», dialoghi per le donne; 
15.30: Un certo discorso; 21.10 
«Carmen» di G. Bezet; 23 15 II libro 
di cui si parta. 

□ MONTECARLO 

Oe 7.20 IdentAit. gioco per posta; 

10 Fatti nostri, a cura di Media Spe¬ 
roni; 11 « 10 piccoli mcbzi*. gioco te¬ 
lefonico: 12 Oggi a tavola, a cura (S 
Roberto Biasiol; 13.15 Oa chi e per 
chi. la detfrea (per posta); 14.30 
Grls of fJms (per posta): Sesso • 
mu **c*: 8 maschio della settimana; 
Le stelle dette stelle; 15.30 Introdu- 
cing, interviste; 16 Show-bu news, 
notizie dal mondo dello spettacolo; 

16.30 Reporter, novità mtarnanona- 
lt; 17 léxo è bello, il miglior libro por 

11 miglior prezzo. 

















L'UNITÀ / MERCOLEOl 




La copertina del volume 
«Da Paul a Fedro», di 
Franziska zu Reventlow 


Il premio 


«La luna», neonata 
casa editrice di Palermo, 
ha indetto un concorso per 
scrittrici esordienti. Hanno 
risposto in cento da tutta 
Italia. Ma chi sono, allora? 









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li"../. v- 


mm 

N r- ii’l 'i' : 
T-ili-ln: 'xi ii,. j 

'IC- "v’^i 


Ecco diecimila pagine di donna 


Dal nostro inviato 
PALERMO — «... neanche 
Guido da Verona» di Maria 
Pia Simonetti è una piccola 
raccolta di racconti, ritratti- 
lampo, schegge, cuciti con 
un prologo come un vecchio 
novelliere. Inchiostro nero, 
nerissimo, che in certi mo¬ 
menti sfrenati è Max Aub 
(Delitti esemplari), è Evelyn 
Waugh (Il caro estinto). È, 
semplicemente. Maria Pia 
Simonetti per l'accanimen¬ 
to con cui l'autrice scavalca 
lo stile, infrange II »gencre» e 
cl comunica quello che, del¬ 
la vita, pensa lei. Che ha 37 
anni, tre figli, è di Torino 
ma figlia d'immigrati, vive 
ad Aosta, fa ogni tanto pro¬ 
grammi perla Rai terza rete 
(•cose brutte, l’unico che mi 
è venuto bene è stato un 
programma sul ìager. Bell ? 
testimonianze. Bello»). E 
magra, puntigliosamente 
intelligente, comica. Uma¬ 
nissima, anche, quando in 
chiusura del suo libro scrive 
quattro pagine accorate In¬ 
titolate In morte di mio pa¬ 
dre. 


I! concerto 


Feroce come una fiaba di 
Franca Rossi parla di una 
malattia di vivere. Sì, come 
La campana di vetro di Syl¬ 
via Plath. Ma, per racconta¬ 
re Il suo distacco dalle per¬ 
sone e dalle cose, questa sua 
nausea schizoide di figlia, 
moglie, madre, la Rossi ha 
preso a prestito piuttosto I 
vestiti delle favole. Quelli di 
Barbablù e Sherazade, di Ali 
Babà ma anche Arden of 
Feversham, che ha usato al 
rovescio. Capovolgendone, 
cioè. Il significato più cor¬ 
rente. Risultato, una favola 
nuova, talora seducente, 
lunga 87pagine, che cl spie¬ 
ga come Franca Rossi, gior¬ 
nalista culturale a Bari, tre 
figlie adulte, si sla riconci¬ 
liata grosso modo con la vi¬ 
ta. Un diario bizzarro e sin¬ 
cero che, chissà, può confor¬ 
tare chi — donna — da 
quell’orrlblle spleen non è 
riuscito a uscire. 

Questi due libri sono l pri¬ 
mi vincitori del premio per 
scrittrici esordienti che, nel 
marzo scorso, è stato bandi¬ 
to dalla casa editrice «La 


Luna» nata, col patrocinio 
del Comune, su Iniziativa di 
Letizia Battaglia, fotografa, 
e Valerla AJovalasIt, antro¬ 
poioga, a Palermo quest’an¬ 
no. Il premio (un milione di 
lire e la pubblicazione In vo¬ 
lume) è stato consegna to sa¬ 
bato pomerìggio, con una 
cerimonia calda d’affetto, 
nel saloni del municipio del 
capoluogo siciliano, con la 
coda di una gran festa più 
anonima e mondana, poi, 
allo Stabilimento di Mon¬ 
dello. 

Cosa si è festeggiato? Di¬ 
remmo, In primo luogo, le 
diecimila pagine piovute sul 
tavolo della giuria del pre¬ 
mio da ogni parte d’Italia. 
Da Milano e Palermo, in 
primo luogo. E da donne 
•più vicine al quaranta che 
al trenta. Cariche di figli, 
desiderose di scrivere ma 
non perché malate di febbre 
adolescenziale» cl spiega 
Giuliana Saladino della 
•Luna». Poi aggiunge, con la 
AJovalasIt, che ad animare 
loro, editrici, è «ia voglia di 
tirare fuori dal cassetti di 


tutta Italia scritti nascosti. 
Diari, racconti, confessioni, 
romanzi. Emarginati dal 
mercato perchè di esordien¬ 
ti e perché femminili». 

Ecco, questa dimensione 
femminile, testimoniale e 
vicina alla vita quotidiana 
caratterizza la casa editrice. 
E poi c’è la Sicilia. E, eviden¬ 
te, Il desiderio di pubblicare 
libri che «servono». 

Vediamo II catalogo che, 
da marzo ad adesso, conta 
sette titoli. L’esordio è con 
Amori a braccio, un libro di 
una poetessa palermitana, 
Nuccla Cesare, trapiantata 
a Milano dove fa l'insegnan¬ 
te. iÈ stata proprio la consa¬ 
pevolezza di questa bellezza 
sprecata, di questi versi, In 
cerca di un editore, che cl ha 
fatto decidere a cambiare 
mestiere e fondare "La Lu¬ 
na"» spiega la Battaglia. 
Due volumi, invece, affron¬ 
tano l’argomento mafia; 
Suicidio per mafia di Gio¬ 
vanna Cirillo Rampolla, un 
documento di fine Ottocen¬ 
to ritrovato, e La mafia In 
casa mia, testimonianza 


orale e trascritta di Fetida 
Bartolotta Impastato, ma¬ 
dre di Giuseppe, morto as¬ 
sassinato. Inchiostro di Ci¬ 
na è l’autobiografia di Bam- 
boo Hlrst, vissuta fra la Ci¬ 
na prima di Mao e II mondo 
milanese della moda. E poi 
Da Paolo a Pedro, confes¬ 
sione libertina e Inedita In 
Italia, di Franzlska zu Re¬ 
ventlow, l’autrice del Com¬ 
plesso del denaro. 

La confessione della Re¬ 
ventlow è l’unica concessio¬ 
ne a quel gusto della squisi¬ 
tezza d’epoca (del libro, cioè, 
breve, Inedito e fuori diritti) 
che contagia le piccole case 
editrici In queste stagioni. 
Mentre appare ben piu evi¬ 
dente l’intento di parlare di 
Sicilia e criminalità orga¬ 
nizzata in modo diverso: at¬ 
traverso le parole di queste 
testimoni, mute finora. E, 
insieme, oltre l’isola, di rac¬ 
cogliere Il vissuto, la biogra¬ 
fia, Il ricordo delle donne. 
Cioè la nostalgia? No. Nes¬ 
suno del libri pubblicati è 
memoria leziosa, è compia¬ 


ciuto •vestivamo alla mari¬ 
nara». È, cioè, quel tipo di 
materiale (femminile) che II 
mercato ha allineato negli 
scaffali negli ultimi anni, 
accanto al manuali di giar¬ 
dinaggio e al irosa». Sono 
pagine distaccate, a volte 
spietate, e Ironiche *che ce¬ 
lebrano la presa di coscien¬ 
za, la capacità di osservare e 
criticare II mondo e se stes¬ 
se». 

E adesso? <Ci sono due o 
tre opere che hanno concor¬ 
so al Premio e che vorrem¬ 
mo pubblicare» cl spiega la 
ApvalasiL Poi una scrittri¬ 
ce spagnola di gran succes¬ 
so da Importare In Italia. 
Poi 11 diario di S/sfina Fatta, 
noblldonna palermitana. 
Un’aristocratica della Sici¬ 
lia d’altri tempi: crlsplna, 
borbonica? Tutt’altro . La 
Fatta che grazie aita *Lucia• 
aprirà al pubblico le sue pa¬ 
gine private è un'aristocra¬ 
tica viva e vegeta: della Pa¬ 
lermo d’oggi, 1886. 

Maria Serena Palìeri 


A Roma il vecchio biuesman Jimmy Whiterspoon 
in un’esibizione all’insegna della nostalgia e del virtuosismo 

Un cucchiaio pieno di blues 


ROMA — Quasi una riunione 
di famiglia (duecento blues-di¬ 
pendenti nel periferico ma ac¬ 
cogliente Teatro della Voce) 
per 1’uniro concerto romnno di 
•limmy Whiten-poon. Kra da 
quattordici anni che il sessan¬ 
tenne volatisi nero non veniva 
dalle nostre parti: parecchi, 
tanto che nessuno saj>eva Itene 
che fine a\ esse fai t o quest » glo- 
rioso, ma non mitissimo, artista 
di blues. Per genie come lui il 
mercato si è via vìa assottiglia¬ 
to. c'è chi si trasferisce in Euro¬ 
pa (vedi Memphis Siim o Eddie 
Hovdl sjierondo dì lavorare un 
po', e c'è chi vivacchia stanca- 
mente in America in attesa di 
un revival che forse non verrà 
più. 

Musica essenziale, travol¬ 
gerne, che fa battere le mani e 
pulsare il cuore, il blues sembra 
avviato a diventare una specie 
di «graffito americano», un re¬ 
perto sgancialo da tigni ipotesi 
commerciale. B.H. King, con 
l'ormai celebre Ini o thv Sighl, 
ha (orato 1’involucro e ha ven¬ 


duto migliaia di dischi, ma sa¬ 
rebbe giusto ricordare agli otti¬ 
misti che l'exploit del vecchio 
chitarrista fu casuale: il suo no¬ 
me era nella lista dei musicisti 
sotto contratto per la Para- 
mount, insomma costava poco. 

Paradossalmente si lavora di 
più con il jazz: e infatti Whiter¬ 
spoon (si pronuncia «uiter- 
spun», non «uaiterspun») per 
questo suo veloce tour italiano 
che lo porterà anche a Messina 
sì fa Bccompagnare da un trio 
tedesco di forte impronta 
jazzistica. Jon Haider al piano¬ 
forte. Wolfgang Hafner alla 
batteria e Walter Schmocker al 
contrabbasso offrono al bravo 
cantante-chitarrista (ma la chi¬ 
tarra l'ha lasciata nel fodero) 
un tappetoarmonico elegantee 
convincente, tutto accenti 
swing e accordi morbidi; eppu¬ 
re capisci al volo che quel trio 
c'entra poco con Whiterspoon. 
Il quale, infatti, l'altra sera 
spiazzava continuamente i tre 
poveretti improvvisando stac¬ 
chi e stop e mimando tipici 


•crescendo» da blues. Il risulta¬ 
to, pur piacevole, poteva essere 
letto come una sorta di metafo¬ 
ra: per esibirsi ancora, la vec¬ 
chia guardia del blues deve cir¬ 
condarsi di musicisti bianchi, e 
annacquare, secondo i dettami 
del gusto europeo, l'antico re¬ 
pertorio. Ecco, allora, »classici» 
come Stormy Manday o Care- 
less Love riarrangiati e illan¬ 
guiditi, con Whiterspoon impe¬ 
gnato a tirar fuori sapori «neri» 
da un’esecuzione in stile con¬ 
servatorio. 

Per fortuna, nel secondo set, 
il clima si è riscaldato. Con l’i¬ 
natteso arrivo sul palco del sax 
tenore dì Francesco Forti, il 
blues è passato dai rigidi confi¬ 
ni degli spartiti aH’aHegria del* 
ttmprowìsa 2 ione, trasforman¬ 
dosi in un travolgente inno alla 
vita. Finalmente carburato, il 
cantante ha sfornato, l’uno die¬ 
tro l’altro, brani come See See 
Rider. Trouble in Mind. Nave 
You E ver Loved A Woman, 
Nobody Knotrx You When You 
Are Dnun and Out. riservando 


il bis d'obbiigo a! mitico I Got 
My htojo Working, cavallo di 
battaglia dello scomparso 
Muday Waters. 

Gessato blu, cravatta bordò, 
anelli d'oro bene in vista, come 
vuole la tradizione, Whiter¬ 
spoon ha ritrovato via via, nel 
corso del concerto, l'entusia¬ 
smo di un tempo; di quando ap¬ 
plicava la lezione di T. Bone 
Walker alla classe musicale di 
Earl Hines e Boy Elridge gua¬ 
dagnandosi le lodi della presti¬ 
giosa rivista Down Beat. Certo, 
oggi il suo blues è un insieme di 
successi evergreen, un affet- 



associazione culturale «Devian¬ 
ze» a portarlo in Italia: di fronte 
aH’omologazione delle propo¬ 
ste e all’arroganza di certo ma- 
nageriato, quella di Whiter¬ 
spoon è una «cucchiaiata* 

(spoon significa appunto cuc¬ 
chiaio) di calde emozioni da 
mandar giù senza pensarci due 
volte. 

Miche!» Anseimi Jimmy Whiterspoon durante il concerto romeno 


Nostro servizio 

FERRARA — «Ou va la vi¬ 
deo?», dove va li video, si so¬ 
no chiesti quelli del Cahlers 
du Cinéma, la prestigiosa ri¬ 
vista del cinefili francesi, In¬ 
titolando cosi un polputo 
supplemento dedicato alle 
mirabili sorti, oggi un po’ ap¬ 
pannate dal tarlo dell'incer¬ 
tezza e dello sfinimento se- 
ml-professlonale, del video 
d’autore. Stesso Inappunta¬ 
bile quo vadls, quello che da 
cinque anni 11 Centro VI- 
deoarte di Palazzo del Dia¬ 
manti Interpreta per la vi¬ 
cenda di casa nostra con U- 
Tape, rassegna con concorso 
finale di vldeotapes di ricer¬ 
ca, sperimentazione, d’effet¬ 
to. In tutto una quarantina 
quelli presentati nella sele¬ 
zione finale, emersi dalle va¬ 
rie derive deU’lmmaglne 
elettronica; le occasioni che 
portano ad operare con II vi¬ 
deo scmlprofesslonale. 11 tre¬ 
quarti di pollice, sono oggi le 
più svariate. 

SI direbbe anzi che una de¬ 
cina di milioni per un video e 
un po’ di Folrilght (il sinte¬ 
tizzatore di Immagini elet¬ 
troniche più a buon mercato 
fino a questo momento) non 
si neghino più a nessuno, ma 
a questo punto perché non 
prenderne atto e girare pagi¬ 
na? È quello che si chiede an¬ 
che l’art director d) U-Tapes, 
Lola Bonora, osservando co¬ 
me, al di là del livello più o 
meno soddisfacente dell’Ini¬ 
ziativa (giunta a) quinto an¬ 
no), il video d’autore sla ri¬ 
masto un universo parallelo 
alla grande comunicazione 
(clips, sigle televisive, pub¬ 
blicità). Dopo più di ventan¬ 
ni di arte con II video. Il pro¬ 
blema più grosso per un ri¬ 
cercatore è, ancora, arrivare 
a mettere le mani sulle mac¬ 
chine che fanno (e disfano) 
l’immagine elettronica. 

Ai momento gli esempi 
più convincenti arrivano da 
artisti che hanno cominciato 
a puntare rocchio sul corpi, 
sui dettagli, sui movimenti 
della figura umana, inda¬ 
gando li mistero della co¬ 
struzione deH’Indlvlduo, al 
di là del look: valgono 1 primi 
plani. Insistenti dt Questa è 
vita di Theo Estctu (vincito¬ 
re finale); 1 corpi teatrali di 
Giacomo Verde (Inattesa del 
soccorsi), Cesare Ronconi 
( Folgorazioni ), Il ritratto in¬ 
discreto di Raffaele Milani e 
Laura Falqui ( Verse la fiam¬ 
me), i volti trattati come pae¬ 
saggi di Rosangela Betti 
(Mare grigio occhi neri). Il 
piacere delta ripresa, Insom- 
ma, riscoperto e esploso in 
molte piccole derivazioni, 
nel momento in cui l’accesso 
agii studi di post-produzione 
sarebbe Invece obbligatorio 
per quei salto di qualità (e di 
ricchezza) che non arriva. 

Come non invidiare, con 
un salto dt treccntoscssanta 
gradi, la ferocia e II rigore, 
non solo visivo, della nuova 
immagine (pubblicitaria) in¬ 
glese? Gli spot di Matt For- 
rest, dei Cucumbus Studio*. 1 
promodi David Hockney per 
Greenpeace (pellicce che 
schizzano sangue durante 
una sfilata, un J'accuse vio¬ 
lentissimo contro lo stermi¬ 
nio degli animali da defiléc) 
sono stali al centro della se¬ 
rata di sabato, con una sele¬ 
zione di emergenti e affer* 



* '» .■ V .."-v-V* 


."•A: 


Giacomo Verde di fronte a una delle sue videoinstnllazioni 


Artisti nuovi 
e vecchi al concorso «U-Tape» 

Il vìdeo 
è vostro, 
prendetelo 


matl curata da Luca Masca¬ 
ra. Ripescato, molto oppor¬ 
tunamente, per queste gior¬ 
nate di Ferrara L'Immagina¬ 
rlo scienti fico óì Gianni Totl, 
la più imponente e originale 
clonazione del patrimonio 
Iconografico delle grandi 
sintesi scientifiche, fisiche, 
matematiche, ad opera del 
poeta-regista. La tesi di Totl, 
sviluppata per il convegno 
L’imaglnalre Scientiflque di 
Parigi con questo video-poe¬ 
metto in cinque parti, è che 
l’arte, specie l'arte elettroni¬ 
ca che accampa ad ogni piè 
sospinto parentele con II no¬ 
stro futuro, debba prima o 
poi commisurarsi alle nuove 
Immagini prodotte dalla 
scienza, ai modelli astratti 
che non hanno più rispon¬ 
denza con la memoria tra¬ 


mandata della specie. 

E a proposito di memoria, 
è il settore delle vldcolnstal- 
lazlonl Video Set, allestito ai 
Pac con opere dì Giancarlo 
Bocchi, Maurizio Cameranl, 
Giorgio Cattanl, Alfredo Plr- 
rl, Giacomo Verde e dello 
spagnolo Pedro Garhel a 
sembrare da un lato più ra¬ 
dicato nella tradizione re¬ 
cente (la videoarte del Ses* 
santa-Settanta), dall’altro, 
soprattutto con l lavori di 
PIrri, Verde. Bocchi e Gar¬ 
hel, In grado di Inserirsi ad 
un livello assolutamente pa¬ 
ritario nella riscoperta di 
questa forma d’arte annun¬ 
ciata dal segnali che giungo¬ 
no da varie postazioni euro¬ 
pee. 

Fabio Malagnini 


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14 


SPORT 


MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 




l’Unità - 


In ter e Torino, una Coppa per amica 


Trap: «Con Passarella 
difesa insuperabile» 


Dal nostro inviato 
APPIANO GENTILE — -Se 
vogliono tentare di recupe¬ 
rare il gol subito In casa do¬ 
vranno attaccare e attaccare 
dandoci dentro. Se sarà cosi 
credo che finiranno per cor¬ 
rere del terribili rischi. Penso 
proprio che per loro sarà una 
serata molto dura-. 

Benedetto Alessandro Al¬ 
tobelli e la sua idiosincrasia 
per le frasi di circostanza. 
Attorno a lui ad Appiano è 
un monotono accavallarsi di 
saggi propositi e di racco¬ 
mandazioni alla necessità di 
non concedersi distrazioni. 
L*Inter è come una scolare¬ 
sca disciplinata, del resto 
campioni e gregari sono re¬ 
duci dall’ultima dose di 
-Trapattonl style* ed è sem¬ 
pre qualche cosa che lascia il 
segno. Gli urli del tecnico 
rimbalzavano sui prati ad 
Appiano impietosi. Giusto 
comesi conviene ad una pro¬ 
va generale. Quello che fa 
grande questo tecnico è l’os¬ 
sessiva cura per i particolari 
nata dalla convinzione che 
anche 11 piede piu duro può 
scoprirsi ispirato a patto di 
un lavoro indefesso. E Idem 
per i cervelli a cui il Trap de¬ 
dica particolare attenzione. 

•Il vero guaio sarebbe an¬ 
dare a Infilarci in una gara 
d’attesa, aspettarli, decidere 
il nostro comportamento do¬ 
po aver capito le loro inten¬ 
zioni. Insomma il pericolo 
per noi è quello di autoliml- 
tare le nostre potenzialità-. 

E su queste Giovanni Tra- 
pattoni sarebbe anche dispo¬ 
sto a scommettere qualche 
cosa. Nella grande hall del 
centro sportivo nerazzurro si 
presenta radioso, i capelli 
più cenere che biondo dispo¬ 
sti con ordine, un bel golf 
con giochi di viola e blu, fare 
scherzoso e spigliato. Tra 


Tv2 ore 1 20.25 


Inter 


Dukla 


Zenga O Kostelnic 
Bergomi © Kostecky 
Mandolini © Novaki 
Baresi O Fiala 
Ferri o Rada 
Passarella o Griga 
Fanna O Dihegel 
Piraccini o Urban 
Altobelli © Koreycik 
Matteoli o Kriz 
Rummenigge © Luttary 

ARBITRO: Guiniou (Francia) 

A DISPOSIZIONE. Inter: 12 
Malgioglìo. 13 Colcaterra, 14 
Cucchi; 15 Tardelli. 16 Rivol¬ 
ta. Dukla: 12 J. Novak, 13 
Lausman, 14 Gaiger. 15 Va- 
dura. 16 Korejcik. 


una massima e una afferma¬ 
zione datata quanto le sue 
vigilie di coppa c'è anche il 
tempo per una barzelletta. 
La tranquillità che si legge 
sul volto del tecnico ha un 
nome, Passarella. Averlo re¬ 
cuperato gli dà forza. -Ab¬ 
biamo la necessità di ripre¬ 
sentare la difesa con il suo 
organico originario, quella 
difesa che cl aveva permesso 
un avvio di campionato ba¬ 
sato sulla sicurezza. In fon¬ 
do, a parte il Como, slamo 
quelli che hanno preso meno 
gol-. È chiaro che l’idea di 
avere le spalle ben coperte 
permette di guardare a que¬ 
sti cecoslovacchi con un mi¬ 
nimo di baldanza. Certo ogni 
gara «ha una storia partlco- 
lare« e le «Insidie si nascon¬ 
dono ovunque*, però. 

•Non posso negare di ave¬ 
re trovato l ragazzi pronti al¬ 


le sollecitazioni, dopo questa 
pausa li ho ritrovati molto 
determinati. Sì, psicologica¬ 
mente cl slamo*. Ma la cosa 
vale anche per il tedesco? Ie¬ 
ri Halle non aveva la faccia 
serena e non è escluso che 
qualche ruggine questa fac¬ 
cenda del contratto che sca¬ 
de gliela debba procurare. 
Lui stesso non se l’è sentita 
di dire che tra un anno sarà 
ancora qui e già si limita a 
mettere le mani avanti chie¬ 
dendo una sistemazione al di 
qua delle Alpi. 

Tutt’altro che imprepara¬ 
to Trapattonl su questo ta¬ 
sto: «Non voglio parlare di 
problemi legati al tedesco. A 
Como e a Praga è andato be¬ 
nissimo, a me è piaciuto. Per 
quanto riguarda la gara con 
l’Avelllno il giudizio su di lui 
va messo assieme a quello su 
altri e comunque una spie¬ 
gazione c’è, la fatica*. 

Bisogna comunque osser¬ 
vare che la squadra è tutta 
stretta attorno a Halle, molti 
parlano di lui assicurando 
che sta rientrando in forma. 
Altobelll si avventura in una 
predizione: «Sento che sarà 
lui a risolvere questa partita. 
Io ne sarei proprio felice. 
L'ho visto molto bene In que¬ 
sti giorni*. 

Trapattonl riserva gli elo¬ 
gi per questa squadra di Pra¬ 
ga e fa sapere di aver visto e 
rivisto i filmati su di loro. 
•Sono forti, in particolare 
rientrerà questo Kriz, un 
mancino che vi raccomando. 
È una di quelle squadre che 
possono sempre Inguaiarti 
perché sono forti fisicamen¬ 
te, sono alti e come niente ti 
mettono lì davanti sette o ot¬ 
to cross. E allora ci vuole po¬ 
co a complicare le cose. Me¬ 
glio, molto meglio anticipar¬ 
li e dirigere noi il ballo». 

Gianni Piva 


COPPA UEFA 


Dotentrlce: Reai Madrid (Spagna) 
Finali: 6 e 20 maggio 1987 


OTTAVI DI FINALE 

AND. 

RIT. 

QUALIF. 

Dundee U. (Sco.) • Hajduk (Por.) 

2-0 

oggi 

— 

Gand (Bel.) • IFK Goteb. (Sve.) 

0-1 

» 

— 

Groningen (Ola.) • Vlloria G. (Por.) 

1-0 

» 

— 

Dukla Praga (Cec.) • INTER (Ita.) 

0-1 

t 

— 

S. Mosca (Urss) • Tirol 1. (Aus.) 

1-0 

» 

— 

Bayer U. (Rfg) • Barcellona (Spa.) 

0-2 

» 

— 

TORINO (Ita.) • Beveren (Bel.) 

2-1 

» 

— 

Rangers G. (Sco.) • Borussla M. (Rfg) 

1-1 

> 

— 


Dossena: «Beveren 
lento e possibile » 


rk- -ve* 


- ' r ' a/H- 

- .-e-sk * 



Altobelli, dopo i rigori di Malta, vuoi riscattarsi in Coppa 


Nostro servizio 

BEVEREN — Sei milioni a 
testa e un posto nell’albo del¬ 
le Imprese storiche del Toro, 
che In ottanta anni non sono 
state poche. Ecco cosa atten¬ 
de l granata che questa sera 
alle 17,30 giocheranno gli ot¬ 
tavi di finale di Coppa Uefa 
contro 11 Beveren, partendo 
dal vantaggio di due a uno, 
ottenuto due settimane fa a 
Torino. Su un campo ridotto 
nelle dimensioni rispetto a 
quelli cui sono abituati 1 gio¬ 
catori Italiani, con 11 pubbli¬ 
co a meno di due metri dalla 
linea laterale, il Toro dovrà 
accettare però la battaglia 
che 11 tecnico cecoslovacco 
del Beveren, Novak, ha pro¬ 
messo. «A Torino non siamo 
stati all'altezza — ha dichia¬ 
rato Novak — però 11 gol di 
Falrclough cl permette di 
guardare a questo match 
con un certo ottimismo. Pos¬ 
siamo farcela, anche se 11 To¬ 
rino mi ha stupito per II ca¬ 
rattere che ha dimostrato 
nell’andata*. 

È una guerra di ottimismi 
contrapposti. Dal quartiere 

fenerale del Toro, in un bei- 
albergo di Anversa, anche 
Dossena e Junior sostengo¬ 
no la candidatura del Toro al 
passaggio del turno. Sono I 
due uomini di maggior clas¬ 
se al quali può affidarsi Ra¬ 
dice, sono anche gli uomini 
più chiacchierati per que¬ 
stioni di mercato. Junior ha 
già detto chiaramente che se 
!l Torino dovesse cambiare il 
presidente se ne andrebbe 
anche lui. E anche In caso di 
permanenza di Sergio Rossi, 
il brasiliano potrebbe co¬ 
munque lasciare. Quanto a 
Dossena cl sono parecchie 
società che lo vogliono. I di¬ 
rigenti del Toro non fanno 
mistero di temere soprattut¬ 
to l’attacco della Roma e del 
Milan, che sono disposte a 
grossi sacrifici economici 
pur di avere il centrocampi¬ 
sta. Ma questi sono riflessi 
che sulla partita di oggi non 
incideranno, così come la 


Tvl ore 17.30 


Beveren 

De Wilde o 
Maes o 
Gorez © 
Pfaff o 
Lambrichts e 
Stalmans © 
Peeraer o 
Fairclough o 
Theunls © 
Kusto © 
Lemoine © 


Torino 


Lorieri 

Corradini 

Francini 

Zaccarelli 

Junior 

E. Rossi 

Beruatto 

Sabato 

Cravero 

Dossena 

Comi 


ARBITRO: Wohrer (Austria) 

A DISPOSIZIONE. Beveren: 
12 Rosei. 13 Buyens. 14 Lod- 
ders. 15 Marinelli. Torino: 12 
Copparoni. 13 Pileggl. 14 
Lorda. 15 Lentlni, 16 Bella- 
torre. 


notizia della riapertura delle 
trattative tra Sergio Rossi, 
che vuol vendere il Toro, e 1 
due finanzieri d’assalto, 1 
fratelli Canaveslo, che sono 
pronti a rilevarlo. 

«Queste storie non cl dan¬ 
no fastidio, anche se è vero 
che qualche volta uno pensa 
al futuro e si chiede se l’anno 
prossimo sarà ancora qui — 
afferma Dossena — noi però 
vogliamo dare un senso alla 
nostra stagione proseguendo 
In Coppa. Qualcuno dice che 
è una impresa storica, il To¬ 
rino non e mal andato oltre 11 
terzo turno negli ultimi anni. 
E vero, ma noi vogliamo an¬ 
dare avanti soprattutto per¬ 
ché abbiamo puntato molto 
della nostra stagione su que¬ 
sta Coppa. Se dovessimo ve¬ 
nire eliminati, tuttavia, non 
cl sarebbero problemi. Sa¬ 
remmo pronti a rituffarcl in 
campionato con lo spirito 
che cl ha permesso di far be¬ 


ne negli ultimi anni». Secon¬ 
do Dossena la speranza del 
Toro è nella lentezza del Be¬ 
veren. «Non ha giocatori ve¬ 
loci e capaci di Inserirsi In 
profondità — afferma 11 cen¬ 
trocampista — credo che si 
affiderà ai palloni alti e In 
verticale, penso che per I no¬ 
stri difensori sarà abbastan¬ 
za agevole respingerli*. 

Quanto a Junior, dà la fo¬ 
tografia di quello che è 11 
match: «In Sudamerica, nel¬ 
le Coppe, conta molto la vio¬ 
lenza, In Europa Invece la 
psicologia. Noi slamo prepa¬ 
rati anche per questo appun¬ 
tamento, abbiamo visto il 
Beveren all’andata e abbia¬ 
mo capito che non cl è supe¬ 
riore, e una partita che pos¬ 
siamo giocare tranquilla¬ 
mente, il campo più stretto 
rispetto al solito, cl creerà 
soltanto qualche problema 
di palleggio. Ma chi è dotato 
di buona tecnica ce la farà 
benissimo». 

Radice ha allenato la 
squadra soprattutto sul calci 
di rigore, che stanno diven¬ 
tando una vera disgrazia per 
1 nostri club. Il Toro non 
vuole fare la fine della Juve, 
contro 11 Reai Madrid. I gio¬ 
catori si sono allenati dal di¬ 
schetto. 1 cinque probabili ti¬ 
ratori dovrebbero essere Co¬ 
mi, Corradini, Francini, 
Rossi e Junior, cui spettereb¬ 
be 11 compito di calciare per 
ultimo. 

11 Beveren, che in casa non 
perde da sei mesi, potrà con¬ 
tare sull’appoggio del pub¬ 
blico, ma così pure 11 Torino. 
Almeno cinquemila saranno 
gli italiani che lavorano da 
queste parti e che correran¬ 
no sugli spalti dello stadio 
belga. GII altri potranno tifa¬ 
re In tv. La televisione belga 
non trasmetterà l’incontro, 
ma da queste parti si riceve 
perfettamente il segnale del¬ 
la Rai, quindi 1 tifosi assiste¬ 
ranno alla partita con 11 
commento dall’Italia. 

r. s. 


Il numero uno del mondo vince senza sudare la finale del Masters di New York in tre set: 6-4,6-4,6-4 


Prof. Lendl boccia lo scolaretto Becker 

Il cecoslovacco fa poker ed eguaglia il record di Nastase 



Il rosso Boris Becker. 
19cnne nativodi Leimcn nel¬ 
la Germania Federale, non è 

Gassato agli «esami di dlccm- 
rc- dei Masters: ancora una 
volta lo ha bocciato il severo 
cecoslovacco Ivan Lendl con 
un secco 6-4. 6-4, 6-4 e — se 
vogliamo — il punteggio, vi¬ 
sto con ottica scolastica, ha 
rappresentato realmente l’e- 
spressione dei valori in cam¬ 
po. Una stiracchiata suffi¬ 
cienza per il campione in ca¬ 
rica — gioco privo di acuti e 
di colpi spettacolari ma sem¬ 
pre solido e quadrato — con¬ 
tro la manchevole e dissipa¬ 
ta prestazione del tedesco a 
cui si devono riconoscere le 
attenuanti della giovane età. 
Alle 2 e 20 minuti di ieri mat¬ 
tina — ora italiana — l’arbi¬ 
tro Kaufman ha dato il via 
alla competizione In una 
cornice ai pubblico final¬ 
mente degna dell’avvenl- 


mento, formata anche da un 
gran numero di ex campioni 
della racchetta di ogni epo¬ 
ca. La partita — al meglio 
del cinque set — si è fatta su¬ 
bito dura, intensa, ma più 
fallosa di quanto fosse ragio¬ 
nevolmente aspettarsi: le 
tattiche da rispettare e il re¬ 
ciproco timore hanno lascia¬ 
to ben poco spazio all’inven¬ 
zione e alla fantasia. Se¬ 
guendo i turni di servizio si 
arriva al 9" gioco sul 4 pari 
con Becker alla battuta e 
una palla-break da annulla¬ 
re: momento di tensione e 
tragico doppio fallo che con¬ 
sente a Lendl di incamerare 
Il primo 6-4. Sotto lo sguardo 
sconsolato del suo clan — 
mamma, papà, fidanzata 
Benedictine. Bosche e Tiriac 
— il macchinone teutonico 
Inizia il secondo set stentan¬ 
do ancora a carburare e 
commette una serie di errori 
non forzati da fondo campo e 
di volée imprecise che fini¬ 
scono regolarmente in rete o 







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l\ an Ixndl l’J lunula dollari per il Master, più di UHI imita per la 
l ittoria finale nel i irautu Gran Prit della Nabisco,) euri il succes¬ 
sa al Madison Squarc Garden ncirsnrchesc ha toccato la cifra 
record di IO milioni di dollari vinti di soli montepremi Boris 
Becker, ridimensionato v deluso, si è dmutn accontentare di 
lltinula dollari. Ma. al di là della contabilità da miliardari, lo 
scontro tra il numero uno e due del mondo, ha confermato la 
leadership del cecosloi acca (ancora per poco, presto diventerà 
cittadino ameranno a tutti gli effetto frustrando di colpo le 
ambulimi del piotane diciannovenne tedesco, piunto all'appun¬ 
tamento sulla superficie i vloce del celebre palazzo dello sport Ira 
i franarteli, forte di '21 successi consecutivi nella stagione, inizia¬ 
li ad Kssen il 3 ottobre battendo in Coppa Dai is l'ecuadoriano 
\ i\cr. Boris aveva nel corso dell'anno preso le piuste misure nei 
confronti di -re- Ixndl: era riuscitila batterlo nei tornei di Chica¬ 
go. Wimbledon «\ piu recentemente, a Sidne\. il bilancio per 
Tastrn nasi ente della racchetta era per il I9& ampiamente in 
attuo 77 ut lune r solo 13 sconfitte. Contro Ixndl statistiche, 
numeri c percentuali sono stale travolte. Il campione di Ostraco 
ha cancellato con una prova di prande carattere upni pass ibi e 


Un film al Madison: 

Ivan lo spietato 
Boris il pasticcione 

dubbio circa il suo reale valore. E ancora un gradino al di sopra di 
tutti Becker (solo a maggio era al 5 posto della classifica e con 
prodigiosi balzi ha via via superato Wilander. .McEnroe e Noah), 
non ha mai messo in difficoltà Lendel. mai ha osato far traballare 
il suo trono. Ixndl ha incorniciato così un’annata ricca di soddi¬ 
sfazioni: due titoli del Grande Slam ( Parigi e Flushing Mcadow) 
otto tornei vinti (tra gli altri ricordiamo eli Internazionali d'Ita¬ 
lia). undici finali disputate. 16-4 set olfattivo e 31 al passivo, 
collezionando tra gennaio e aprile 25 vittorie consecutive. Cifre 



fuori dal rettangolo di gioco. 
Perde progressivamente fi¬ 
ducia nel suol mezzi Becker, 
mentre Lendl — esperto sor¬ 
nione — sente di avere l’av¬ 
versario in pugno e distende 
le sue lunghe leve sparando 
bordate da ogni angolazione, 
senza perdere calma e con¬ 
centrazione. Si produce an¬ 
cora il tedesco In colpi bi¬ 
slacchi e lncomprensiblli e 
perde di nuovo li servizio al 
7 » gioco e — di conseguenza 
— la seconda frazione con 
un altro 6-4. Gioca male Be¬ 
cker — troppo —, non c’è con 
la testa, si aggrappa con di¬ 
sperazione crescente al ser¬ 
vizio, l’unica arma che non 
Io tradisce, per sperare di 
scardinare il granitico gioco 
dei suo avversarlo e incri¬ 
narne così la tenuta psicolo¬ 
gica. Scuote scorato ia rossa 
capigliatura, impreca e si in¬ 
sulta. ripercorre mental¬ 
mente gli errori — orrori tal¬ 
volta — al cambi di campo, 
ma seguita stolidamente a 


commettere incredibili Inge¬ 
nuità. Il pubblico è con lui — 
non foss’altro che per ripa¬ 
garsi del dollari spesi per 11 
biglietto — ma ciò non basta 
per evitare che perda ancora 
Il servizio nel fatidico 7° ga¬ 
me del terzo set e Lendl non 
si lascia sfuggire la preziosa 
occasione riiuandogu un de¬ 
finitivo 6-4 che chiude la 
partita In 2 ore e 20 minuti. 
Nonera all’altezza delle sue 
capacità Boris, con escursio¬ 
ni troppo vistose sul livello di 
gioco, molto maggiori del 
suo avversario che — In ogni 
frangente, specie nel mo¬ 
menti cruciali — mantiene 
sempre e comunque uno 
standard accettabile. Il ceco- 
slovacco dunque mette In ta¬ 
sca un altro bel gruzzolo e 
porta I suol successi in que¬ 
sto torneo a quota 4 — anna¬ 
te ’82, *84/85 e ’86 — Impresa 
che In passato era riuscita 
solo all’eccentrico rumeno 
lite Nastase. 

Francesco Macali 


Becker lascia il Madison amareggiato • deluso in compagnia 
del padre; e sinistra Lendl alza felice la coppa, in tasca he già 
messo gli assegni per quasi un miliardo e mezzo 


impressionanti se si considera che ha perso prima delle semifina¬ 
li uno sola volta (secondo turno a Toronto con Curren). Unica 
macchio, il -buco nero- rappresentato dal mitico torneo inglese 
di Wimbledon che anche quest’anno è sfuggito all'insaziabile 
-cecoslovacco del Connecticut-. Prossimo obiettivo da centrare, 
gli Open di Australia tra un mese, txndl lascerà la sua faraonica 
villa di Grecntcich (campo da golf, 12 cani alsaziani, piscina) per 
trasferirsi in Florida è allenarsi sui campi in erba. E Becker? Il 
muscoloso giocatore tedesco che ha scelto il paradiso fiscale di 
Montecarlo, per dimenticare i passanti micidiali di Lendl, si 
tufferà^da oggi a domenica nel Master giovani under 21 a Stoc¬ 
carda. È atteso ad una prova di appello. A New York é uscito con 
le ossa rotte: nervoso e impreciso (a tratti sull’orlo dell'isteria) ha 
commesso 37 errori non forzali è in corso 4 volte nel doppio fallo. 
Lendl gli ha rifilato selle giochi a zero, non perdendo mai il 

S rio servizio. Brutta serata per Boris, Tiriac e Bosch... e gli 
cimila spettatori sfacciatamente schierali con il biondo te¬ 
desca. 


Marco Mozzanti 


Parla un americano «sbagliato» 

«Questa Dietor 
poi vincerà...» 
Parola di Bymes 




Marty Byrnes 


Osila nostra redazione 

BOLOGNA — Il vecchio e il 
numu: Renato Villnha e Marty 
Byrnes, «nirieri- ritrovati (il 
primo) oscoperti d'americano) 
della Dietor regina d'inverno, 
poco accreditala dai pronastici, 
tuttora guardata con diffidenza 
da chi teorizza limiti d’altezza e 
di panchina, da chi si aspetta 
una riscossa del trio lombardo 
(Tracer. Arexons, Divarese), da 
chi crede nella consacrazione 
del Sud (Mohilgirgi). Tutto è, 
ovviamente, ancora possibile: si 
può dire che per alcune (le 
grandi) il campionato deve an¬ 
cora cominciare, ma è indubbio 
che la Dietor sinora è la più 
continua, efficace, spettacola¬ 
re. E, insomma, meritata «pri¬ 
madonna- 

Capitan Villalta è il «vec¬ 


chio.: undicesima stagione sot¬ 
to le Due Torri, più un paio 
d'anni in A a Mestre; vola verso 
gli ottomila punti (ne mancano 
ventitré). *E una Dietor che ha 
nella tenacia, nella voglia di 
tornare protagonista, nel desi¬ 
derio di vincere, i suoi punti di 
forza. La squadra ha trovato la 
sua giusta dimensione; gli ame¬ 
ricani azzeccali e la maturazio¬ 
ne dei giovani ci hanno consen¬ 
tito il salto di qualità. Siamo 
forse un complesso atipico, con 
il pivot titolare. Binelli. poco 
più che ventenne e con due 
stranieri che ricoprono ruoli in¬ 
soliti ma è vero che questa Die¬ 
tor ha più soluzioni per ogni 
evenzienza. Stokes dà versatili¬ 
tà, entusiasmo, agilità e rimbal¬ 
zi. Byrnes è impressionante. 
Contro la Boston ero squalifi¬ 
cato e l’ho seguito con attenzio¬ 


ne. Un grandissimo giocatore, 
quasi non ti accorgi della sua 
presenza, ma fa cose straordi¬ 
narie con la massima semplici¬ 
tà, si prende le responsabilità 
quando occorre Binelli è diven¬ 
tato una presenza, e assieme a 
lui crescono altri due giovani, 
Ansaloni e Righi, che possono 
diventare giocatori da Virtù». 
Quindi c’è Sbaragli, positivo 
acquisto, e poi il sottoscritto, 
Brunamonti e Fantin che, cre¬ 
do di poterlo affermare, ci stia¬ 
mo esprimendo a buoni livelli». 

Quando Gamba e Portili 
scelsero Marty Byrnes, in pa¬ 
recchi sorrisero ironicamente: 
•Ma come, dissero, prendiamo 
un elemento che ha militato in 
squadre mediocri, è sempre re¬ 
trocesso e ha pure superato la 
trentina?». Ma si sono ricreduti 
subito. Byrnes è diventato «mi¬ 


ster utilità». Dice Gamba: «Pas¬ 
sa, difende, tira, apre il contro¬ 
piede, sa fare il regista con 
grande intelligenza e ottimi 
fondamentali*. 

•Posso affermare che arri¬ 
vando a Bologna — spiega Byr¬ 
nes — ho vinto il mio personale 
campionato. Una squadra d’ec¬ 
cellenza, una citta a misura 
d'uomo, unti amici e un facile 
inserimento per la mia fami¬ 
glia. Vedo la Dietor tra le prime 
quattro della classifica in quan¬ 
to lavoriamo con serenità, sen¬ 
za problemi, con ambizioni e 
concrete possibilità. Qual è il 
mio ruolo? Dipende dalle circo¬ 
stanze. Debbo integrarmi con 
altri giocatori tutti ai primissi¬ 
mo piano, dei leader. Per due 
partite su tre mi dedico princi¬ 
palmente a far muovere in fret¬ 
ta il pallone e a difendere forte 


f, 


sui tiratori; ma capiu anche 
l'occasione in cui c’è bisogno di 
punti e penso di non essermi 
sottratto sinora a questo com- 
ito. Abbiamo incontrato tutte 
le squadre e, a parte qualche 
svarione, abbiamo sempre in¬ 
terpretato ogni incontro nella 
misura corretta e imposto il no¬ 
stro gioco. Certo, alcuni com¬ 
plessi cresceranno, ma anche la 
Dietor ha ampi margini di mi¬ 
glioramento. Chi ha detto che 
non possiamo vincere lo scu¬ 
detto?». Intanto il giudice spor¬ 
tivo ha squalificato per una 
giomau «Gus» Binelli. 

Alessandro Alvls) 

Il giudice sportivo ha dispo¬ 
sto la trasmissione degli atti 
della partita Liberti-Filanto 
per gli incidenti tra le opposte 
tifoserie. 




Coppa America: 
Italia per «forfait» 
Azzurra k.o. 

FREMANTLE 
(Australia) • Anco¬ 
ra una sconfitta 
per Azzurra nelle 
regate di selezione 
per la Coppa Ame¬ 
rica: ieri ha dovuto cedere a 
New Zealand, che ha conse¬ 
guito la sua ventesima vitto¬ 
ria consecutiva. Italia invece 
ha raggiunto quota 12 punti 
grazie al successo «a tavolino* 
sulla già ritirata Chnllenge 
Frante. Altri risultati: Ameri¬ 
ca II batte White Crusader; 
Franch Kiss batte Ilcart of 
America; Stars and Stripes 
batte Eagle; Usa batte Canada 
II. Quczsta la classifica degli 
sfidanti dopo la settima rega¬ 
ta de) terzo Round Robin (12 
punti per vittoria). New Zea* 
land punti 150; Franch Kiss 
117; Stars and Stripes 106; 
America II101; Usa 103; M'hite 
Crusader 91; Canada II67; Ita¬ 
lia 63; Ilcart of America 61; 
Eagle 36; Azzurra 11; Challen- 
ge France si è ritirata dalla 
Coppa America. 

Coppa delle Coppe 
battuta d’arresto 
della Scavolini 

ISTANBUL — 
Tasso falso della 
Scavolini Pesaro 
nel secondo turno 
d’andata del quar¬ 
ti di finale della 
Coppa delle Coppe. Ieri ad 
Istanbul, ì marchigiani sono 
stati sconfitti dalla squadra lo¬ 
cale dell’Efcs Pilscn per 87 a 
61. È stata la giornata del mar¬ 
catore Roth che ha realizzato 
ben 35 punti per i'Efcs; mi¬ 
glior «cannoniere» della squa¬ 
dra italiana, il nordamericano 
Davis con 17 punti. Questo il 
programma completo delle 
squadre italiane impegnate 
domani sul fronte europeo: 
Coppa Campioni: Tel Aviv, 
Maccabi-Traccr. Coppa Korac: 
Cantù, Arexons-Spartak Le¬ 
ningrado; Varese, Divarese- 
Antibcs; Torino, Bcrloni-Cai 
Saragozza; Caserta, Mobilgir- 
gi-Buducnost Titograd. Coppa 
Campioni femm.: Mosca, Di¬ 
namo Novosibirsk-Primlgi Vi¬ 
cenza. 

Campobasso: 
sindaco contro 
arbitri di calcio 

CAMPOBASSO — 
Una protesta è sta- 
formulata dal 
sindaco di Campo- 
basso, Gerardo 
Littorio, agli orga¬ 
ni responsabili della lega cal¬ 
cio, dopo l’incontro che la 
squadra molisana, militante 
in screi B, ha disputato a Cre¬ 
mona. La gara si è conclusa a 
favore della squadra lombar¬ 
da con un goal messo a segno 
su calcio di rigore. Tra l’altro, 
poco prima di concedere la 
massima punizione l’arbitro 
sig. Vecchiatini di Bologna 
aveva espulso un attaccante 
del Campobasso. 

Memorial Bettega, 
Markku Alen 
sabato a Bologna 

BOLOGNA — Il 
neocampione del 
mondo di rally, il 
finlandese Mar¬ 
kku Alen, apre la 
lista degli iscritti 
alla seconda edizione del «Me¬ 
morial Bettega», la manifesta¬ 
zione rallistìca che chiuderà il 
motor show sabato e domeni¬ 
ca prossimi. Markku Alen (è al 
suo secondo titolo iridato, do¬ 
po il successo ottenuto ieri ne¬ 
gli Usa) nel Rally Olympus sa¬ 
rà al volante della «Lancia 
Delta SI- assieme all’italiano 
Micky Biason. Sabato sarà de¬ 
dicato alle qualificazioni c sul 
tracciato di 1.260 metri ogni 
pilota incontrerà tutti gli altri 
concorrenti. Domenica le fi¬ 
nali. 

Nell’equitazione 
Anna d’Inghilterra 
succede al padre 

LONDRA — Una 
piccola -Dynasty- 
si verifica anche 
nello spore oggi il 
principe Filippo, 
Duca d’Fdimbur- 
go, cederà le redini della Fede¬ 
razione degli sport equestri 
(Fei) alla figlia, la principessa 
Anna. Il passaggio di poteri 
avverrà con l’elezione della 
principessa, esperta amazzone 
e campionessa europea di con¬ 
corso completo nel 1971, da 
parte dell’assemblea generale 
che si riunisce por due giorni 
da oggi a Londra. 

Vandalismo 
contro l’auto 
di Branco 

BRESCIA — Atto 
di vandalismo ai 
danni del terzino 
del Broscia, il bra- 
siliano Branco: 
una grossa pietra, 
del peso di circa tre chili, è sta¬ 
ta scagliata lunedì sera contro 
la «Brmv». il giocatore, nel 
sporgere denuncia contro 
ignoti al carabinieri, si è detto 
spaventato per l’episodio e te¬ 
me che sia frutto dell’astio di¬ 
mostrato nei suol confronti da 
[«leuni «ultra:*. 



























MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


Ieri a Roma 


minima 3 


15 



Quale 
Roma per 
il 2000? 



ROMA 


REGIONE 


Capitale cercasi... 

Cambia il disegno della metropoli 
Ma rimarrà a Est il «nuovo centro? 



massima 15° 


» 


STORIE NASCOSTE 

Morte 




ottuagenario 

in un viaie 


Il plano regolatore della 
cui «grande variante» si ac¬ 
cinge domani a discutere la 
terza conferenza urbanisti¬ 
ca, ha ufficialmente 21 anni. 
Fu 11 16 dicembre del 1965, 
Infatti, che l’allora presiden¬ 
te della Repubblica Giusep¬ 
pe Sagarat appose la sua fir¬ 
ma In calce all’elaborato che 
esattamente tre anni prima 
era passato di stretta misura 
In una storica seduta del 
consiglio comunale. Solo 
grazie al voto di un monar¬ 
chico, infatti, la prima giun¬ 
ta di centro-sinistra guidata 
dal sindaco Glauco Della 
Porta, era riuscita a fare ap¬ 
provare il progetto »a occhio 
e croce», come lo avevano 
bollato 1 comunisti. (C’erano 
voluti quindici anni per redi¬ 
gerlo ma resterà In vigore, 
così come era stato votato, 
solamente due anni. Il 17 ot¬ 
tobre del 1967, Infatti, il nuo¬ 
vo consiglio comunale con 
sfndaco Amerigo Petruccl, 
approva una «variante gene¬ 
rale» per rendere operante la 
legge 167 per l’edilizia econo¬ 
mica e popolare. In realtà 
per completare lo svuota¬ 
mento del piano stesso). In 
che cosa consisteva lo scon¬ 
tro in atto? E perché il Pel 
(ma erano suoi alleati l'Isti¬ 
tuto di Urbanistica, le asso¬ 
ciazioni ambientalistiche. gli 
intellettuali più in generale) 
votò contro? 

•Bisogna decidersi fra due 
linee — furono le parole di 
Piero Della Seta, allora gio¬ 
vanissimo consigliere comu¬ 
nale — quella che sceglie co¬ 
me alleata la speculazione e 
quella che vuole combatter¬ 
la. Non c’è compromesso fra 
le due». E invece il piano pro¬ 
posto all'approvazione del 
consiglio comunale era pro¬ 
prio questo, un •compromes¬ 
so» fra la vecchia linea del 
Campidoglio di lasciare car¬ 
ta bianca alla proprietà fon¬ 
diaria e le nuove esigenze 
della città-capitale che, pre¬ 
tendendo migliori servizi, 
obbligavano a guidare alme¬ 
no in parte l’espansione. 
Vengono previste dal piano 
nuove zone residenziali, 
nuovi centri direzionali, 
nuove arterie stradali, nuove 
infrastrutture urbane. Ma 
dove? Il piano propone con¬ 
temporaneamente l’Est e 
l’Ovest. Insomma non si fa 
altro che aggiungere alle 
scelte vecchie nuove direzio¬ 
ni. Le linee di sviluppo in 
ogni modo seguono per «pu¬ 
ra coincidenza» l percorsi 
della grande proprietà fon¬ 
diaria. Ancora Della Seta. «È 
ripresentata la zona fra la 
via di Pineta Sacchetti e la 
ferrovia Roma-Viterbo, di 
proprietà della società Im¬ 
mobiliare Pineto. formata 
dai Torlonia e dalla società 
Generale immobiliare, per 
160 ettari; è riproposta tutta 
la zona dell’Eur di proprietà 
del marchese Saolaro del 
Borgo, per 50 ettari e della 
società Tota (marchese Geri- 
nl e padri salesiani) per 1 re¬ 
stanti 65 ettari. E la zona del 


Casaletto, sotto Villa Pam- 
phili, di cui fu prevista nel 
1959 la lottizzazione a servi¬ 
zio esclusivo di alcuni istitu¬ 
ti religiosi proprietari delle 
aree». 

In quanto alle zone di 
•nuova espansione», Della 
Seta fa notare che accanto al 
tradizionali attori della spe¬ 
culazione fondiaria di Ro¬ 
ma, 1 famosi magnifici sette, 
cioè Vaselli, Lanza, Talenti, 
Scalerà, Lancellottl, Immo¬ 
biliare, Gerini, in mano ai 
quali alla fine della guerra 
erano concentrati 50 milioni 
di metri quadri praticamen¬ 
te la gran parte della ric¬ 
chezza fondiaria della città, 
compaiono altri personaggi 
fino a quel momento assenti. 
A sud dell’Eur, la Società 
Condotte d'Acqua e la Edi¬ 
son. A est Invece, compaiono 
Pirelli e Beltrame, anche lo¬ 
ro compratori di terre «di cui 
si prevede l’espansione». Per¬ 
ché tanto scandalo? Perché 1 
costi delle urbanizzazioni 
(scuole, ambulatori, edifici 
comunali, cioè quanto rende 
•abitabile» un quartiere e che 
costituiscono l'onore mag¬ 
giore) restano a carico del 
Comune. Mentre 1 grossi 
profitti vanno nelle tasche 
dei proprietari. Senza conta¬ 
re che il Comune viene 
espropriato della direzione 
dell’espansione della città. 

Ma il Pei perse la sua bat¬ 
taglia e con lui quanti lo ave¬ 
vano sostenuto. li Piano re¬ 
golatore del ’67 è ancora 
quello di oggi. Nonostante 
gli otti anni di giunta di sini¬ 
stra abbiano potuto apporta¬ 
re modifiche importanti. I 
risultati: la zona dell’Eur, 
potenziata sia con residenze 
sia con edifici direzionali, è 
diventata l'espansione urba¬ 
na principale a discapito del¬ 
la zona orientale. Sono state 
inserite nuove zone indu¬ 
striali in prossimità dell’ae¬ 
roporto di Fiumicino, ai pie¬ 
di dei Castelli romani e al 
confine del Comune verso la 
pianura Pontina. Sempre a 
danno della direttrice d’e¬ 
spansione orientale vengono 
inseriti nell’Agro Romano 
più prossimo alla città 130 
nuclei nuovi per circa 150mi- 
la abitanti, sparpagliati in 
tutto il territorio con preva¬ 
lenza verso nord e ovest. Le 
vastissime zone di completa¬ 
mento, cioè i »buchl» che non 
erano ancora stati riempiti 
di cemento, invece di diveni¬ 
re verde o attrezzature col¬ 
lettive, sono destinate nuo¬ 
vamente all’edilizia, appe¬ 
santendo ancora di più 1 
quartieri intermedi e centra¬ 
li. Per il centro storico si In¬ 
terviene edificio per edificio, 
soprattutto per «mantenere 
l’assetto esterno» e il «colore 
locale». Con la variante del 
*67 le cose addirittura peg¬ 
giorarono. E oggi la città è 
chiamata a discutere sul suo 
futuro di Capitale. Riuscirà 
Roma a compiere questo 
•grande salto»? 

Maddalena Tulanti 


Domani cominciano i lavori della terza conferenza urbanistica - L’obiettivo: costruire una capitale europea - Sulla 
variante al piano regolatore sembrano tutti d’accordo - Ma come? In che direzione andare? Quali scelte fare? 


La capitate del Duemila potrà essere disegnata nei 
prossimi giorni? Domani, nella Biblioteca nazionale, 
a Castro Pretorio, iniziano i lavori della terza confe¬ 
renza urbanistica cittadina organizzata dal Campi¬ 
doglio. È; un appuntamento importante malgrado vi 
si giunga in ritardo c malgrado la preparazione sia 
stata superficiale. Sono trascorsi nove anni da quan¬ 
do, nel luglio del '77, data della prima conferenza 
urbanistica cittadina, veniva «inventato- dalla giun¬ 
ta di sinistra questo modo di disegnare tutti insieme 
— partiti e movimenti, sindacati e imprenditori, as¬ 
sociazioni e urbanisti, architetti e ingegneri — i nuo¬ 
vi contorni -fisici-, estetici cd economici della città. 
Allora, nove anni fa, i problemi sul tappeto erano 
altri. Si trattava soprattutto di risolvere due questio¬ 
ni, quella delle borgate e quella del centro storico. In 
entrambi i casi le soluzioni riguardavano la vita del¬ 
la gente: là, nella Roma -spontanea- bisogna portare 
fogne, luce, acqua, servizi; qui, nei vecchi rioni della 
città -consolidata- era necessario ristrutturare case e 
palazzi per impedire che banche c immobiliari, avide 
di miniappartamenti di lusso c nuove sedi, conti¬ 
nuassero a cacciare gli abitanti. Due compiti imma¬ 
ni che le giunte di sinistra affrontarono con i mezzi 
a disposizione e con risultati piu o meno soddisfacen¬ 


ti. Ala con grande coraggio e determinazione lascian¬ 
do in eredità proprio quei risultati dai quali partire 
per completare l’opera. 

E oggi? Cosa c’è sul tappeto alta fine del 1986? Se 
prima bisognava disegnare una città, ora è necessa¬ 
rio costruire una capitale. Dare dignità alla periferia 
e ai quartieri intermedi, restituirla al centro storico; 
lasciare che Roma respiri offrendole polmoni di ver¬ 
de, limitando il traffico privato e potenziando quello 
pubblico; spingerla a svilupparsi e ingrandirsi in 
rapporto con i centri che la circondano. In una paro¬ 
la è il momento di rivedere le linee generali del suo 
sviluppo, andare alla «grande variante» del piano 
regolatore. In che modo? Sulle linee di fondo i partiti 
sembrano tutti d'accordo: sulla riduzione della mobi¬ 
lità privato e sut potenziamento di quella pubblica; 
sul sistema direzionale orientale e sulla pianifi¬ 
cazione dell’area metropolitana; sul ridimensiona¬ 
mento dell'espansione edilizia e sulla salvaguardia 
de) patrimonio culturale e ambientale. 

Ala si tratta di concordia fittizia, in realtà le posi¬ 
zioni fra i vati interlocutori sono molto più lontane 
di quanta appaia. Sullo Sdo, per esempio. I -verdi» 
non lo vogliono per niente. Il pentapartito ne sostie¬ 
ne la necessità per alleggerire il centro storico dalle 


funzioni direzionali, proprio come l’opposizione co¬ 
munista. Poi si vede che il Pei lo vuole davvero men¬ 
tre le scelte dell’amministrazione preferirebbero an¬ 
dare in altra direzione. Prova ne sia il fatto che alla 
fine del mese scadono i termini per l’impiego dei 25 
miliardi stanziati dalla legge per Roma capitale, utili 
alle prime opere per avviare il sistema, trasferendo 
da subito nelle aree demaniali di Ccntocelle ministe¬ 
ri e varia direzionalità statale, e ristrutturando la 
Roma-Fiuggi, e ancora la giunta capitolina non ha 
mosso un dito. Inoltre nelle stanze di Signorotto vie¬ 
ne ventilata con sempre più insistenza la proposta di 
realizzare all'Eur (già congestionato) il centro con¬ 
gressi e al Laurcntino i mercati generali. Cioè in 
direzione opposta a quella dello Sdo. Senza contare 
che per la De c i suoi alleati non esiste neppure una 
questione -verde» e che di chiusura del centro storico 
non si vuol sentire parlare. 

La parola comunque non spetta solo a loro. A me¬ 
no che la conferenza urbanistica non si risolva in 
una «tetra sequela di monologhi» come qualcuno te¬ 
me, l'incontro cittadino può dare all’amministrazio¬ 
ne non solo suggerimenti, ma chiedere anche impe¬ 
gni. 

m. t. 



«I ministeri a oriente, uno sbaglio. 
Meglio sistemarli attorno alla città» 

La Lega ambiente: «II progetto del sistema direzionale è un’illusione ed un errore» - Spostare gli uffici in diversi punti 
dell’area metropolitana - Giardini al posto dei palazzoni umbertini - Misure concrete per l’emergenza-traffìco 


Da 2 anni si 
costruiscono 


più alloggi 

Secondo una ricerca, nell’84 aumentato di un 
terzo il rilascio delle concessioni in edilizia 


Dopo la crisi del triennio 
1981-1983, la produzione edi¬ 
lizia complessiva a Roma e 
provincia registra, a partire 
dal 1984, una inversione di 
tendenza. Pur non raggiun¬ 
gendo i livelli degli anni 
1979-1980, nel 1984, infatti, le 
concessioni rilasciate sono 
aumentate — nei confronti 
del 1983 — del 25% circa nel¬ 
la provincia e di oltre il 30% 
a Roma. Questi dati non ten¬ 
gono tuttavia conto dell'atti¬ 
vità edilizia abusiva. Feno¬ 
meno particolarmente rile¬ 
vante: secondo un'indagine 
svolta nel 1979, la produzio¬ 
ne edilizia abusiva nel Co¬ 
mune di Roma, tra 11 1970 e il 
1979, è stata pari a 418mila 
stanze, a fronte di una pro¬ 
duzione legale che nello stes¬ 
so periodo è stata pari a 
320mlla stanze. 

Sono questi alcuni del ri¬ 
sultati emersi dalla ricerca 
svolta dal Crescme (Centro 
di ricerche economiche so¬ 
ciologiche e di mercato nel- 
redillzla) su Incarico della 
cassa edile. La ricerca è stata 


presentata ieri pomerìggio a 
Roma. Per quanto riguarda 
l’edilizia residenziale, biso¬ 
gna distinguere tra edilizia 
privata e interventi di edili¬ 
zia economica e popolare 
realizzati con il concorso fi¬ 
nanziario pubblico. La pri¬ 
ma ha registrato una forte 
caduta di attività mentre il 
secondo comparto ha rag¬ 
giunto 1 livelli antecedenti la 
crisi: sono stati realizzati nel 
triennio 1981-19831 due terzi 
delle abitazioni oggetto di 
concessione edilizia. 

Fin qui 1 risultati della ri¬ 
cerca. Resta il fatto che è an¬ 
cora bloccata la costruzione 
nella capitale di circa 1200 
alloggi di edilizia economica 
e popolare. I cantieri dell’I- 
stituto autonomo case popo» 
lari sono fermi — come più 
volte hanno denunciato le 
organizzazioni sindacali — 
nonostante che I fondi ne¬ 
cessari siano da tempo già 
disponibili. E l'inerzia della 
iunta Slgnorello, oltre che 
ella Regione Lazio, Impedi¬ 
sce la costruzione o la stessa 
assegnazione di altri alloggi 
già ultimati. 



«La conferenza urbanistica così come è 
stata organizzata è un bluff». Fin qui potreb¬ 
be sembrare una critica al metodo, ma la 
Lega Ambiente spara alto. E che bordate! Il 
bersaglio grosso è lo Sdo, il famoso progetto 
di sistema direzionale orientale che un po’ 
tutti ritengono la ricetta del Duemila per rie¬ 
quilibrare Roma-Capitale. 

•Lo sviluppo della città verso Est è innanzi 
tutto un’illusione — ha detto Fabrizio Giove¬ 
nale, della segreteria nazionale della Lega 
Ambiente ieri in una conferenza stampa — 
basta fare un sopralluogo o guardare una 
carta della zona per accorgersi che di spazio 
per realizzare il progetto Sdo ne è rimasto 
pochino». ' 

•Basterebbe questo dato di fatto — dice la 
Lega — per far pensare ad altro. Ma lo Sdo 
non è debole solo da un punto di vista prati¬ 
co, fa acqua anche sotto un profilo strategi¬ 
co». «Quella di trasformare la città da "radio- 
centrica” a •‘lineare’’ è una vecchia Idea — ha 
spiegato Giovenale — cl provò 11 fascismo 
con il plano regolatore del *31, ma 11 progetto 
abortì dopo aver partorito l'Eur. Alla fine de¬ 
gli anni 50 venne proposto l'Asse attrezzato, 
un disegno che prefigurava una città futura 
con 5 milioni di abitanti. Ipotesi che si è rive¬ 
lata sbagliata. E allora — dice Giovenale — 
perché puntare su un progetto che può tra- 
dursl in raddoppi ulteriori di cubature edili¬ 
zie? È molto piu ragionevole prendere atto 
della conformazione radiale della città e ten¬ 
tare di rovesciare I pesi dal centro alla corona 
periferica. Perché anziché cercare di risolve¬ 
re i problemi aggiungendo altre cose non si 
toglie e si razionalizza l’esistente?». 

Ma 11 progetto Sdo si basa sull'idea di de¬ 
congestionare Il centro storico di Roma tra¬ 
sferendo il peso del ministeri... Ma è conve¬ 
niente — chiede la Lega — riconcentrare 
queste strutture e funzioni? Basterebbe tra¬ 
sferire nell’area dell’ex aeroporto di Cento- 
celle caserme e ministeri militari — risponde 
— per il resto meglio distribuire gli altri mi¬ 
nisteri in altri punti dell'area metropolitana. 
In questo modo si darebbe avvio ad un vero e 
proprio decentramento. Alla realizzazione 
della città «arcipelago* dove sla 11 centro che 
la periferia possano avere un equivalente li¬ 
vello qualitativo, Con la città a due centri 


(l’Ipotesi Sdo) tutto il resto dell’area metro¬ 
politana verrebbe condannato alla dequalifi¬ 
cazione. 

E una volta svuotati 1 palazzi dei ministeri 
che fare di quel gusci vuoti? La lega ambien¬ 
te lancia una specie di provocazione anche se 
accompagnata da un invito a rifletterci su. 
L’idea è quella di fare tabula rasa. Fare ma¬ 
cerie dei palazzi umbertini ma bisogna esse¬ 
re in grado di sostituirle il vecchio con qual¬ 
cosa di nuovo e di migliore. E in questo nuo¬ 
vo disegno perché non pensare a delle aree 
verdi? Un bel giardino al posto del ministero 
del Tesoro, ed è solo un esempio. Il verde è 
un’«ossesslone» degli ambientalisti ma anche 
se invitano a «sognare* hanno «radici* che 
affondano nel terreno dell’emergenza. «Che 
senso ha — ha detto Gianni Celestini delia 
segreteria regionale della Lega — ipotizzare 
la città del futuro se non si affrontano subito 
i mali che tengono continuamente Roma In 
una fase preagonlca? Il traffico, tanto per 
fare un esempio. La Lega ambiente chiede 
impegni seri, concreti (vigilanza stretta, di¬ 
vieti) per penalizzare il trasporto privato e 
dare spazio al mezzo pubblico. E a proposito 
di trasporto urbano la Lega ambiente «smon¬ 
ta* il progetto di metropolitane proposto dal- 
rintermetro. E al postodi nuove gallerie pro¬ 
pone di affiancare alle linee ferroviarie esi¬ 
stenti nuovi binari per realizzare metropoli¬ 
tane di superficie. L’unico tunnel che vedono 
di buon occhio è quello della linea-metrò dal 
Flaminio a «sotto i Fori* che agevolerebbe la 
realizzazione del «Progetto Fori» dell’amml- 
nistrazione Petrose!!! concorrendo al decon¬ 
gestionamento e alla riqualificazione del 
centro storico. Centro storico che potrebbe 
respirare a pieni polmoni realizzando una re¬ 
te sempre più ampia di isole pedonali, ridu¬ 
cendo al minimo la presenza e l’uso di mezzi 
motorizzati, vietando l’accesso al mezzi pe¬ 
santi (camion e pullman) organizzando la 
raccolta notturna del rifiuti e lo scarico e 
carico delle merci prima dell’alba. Ed elimi¬ 
nando veleni, fumi e rumori andrebbe Inten¬ 
sificata la campagna per il risanamento. Il 
restauro e II recupero del patrimonio archi¬ 
tettonico ed edilizio. 


Ronafdo Pergolini 


del cimitero 

Per portare fiori sulla tomba della mo¬ 
glie è uscito di casa a notte fonda, voleva 
tornare prima che la città si svegliasse 


SI è accasciato a terra al¬ 
l’Improvviso, stroncato dal 
gelo e dagli anni, nel mezzo 
della strada che taglia lo 
sterminato cimitero di Pri¬ 
ma Porta. Per ore è rimasto 
senza un nome, in tasca non 
aveva che poche lire, una 
tessera dell’Acotral per 11 
tragitto Ostia-Roma, un fo¬ 
glietto con su scritta l’ubica¬ 
zione di una tomba, prezioso 
vademecum per non perder¬ 
si nella metropoli dei morti 
sorta a nord della capitale. 
•Ma accidenti, quando passa 
questo autobus?» — e si è al¬ 
zato dalla panchina, forse 
per battere i piedi intirizziti 
dal freddo, forse per scorgere 
meglio l’arrivo del bus, forse 
pungolato da una fitta al 
cuore — «Ma dove va? — gli 
ha chiesto una donna che co¬ 
me lui si avviava già sulla 
via del ritorno a casa — Stia 
seduto, vedrà che adesso 
passa». 

Ma Enrico Romani, 84 an¬ 
ni, che abitava da solo in un 
appartamento a Ostia dopo 
la morte della moglie, aveva 
già cessato di vivere. Ad 
identificarlo ci ha pensato 11 
figlio, a fine mattinata, nella 
gelida stanza dell’obitorio 
del Policlinico. Per giungere 
fin lì il trasporto della polizia 
mortuaria ci ha messo un 
tempo interminabile, ore per 
traversare da nord ad est 
una città che si era ormai 
svegliata ed era preda del so¬ 
lito ingorgo. E ancora un in¬ 
gorgo attende la salma per 
quando, saziata la burocra¬ 
zia, dovrà di nuovo attraver¬ 
sare la città per essere tumu¬ 
lato a pochi metri da dove è 
stato trovato. 

Proprio per evitare il caos 
cittadino Enrico Romani era 
partito prima dell’alba dalla 


sua casa al numero otto di 
via delle Fiamme Gialle. Co¬ 
me ogni settimana voleva 
essere al cimitero alle sette, 
all’apertura, per visitare la 
tomba della moglie morta 
qualche anno prima. Un pe¬ 
noso calvario fatto di due 
autobus e del trenino, un ve¬ 
ro «viaggio», da Ostia al chi¬ 
lometro 14 e 400 della via 
Flaminia. 

L’Atac ha anche istituito 
due corse, una alle 9 e una 
alle 14, che portano diretta- 
mente a Prima Porta quel 
cittadini di Ostia costretti a 
giungere fin là perché hanno 
perso i loro cari nel periodo 
in cui il cimitero di Ostia an¬ 
tica era tutto esaurito e do¬ 
veva essere ingrandito. Ma 
di quel servizio non si servo¬ 
no che poche persone, spesso 
le corse si fermano ad Àcilla 
e tornano indietro per man¬ 
canza di utenti. Forse perché 
le 9 di mattina sono un’ora 
troppo tarda per quei vecchi 
che, come Enrico Romani; 
non rubano al sonno che po¬ 
che ore, trascorrono le notti 
a contare 1 minuti, sono già 
In piedi molto prima del sole 
ad attendere dalla radio la 
compagnia del primo noti¬ 
ziario. 

Il cimitero di Prima Porta 
la mattina presto è sempre 
affogato nella nebbia, l’aria 
è carica dì umidità e dell’o¬ 
dore fortissimo dei fiori 
marciti. All’interno, ogni 
giorno, tantissime persone 
anziane vagano alla ricerca 
di una fontanella per pulire 
le tombe dagli agni dei ci¬ 
pressi, mondano dalle foglie 
secche fiori quasi passiti, 
aspettano al gelo un autobus 
che li riporti a casa. Qualcu¬ 
no, anche, muore. 

Roberto Gressi 


Alle 17.30 a Campo de’ Fiori 


Fgci in piazza 
a fianco dei 
giovani francesi 


Accanto agli studenti oggi 
pomeriggio in piazza Campo 
de’ Fiori alle 17,30 ci saranno 
1 comunisti romani. La Fe¬ 
derazione del Pei ha infatti 
aderito alla manifestazione 
di solidarietà con il movi¬ 
mento studentesco francese 
indetta dalla Fgci. Non è un 
fatto solo simbolico che i 
giovani romani esprimano il 
loro impegno ad essere a 
fianco dei loro coetani fran¬ 
cesi che si stanno misurando 
contro la politica conserva¬ 
trice del governo Chirac so¬ 
prattutto nel momento in 
cui la protesta popolare nelle 
piazze di Parigi è riuscita ad 
ottenere il ritiro della legge 
che introduceva nel sistema 
scolastico criteri di competi¬ 
zione selvaggia ma questa 
vittoria è stata pagata un 
prezzo altissimo con l’ucci¬ 


sione di uno studente di ori¬ 
gine araba da parte delle for¬ 
ze dell’ordine. Sottolineando 
la sintonia con i temi di uha 
battaglia civile che mira a 
respingere la logica neolibe¬ 
rista dell’università i comu¬ 
nisti romani aggiungono: 
•La nostra solidarietà è tanto 
più forte in quanto anche gU 
studenti italiani hanno di¬ 
mostrato la forza di un mo¬ 
vimento unitario e pacifico 
che vuole il rinnovamento 
della scuola e si è impegnato 
per combattere la linea retri¬ 
va del ministro Falcucci». 
Questa mattina scioperano 
anche gli studenti dei Castel¬ 
li. Per la revisione dell’intesa 
sull’ora di religione, per l’e¬ 
dilizia scolastica e una mag¬ 
giore democrazia la lega de¬ 
gli studenti federata alla 
Fgci e 11 coordinamento delle 
scuole dei Castelli ha indetto 
assemblee in tutte le scuole. 


Contro il degrado 
arrivano altre firme 
di intellettuali 


Continuano a pervenire 
altre adesioni alla manife¬ 
stazione promossa da un 
gruppo di intellettuali con¬ 
tro il degrado di Roma. Il 
prossimo 20 dicembre, alle 
ore 15,30 partirà da piazza S. 
Giovanni un corteo che si 
concluderà davanti ai Fori 
con una fiaccolata e un in¬ 
contro-spettacolo. L’appello 
degli intellettuali — tra i pri¬ 
mi firmatari Stefano Rodo¬ 
tà, Alberto Moravia, Natalia 
Ginzburg, Italo Insolera, 
Giovanni Berlinguer, Massi¬ 
mo Brutti, Ettore Scola, An¬ 
gela Vincy — è stato raccolto 
anche da Antonello Vcndlttl, 
Nanni Loy, Giovanna Mari¬ 
ni, la Scuola popolare di mu¬ 
sica di Testacelo, Antonio 
Sallnes, Chicco Testa, Gian¬ 
ni Squltleri, Paolo Degli 
Esplnosa, tecnici c ricercato¬ 
ri, il cineclub l’Officina, Li¬ 


liana Cavani, Alberto Lat- 
tuada, Ugo Gregoretti, Tul¬ 
lio Kezich. Lisa Gastoni, 
Giuliano Montalto. Anche 
molti docenti universitari e 
di scuola media: Maria Luisa 
Boccia, Tullio De Mauro, 
Giuseppe Orlando, Benedet¬ 
to Vertecchl, Giuseppe Cot- 
turri. Maria Rita Ridillo. 
Adolfo Cecilia, Annarita 
Buttafuoco del Dwf, Franco 
Valeri, della protezione civi¬ 
le, Michele Falconieri, Vin¬ 
cenzo Cerami, Mario Socra¬ 
te, Gabriella Chiarcossl, Ma¬ 
riella Di Majo, Alessandra 
Mantoni, Carmelo Covato, 
Giovanni Rapone, Serena 
Sapegno, Roberto Antonelll, 
Vanna Gentili, Antonio Cer- 
radese, Giorgio DI Majo, 
Laura Frontali, Paolo Mas- 
sacci, Carlo Travagllnl, 
Gianni Orlandi, Flore Tradi¬ 
ti, Miriam Mafai. E i'ArcI 
provinciale. 








































16 


Appuntamenti 


SIDERURGIA ENERGIA AMBIEN¬ 
TE — É il toma di un convegno di 
studi organizzato da Nuova Itatsider 
e Gruppo Iri Finsider con l'auspicio 
della Accademia dei Lincei che si tie¬ 
ne oggi, oro 9. a Palazzo Corsini (Via 
della lungara. 10). Relazioni, comu¬ 
nicazioni e dibattito. 

L'ARTE DELL'OTTOCENTO — L# 
casa editrice Fratelli Palombi presen¬ 
ta il volume di Robert Rosenblum e 
H.W. Janson oggi, ore 18.30, nelle 
salo della Fmarto (Via Margutta, 54) 
in occasione dell'esposizione dei 
quadri dell'800. 

TECNICA IPNOTICA — Presso la 


Móstre 


» IMMAGINI E FORME DEL¬ 
L'ACQUA NELLE ARTI FIGURATI¬ 
VE — é organizzata dall'Istituto na¬ 
zionale per la Grafica in collaborazio¬ 
ne con TAcea La mostra, nella sede 
di via della Stamperia, n 6. rimarrà 
aperta Imo al 15 gennaio con il se- 

E uonte orano feriale e domeniche 
-13. mercoledì o sabato 
9-13/16-19. lunedi e festività infra¬ 
settimanali chiuso. 

■ LORENZO VIANI 1892-1930 
— Ottanta opere tra dipinti, disegni 
o grafica Palazzo Braschi (Piazza S. 
Pantaleo). Ore 9-13 30, martedì, 
giovedì o sabato anche 17-19.30. 
domenica 9-13. lunedì chiuso. Fino 
al 14 dicembre 

■ ROMA CALPESTATA — Nel 
volume e nei disegni di Malizia Ma- 
rom Lumbroso la stona dei tombini 
romani. Presso la Fondazione Gesso 
(Largo Argentina 11). Ore 16-19. 
sabato e festività chiuso. Fino al 19 
dicembre 

■ FRANCESCO TROMBADORI 
— Dipinti 192«-1943 scelti tra 


- ROMA-REGIONE 


MERCOLEDÌ 
10 DICEMBRE 1986 


H 


sede del Cipia (piazza B. Cavoli. 2) 
Guido Czapanzano Munaron tiene 
una conferenza venerdì alle ore 
20.45 sul tema «Induzione e comu¬ 
nicazione: i modelli della tecnica 
ipnotica di Milton H. Erickson». 

ODISSEA E LE SUE TRAME — É il 
tema del prossimo seminano di Psi¬ 
canalisi Contro, dal più ampio titolo 
«Dialoghi con l'inconscio, che si tie¬ 
ne oggi, alle ore 17. al Teatro Eliseo. 
La relazione introduttiva, come di 
consueto, è di Sandro Gindro. 

GLI ITALIANI E LE TASSE — Quali 
risposte ella rivolta dei contribuenti? 
SuU'argomenio un dibattito organiz¬ 


zato dat Centro culturale Mondope- 
raio per domani, ore 18, nella sala 
riunioni di via Tomacelli. 146. Parte¬ 
cipano Francesco Forte, Franco Gal¬ 
lo, Antonio Martino, Antonio Pedo¬ 
ne. Giovanni Somogyi. Franco Ro¬ 
mani. Coordina Mario Salvatorelli. 

VISITE GUIDATE — Il gruppo ar¬ 
cheologico romano organizza la 
prossima visita per domenica 14: 
area sacra di Largo Argentina. Tem¬ 
pio di via Botteghe Oscure. Teatro di 
Pompeo con i docenti Ghint e Toiati. 
Per poter partecipare rivolgersi al 
Gruppo (Via Tento. 41 - Tel. 

382329). 


L’accusa ribalta il verdetto di primo grado per la tragedia di Primavalle del ’73 


Rogo, chiesti tre ergastoli 

«Lodo, Clavo e Grillo ^ I T^ 7 ' 
bruciarono casa Mattei» I. \ 


quelli esposti nelle più importanti 
mostre depoca Accademia di S Lu¬ 
cia (Piazza S Lucia. 771. Oro 10-13 
e 16-20. Fino al 10 dicembre. 

■ IL TRIONFO DELL'ACQUA — 
Acque e acquedotti a Roma dal IV 
sec a C al XX sec Stampe, legisla¬ 
zione nell'età romana, tecnologie 
idrauliche in disegni d'archivio e ma¬ 
teriali originali. Museo della Civiltà 
Romana (Piazza G. Agnelli - Euri Ore 
9-13.30. giovedì e sabato anche 
16-19. festivi 9-13. Lunedi chiuso. 
Fino al 15 gennaio. 

■ BURNE - JONES (1833-1898) 

— Dal Preraffaellismo al Simboli¬ 
smo - ampia scelta di opere grafiche 
dei più importanti musei inglesi. Gal¬ 
leria d'arte moderna (via delle Belle 
Arti. 131). Ore 9-14. martedì, gio¬ 
vedì e sabato anche 15-19. festivi, 
9-13. lunedì chiuso. Fino al 4 gen¬ 
naio. 

■ L'ECOLE DES LOISIRS — Libri 
per bambini delle edizioni Fleurus. 
Fiammanon. Grund. Le Sorbier. Gau- 
thier-Languerau. Centro culturale 


francese (piazza CampiteHi. 3). Ore 
10-13 e 16-20. domenica chiuso. 
Fino al 2 1 dicembre. 

■ EGITTO: 5000 ANNI DI STO¬ 
RIA — Fotografie di Franco Lovera 
sulle zone archeologiche dell'antico 
Egitto, corredate di disegni Crai Sip. 
presso I Accademia d'Egitto. Via 
Omero, 4. Ore 10-13 o 
16.30-19.30. domenica 10-13. Fi¬ 
no all' 11 gennaio. 

■ IMMAGINE ROMA — Orefice¬ 
ria e design di moda. S.. Michele a 
Ripa (Via S. Michele 22). Óre 10-19. 
Fino al 12 dicembre. 

■ SCRITTORI E FASCISMO — 
Posizioni, strategie, istituzioni a con¬ 
fronto. Il congresso internazionale 
del Pen-Club a Dubrovnik nel 1933. 
Mostra documentaria dell'Istituto 
austriaco di cultura in collaborazione 
con il Goethe Institut e il Pen-Centar 
jugoslavo. Istituto austriaco. Viale 8. 
Buozzi. 113. Lunedì-giovedì 9-13 e 
16-18, venerdì 9-16. Fino al ^di¬ 
cembre. 


II pg Liistro ha ricordato il clima politico di quegli anni: «Potere 
Operaio voleya la guerriglia urbana» - Troppi dubbi dopo tredici anni 




Taccuino 


Numeri utili 

Soccorso pubblico d’emergenza 
113 Carobinieri 1 12 - Questura 
centrale 4686 - Vigili del fuoco 
44444 - Cri ambulanze 5100 - 
Guardia medica 475674-1-2-3-4 
- Pronto soccorso oculistico - 
ospedale oftalmico 317041 - Poli¬ 
clinico 490887 - CTO 517931 - 
Istituti Fisioterapici Ospedalieri 
8323472 - Istituto Materno Regi¬ 
na Elena 3595598 - Istituto Regi¬ 
na Elena 49851 - Istituto San Gal¬ 
licano 584831 • Ospedale del 
Bambino Gesù 6567954 - Ospe¬ 
dale G. Eastman 490042 - Ospe¬ 
dale Fatebenef rateili 58731 * 

Ospedale C. Forlanini 5584641 - 
Ospedale Nuovo Regina Marghe¬ 
rita 5844 - Ospedale Oftalmico di 
Roma 317041 - Ospedale Policli¬ 
nico A. Gemelli 33051 - Ospedale 
S. Camillo 58701 • Ospedale S. 
Carlo di Nancy 6381541 - Ospe¬ 
dale S. Eugenio 5925903 • Ospe¬ 
dale S. Filippo Neri 330051 • 
Ospedale S. Giacomo in Augusta 
6726 - Ospedale S. Giovanni 
77051 - Ospedale S- Maria della 
Pietà 33061 • Ospedale S. Spirito 
650901 - Ospedale L. Spallanzani 
554021 - Ospedale Spolverini 
9330550 - Policlinico Umberto I 
490771 Sangue urgente 

4956375 - 7575893 - Centro an¬ 
tiveleni 490663 (giorno), 
4957972 (notte) - Amed (assisten¬ 
za medica domiciliare urgente diur¬ 
na. notturna, festiva) 6810280 - 
Laboratorio odontotecnico 

BR & C 312651-2-3 - Farmacie d 


turno zona centro 1921: Satano- 
Nomentano 1922. Est 1923: Eur 
1924. Aufclio-Flamimo 1925 - Soc¬ 
corso stradale Aci giorno e notte 
116. viabilità 4212 - Acea guasti 
5782241 • 5754315 - 57991 - 
Enel 3606581 - Gas pronto inter¬ 
vento 5107 - Nettezza urbona ri¬ 
mozione oggetti ingombranti 
5403333 - Vigili urbani 67691 - 
Centro informazione disoccupati 
Cgil 770171. 

Giornalai di notte 

Questo è l'elenco delle edicole dove 
dopo *a mezzanotte è possibile tro¬ 
vare i quotidiani freschi di stampa - 
Minotti a viale Manzoni. Magistri- 
ni a viale Manzoni. Pieroni a via Ve¬ 
neto. Gigli a via Veneto. Campone- 
achi alia Galleria Colonna. Oe Santis 
a via del Tritone. Ciocco a corso 
Francia. 

Farmacie notturne 

APPIO: Farmacia Primavera, via Ap- 
p.a Nuova. 213/A. AURELIO: Far¬ 
macia Cichi. via Bomfazi. 12. 
ESQUILINO: Farmacia Cristo Re dei 
ferrovieri. Galleria Testa stazione 
Termini (fino ore 24): Farmacia De 
Luca, via Cavour. 2. EUR: Farmacia 
Imbesi. viale Europa. 76. LUDOVI- 
Sl: Farmacia Internazionale, piazza 
Barberini. 49. MONTI: Farmacia Pi- 
ran. via Nazionale. 228. PARIOLI: 
Farmacia Tre Madonne, via Bando¬ 
ni. 5. PIETRALATA: Farmacia Ra- 
mundo Montarsdo. via Tiburtina. 
437. CENTRO: Farmacia Doricchi. 
via XX Settembre. 47. Farmacia Spi* 


nedi. via Arenula. 73 PORTUEN- 
SE: Farmacia Portuense. via Por¬ 
tense. 425 PRENESTINO-LABI- 
CANO: Farmacia Collatma. via Col- 
latina. 112. PRATI: Farmacia Cola 
di Rienzo, via Cola di Rienzo. 213: 
Farmacia Risorgimento, piazza Ri¬ 
sorgimento, 44. QUADRAHO-CI- 
NECITTA-DON BOSCO: Farmacia 
Cinecittà, via Tusco/ana. 927. TRIE¬ 
STE: Farmacia Carnovale, via Roc- 
cantica. 2: Farmacia S. Emerenzia- 
na. via Nemorense. 182. MONTE 
SACRO: Famacia Gravina, via No- 
mentana. 564 (sospende dal 15 al 
30 agosto). TOR DI QUINTO: Far¬ 
macia Chimica, via Flaminia Nuova. 
248. TRIONFALE: Farmacia Frattu¬ 
ra. via Cipro. 42. OSTIA: Farmacia 
Cavalieri, via Pietro Rosa. 42. LUN¬ 
GHEZZA: Farmacia Bosico. via Lun¬ 
ghezza. 38. NOMENTANO: Farma¬ 
cia Di Giuseppe, piazza Massa Carra¬ 
ra. 110. GIANICOLENSE: Farmacia 
Garroni, piazza San Giovanni di Dio. 
14. MARCONI: Farmacia Marconi, 
viale Marconi. 178. ACILIA: Farma¬ 
cia Angeli Bufalini. via Bomchi. 117. 
OSTIENSE: Farmacia S. Paolo, via 
Ostiense. 168. 

Culle 

Il 6 dicembre è nato Andrea Graffitti. 
la Cellula Pei Selema. porge ai genito¬ 
ri Roberto e Vincenza i più sentiti 
auguri e felicitazioni. 

• • • 

Il 6 dicembre è nato Gabriele Tosato, 
la Cellula Pa Sdenta porge ai genitori 
Massimiliano e Paola i piu sentiti au¬ 
guri e felicitazioni. 


In primo grado tutti assol¬ 
ti. cd ora — a distanza di 11 
anni — la pubblica accusa al 
processo d’appello ne ha 
chiesto la condanna all’erga¬ 
stolo. La storia giudiziaria 
del tragico rogo di Primaval- 
le, con la morte del due figli 
di un segretario di sezione 
missino, sta per chiudersi 
così, dopo tanto tempo, con 
un verdetto ancora incerto, e 
in assenza degli imputati che 
dall’epoca della tragedia vi¬ 
vono all'estero. Secondo il 
procuratore generale di Cor¬ 
te d’Assise d’Appello Anto¬ 
nio Liistro non ci sono dubbi: 
Marino Clavo, Achille Lolioe 
Manlio Grillo sono 1 respon¬ 
sabili del rogo nell'apparta¬ 
mento di Mario Mattei, un 
•attentato politico», come 
l’ha definito il pg, che costò 
la vita ad un bambino di 8 
anni, Stefano e a suo fratello 
Virgilio, di 22. 

I tre imputati appartene¬ 
vano a! gruppo di «Potere 
operaio», per molti anni con¬ 
siderato il vivaio del nuovo 
estremismo sfociato nelle 
Brigate rosse. A loro furono 
attribuiti altri due attentati 
minori contro sedi del Msi e 
contro l’auto di un missino, 
Schiavoncin. Anche questi 
episodi fanno parte del pro¬ 
cesso, e sono stati usati dal¬ 
l'accusa per spiegare il clima 


creato in quegli anni (il rogo 
avvenne il 1G aprile del ’73) 
•dall'aberrante logica — ha 
detto Liistro — degli estre¬ 
misti di Potere operalo che 
voleva Influenzare il mo¬ 
mento politico e portare an¬ 
che a Primavalle la radica- 
ilzzazione della lotta con la 
guerriglia urbana». 

A questa Interpretazione 
«politica»del caso il pg ha ag¬ 
giunto anche un riferimento 
all’episodio dell’uccisione 
dell'agente Antonio Marino 
avvenuta in quei giorni a Mi¬ 
lano, per spiegare la virulen¬ 
za del clima creato dagli «op¬ 
posti estremismi». Sul plano 
tecnico, Invece, Il pg ha ri- 
spolverato la vecchia Istrut¬ 
toria, bocciata dalla Corte 
d’Asslse In primo grado, «ma 
sempre valida», secondo l’ac¬ 
cusa. In pratica Clavo, Grillo 
e Lollo avrebbero versato 
con una tanica di plastica ta 
benzina sotto la porta del¬ 
l’appartamento di Mattel 
prima di dare fuoco. Tracce 
di plastica bruciata furono 
trovate però all’interno della 
casa. «Forse la tanica fu 
spinta dentro dal getto degli 
Idranti», ha sostenuto l’accu¬ 
sa, «oppure dalla bacinella 
d’acqua lanciata dal vicino 
di pianerottolo per aiutare 
mamma Mattei ed 1 figli più 
piccoli a salvarsi». Secondo 11 


difensore di Clavo, l’avvoca¬ 
to Eduardo De Giovanni, an¬ 
che questo particolare con¬ 
tribuisce invece a confonde¬ 
re la dinamica del rogo. 
•Nemmeno 11 vicino ha visto 
nulla sui pianerottolo», ha 
detto De Giovanni. 

La tragica conseguenza di 
quello che poteva essere un 
assurdo ma innocuo attenta¬ 
to dimostrativo è stata la di¬ 
struzione della cameretta 
dove dormivano Stefano e 
Virgilio. Dopo 11 fuoco non è 
rimasto più niente, tranne 11 
ferro delle brande. Come mal 
la porta principale era solo 
bruciacchiata e la camera è 
stata invece carbonizzata? 
Di sicuro c’erano materiali 
infiammabili, liquidi e verni¬ 
ci da pittore ammucchiate 
nella cameretta dei ragazzi 
perché In 40 metri quadri al¬ 
loggiavano 4 persone. «Ma 
questo — ha detto l’avvocato 
De Giovanni — rende Impos¬ 
sibile qualsiasi accertamen¬ 
to, e tutte le ipotesi restano 
tali, senza il conforto di una 
prova». Tra questi dubbi na¬ 
viga dunque il processo 
giunto alle ultime battute. 
Entro pochi giorni uscirà 11 
verdetto, e forse 12 anni sono 
troppi anche per un episodio 
cosi complesso. 


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Raimondo Bultrini |_a f 0 || a davanti all'abitazione di Mattei dopo il delitto 


Elio Tronti, è stato medicato al S. Giacomo A Torrespaccata il fratello di una pellicciala 


Non credeva alla rapina 
Accoltellato da 2 donne 

Aveva dato un passaggio a due autostoppiste - Prima di scende¬ 
re le due giovani gli hanno intimato di consegnare il portafogli 


È ferito mentre tenta 
di fermare due banditi 

Carlo Ambrosi, 35 anni, è stato colpito alla testa e alla pan¬ 
cia - I malviventi sono riusciti a fuggire verso Villa Irma 


Tv locali 


VIDEOUNO 


canale 59 


13.35 I supercartons; 14 Tg notizie: 14.10 
Programma per ragazzi: 18 Novela «I cento 
giorni di Andrea»; 19.05 Cartoni «Fantasy»; 
19.15 Novela «Povera Clara»; 20.15 Super- 
cartoons; 20.25 Tg notizie; 20.30 Hamburger 
Serenade; 21.45 Tg Tuttoggi; 22 Tutti libri; 

22.35 Calcio; Coppe europee; 23.50 Telefilm 
«I cavalieri del cielo». 


22.30 Arte e spettacolo; 23 I falchi della not¬ 
te; 24 Qui Lazio; 0.30 Film «Il diavolo in cor¬ 
po»; 1.20 Nuova Teleregione News; 2.20 Film 
«La strada del Sud». 


T.R.E. 


canale 29-42 


ELEFANTE 


canale 60 


7 Telefilm «Combat»; 8 Videomattino; 8.55 
Tu e le stelle; 9 Shaker; 12.30 Magic Mo¬ 
ment; 15 II pomeriggione; 18 Laser, spettaco¬ 
lo; 20 Sport; 21 Wanna Marchi; 22 Gioielli 
in...; 1 Shopping in thè night. 


13 Novela «Andrea Celeste»; 14 Film «Ana- 
staia. l'ultima figlia dello Zar»; 15.45 Novela 
«Marcia nuziale»; 16 Sport; 18 Cartoni anima¬ 
ti; 20.10 Novela «Andrea Celeste»; 21.05 
Film «Sherlock Holmes a Washington»; 22.50 
24 ore; 23 Calcetto; 23.20 Film «Gli angeli 
con la faccia sporca». 


Aveva dato un passaggio a due belle ragaz¬ 
ze, ma quando s’è accostato al marciapiede 
per farle scendere le autostoppiste si sono 
trasformate In agguerrite rapinataci. Per 
rubargli 11 portafogli non hanno esitato a fe¬ 
rirlo con un coltellaccio al mento, poi sono 
scappate lasciandolo sanguinante sull’auto. 

La brutta avventura è capitata a Elio 
Tronti, 55 anni, poco dopo le sette nel pressi 
del Foro Italico. Dopo essersi ripreso dallo 
shock, l’uomo s’è presentato all’ospedale S. 
Giacomo, dov’è stato medicato e giudicato 
guaribile in 15 giorni. 

Erano passate da poco le sei del pomerig¬ 
gio, Elio Tronti, a bordo della sua Golf, ha 
visto due giovani ragazze, una blonda e l’al¬ 
tra bruna, chiedere un passaggio. Senza pen¬ 
sarci su un momento ha frenato e le ha fatte 


salire sull’auto. Durante tutto 11 percorso le 
due ragazze hanno scherzato chiacchierato 
allegramente ma quando l’uomo ha accosta¬ 
to al marciapiede di piazza De Bosis, nei 
pressi del Foro Italico, dove avevano chiesto 
di essere portate, le due ragazze cambiando 
tono gli hanno intimato di consegnare 11 por¬ 
tafogli. L’uomo, un po’ pensando ad uno 
scherzo, o forse perché credeva di avere facil¬ 
mente ragione di due donne, ha cercato di 
resistere. È stato allora che le due ragazze, 
per dimsotrargli che non stavano affatto 
scherzando, hanno tirato fuori un coltello e 
senza pensarci due volte gliel’hanno puntato 
alla gola, ferendolo leggermente al mento. 
Subito dopo gli hanno sfilato 11 portafogli 
dalla giacca e sono scappate. E c’è ancora chi 
chiama le donne «11 sesso debole*. 


Una tentata rapina contro 
una pellicceria a domicilio si 
è conclusa Ieri sera con un 
ferito. Carlo Ambrosi, 35 an¬ 
ni, per aver tentato di mette¬ 
re In fuga due rapinatori si 
ritrova ora ricoverato all'o¬ 
spedale S. Giovanni colpito 
da due colpi di pistola alla 
pancia e alla testa. Per 11 gio¬ 
vane la prognosi non è stata 
ancora sciolta. L’episodio è 
accaduto Ieri sera, nel quar¬ 
tiere Torrespaccata, In via 
dell’Astore dove la sorella di 
Ambrosi, Anna di 47 anni, 
confeziona pellicce a domici¬ 
lio. AI termine della giornata 


di lavoro, verso le 20, ha sen¬ 
tito suonare alla porta e, 
pensando a qualche cliente 
ritardatala, ha aperto tran¬ 
quillamente. Ma si è trovata 
di fronte due persone un uo¬ 
mo, con In mano una pistola 
e una donna, che reggeva al¬ 
cuni sacchetti neri deU’im- 
mondizia. 

Le intenzioni del due sono 
state subito chiare. Ma non 
c’è stato tempo per la riusci¬ 
ta della rapina perché ca¬ 
sualmente in casa c’era il 
fratello della pellicciala. Car¬ 
lo Ambrosi, capendo quanto 
stava accadendo, non ha 


perso tempo e si è lanciato 
sul rapinatore tentando di 
disarmarlo. Ma questi è riu¬ 
scito a sparare: sono partiti 
tre colpi, uno è andato a vuo¬ 
to, gli altri due hanno rag¬ 
giunto Ambrosi alla pancia 
e, di striscio, alla testa. Il gio¬ 
vane è stato soccorso Imme¬ 
diatamente e trasportato al¬ 
l’ospedale S. Giovanni, dove 1 
medici lo hanno curato, ma 
non hanno ancora sciolto la 
prognosi. 

I due rapinatori. Invece, 
sono riusciti a fuggire, cor¬ 
rendo a piedi In direzione di 
villa Irma. 


TELELAZIO 


canale 24-42 Protesta degli abitanti di Colli Aniene ieri sulla Paimiro Togliatti 


GBR 


canate 47 


8.30 Buongiorno donna; 13 Novela «Figli miei 
vita mia»; 14.30 Campidoglio; 15.30 Purosan¬ 
gue al galoppo; 16 Cartoni animati; 17.30 Te¬ 
lefilm «Furia»; 18 Novela «Figli miei vita mia»; 
19 Telefilm «Il fascino del mistero»; 19.30 
Telefilm «Fitz Patrick»; 20.45 Videogiornale; 
21.15 L'anima gemella; 21.45 A bocce ferme; 
23 Tutti in scena. 


13.30 Telegiornale; 13.45 Telefilm «Sky 
Ways»; 14 Telefilm «Julia»; 14.30 Telefilm 
«Squadra segreta»; 15.30 Junior Tv; 19.10 
Novela «Tra l'amore e il potere»; 20.15 Tg 
sera; 20.45 Film «Un uomo in vendita»; 22.15 
Telefilm «Squadra segreta»; 23.15 Tg sera; 

23.30 Film «La più bella coppia del mondo». 


TELETEVERE 


canale 34-57 


N. TELEREGIONE 


canate 45 


16.30 Telefilm «Garrison’s Commando»; 

17.30 Mini gioie; 18.30 Si o no: 20.30 Nuova 
Teleregione News; 20.45 Redazionale; 21.15 
America Today; 21.30 Telefilm «Le spie»; 


9.20 Telefilm; 10.20 Film «LSD»; 13 I cittadini 
e la legge; 13.30 Biblioteca aperta, rubrica; 
14.30 Rubrica di arte orafa; 16 I fatti del gior¬ 
no; 17 Film «La grande barriera»; 19 L'agenda 
di domani; 19.20 Oroscopo; 19.30 I fatti del 
giorno; 20 Tutto calcetto; 20.30 Poltronissi¬ 
ma; 21 Controcorrente; 21.30 Telefilm; 23 
Cartomanzia medianica; 23.30 Telefilm; 24 
Oroscopo; 0.10 I fatti del giorno; 0.40 Film 
«Dieci italiani per un tedesco». 


Per quel bus chiamato desiderio 
bloccano la strada per due ore 


partito 


ATTIVO GENERALE OEL PARTI¬ 
TO — É convocato per giovedì 11 
dicembre ore 17 m federazione r At¬ 
tivo generale del partito per la mani¬ 
festinone del 20 dicembre promos¬ 
sa dagh intellettuali contro il degrado 
e per la vita e il futuro di Roma. 
ASSEMBLEE E TESSERAMENTO 
— FATME ore 17.30 rwmone del 
Cd di sezione con il compagno Gof¬ 
fredo Bettiru segretario defla federa¬ 
zione: CELLULE ACl-ACR ore 17 a 
Macao assemblea con i compagni 
Agostino Ottavi e Walter Tocci; MA- 
GHANA ore 18.30 festa del tessera¬ 
mento e incontro con la delegazione 
del Sed di Berlino (Hellmut Muiler. F. 
Funghi). VILLA GORDIANI ore 18 fe¬ 
sta del tesseramento con il compa¬ 
gno Michele Meta: CELLULA GRUP¬ 
PO ENI ore 17 all Eur assemblea con 
i compagni Marghen, ChercN. Cal¬ 
ducci; ACOTRAL LIDO ore 17 a via 
del Gazometro festa del tesseramen¬ 
to con i compagni G Ricci. Angelo 
Fredda. Lamberto Fimo: UNIVERSI¬ 
TARIA ore 17 assemblea su «Di¬ 
scussione programma '86- 87 a fa¬ 
sta del tesseramento»; ALBERONE 
ore 17 assemblea problemi mqmwv 
IACP con d compagno Armando lari- 
mlk: ENTI LOCALI ora 17.30 fasta 
del tesseramento con 0 compiano 
Luigi Panatta: ATAC TOR VERGATA 
era 15 a Terranova riunione dal Cd 
per il tesseramento con d compagno 
Sergio Rodi: QUARTICClOLO or# 18 


m sezione riunione sui problemi dei 
lavoro (Roberto Nardi): ZONA Tu- 
SCOlANA ore 17.30 a Subaugusta 
assemblea sulla Cena delle donne e 
manifestazione del 13 con la compa¬ 
gna Perla Lusa: ZONA NORD ore 18 
a PRIMAVALLE CdZ per la manife¬ 
stazione del 20 (LioneBo Cosentino); 
ZONA APPI A ere 16 presso sez. 
SAN GIOVANNI coor (inamento 
compagni impegnati nei centri anzia¬ 
ni (F. Campagnani). 

RIUNIONE COLLEGI OEI PROBIVI¬ 
RI XVI CIRCOSCRIZIONE — Ore 
18 con a compagno Claudio Siena 
AVVISO ALLE SEZIONI — Tutte le 
sezioni dela città devono organizzare 
per sabato 13 e domemea là uscite 
per d tesseramento a cui partecipe¬ 
ranno i compagni del CI e Oc. Co- 
muKere al più presto le uscite m 
federazione. 

SEZIONE SCIENZA E INNOVA¬ 
ZIONE — Ore 17.30 m federazione 
r*m*one gruppo di lavoro su «Proget¬ 
to dì polo agricolo aumentare nell'A- 

? ro Romano» (CJementeth. Vanzi. 
arda). 

AVVISO ALLE SEZIONI — Si invi¬ 
tano i presidenti dei collegi dei proto- 
vn a consegnare al piu presto al 
compagno Sergo Sacco m federa- 
pone i quei tenari suda vita delie se- 

CIVITAVECCHIA — MANZlANA 
ore 18 commissena sanità (Polizza- 
no-CascianaDi). 


PROSINONE — In federazione ora 
17.30 riunione artigianato (Cervini. 
Berti); ANAGNI ora 18 Cd su etezo- 
ne segretario (Spaziami. 

RIETI — In federazione ore 17.30 
C. federale + segretari sezione su 
«Impegno dei comiavsti per d inno¬ 
vamento deS'Umtà» (Vita). 

TIVOLI — In federazione ore 18 riu¬ 
nione gruppi consiliari + se^etan ck 
sezione di Monterotondo. Mentana. 
Trvob. Guidoni a sul «Piano paesisti¬ 
co» ITegokm); MONTEROTONDO 
ore 18.30 pupo di lavoro sanità dì 
Mentana e Monterotondo (De Vn- 
cenzi): VIILALBA ore 20 fyuppo di 
lavoro su piattaforma creo scrizioni 
(Cicchetta). 

CASTELLI — Attivi sul Cc e mani¬ 
festazione del 18-12 su «Lavoro a 
Sviluppo» con L. Lama: VELLETR! 
ore 18 (Cervi); NETTUNO ore 18 
(Antonacci): VAllEMARTELIA ve 
19 (Di Cola). ARTENA ore 19.30 
(Attiam). CAVA DEI SELCI ore 19 
CcDd delle sez. di Marno. Fontana 
Sala. S Maria delie Mole. Cava dei 
Selci. Frattocchie (Magmi: n sede 
ore 17 Cfc unitamente ai presidenti 
dei collegi dei protowi (Stzufakk). 

AVVISO ALLE ZONE 
E ALLE SEZIONI 

L« zone a le sezioni devono ntvara 
materiale dì propaganda par la mani¬ 
festinone Nazionale delle donno « 
Napoli del 13 dicembre e per la ma- 
mf est azione par Roma dal 20 (kca ru¬ 
bre. 


Una sola linea sempre In 
ritardo e affollatissima per 
un quartiere dove ormai 
vivono 45mila persone. Per 
protestare contro il cattivo 
servizio dell’Atac, Ieri mat¬ 
tina trecento persone. In 
gran parte studenti ed ope¬ 
rai, hanno occupato via 
Paimiro Togliatti, all'in- 
crocio con via Sacco e Van- 
zetti, a Colli Aniene, sulla 
Tiburtina. 

La protesta, spontanea, 
è nata dopo che un gruppo 
di giovani in attesa da una 
ventina di minuti s’è visto 
passare sotto il naso, stra¬ 
colmo e assolutamente 
inavvlcinablle, l’ennesimo 
bus. Per oltre due ore la 
gente, infuriata, s’è piazza¬ 
ta nel bel mezzo della stra¬ 
da impedendo alle auto di 
passare. Il traffico è rima¬ 
sto paralizzato fino alle 
nove passate quando la po¬ 
lizia è intervenuta per 
sciogliere il blocco strada¬ 
le. 

Al termine della protesta 
però un gruppo di studenti 
ha deciso comunque di an¬ 
dare alla sede dell'Atac per 
far ascoltare le proprie ri¬ 
vendicazioni. «Il quartiere 
— spiega un giovane che 
abita nella zona — è cre¬ 



sciuto velocemente, ormai 
siamo quasi 45mlla, ma 
per arrivare In centro ab¬ 
biamo solo li 309, una linea 
con pochi bus e dal percor¬ 
so talmente lungo che pri¬ 
ma ancora di giungere a 
metà tragitto è già straca¬ 
rica e inavvicinabile. 

È un problema serio 
quello dell'autobus — dice 
Angelo Zola, presidente 
della circoscrizione e gli 
abitanti hanno ragione ad 
essere esasperati. Il guaio è 
che non sarà facile arriva¬ 
re ad una soluzione. La li¬ 
nea è carente soprattutto 
perché la Tiburtina è sem¬ 
pre bloccata dal traffico e 
questo rallenta le corse a 
dismisura. Inoltre l’Atac 
non ha autisti a sufficien¬ 
za e per aumentare le corse 
del 309 dovrebbe sguarnire 
quelle di altri quartieri. La 
circoscrizione, comunque, 
ha già fatto del passi pres¬ 
so l’Atac perché il proble¬ 
ma sia affrontato almeno 
per quel che riguarda le 
sua responsabilità. Per al¬ 
leggerire gli Ingorghi sulla 
Tiburtina bisognerà aspet¬ 
tare il completamento del¬ 
lo svincolo tra l’autostrada 
Roma-L'Aqulla e la tan¬ 
genziale». 


Pei: non lasciare 
la cultura senza fondi 

La bocciatura della delibera che finanziava per 1 miliardo e 300 
milioni le attività culturali di autunno è un atto gravissimo — ha 
detto Walter Tocci del gruppo comunista capitolino —. Dopo 
un’estate calda di polemiche e povera di iniziative il pentapartito 
prepara un inverno di ghiaccio senza nessuna manifestazione cul¬ 
turale. Ancora una volta la De boicotta le iniziative, pur povere, 
dell’assessorato alla Cultura. E non è un caso isolato. Gli assessori 
repubblicani hanno infatti già subito il diktat sulla chiusura del 
centro storico, sulla organizzazione delle Usi j» sui dirigenti Amnu. 
Fino a che punto il Pri è disposto a subire? E ormai evidente che 
la De impedisce ogni scelta. Se l’assessore Gatto vuole davvero 
svolgere le manifestazioni abbia il coraggio di ripresentare la deli¬ 
bera. Se c’è la volontà politica è infatti possibile approvarla: la 
scadenza del 30 novembre per l’approvazione degli storni di bilan¬ 
cio è ordinatoria, ma non perentoria. Nello stesso modo in cui la 
giunta ha superato la scadenza (15 settembre) per l’approvazione 
del bilancio può superare quella prevista per gli storni. 

Oggi i funerali 
del giovane handicappato 

I funerali di Armando Ingrassia, il giovane handicappato ucciso a 
coltellate da un ragazzino di quindici anni, si svolgeranno stamane 
alle 11 nella basilica di San Lorenzo fuori le mura. Alla cerimonia 
funebre parteciperanno gli abitanti di via Codroipo, al Prenestino, 
che conoscevano da anni ed erano affezionati aa Armando, rima¬ 
sto un po’ bambinone per colpa di un incidente avuto da piccolo 
ma gentile e sensibile. La gente del quartiere interverrà ai funerali 


imil i).T4i^ill|(iilh):l à»:| njl:^sf JI 




tentata in extremis da Marco M~ «L’ho colpito perché già da un 
pezzo molestava la mia ragazza». «Armando — dice chi lo conosce¬ 
va — non sarebbe mai stato capace di una cosa simile». 


Oggi a «Paese Sera» 
incontro per il Cile 

Oggi alle 19 nella redazione di «Paese Sera» manifestazione dì 
solidarietà per i cinquecento detenuti cileni che stanno portando 
avanti da nove giorni uno sciopero della fame contro il regime di 
Pinochet. All’incontro che vedrà protagonisti Fanj Polarollo e 
Ivaldo Paredes — membri di una delegazione del movimento de¬ 
mocratico cileno venuti dal Cile per denunciare la grave violazione 
dei diritti umani — parteciperanno anche il vicesjndaco Redavid, 
Gianfilippo Benedetti (Pa), Stefano Rossatini (De), Giancarla 
Codrignani (Sinistra indipendente) e Antonio Leal presidente del 
comitato Italia-Cile. 

Una nuova scuola 
a Palmarola 

Finalmente Piantatola avrà la mia scuola. Dopo lunghe battaglie, 
soprattutto dei comunsiti della zona, questa mattina ufficialmen¬ 
te il Comune entrerà in possesso di alcune aree per potervi costrui¬ 
re la scuola. La manifestazione si svolgerà alle ore 9.30, in via Casal 
del Marmo, dove il Pei dà appuntamento a tutta la cittadinanza. 































MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


l'Unità - ROMA-REGIONE 


La tensione attorno al cantiere giova solo a chi vuol costruire a tutti i costi 


Verso il «fatto c 

Monta Ito, 
lavori 
non-stop 



mi 


» 


Tutte le operazioni dietro i cancelli sono ac¬ 
celerate al massimo per rendere impossibile 
la riconversione delle strutture - La mattina¬ 
ta di scontri ha reso la situazione più difficile 


Oal nostro inviato 

MONTALTO DI CASTRO — 
Volti sbigottiti c la tensione 
che si taglia a fette, nella tar¬ 
da mattinata, all'entrata del¬ 
la Centrale di Montalto an¬ 
cora assediata dalla polizia e 
sovrastata dal rombo assor¬ 
dante degli elicotteri, che su¬ 
pera ampiamente il rumore 
di quel pochi, giganteschi 
macchinari in funzione. E 
soprattutto la sensazione 
sconfortante di avere assisti¬ 
to ad un copione recitato già 
troppe volle: una manifesta¬ 
zione di poche centinaia di 
persone, organizzata da Au¬ 
tonomia operaia ed annun¬ 
ciata con gran risalto da ol¬ 
tre un mese; uno spiegamen¬ 
to di forze dell’ordine ben su¬ 
periore ai manifestanti che 
— su questo le testimonianze 
concordano — sono interve¬ 
nute subito e con una durez¬ 
za inusualc mentre nulla era 
stato fatto per prevenire gli 
episodi di violenza che lutti 
temevano (la stessa Lega 
Ambiente ed altri movimen¬ 
ti verdi avevano ufficial¬ 
mente annunciato la loro 
dissociazione per i timori di 
una manifestazione «non 
completamente non violen¬ 
ta»); il timore fondato che i 
•registi» dì questo copione 
avessero ben chiaro il colpo 
di scena finale. Per tutti Io 
esprime con durezza il segre¬ 
tario del Pei viterbese. Quar¬ 
to Trabacchini: •L’esaspera¬ 
zione dentro e fuori il cantie¬ 
re — dice — giova solo a chi 
vuol costruire la centrale nu¬ 
cleare a tutti i costi senza 
aspettare alcuna conferenza 
nazionale sull’energia e met¬ 
tendo tutti di fronte ad un 
fatto compiuto. Sono sba¬ 
gliate e da rigettare le parole 
d’ordine degli autonomi — 
aggiunge Trabacchini — che 
hanno tentato di riconqui¬ 
stare uno spazio proprio a 
partire da qui. Però nessuno 
deve dimenticare — aggiun¬ 
ge — che il Viterbese non è 
una provincia cilena, c nes¬ 
suna militarizzazione della 


Centrale può togliere voce a 
chi ha riflettuto dopo la ca¬ 
tastrofe di Chernobyl». E an¬ 
cora la Fgci viterbese, l’Arci 
e la Lega Ambiente: «Siamo 
forze che si battono da anni 
contro il nucleare e non In¬ 
tendiamo essere ricacciati in 
un ghetto dall’avventurismo 
di qualcuno che vuole torna¬ 
re in scena attraverso un “ri¬ 
ciclaggio verde”. Ma tanto 
meno possiamo subire il ri¬ 
catto — aggiungono — della 
polizia che tende a militariz¬ 
zare il cantiere con il prete¬ 
sto offerto proprio dall’Auto¬ 
nomia, né sopportare il com¬ 
portamento della direzione 
dell’Enel che punta ad ina¬ 
sprire lo scontro e ad Impedi¬ 
re un confronto civile». 

Inizia ad imbrunire. Un 
tramonto dai classici colori 
invernali delia campagna 
deU’aito Lazio a ridosso del 
Tirreno. Ma all’ombra dei 
due giganteschi «coni» dei 
reattori perde ogni fascino. 
Torna la quotidiana franesia 
nella »clttà» di containers 
marroni e monumentali get¬ 
tate di cemento armato, l’in¬ 
cessante via vai dei Tir che 
portano materiali sollevan¬ 
do nuvole di polvere sul via- 
ione di accesso. 1 fischi inter¬ 
mittenti e striduli della ra¬ 
gnatela di gru che fanno ro¬ 
teare carichi sospesi. Calma 
solo apparente. Cosa ne sarà 
del cantiere più grande d’Ita- 
Ua? E della Centrale che sta 
•partorendo» (l’unica su cui 
l’Enel non sembra disposta a 
cedere di un millimetro)? E 
dei suoi 5.500 lavoratori? La 
risposta dovrebbe esserci: 
Conferenza energetica na¬ 
zionale. una sede ufficiale in 
cui decidere cosa fare del nu¬ 
cleare in Italia e. ovviamen¬ 
te. di Montalto. Ma — ormai 
sono sempre in più a dirlo — 
•.rischia di divenire un sem¬ 
plice episodio, tanto bello 
quanto inutile. La sua con¬ 
vocazione slitta di giorno in 
giorno mentre alcuni partiti 
hanno già deciso cosa fare. È 
il caso del sì arrivato poco 




Un momento degli scontri tra la polizia e dimostranti di Autonomia ieri davanti alla centrale di Montalto 


più di una settimana fa dalla 
Direzione nazionale della De 
(che è un si, ovviamente, a 
Montalto), che si affianca al¬ 
la incrollabile volontà re¬ 
pubblicana di realizzare per 
intero il Piano Energetico 
Nazionale (un altro si a Mon¬ 
talto), per finire al «riconsi¬ 
deriamo tutta la situazione, 
ma solo dopo aver concluso 1 
lavori a Montalto» che sem¬ 
bra costituire la »via social¬ 
democratica» al nucleare in 
Italia. 

Di riconversione della co- 
struenda centrale hanno 
parlato esponenti socialisti, 
ma non c’è alcun passo 
avanti nel concreto. 

Ed l *no» pronunciati dal 
Comune di Montalto, dalla 
Provincia e dalla Regione 
Lazio? Di questi, almeno fino 
ad ora, sembra non tener 
conto nessuno. E nessuno 
apparentemente sembra In¬ 
teressarsi — anzi, il muro di 


ostilità è ogni gtorno più so¬ 
lido — delle preoccupazioni e 
delle proteste di sindacati, 
lavoratori del cantiere e po¬ 
polazioni locali. Per la stra¬ 
grande maggioranza dei cin¬ 
quemila operai — è ormai 
chiarissimo — non c’è alcun 
futuro occupazionale ed an¬ 
che la tanto conclamata «ri¬ 
presa economica dell'alto 
Lazio» appare tanto drogata 
quanto effimera. Già la 
•Montalto Mare», una delle 
ditte edili, ha posto in licen¬ 
ziamento 232 operai. Un 
provvedimento poi rientra¬ 
to, ma solo fino alla fine del¬ 
l'anno, dopo due giorni di 
blocco quasi totale del can¬ 
tiere nato spontaneamente 
al di là anche di ogni indica¬ 
zione delle strutture dirigen¬ 
ti del sindacato. Ma la ten¬ 
sione non accenna a dimi¬ 
nuire, e già per il 15 gennaio 
prossimo l’Enel ha annun¬ 
ciato procedure per il licen¬ 


ziamento di circa settecento 
lavoratori. E sarà soltanto la 
prima tornata. 

I lavori per la costruzione 
della Centrale, malgrado i 
giganteschi ritardi, sono or¬ 
mai (afferma l’Enel) al ses¬ 
santa per cento ed alcune 
realizzazioni edilizie si pos¬ 
sono considerare pratica- 
mente concluse. Cosa fare? 
La proposta comunista è 
chiara, ribadita con una ma¬ 
nifestazione a Montalto il 4 
ottobre scorso con parteci¬ 
panti provenienti da Lazio e 
Toscana: sospensione imme¬ 
diata dei lavori, verifica del¬ 
la sicurezza degli impianti e 
delle possibilità di "riconver¬ 
sione (già molte proposte so¬ 
no state presentate), verifica 
delle alternative occupazio¬ 
nali. 

Ma intanto il cantiere non 
si ferma. Tutt’altro. È im¬ 
pressione generale che dopo 
la catastrofe di Chernobyl l 


lavori abbiano subito una 
accelerazione enorme. La ca¬ 
tena di autotreni che porta¬ 
no materiali in Centrale è di¬ 
venuta ormai ininterrotta, ai 
moltissimi lavoratori tra- 
sfertisti (quelli provenienti 
da altre parti d’Italia) è stato 
già proposto di lavorare an¬ 
che il sabato e la domenica, e 
soprattutto le grosse ditte 
che hanno ricevuto le com¬ 
messe per 1 macchinari della 
Centrale (sono già appaltati 
al 90 per cento) stanno por¬ 
tando sempre più strutture 
all’interno del cantiere. Lo 
scopo è chiaro: più si va 
avanti prima della Confe- 
. renza energetica, più si al¬ 
lontana qualsiasi ipotesi di 
riconversione. »Un gioco 
truccato — dice Trabacchini 
—. Di chi vuole garantirsi di 
mettere il risultato al sicuro 
al più presto». 

; Angelo Melone 


Acqua inquinata, la Cgil: «Si dimetta l'assessore» 


Una denuncia è stata presentata ieri dalla Funzione pubblica 
Cgil al procuratore e al pretore della Repubblica per la gravissima 
situazione igienica in cui si trovano > cittadini romani, soprattutto 
del centro storico, a causa dell’inquinamento idrico. 11 sindacato, 
nel motivare l’istanza, spiega diffusamente che le autorità comu¬ 
nali e anche l’Acea non hanno dato ai cittadini sufficienti informa¬ 
zioni sulla differenza deH'approwigionamento idrico attraverso 
l’acquedotto Vergine Antico e Paolo, che non sono potabili, e gli 
altri. Il documento cosi parla di un «vero e proprio attentato alla 
salute pubblica perpetrato negli anni», e per questo si chiede in 
base a «quali accertamenti e analisi sono state concesse le autoriz¬ 
zazioni sanitarie per l’esercizio dei pubblici esercizi di Roma e in 


particolare del centro storico». 

Per quanto riguarda invece le responsabilità del Comune la 
Funzione pubblica Cgil chiede le dimissioni dell’assessore De Bar¬ 
tolo, responsabile politico dell’igiene della capitale, per aver dimo¬ 
strato «ignoranza pesante nell’applicazione di leggi sanitarie, uni¬ 
tamente alle accuse di visionari rivolte ai lavoratori ispettori e 
tecnici». 11 sindacato chiede anche la rimozione del responsabile 
del controllo acque potabili del Comune per aver fornito notizie 
false agli utenti. E denuncia anche l’Acea per la sua sostanziale 
indifferenza burocratica verso i cittadini. 

Il sindacato, in conclusione, fa appello »al governo perché ap¬ 
provi nell’ambito del progetto di Roma capitale uno stanziamento 
specifico per consentire ai romani di usufruire di acqua potabile 
sufficiente al consumo. 


□ Assunzioni nella pubblica 
amministrazione 

Il Comitato per il lavoro della Cgll di Roma 
informa 1 disoccupati romani che per le as¬ 
sunzioni nella pubblica amministrazione ci 
sono quattro possibilità: 

1) ASSUNZIONI TRIMESTRALI: per esigen¬ 
ze eccezionali in ministeri quali Consiglio di 
Stato, ministero Beni culturali, ministero 
Turismo e spettacolo. Assunzioni trimestrali 
possono altresì essere effettuate In ammini¬ 
strazioni statali con ordinamento autonomo, 
enti pubblici individuati dalla Legge 70, Cas¬ 
sa per 11 Mezzogiorno ed aziende municipa¬ 
lizzate; 

2) ASSUNZIONI A CONTRATTO: ministero 
Affari esteri, ministero della Difesa, del La¬ 
vori pubblici, del Bilancio, della Sanità, dei 
Trasporti (Direzione generale aviazione civi¬ 
le). I contratti possono avere la durata mas¬ 
sima di un anno e riguardano qualifiche di- 
verse* 

3) ASSUNZIONI DI VINCITORI DI CON¬ 
CORSI banditi da vari ministeri ed enti ulliz- 
zando le graduatorie già esistenti; 

4) NUOVI CONCORSO ANCORA DA BANDI¬ 
RE. 

Il Comitato per il lavoro di Roma nel ribadire 
che le assunzioni nella pubblica amministra¬ 
zione non debbano essere assistenziali ma 
finalizzate al miglioramento ed all’efficienza 
della macchina pubblica e dei servizi di que¬ 
sta città, denuncia una carenza impressio¬ 
nante di operatori nei settori quali la Sanità, 
l Beni culturali, 1 Trasporti che non riguar¬ 
dano solamente figure professionali dei livel¬ 
li più bassi ma anche operatori professionali 
altamente qualificati. 

Viene ribadito l’impegno del sindacato affin¬ 
ché queste assunzioni avvengano nella mas¬ 
sima chiarezza e trasparenza e che vengano 
utilizzati, per le assunzioni trimestrali gli 
Idonei ai concorsi già espletati a partire dal 
ministero dei Beni culturali ove esiste una 
graduatoria appena pubblicata di idonei ai 
concorsi di custode e guardia notturna. 


□ I concorsi a Roma 
e nel Lazio 


1 COLLABORATORE presso Istituto Italo- 
Africano. Fonte Gu 270. Termine pres. dom. 
20 - 12 - 86 . 

1 ARCHIVISTA DATTILOGRAFO presso 
Istituto Italo-Africano. Fonte Gu 270. Ter¬ 
mine pres. dom. 20-12-86. 

1 COMMESSO presso Istituto Italo-Africano. 
Fonte Gu 270. Termine pres. dom. 20-12-86. 
99 COADIUTORI DATTILOGRAFI EX VO¬ 
LONTARI DI MARINA presso ministero del¬ 
la Difesa. Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 
20 - 12 - 86 . 

5 ASSISTENTI SOCIALI COLLABORATORI 
presso Usi Rm/5. Fonte Gu 274. Termine 
pres. dom. 9-1-87. 

5 PSICOLOGI COLLABORATORI presso Usi 
Rm/5. Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 
9-1-87. 

22 INFERMIERI PROFESSIONALI presso 


Usi Rm/5. Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 
9-1-87. 

2 AIUTO-PSICHIATRA presso Usi Rm/5. 
Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 9-1-87. 

2 ASSISTENTI ANESTESIA presso Usi 

Rm/18. Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 
9-1-87. 

2 ASSISTENTI ORTOPEDIA presso Usi 

Rm/18. Fonte Gu 274- Termine pres. dom. 
9-1-87. 

2 ASSISTENTI MEDICINA presso Usi 

Rm/18. Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 
9-1-87. 

2 ASSISTENTI ANESTESIA presso Usi 

Rm/31 (Velletri). Fonte Gu 274. Termine 
pres. dom. 9-1-87. 

2 INFERMIERI GENERICI presso Usi 

Rm/31 (Velletri). Fonte Gu 274. Termine 
pres. dom. 9-1-87. 

6 AUSILIARI SOCIO-SANITARI presso Usi 
Rm/31 (Velletri). Fonte Gu 274. Termine 
pres. dom. 9-1-87. 

I AGENTE TECNICO presso Usi Rm/31 (Vel¬ 
letri). Fonte Gu 274. Termine pres. dom. 
9-1-87. 

1 AIUTO PSICHIATRA presso Usi Vt/1. Fon¬ 
te Gu 274. Termine pres. dom. 9-1-87. 


□ I servizi della Camera 
del lavoro di Roma 


Cid - Centro informazione disoccupati - Via 
Buonarroti 12, tei. 7714270. 

Il Centro informazione disoccupati è aperto 
tutte le mattine dalle 9.30 alle 13 (escluso 11 
sabato) ed II martedì pomeriggio dalle 15 alle 
17 giorno In cui è presente 11 rappresentante 
Cgil della Commissione del collocamento ob¬ 
bligatorio per le consulenze al pubblico. Il 
servizio è a disposizione di tutti i cittadini e 
consiste principalmente: 

a) concorsi: aggiornamento periodico e tem¬ 
pestivo su concorsi e borse di studio per l’in¬ 
tero territorio nazionale; notizie su esami e 
graduatorie pubblicate; organizzazione di al¬ 
cuni corsi preparatori con la collaborazione 
delle categorie sindacali interessate; 

b) formazione professionale: elenco aggior¬ 
nato dei corsi professionali e di qualifi¬ 
cazione per giovani tra i 18 ed i 29 anni sia 
gestiti dalle scuole regionali che da aziende 
con finanziamenti Cee; 

c) coopcrazione giovanile: informazioni su 
normative e procedure per costituire coope¬ 
rative, accedere a finanziamenti, ecc.; 

d) collocamenti: le offerte presenti al collo¬ 
camento ordinario ed obbligatorio, assisten¬ 
za sindacale per eventuali inadempienze; 

e) precariato: notizie ed assistenza sindacale 
e legale al precari della pubblica ammini¬ 
strazione su trattamento economico, stato 
giuridico; 

0 lavoro privato: elenco delle aziende che 
richiedono contratti di formazione lavoro; 
g) categorie protette:-elenco delle aziende 
pubbliche che hanno vuoti in organico ri¬ 
spetto alla Legge 482 (invalidi, orfani, vedo¬ 
ve, ecc.). 


A cura del Cid - Centro informazione disoccu¬ 
pati e dell’Ufficio stampa Cgil di Roma e del 
Lazio - Via Buonarroti 12, tei. 7714270. 


didoveinquando 


Una delle vicende archi- 
tcltonichcc urbanistiche più 
importanti della storia di 
Roma moderna è quella re¬ 
lativa all’Esposizione Uni¬ 
versale di Roma. Siamo nel 
*36 e in quell’anno Roma di¬ 
venta capitale dell’-Impero-: 
per il '42, ventesimo della .ri¬ 
voluzione» ospiterà, ottenute 
le approvazioni internazio¬ 
nali. I *Esposizione Universa - 
le. L’apposito Ente autono¬ 
mo incarica nel ’37, con Pa¬ 
gano. Piccinato. Rossi e 
Vietti, Marcello Piacentini 
figura di primo piano nel- 
l’architcttura italiana di 
quegli anni. 

L’ambizioso progetto pre¬ 
vedeva, oltre alle arce desti¬ 
nate a padiglioni in rappre¬ 
sentanza delle singole mo¬ 
stre, achc una serie di edifici 
permanenti. Nella seconda 
versione del progetto, elabo¬ 
rata nel *38, Piacentini as¬ 
sunse il ruolo principale; nel 
*39 con piccole varianti fu 
varato il progetto definitivo. 
Nel frattempo furono bandi¬ 
ti concorsi per gli edifici più 
importanti: 11 Palazzo della 
Civiltà Italiana, fu vinto da 
La Padula, Romano e Guer- 
rlni: quello dei Congressi da 
Adalberto Libera, e poi per la 
piazza imperiale e per la 
piazza e gli edifici delle forze 
armate. 

Prima dì parlare delle ope¬ 
re di La Padula e di Libera 
occorre ricordare come 
l’Eur. nome che sostituì il 
precedente, fu via via com¬ 
pletato con altre architettu- 



Quel palazzo all’Eur, 
un’opera «venuta 
fuori dal suo tempo» 


re. Ricordiamo gli edifici e la 
piazza a doppia esedra di 
Muzio, Panìconi e Pedinoni; 
quelli per i musei della’arte 
antica e moderna di Fariello, 
Muratori c Quaroni (con Mo¬ 
retti per la definizione delle 
facciate); la fessura del Mu¬ 
seo della Civiltà romana di 
Aschicri, le Poste del gruppo 
Bbpr, il Museo delle Scienze 
di Cancellotti, Montuori e 
Scalpelli. Fino all’edificio di 
Muratori in piazzale Sturzo e 
a quello di Nervi-Piacentini 
per il Palazzo dello Sport rea¬ 
lizzato in occasione delie 
Olimpiadi del ’60. 

Gli anni recenti vedono 


trasformato il quartiere in 
puro direzionale con resi¬ 
denze dì lusso. Scatole di ve¬ 
tro avulse della cultura del 
luogo e prive di ogni identità 
costituiscono il tipo per l’edi¬ 
ficio a -uffici». Il Palazzo del¬ 
la Civiltà »è un opera di ar¬ 
chitettura atipica; non è tan¬ 
to il frutto di un uomo di ge¬ 
nio arrivato all’opera attra¬ 
verso un itinerqio nella sua 
volontà d’arte. E un edificio 
venuto fuori dal suo tempo, 
dalla molteplicità dei casi», 
con queste ed altre parole 
Paolo Portoghesi presenta il 
libro di Franco Fontana sul 
•Palazzo della Civiltà Italia¬ 


na»; Guglielmo Bìlancioni, 
autore del saggio critico pre¬ 
sente in questo libro, scrive; 
«Nella luce dell'arco, teso 
dalla tradizione, fra Palladio 
e Aldo Rossi, c’è un’opera, 
dubitosa e quieta, considere¬ 
vole», collocando quest’opera 
nella continuità della lezione 
«classica» italiana. 

Questo edificio, criticato 
duramente negli anni passa¬ 
ti, è stato riabilitato da gran 
parte della critica contem- 
pranea insieme all’opera di 
Muzio, Sironi, De Chirico e 
Carrà 1 quali come La Padu¬ 
la, Romano e Guerrini han¬ 
no lavorato con amore e te¬ 
nacia all’idea della •seriazio¬ 
ne» degli archi, idea che ave¬ 
va ispirato anche il brunelle- 
schiano Palazzo Pitti. 

Il Palazzo dei Congressi e 
dei Ricevimenti 1937-52 è 
opera del razionalista Adal¬ 
berto Libera che riesce nono- 
stantealcune soluzioni com¬ 
promissorie ad elaborare un 
edificio considerato «moder¬ 
no». La notevole volumetria 
del corpo viene contraddetta 
dalia particolare cupola di 
coronamento; sopra la co¬ 
pertura deil’auditorium nel 
corpo retrostante viene rica¬ 
vato un teatro all’aperto in 
osservanza ad uno del cin¬ 
que principi lecorbuseriani. 
Le colonne presenti nella 
facciata principale sono l’a¬ 
spetto piu evidente dei retag¬ 
gi figurativi compresi tra 
avanguardia e tradizione. - 

Giancarlo Priori 



Una scena di «Cenere» 
dal Teatro Kismet 


Se una scolaresca 
una mattina volesse 
andare a teatro... 


«Gaynostop», cinquantadue ore di film 



• PREMIO GALILEO L'altra aera il teatro Valle ha ospitato un 
pubblico tf eccezione per uno spettacolo del tutto particolare: l’assegna¬ 
zione ufficiala del premio «GaMeo-faltra editoria». Presenti fra gli altri it 
senatore Pantani. Natalino Sspegno. Paolo Milano. Roman Vlad. il mini¬ 
stro Gutloui e il presidente dett'Eni. RevigKo. I nomi dei premiati sono già 
noti ai lettori dell'Unità, avendone il giornale già dato notizia nei giorni 
scorsi. Due parole ancora invece sul nuovo premio che intende laureare 
ogni anno quelle aziende e le toro pubblicazioni le cui opere fuori com¬ 
mercio «rappresentano un importanta contributo al patrimonio culturale 
del paese» come ha messo in rilievo il segretario dei premio. Sergio 
Morico. presidente del Cidac, promotore della manifestazione che si vale 
di prestigiosi sponsor. 

A fine serata il pubblico, molto folto, A stato allietato da uno spettaco¬ 


lo che ha visto alternarsi il bravissimo chitarrista spagnolo tgnacìo Ro- 
des. i primi ballerini Margherita PamBa e George Bor.darciuk. accompa¬ 
gnati dalle sdiste dell'Accademia nazionale di danza Nicoletta PizzaneBo 
e francesca Corazzo, nel Gran Pas dei «Don Chisciotte» di Ludwing 
Mmkus. 

# IL COLOMBO SELVATICO — Oggi alle ore 17.30. presso la sede 
dell’Associazione Italia-Urss Ipiazza dei Campiteti! n. 2, 4* piano), avrà 
luogo la proiezione del 5* film della Rassegna «Film» sovietici dai (esti¬ 
vala ’86*. Il film, presentato al Festival di Venezia, è stato prodotto nel 
1986 dalla Mosfilm • Kazakfilm per la regia di Sergej Sotovftv. L'edizione 
A in lingua originale, con sottotitoli in italiano. Replica domani, stessa 
ora. Entrata libora. 


I gay tornano alla riscossa. Per rifarsi del¬ 
lo smacco subito ncH'ambito del Massenzio 
’8G, in cui si rese necessaria la »sospensione» 
di 4 film in programma al Capranichetta, 
adesso ci riprovano con una valanga di cine¬ 
ma di cultura omosessuale da fare impallidi¬ 
re i benpensanti. Cinquantadue ore ininter¬ 
rotte di film, dalle 20,30 di venerdì alla mez¬ 
zanotte di domenica — notte e giorno — da¬ 
ranno corpo alla rassegna intitolata «Gay- 
nonstop», che sì svolgerà ai cinema Moderno 
(ma l’ingresso sarà dall’Arena Esedra in via 
del Viminale 9), presentata ieri in una confe¬ 
renza stampa tenutasi nei locali della coope¬ 
rativa Massenzio. 

Per seguire la rassegna — organizzata dal 
Circolo Mario Mieli, della cooperativa Mas¬ 
senzio e dalla Road Movie — sarà necessario 
acquistare una tessera di 15000 lire che po¬ 
trà essere reperibile al Moderno e alia coope¬ 
rativa Massenzio (via Gaeta 23). 

I film in programma sono 24 — novità, 
rarità e molti conosciuti — tutti In lingua 
originalo, alcuni con 1 sottotitoli. Le antepri¬ 
me nazionali; «Parting Glanccs». americano, 
che tratta il problema dell’Aids; «Mauvais 
Conduit», un celebre documentario di Ncstor 
Almcndros sulla repressione degli omoses¬ 
suali a Cuba. L'italiano «Sapore ai grano» di 
Gianni Da Campo, presentato già a Venezia. 

Le anteprime romane: «dementarne tan- 

§ o» di Carline Hoboh. ambientato In un ca- 
arct in cui il mimo Alfredo Brachetti appare 


nelle vesti di un mago e ambiguo seduttore; 
•La triche», di Yannick Bellon, una storta 
d’amore fra un ispettore di polizia e un gio¬ 
vane musicista gay; «Er moretto» di Simon 
Bischoff, film-documento sugli ambienti 
omosessuali romani; «The naked civil ser- 
vant di Jack Gold. Una sezione sarà dedicata 
alle retrospettive, in cui appariranno; «A fu¬ 
tura memoria» di Ivo Barnabò Micheli (che 
aprirà la rassegna), un documento dedicato a 
Pasolini; «li diritto dei più forte» e «Querelle» 
di Fassblnder, «Chant d’amour» di Genet. 
Sempre per !a retrospettiva: «Omosessualità, 
ovvero, diversi in periferia» di Nereo RapettI, 
con Mario Mieli. Oltre a questi, ci saranno 
film in normale distribuzione: «Il bacio della 
donna ragno», «Cruising», «Il quarto uomo», 
•Salò» ecc. 

L’iniziativa è una promessa mantenuta 
dalia cooperativa Massenzio che dopo le po¬ 
lemiche su Dodo D’Hambourg ebbe l’impres¬ 
sione che la programmazione di cinema gay 
poteva essere fraintesa. »E stato un episodio 
spiacevole che dimostra l'arretratezza cultu¬ 
rale della città, dove la Chiesa ha potuto In¬ 
fluenzare le scelte di una programmazione 
cinematografica», afferma Francesco Petta- 
rlnt della cooperativa Massenzio. Non ci sono 
finanziamenti pubblici e ciò permetterà di 
operare scelte culturali qualificanti. E anche 
se la rassegna ha dei limiti .ghettizzanti» gli 
organizzatori pensano comunque che avrà 
un carattere eversivo notevole. 

Gianfranco D'Alonzo 


Un po’ In ritardo rispetto 
alia stagione, questo è vero, 
ma non tanto da aver perso il 
treno, diamo un’occhiata al¬ 
le scene del Teatro Ragazzi a 
Roma. Forse voi adulti non 
ve ne sarete accorti — lavo¬ 
rando ogni mattina — ma In 
città è tutto un aprirsi e 
chiudersi di sipario dalle 10 
In poi. Ragazzi, dalle ele¬ 
mentari alle medie, sono 
•traslocati» da scuola al più 
vicino punto teatrale o con¬ 
venzionato, compagnie da 
tutta Italia si passano il te¬ 
stimone sul palcoscenico. 

Va subito detto che, in ge¬ 
nerale, la qualità di questi 
spettacoli è sempre buona. Il 
terreno — ambiguo, scontor¬ 
nato — del teatro ragazzi ha 
offerto a molti gruppi la pos¬ 
sibilità di ricerca e speri¬ 
mentazione in campo sceno¬ 
tecnico e drammaturgico, 
con la conseguente messin¬ 
scena di spettacoli interes¬ 
santi «per tutte le età». 

Iniziamo il giro romano 
dal Teatro Aurora, che giun¬ 
ge quest’anno alla Quinta 
rassegna «A Oriente della lu« 
na» promossa dall’Ente Tea¬ 
trale Italiano. Dopo l’asse¬ 
gnazione del Premio Stre- 
gatto al Teatro Kismet per 
Cenere, miglior spettacolo 
della stagione ’85-’86, è già 
andato in scena Blue Monn 
del Teatro dell’Archivolto, 
prima realizzazione per 
•Omaggio a Calvino» (tutto il 
mese di dicembre è infatti 
dedicato al grande scrittore 
Italiano). La tonte dello spet¬ 
tacolo sono Le Cosmìeoml- 
che, I primi racconti di Calvi¬ 
no, e sulla scena personaggi 
come Qfwfd prendono vita 
seguendo il linguaggio tea¬ 
trale già sotteso alfe pagine 
letterarie. Secondo di questa 
prima serie i Marcovaldo, la 


città, il vento... da lontano 
(fino al 13 dicembre) ispirato 
al Marcovaldo e proposto dal 
Centro Teatro Ragazzi di Ve¬ 
rona. Il Teatro Piccionaia 
(dal 15 al 20 dicembre) si è 
rivolto, invece, al Barone 
Rampante per mettere In 
scena L’Albero a pìolL 
Da gennaio parte la secon¬ 
da serie di spettacoli, acco¬ 
munati da il «Problema della 
regia nel teatro ragazzi og- 

S . Passeranno In rassegna: 

Baracca (12-17 gennaio) 
con Dire, Fare, Baciare ; Il 
Teatro (19-24 gennaio) con 
Là ragazza del circo; Teatro 
dell’Arcobaleno (26-31 gen¬ 
naio) con La vera storia di 
Biancaneve; Teatro delle 
Pulci (2-7 febbraio) con Don 
Chisciotte dei Misteri; La 
Contrada (9-14 febbraio) con 
Bandiera; Assemblea Teatro 
con Gli spaventapasseri spo¬ 
si (16-21 febbraio); Magopo¬ 
vero (23-28 marzo) con Gli 
apprendisti stregoni. Paral¬ 
lelamente avrà luogo anche 
la 1* stagione di teatro musi¬ 
cale per bambini e ragazzi 
del Teatro alla Scala di Mila¬ 
no, con quattro spettacoli 
che avranno musiche dal vi¬ 
vo (Ciac Teatro: Incanto di 
un vecchio pianoforte, 12 
pezzi per pianoforte a quat¬ 
tro mani di G. Bizet; Teatro 
Glocovita-Tam Teatromusl- 
ca: La boile à Jouioux, musi¬ 
che di Debussy; Teatro delle 
Brìciole: Notturno, da Field, 
Chopin, Fauré, Debussy; 
Teatro del Piccoli Principi: 
Klnderszenen, 13 pe 2 zl per 
pianoforte di R. Schumann). 
Gll spettacoli avranno Inizio 
alle 10.30 (giorni feriali) e 
16.30 (sabato). Per informa¬ 
zioni: tei. 399602/393269. 

8* TTI8. 

(1. continua) 






















18 



rUnità - ROMA-REGIONE 


MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


Scelti 

per 

voi 


■ Daunbailò 

Il (Benigni americano» è. credeteci, 
un film da non perdere. Perché 
Cangio-toscano del bravo attore é 
uno dei linguaggi piu spassosi mai 
sentiti da uno schermo. Perché la 
regia è di Jim Jarmusch. il raffinato 
autore di (Stranger than Paradise». 
Perché John lune e Tom Waits (ol¬ 
tre che due insigni musicisti) sono 
bravissimi compagni di avventura 
del Robertaccio nostrano. La stona 
è semplice: tre carcerati (due ame¬ 
ricani e un turista italiano) fuggono 
di prigione e si ritrovano immersi 
nelle paludi della Louisiana. E so¬ 
prattutto una parabola sull'amicizia 
al di là delle barriere linguistiche. In 
bianco e nero, edizione originale 
(ma. davvero, doppiarlo era impos¬ 
sibile) con sottotitoli italiani. 

• RIVOLI 

□ Mission 

è il kolossal di Roland Joffé che ha 
vinto la Palma d'oro al festival di 
Cannes del 1986. Per realizzarlo ci 
sono voluti oltre quindici anni, in¬ 
numerevoli sceneggiature e quasi 
24 milioni di dollari: ma ne valeva 
la pena. È (a stona del massacro, 
mai raccontato dai libri di scuola, 
perpetrato attorno al 1750 dai sol¬ 
dati spagnoli: le missioni sudameri- 
cane costruite dai gesuiti davano 
fastidio, erano una minaccia per la i 
tratta degli schiavi mdios. cosi le 
corone di Spagna e Portogallo de¬ 
cisero. con il beneplacito della 
Chiesa, di eliminarle. Splendida¬ 
mente girato e interpretato (c'é De 
Niro e Jeremy Irons). «Missioni è 
un kolossal di forte impianto civile 
che menta d'essere visto. 

• EMPIRE • GOLDEN 

• PASQUINO 

□ Highlander 

Vi piacerebbe essere un antiquario 
con tanto di loft nel centro di Man¬ 
hattan. avere lo sguardo tenebroso 
di Christophe Lambert ed essere 
nato nelle lande scozzesi 500 anni 
fa* Essere, insamma, ricchi, belli e 
immortali* Il nobile Mcleod. prota¬ 
gonista di Highlander. ha tutte 
queste fortune, ma è anche perse¬ 
guitato da un truce guerriero — 
anch'egli immortale — che lo sfida 
a duello nei secoli dei secoli. C'è in 
ballo il dominio del mondo... Girato 
dal mago dei videoclip Russell Mul- 
cahy. il film è ricco di trovate nel- 
l alternare la New York di oggi alla 
Scozia del ‘500. e nel suo miscu¬ 
glio di avventura e fantascienza è 
uno dei più gustosi balocchi della 
stagione. E c è anche Sean Conne- 

^ • EDEN • INDUNO 

• NIR • ATLANTIC 

□ Camera 
con vista 

Dal romanzo di Torster (lo stesso di 
«Passaggio in India») una deliziosa 
commedia old bntish diretta dal ca¬ 
liforniano James Ivory. É la storia 
di un amore, o meglio di una pas¬ 
sione che lega un ragazzo e una 
ragazza britannici Ilei è aristocrati¬ 
ca7 Che Si conoscono durante un 
viaggio a Firenze. Siamo ai primi 
del secolo, sotto la crosta di con¬ 
venienze e belle maniere, pulsa un 
sentimento vero che. a distanza di 
anni, spingerà il ragazzo a raggiun¬ 
gere l'amata in Inghilterra giusto in 
tempo per rovinarle il matrimonio. 
Raffinata fotografia, belle musiche, 
una recitazione maliziosa: insom- 
ma. un film da gustare tutto d'un 
fiato. 

• QUIRINETTA 

O Regalo 
di Natale 

Ricordate il «terrunciello» di Diego 
Abatantuono* Bene, scordatevelo. 
Questo Mm di Pupi Avati. il bravo 
regista di Impiegati e Festa di lau¬ 
rea. segna la nascita deir Abatan¬ 
tuono «seno». Diego è uno dei 
quattro amici che. in un fatidico 
Natale, si ritrovano per una rovente 
partita a poker il cui scopo è spen¬ 
nare il pollo di turno. Ma il pollo 
sarà davvero cosi sprovveduto*... 
Film insieme ironico e amaro. Re¬ 
galo di Natale è una commedia tri¬ 
ste sull'amicizia. E accanto ad Aba¬ 
tantuono godetevi uno stupendo 
Carlo Delle Piane, premiato a Vene¬ 
zia come miglior attore delta mo¬ 
stra. 

• REX • FIAMMA 
• AUGUSTUS 

□ Il raggio 
verde 

Doppiato splendidamente (era dif¬ 
ficile. vista la velocità del francese 
■n presa diretta della protagonista 
Marie Rivière), arriva sugli schermi 
«Il raggio verde» di Rohmer. Leone 
d'orq afta recente Mostra (U Vene¬ 
zia. E un piccolo film girato a 16 
mm. quasi senza sceneggiatura, 
per la tv francese: eppwe dentro, 
miscelati con quello stile freschissi¬ 
mo tipico di Rohmer. c’é uno 
sguardo sincero e toccante sui rap¬ 
porti tra i sessi. Tutto ruota attorno 
a Depthme. un'impiegata più sensi¬ 
bile cfc altre ragazze, che non sa 
come organizzare le proprie vacan¬ 
ze. Solo afta fme. complice il raggio 
verde del titolo, riesce a coronare il 
Suo Sogno d'amore. 

• CAPRANICHETTA 

• ARCHIMEDE 

■ Il nome 
della rosa 

Kolossal all'europea dreno dal 
francese Jean-Jacques Annaud 
(«Le guerra del fuoco») e tratto li¬ 
beramente. ma non troppo, dal ce¬ 
lebre best-seller di Umberto Eco. 
Sfrondando qua e là if tessuto colto 
delle citazioni a vantaggio deir intri¬ 
go giallo. Annaud ci offre un son¬ 
tuoso «poliziesco medievale» am¬ 
bientato m un convento benedetti¬ 
no teatro eh tir pi omicidi. C'è di 
mezzo un libro «maledetto»: chiun¬ 
que ne entra in possesso muore 
ucciso da un veleno mortale. A ri¬ 
solvere il ceso sarà il frate france¬ 
scano Guglielmo da B a sk ertone 
(Sean Connery) con l'amto del no¬ 
vizio Adso Rispetto al libro cambia 
il (male, ma non è il caso di scanda¬ 
lizzarsene. 

• AMERICA • ADM1RAL 
„ • ET0ILE • AIRONE 

• RAMARlNI (Monterotondo) 


□ OTTIMO 

8 BUONO 

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Orsetti de) cuora n. 2 • 0A 

_ CI5 30-21.15) 

Il nome della rosa di J J Annaud con Sean 
Connery ■ OR _ (16.30-22.30) 

Il commissario Lo Gatto con Lino Banfi - 
_BR_ (16 22.30) 

Il noma della rosa di J. J. Annaud. con 
Sean Connery • OR - _ (17-22 30) 

Rosa l. di Margaretha Von Trotta, con Bar¬ 
bara Sukowa • OR (16-22.30) 


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8 R (16-22.30) 


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DEFINIZIONI A: Auenluoso C: Comico DA: D>segr» animali DO: Documentano DR: Diammaiico F: Fan 
tascien/a G: Giano H: Htvio» M: Musicale S: Sentimentale SA: Salifico SM: Storico Mitologico 


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De_Lojlis,_ 20) 

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L. 6 000 
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Sean Connery - OR <16.30 22.30) 

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mandorla e odora di basilico con Manan- 

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Scritto e diretto da Donatella Cec- 
carel'o. Con Katia Ortolani. Grazia¬ 
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Grande. 211 - Tel.5898111 
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ta labicana. 32 - Tel. 2872116) 
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Paola Latrofa 

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'e teatro d> Romeo De Baggis. 
con Rosalia Maggio. Gmho Doma¬ 
ni. M. Oonnarumma. E. Matueu* 
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Tel. 7887721) 

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della fme de) mondo con la 

Compagnia del Sagatto di Tonno 
OELLE ARTI (Via Sc*a 59 - Tel. 
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va a caccia di Geroges Feydeau. 
Con Lauretta Masiero. Giampiero 
Bianchi Regìa di Gianni Fenzi 
DEL BRADO (Via Sora. 28 - Te). 
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Alle 16. Fedra da Vanni* Ritso* 
DÉ SERVI (Via de) Monaro 22 - Te). 
6795130) 

AUe 2115 Me non pas seg g i a r e 
tutta nuda di Georges Feydeau. 
diretto e interpretato da Nino Scar¬ 
dina. con Olimpia Oi Nardo. 
GHIONE (Via delle Fornaci. 37 • Tel. 
6372294) 

Alte 17. Candide di G 8 Shew; 
con Ileana Ghone. Orso Mana 
Guerrtm. Gijnrs Musy. Regia di Se¬ 
vero Blasi 

GIULIO CESARE (Viale GrAo Ce¬ 
sare. 229 - Te) 3S3360) 

Alle 21: Poma O Scorta van o eh 
Eduardo Scarpetta, con la compa¬ 
gnia di luca Oe FAppo. Regia th 
Armando Pugliese 
•t CENACOLO (Vu Cavour. 108 • 
Tel. 4759710) 

Riposo 

LA CHANSON (Largo Brancaccio. 
82/A - Te). 737277) 

Riposo 


SALA A; T*i Pan di Daryf OiAe: con Bryan 
Brown e Joan Chen DR (15.25-22.30) 
SALA B; Regalo di Natale di Pupi Avatì. 
con Carlo Delle Pane - SA (15.45 22.301 


LA COMUNITÀ (Via G. Zanazzo. 1 

- Tel. 5817413) 

Alle 21: Prima Al Tebou di Saint 
Germain dea pres Con Daniela 
Giordano. Testo e Regia di Gianni 
Clementi. 

LA PIRAMIDE (Via G. Benzom. 51 

- Tel. 5746162) 

SALA A: Alle 21. —Acque con R. 
Caputo. K. Elmore. E. Palmieri. Co¬ 
reografie di Enzo Cosimi. 

SALA B: Domani alle 21. PRIMA - 
Specchi dì cenere di Massimo 
Pugliani e Fabrizio Bartotacci. con 
la Comp. Transteatro. 

LA SCALETTA (V.a de) Collegio 
- Romano 1 - Tel. 6783148) 

SALA A: Alle 21. Uno sguardo 
dal ponte. Garibaldi ed altri 
adattamento e regia di Antonio 

SALA B: Alle 21. PufefcwN» sciò: 
scritto, diretto e interpretato da 
Antonello AvaUone. con M. Valli. 
M. La Rana 

MANZONI (Via Monterei tuo 14/e - 
Tel 31.26 77) 

Vedi «Per ragazzi*. 
META-TEATRO (Via Mameli. 5 - 
Tel 58958071 

Alle 21.15 Lautr e e m o ni, uno e 
■lue di Pippo Oi Marca. Regta di 
Claudio Mapelh 

MONGIOVINO (Via G. GenoccN. 
15 - Tel. 5139405) 

Domani «De 19.30. Recita per 
Gereie Lerce e New York e La¬ 
mento per Ignecio. con la comp. 
Teatro «TArte di Roma. 

PARKMJ (Via Giosuè Borsi. 20 - Tei 
803523) 

Ate 21 (Turno A/S). Oaudiifo 
pio con Paola Quattone Riccardo 
Garrone. Massimo Dapporto, Pao¬ 
la Pitagora. Regia di Pietro Garinei 
POLITECNICO (Via G B. Tiepoto 
13/a-Tei. 3611501) 

Ate 21. «Oscar WMei • ritra t to 
di Dorian Gray di GnAano Cas*- 
cò. Con Stefano Matta. Mari» 
Donadonì. Roberto Posse 
QUMMO-CT1 (Via Marco M righet¬ 
ti. 1 - Tel. 6794585) 

AHe 20.45 (Tir no TS/41. B iene 
torà Foa di L«*gi Lunati, con Ren¬ 
zo Montagna™. Gianni Bonagura. 
Anna Canzi. Reg* eh Augusto Zuc¬ 
ci» 

ROSSINI (Piazza S. Chiara. 14 - Tel. 
6542770 - 7472630) 

Aie 21. La trovate di PeeBne th 
Renzo Martmeii: con la compagna 
stabile di Roma «Checco Durante» 
SALA UMSERTO-ET1 (Vu defla 
Mercede. 50 - Tel 6794753) 

Atte 21. M baratte legge eh Italo 
ChRjsano, con Walter Maestosi. 
Neo Bernardini. Regia ih Claueho 
Frosi. 

SPAZIO UNO 85 (Vìa dei Peneri. 3 

- Tel 5896974) 

Rposo 

SPAZIO ZERO (Via Galvani. 65 - 
Tef 573089) 

Ate 21. Woyzech di Georg Bu- 
chner. con gk attori dela scuola 
Teatrale Spaziozero. Repa di Gu¬ 
stavo Frigero 

TEATRO ARGENTINA (Lvgo Ar¬ 
gentai* • Tel. 6544601) 

Alle 21. H fu Manie Peacel di 
Tubo Kez«h da log Prendete, 
con Pino Micci. Regia th Maurizio 
Scaparro 

TEATRO COLOSSEO (Vi Capo 

d Africa. 5/A t et. 7362551 

Aita 21. Chi va por la frnnrta di 
F.X. Kroetz. con Graziate Galvani. 
Remo Crono. Regia di Flavio Am- 
braso» 

TEATRO DEI COCCI (Via Galvani. 
69 • Tal. 353509) 

Alle 21. Starla di un catara th e . 


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con Pierpaolo Andriani e con Eleo¬ 
nora Di Mario e Salvatore Marino 
TEATRO DELLE VOCI (Via. E. 
Bombetta 24 - Te). 6810118) 
Domani alle 21. PRIMA - Oh Ga¬ 
briele. Scrìtto, (hretto e interpre¬ 
tato da Bruno Cofella, con Rosa 
Fumetto. Canzóni originali di Euge¬ 
nio Bennato. 

TEATRO DELL'OROLOGIO (Vi 

dei Filippini. 17-A - Tel. 6548735) 
SALA GRANDE: Alle 21. Lo stre¬ 
no mondo di Alex eh Mario Mo¬ 
retti da Phihp Roih, dvetto e inter¬ 
pretato da Flavio Bucci con C. An¬ 
gelini, D. CasteOaneta 
SALA CAFFÈ TEATRO: ASe 
21.30. Ti (Uri quel fior», di • 
con Marco Mete. 

SALA ORFEO: Alle 21.15. Amlo- 
to di W. Shake* peate. Spettacolo 
con marionette. Règa di M. Ricci 
TEATRO DELL'UCCELUERA 
(Viale deT Uccellerà) - Tel. 
855118 

AHe 21.15. Arinegeddun (Lo¬ 
hengrin). da Richard Wagner, con 
Severino Saltare& e Smona Volpi. 
Regi et Dino Lombardo 

TEATRO Di ROMA - TeL 

6544601/2 

Rt»oso 

TEATRO DUE (Vicolo Due Maceb, 
37 - TeL 6788259) 

Riposo 

TEATRO DUSE (Vi Crema. 8 • Tel 
7570521) 

Aita 21. R mento jmmegbierio 
di Mofaére: con la Compagni di' 
Prosa La Dominane Regia eh Mas¬ 
simiano Terzo 

TEATRO EUSCO (Vi Nazionale. 
183 - Tel 4621141 
AXe 20.45. (Abb. L/ 6 ). La strane 
coppie. Versone f err imel e ih Ned 
. Simon: con Monica Vitti e Rossete 
Fa*. Regi eh Franca Valeri 
TEATRO FLA1ANO (Vi S. Stefano 
dei Cecco. 15 • TeL 6798569) 
Rposo 

TEATRO M TRASTEVERE (Vico¬ 
lo Moro*. 3 - Tel. 5895782) 

Saia A: AHe 21. D aneto Formo* A 
luce rosse: R kqo <h Murino 
M-cheh; X Reted <h Damele For¬ 
mica e Osetta De' Rossi. 

Saia B: ASe 2130 forminotela 
eh Roland Oubterd: con Renato 
Cecche» o e Roberto Date Casa 
Rerya di Darsele Formica 
TEATRO LA COMETA (Vi del 
Teatro Marcete. 4 Tel. 
6784380) 

AHe 21. La Senta auto scapa. 

Scritto e Ovetto eia Luigi Magni, 
con Mari Rosari Omaggio e Vale¬ 
ri D'taici. Musiche eh Bruno Lauti 
TEATRO M (Vicolo degh Amatneua- 
m. 2 - TeL 6154197) 

Rtaoso 

TEATRO PICCOLO ELISEO (Vi 

Nazionale. 183 - Tel. 4650951 
ASe 21. Tetto ■■■mIis scruto e 
interpretato da Grazi Scoccimirra 
e con Gorsim Brava e Vrrcenzo 
Preziosa 

TEATRO O U MPt C O 
Doma™ aita 17 e ate 21. Mum- 
menschanz in New S bew. 
TEATRO SI STRIA 

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TEATRO STAME DEL GIALLO 

(ViCassi 871/c - Tel. 3669800) 
Domar» alte 21.30. Trappaia per 
tapi eh Agatti Chnst*. con Oe 
Caro. Castani. Furerete. Reps eh 
Sofia Scandir a 

TEATRO STUDIO (Vi Gsrfcsieh. 
30-TsL 5891637) 

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TEATRO TiATRON (Vi Antonio 
<h San Guheno - Tal. 6788259) 
Reoso 


■ caso Moro eh Giuseppe Ferrara: con Gian 
Maria Volontà - OR (15,30-22.30) 

Daunbailò di Jkm Jarmusch. con Roberto 
Benigni - BR (16.30-22.30) 


TEATRO TENDA (Piazza Mancini - 
Tel. 3960471) 

Atte IO mattinata per le scuole. 
Sicuramente amici commedia 
musicale di Leo Amici; ccm Gian¬ 
carlo De Mattei5. Angela Banehni, 
Baldassarre Vitiello 
TEATRO TENDA STRISCE (Via 
Cristoforo Cotambo. 393 - Tef. 
5422779) 

Riposo 

TEATRO TORDtNONA (Via degfi 
Acquasparta. 16 - Tel. 6545890) 

. Alte 21.30: Prima Commemora¬ 
zione - Voci dolio luna scritto e 
chretto da Paolo Baiocco, con C. 
Luciani. G. Santaretfi. 

TEATRO TRIANON (Via Muzio 
Scevera. 101 • Tel. 7880985) 
Riposo 

TEATRO TRIANON RIDOTTO 

(Via Muzio Scovoli. 101 - Tei. 
7880985) 

Riposo 

TEATRO T.S.D. (Via dete Paghe. 
32 - Tef. 5895205) 

Afe 21. Romencera Gitano con 
G. Campione. N. Cauduflo. Regi 
di Nuccio Cauduflo. 

TEATRO VALLE-ET1 (Vi del Tea¬ 
tro Vate 23/A - TeL 6543794) 
ABe 21. Retro eh A. Gahn. con De 
Ceresa. E. AJboni. Regia di M. 
Scìaccafuga. 

TEATRO VITTORIA (P.zza S. Ma¬ 
ri Uberatrice. 8 • TeL 5740598) 
Ate 21. Rumori fuori scene di 

M. Frayn. con G. AJchieri. S. Altie¬ 
ri'. E. Cosmo. Regi di Attiho Corsi¬ 
ni. 


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son. con Geraldine Page e Rebecca Del Mor- 
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2 - Te). 5896201) 

Domani atte 17. Spettacolo ih Bu¬ 
rattini: Pulcinella. Pinocchio. Polli¬ 
cino. Cenerentola 

TEATRO MONGIOVINO (Via G. 

Genocchi. 15) 

Alle 10: mattinata per le scuole. 
Pinocchio in Pinocchio. Date 
avventure eh C. Collodi. Per infor¬ 
mazioni tef. 8319681 
TEATRO TRASTEVERE (Circon¬ 
vallazione Gianicofense. IO - Tef. 
5892034- 5891194) 

Ate 10 e atte 14. Ti vogBo borio 
ma cho fatico. Regi di Introna. 
Melano. Bevicchio 


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81 - Tel. 6568711) 

Sabato 13. ate 17. io tributai in 


1 


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AURORA (Vi Flamini Vecchia. 
520 - Tel 593269) 

Ate IO. Omaggio a Italo Calvino: 

Mo tt e ra te o, !» tilt*. Bautta». 


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10.30 e * pomertggo ate 16.30 
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Tel. 5280945) 

Dominiate 17. G u ai 1 i n Match) 
no <h F. Pasquahno. con la compa¬ 
gnia Teatro <h Pupi Statere dei Fra¬ 
te* Pasquahno. Regi di Barbara 
Ofson 

GRAUCO (Vi Perugia. 34 - TeL 
7551785-7822311) 

Sabato * domenica. Ore 16 30. 
«Teatro»; Lo cenerentole 
R. TORCHIO (Vi Morosa». 16 • Tal 
582049) 

Ogni sabato a domenica ate 
16 45: Morto 0 B drogo di Aldo 
Gtavannetti con L. Longo. Tutte l« 
mattine spettacoli per te scuota 
LA CANG IA • (Vi G. Battista So¬ 
na. 13 - Tel. 6275705) 

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giochiamo insieme» Facciamo 

cho to ora». 0 cho to ori 
MANZONI - (Vi Momezetno. 14/c 
- Tel 312677) 

Oomani alta 10. R tappalo noi 
ringhiai». Spettacolo con cantan¬ 
ti. attori, orchestra. 

TATA DI OVAOA fi orata* Canato 
• iKftspo* • Tel. 8127063) 

Ate 10 . R Cabaret dal b ambini 
con i clown Pinot 8 udy a Gritsmo 


TEATRO DELL'OPERA (Piazza Be¬ 
niamino Gigli. 8 - Tel. 461755) 
Alta are 20.30 (Abb. «terze serali» 
tagi. 13). Don Pasquale eh G. Do- 
mzetti. Drettore cforchestra Spi- 
ros Argris. Règia di Sandro Sequi. 
Orchestra e coro del Teatro. 
TEATRO BRANCACCIO (Teatro 
deTOpera - Vi Merulana. 244 - 
Tel. 732304) 

Riposo 

ACCADEMIA NAZIONALE DI 
SANTA CECILIA (V 13 Vittori. 6 
- Tel. 6780742/3/4/5) 

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AACUM (Vi Astia. 1 (Pizza Tu- 
scoto) • Tei. 7574029) 

Rooso 

ASSOCIAZIONE AMO DI CA¬ 
STEL S. ANGELO (Tel. 
3285088* 7310477) 

Riposo 

ASSOCIAZIONE MUSICALE 
ARCO DI GIANO — (Vi del Ve- 

labro. IO-TeL 6787516) 

Rtaoso 

ASSOCIAZIONE M U S I C AL E G. 
CAR ISSI M I (Vi Capota case . 9 - 
TeL 6786834 
Rtaoso 

ASSOCIAZIONE CORALE CAN- 
TICORUM JUMLO (Vi Santa 

Prisca. 8 ) • TeL 5263950 
Rposo 

ASSOCIAZIONE MUSICALE 
LUMI ANTONIO SAMATM 

(Piazzale CNese S. Mae dete Ro¬ 
tonda - Abano Lazita) 

Rposo 

ASSOCIAZIONE MUSICALE OF- 
FICRJM MUSICUM (Vi S. Croce 
m Gerusalemme. 75 • 00185 Ro¬ 
ma) 

Rposo 

AUDITORIUM AUGUSTBNA- 

NUM (Vi S. Ufhzi. 25) 

Rtaoso 

AUDITORIUM DUE PINI (Vi Zan 

donai. 2 • Tel. 3282326) 

Rposo 

AUDITORIUM DEL PORO ITALI¬ 
CO (Pizza Lauro De dosi • TeL 
36865625) 

Rioso 

AUOfTORIUM SAN LEONE MA¬ 
GNO (Vi Bolzano. 38) 

Rioso 

AULA MAGNA UNIVERSITÀ LA 
SAPIENZA 

Riposo 

SA SII ICA SAN NICOLA IN 
CARCERE (Vi del Teatro Marcel¬ 
lo) 

Riposo 

CENTRO ITALIANO MUSICA 
ANTICA - CIMA (Vi Borgetti. 
U - TeL 3279823) 

Rioso 


CENTRE D'ETUDES SA1NT- 
LOUIS DE FRANCE (Largo To- 
nìoto. 20-22 - Tel. 6564869) 
Riposo 

CHIESA S. AGNESE IN AGONE 

(Piazza Navone) 

Riposo 

CHIESA S. IGNAZIO (Piazza Co¬ 
lonna) 

Riposo 

CHIESA SAN SILVESTRO AL 
QUIRINALE (Vi 24 Maggio) 
Domani alle 21. Concerto del Coro 
Romani Cantores. Direttore Danie¬ 
la Condemi: musiche di Vecchi. 
Monteverdi. (Ingresso hbero). 
CHIESA ST. PAUL (Vi Nazionale) 
Riposo 

COOP. LA MUSICA (Viale Mazzini. 
61 

Oomani ate 21. C/o Sala A (Rai - 
Vi Asiago. 10). Concerto con il 
Gruppo Nuove Forme Sonore. Mu¬ 
siche di Renosto. Gottardo. Sam- 
paoft. 

GHIONE (Vi delle Fornaci. 37 - Tel 
6372294) 

Domani ate 21. Esibizione <h San¬ 
dro Peres (chitarra flamenca). 

MTERNATIONAL CHAMBER 
ENSEMBLE (Vi Cimone. 93/A) 
Riposo 

NUOVA CONSONANZA (Vi Ca¬ 
lamatta. 16 - Tel. 6541365) 
Riposo 

ORATORIO DEL GONFALONE 

(Vi del Gonfalone 32/A - Tel. 
655952) 

Domar» ate 21. Concerto dei quar¬ 
tetto «Sibelms». Musiche eh J. Si- 
bebus. F. J. Haydn. F. Schubert. 
SALA BALDINI (Pizza Campiteib. 
9) 

Riposo 

BAIA BORROMKM (Pizza deBa 
Chiesa Nuova. 18) 

Rioso 

SALA CASELLA (Via Flaminia, 
118 ) 

Ripo s o 

SCUOLA POPOLARE DI MUSI¬ 
CA DI TESTACCK) («Sala 8» - 
Vi Galvani. 20 • TeL 5757940) 
Riposo 

SCUOLA POPOLARE DI VttJA 
GORDIANI (Vi Può. 24) 
Rioso 


| Jazz - Rock | 


ALEXANDCRPLATZ (Vi Osti*. 9 
• Tel. 3599398) 

Ate 21.30. Musica cor Culo Lof¬ 
fredo. Fioretta D E ha. Francesco 
Forti. Renato Musite. 

BIG MA MA (V.to S. Francesco a 
Ria. 18 - Tel. 582551) 

Rioso 

BLUE LAB (Vi Ori Fico. 31 
Domam ate 21.30. Concerto di 
musica classica del (fuppo La no¬ 
ta di Roma. 

DORIAN CRAY (Pizza Tritasse. 
41 - Tei 5818685) 

Non pervenuto. 

FOLKSTUOKJ (Vi G- Sacci». 3 • 
Tel. 5892374) 

Ate 21.30. Collage th spettacolo. 
Date canzone «f autore ste musica 
strumentale. 

FONO LEA (Via Crescenzio 82/a • 
Tel. 6530302) 

Ate 22.30. Musica Brestena con 
Kaneco a il suo gruppo. 

LA PRUGNA (Pizza dei Ponzimi. 3 
. Tel. 5890555-5890947) 

Ate 22. Pino-bar con uno Lauta e 
Vittorio lombari*. Discoteca con il 
D.J. Muco. «Musi» per tutta la 
età». 


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hmer (19-22.40) 

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L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


Il sistema dei trasporti italiani non può funzionare 
con il «tutto gomma», né si può andare avanti 
accumulando disavanzi annui di 15mila miliardi 
Una grande «spallata» per una nuova struttura 


No, non è possibile 
rinunciare alle ferrovie 


Sulle ferrovie se ne dicono 
di cotte c di crude, per una 
generate mancanza di infor¬ 
mazione. Da ultimo è arriva¬ 
to il ministro De Michelis 
con la sua proposta di licen¬ 
ziare centomila ferrovieri; 
non sappiamo se ispirata a 
superficialità e dilettanti¬ 
smo. c da quegli ambienti 
che vorrebbero dare l’ultimo 
colpo ad un sistema ferro¬ 
viario già emarginato c in 
crisi. Ma. al di là delle im¬ 
pennate di questo ministro 
disinvolto, sulle ferrovie ca¬ 
pita spesso di sentire giudizi 
infondati c avventati: c’è chi 
le dà per morte, e immagina 
assurdamente che davvero il 
sistema dei trasporti italiani 
possa funzionare con il tut¬ 
to-gomma; e c’è chi sogna di 
trasferire con la bacchetta 
magica tutto il traffico su di 
un sistema obsoleto e asfitti¬ 
co, già saturo, e privo delle 
infrastrutture necessarie. 

Ora c bene partire invece 
proprio dalla realtà dei fatti. 


Operai, impiegali, tecnici, 
quadri, dirigenti delle Ferrovie, 
è con loro che dobbiamo co¬ 
struire la riforma dell'Azienda 
Fs. 11 rilancio, la trasformazio¬ 
ne delle Ferrovie, nell’organiz- 
zazione produttiva e nella 
struttura, è parte del Piano ge¬ 
nerale trasporti, è oggetto «Iella 
riforma c del nuovo ordina¬ 
mento approvato dal consiglio 
d'auuuinist razione dell'Knte. 
Ma hi concretizzazione di que¬ 
ste leggi e regolamenti non sarà 
né facile, né scontata. Ma solo 
perché il cambiamento che si 
richiede è profondo, investe 
tutti, l'organizzazione del lavo* 
r<>. il triodo di produrre, il ruolo 
dei quadri, dei tecnici. 

Per questo, la commissione 
•Trasporti, casa, infrastruttu¬ 
re- ha. nella Direzione del Pei. 
promosso un seminario per di¬ 
scutere e rilanciare l'iniziativa 
politica su •// lavoro nelle Fer¬ 
rovie- che si terrà allTstituto 
Togliatti di Frattoechie il 7-8 
gennaio. 

I.a fase che attraversiamo è 
difficile. Il vecchio non regge 
piti, ma il nuovo tarda a farsi 
strada. Da mesi l'Ordinamento 
aspetta di essere approvato dal 
ministro dei Trasporti. Le con- 


Le ferrovie Italiane traspor¬ 
tano solo il 10% delle merci e 
1*8% dei passeggeri (infinita¬ 
mente meno delle ferrovie di 
altri paesi europei), e accu¬ 
mulano disavanzi annui di 
15.000 miliardi, e, poiché so¬ 
no una azienda tecnologica¬ 
mente povera c ad alta In¬ 
tensità di lavoro, occupano 
un esercito di 220.000 ferro¬ 
vieri. E, dunque, o assumia¬ 
mo questa tendenza come Ir¬ 
reversibile. e allora dobbia¬ 
mo prepararci a rinunciare 
alle ferrovie, emarginandoci 
dall’Europa, e precipitando 
nel baratro dell’inquina¬ 
mento, della congestione, 
degli alti costi di trasporto, 
dell’alto consumo di energia; 
o questo sistema deve essere 
radicalmente cambiato, In 
direzione di una grande 
espansione del flussi di traf¬ 
fico, del progresso tecnologi¬ 
co, di un nuovo modello ge¬ 
stionale di tipo industriale. 

Questa seconda scelta è 
quella compiuta dal comuni¬ 


sti, da molti socialisti, da 
cattolici e laici progressisti, 
Impegnati da anni In una 
lunga battaglia contro gran¬ 
di corporazioni, lobbies, po¬ 
teri burocratici, arretratezza 
culturale. Ma bisogna sapere 
che compiere questa impre¬ 
sa richiede un grande sforzo, 
grandi Investimenti, e un 
certo numero di anni. Non vi 
è spazio né per ricette magi¬ 
che né per Improvvisazioni. 

A che punto siamo In que¬ 
sta battaglia? Vale il ragio¬ 
namento che Ieri abbiamo 
fatto in generale sul sistema 
complessivo del trasporti. 
Registriamo conquiste im¬ 
portanti: un plano di investi¬ 
menti di 45.000 miliardi, che 
ora nella Finanziaria 1987 
slamo riusciti ad accrescere 
di almeno 15.000 miliardi; la 
legge di riforma dell’Azien¬ 
da, votata un anno fa dal 
Parlamento; un rinnovo par¬ 
ziale del parco di materiale 
rotabile, e limitate moder¬ 
nizzazioni di tratti della rete. 


Ma le cose, nell’insieme, 
non vanno, proprio non van¬ 
no. La legge di riforma si è 
appena cominciata ad attua¬ 
re, con la discutibile nomina 
del consiglio di amministra¬ 
zione; ma ancora non c’è 
neppure il nuovo ordina¬ 
mento. Il consiglio di ammi¬ 
nistrazione, nel quale l co¬ 
munisti sono presenti ad al¬ 
to livello professionale, ha 
varato alcuni progetti Inte¬ 
ressanti, compreso quello 
dell’alta velocità inserita 
nella rete; è stata sconfitta la 
pratica c la teoria nefasta dei 
«rami secchi»; ma, mentre 
non si possono capire 1 tempi 
reali di questo progetto, la 
gestione quotidiana non è 
migliorata, si perde traffico, 
e repressioni disciplinari 
spesso arbitrarie non posso¬ 
no surrogare una gestione 
efficace. L’attuazione del 
piani di Investimento è an¬ 
data avanti a passi di luma¬ 
ca, e sdosso non finalizzata a 


I comunisti s’interrogano 
sul lavoro dei ferrovieri 

Dibattito alle Frattoechie sulle relazioni di Ciuffini, Ca¬ 
porali e Moretti - Concluderà il senatore Lucio Libertini 


trnddizioni del governo fanno 
emergere l'assenza di volontà 
politica nel rilanciodel traspor¬ 
to pubblico. E mentre si prepa¬ 
ra il rinnovo del contratto, i fer¬ 
rovieri sono oggetto di una du¬ 
ra offensiva. Si accusano i lavo¬ 
ratori di inefficienza, del degra¬ 
do del sistema. Vengono sospe¬ 
si decine di lavoratori, si metto¬ 
no in atto punizioni arbitrarie, 
si rimuovono 42 dirigenti senza 
alcun criterio valido, nonostan¬ 
te l'opposizione dei comunisti 
presenti nel consiglio di ammi¬ 
nistrazione. Il ministro del la¬ 
voro dichiara inutili 100.000 
ferrovieri e incompatibili con la 
riforma. Ma nel contempo van¬ 
ta come risultato della sua poli¬ 
tica per l'occupazione, l’assun¬ 


zione decisa dall'Ente di 2.500 
giovani con contratti di forma¬ 
zione e lavoro, per i nuovi spazi 
che si creeranno con la riforma. 

Tutto ciò ha più obiettivi. Si 
vogliono paralizzare i lavorato¬ 
ri con il ricatto del licenziamen¬ 
to. Si vogliono contrapporre gli 
interessi dei ferrovieri alla ri¬ 
forma. Quello che è certo è che 
ogni ritardo allo sviluppo delle 
ferrovie, all'aumento del traffi¬ 
co merci e passeggeri, sarà la 
vera minaccia per il lavoro, per 
la valorizzazione di risorse e di 
professionalità cresciute fra i 
ferrovieri e richieste dai giova¬ 
ni. 

Si vuole criminalizzare i la¬ 
voratori. non solo per scaricare 
le responsabilità del degrado 


sul ferroviere, ma per contrap¬ 
porre il ferroviere all’utente, 
per isolarlo, per ridurre il suo 
potere e la sua forza contrat¬ 
tuale. Ir, questa fase sarà dun¬ 
que grande il ruolo del sindaca¬ 
to. Ma ci rilevante importanza 
sarà anche il ruolo del partito, 
nel resp.ngere questa offensiva 
o nel rilanciare un movimento 
per la riforma. E il seminario 
vuole essere un contributo di 
merito su questo terreno. 

Come tradurre le trasforma¬ 
zioni necessarie in un migliora¬ 
mento della condizione dei la¬ 
voratori e di sviluppo delle Fer¬ 
rovie? Come accrescere la pro¬ 
duttività, oggi la più bassa 
d'Europa — aumentando la 


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Mi 






Aeroporti 
Linate e 
Maipensa 


19 



risultati concreti, con grandi 
sprechi. La resistenza sorda 
di lobbies c corporazioni, che 
tentano di rilanciare il tutto- 
gomma; il peso passivo di 
vecchie strutture; le Incoc¬ 
renze e le contraddizioni del 
governo, dove ciascun mini¬ 
stro fa parte per se stesso; 
una diffusa arretratezza cul¬ 
turale: tutto ciò frena e iste¬ 
rilisce il rinnovamento fer¬ 
roviario. 

Al punto in cui slamo, è 
necessaria una nuova gran¬ 
de spallata: come quella che 
nell'unità nazionale schiuse 
le porte ad una nuova strate¬ 
gia; come quella che qualche 
anno fa impose la legge di ri¬ 
forma. Una spallata che deve 
venire da un movimento 
unitario di ferrovie, utenti, 
lavoratori di ogni categoria. 
Costruire e sviluppare que¬ 
sto movimento, è compito 
essenziale dei comunisti. 

Lucio Libertini 


produzione attraverso investi¬ 
menti in nuove tecnologie, una 
diversa organizzazione del la¬ 
voro, valorizzando professiona¬ 
lità e produttività, responsabi¬ 
lizzando e allargando gli spazi 
di autonomia decisionale? Qua¬ 
le nuova politica retributiva 
che premi produttività o pro¬ 
fessionalità? Quale nuovo ruolo 
dei quadri o dei tecnici? Come 
attuare l'autoregolamentazio¬ 
ne in un nuovo rapporto fra 
azienda, personale ed utenza? 

Su questi interrogativi si 
concentreranno tre relazioni e 
varie comunicazioni. Le rela¬ 
zioni saranno tenute da Fabio 
Ciuffini su «Ordinamento e or¬ 
ganizzazione del lavoro», da 
Guido Caporali su •Investi¬ 
menti, nuove tecnologie e occu¬ 
pazione», da Mauro Moretti su 
•Democrazia industriale e rela¬ 
zione sindacale». Le dicci co¬ 
municazioni verranno discusse 
in commissioni di lavoro che si 
riuniranno alle 20,30 del giorno 
12 dicembre. Il seminario sarà 
concluso da Lucio Libertini, re¬ 
sponsabile della commissione 
•Trasporti, casa, infrastruttu¬ 
re». 



Una lunga 
battaglia 
(dal 76 all’86) 

Dalla grande inchiesta sul sistema fer¬ 
roviario all’entrata in funzione dell’Ente 


Licia Perelli 



1976 La commissione Trasporti della Camera dei deputati, a 
presidenza comunista, decide una grande inchiesta sul sistema 
ferroviario. Il movimento sindacale lancia una campagna per la 
riforma e il rilancio delle ferrovie. Tra i ferrovieri dilaga il sindaca¬ 
to «autonomo» con una indiscriminata protesta. 

1977 La commissione Trasporti della Camera conclude I in¬ 
chiesta con una ampia relazione nella quale si propone il rovescia¬ 
mento della politica dei trasporti e della strategia ferroviaria. Il 
movimento sindacale unitario, sostenuto dalla sinistra politica 
recupera, con opportune piattaforme rivendicative, il dissenso 
•autonomo». 

1978 All’inizio di giugno il Parlamento vota una risoluzione 
strategica che raccoglie le conclusioni della indagine della commis¬ 
sione Trasporti. Nell'agosto questa commissione vara la legge 503, 
che rimuova il materiale rotabile, soprattutto per i pendolari. A 
dicembre la commissione Trasporti approva il Piano integrativo 
degli investimenti (quello che diventerà poi il piano dei 45.000 
miliardi) e definisce il testo unitario per la legge di riforma delle 
Fs. La I Conferenza nazionale dei trasporti convalida i nuovi indi¬ 
rizzi. 

1979 Crisi della maggioranza di unità nazionale, blocco delle 
leggi sugli investimenti e la riforma. Tutto torna in alto mare. 

1980 Un altro anno di stallo. Il sindacato conquista migliori 
condizioni contrattuali per i ferrovieri e riassorbe la protesta auto- 
. noma. 

1981 La convergenza tra il ministro socialista Formica, l’oppo¬ 
sizione comunista, importanti settori della De consente finalmen¬ 
te il varo del Piano integrativo (legge 17), con investimenti indiciz¬ 
zati. Si riprende a lavorare per la riforma. 

1982 Il Piano integrativo slitta nella attuazione. La legge di 
riforma va di rinvio in rinvio. Sono in circolazione locomotive, 
vetture e carri prodotti con la legge 503. 

1983 Continua la condizione di stallo, anche se le Unità specia¬ 
li cominciano a impostare progetti e lavori per la modernizzazione 
della rete. 

1984 Finalmente partono più seriamente gli appalti del Piano 
integrativo: ma, secondo i progetti originari, nel 1984 avrebbero 
dovuto essere invece completate le opere. 

1985 Una convergenza tra il ministro socialista Signorile, l’op¬ 
posizione comunista, e settori della De consente l’approvazione, 
tormentata, dello riforma dell’Azienda ferroviaria (legge 210). La 
II Conferenza nazionale dei trasporti di pronunzia per il rilancio 
ferroviario. Nel frattempo è stato deciso un nuovo programma di 
costruzione del materiale rotabile (il cosiddetto Pit) per 3.000 
miliardi. Ma la legge ristagna in Parlamento per i contrasti tra i 
partiti, e nlla fine il programma viene dalla «finanziaria» delegato 
al governo e all’Ente. 

1986 Viene nominato ed entra in funzione il nuovo Consiglio di 
Amministrazione dell’Ente ferrovie, con criteri in parte discutibi¬ 
li. L’Ente elabora il nuovo ordinamento, prepara il progetto del¬ 
l’alta velocità, delibera la costituzione di Ferscrvice (società per 
parcheggi intermodali e servizi), prepara progetti di sviluppo di 
varie parti della rete. Ma tra ministero o Ente si apre un logorante 
braccio di ferro: l’ordinamento, sino a novembre, non è approvato, 
le delibere stentano a realizzarsi, si apre una nuova conflittualità 
tra i ferrovieri, con nuovi spazi per gli -autonomi», non vi sono 
concreti miglioramenti della gestione, le ferrovie perdono traffico. 
11 Parlamento approva lo schema di Piano generale dei trasporti 
che pone al suo centro il rilancio ferroviario, e il programma per il 
materiale rotabile. 


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Gli aeroporti 
al futuro 




































L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 



20 


SPECIALE TRASPORTI 


Non basta il «fiore all’occhiello»: l’obiettivo è il 
potenziamento di tutte le linee ferroviarie 
Purtroppo, continuano a prevalere le logiche di 
potere, mentre pochi sono i cambiamenti 



ferroviario 


Cìuffini: ecco 
il progetto-treni 
ad «alta velocità » 

Il piano non riguarda soltanto alcune aree - Una 
struttura sostanzialmente rimasta all'anno 1907 


Caporali: la riforma 
non è stata fatta 
per cambiare targa 

Le ferrovie sono come una fabbrica, devono preoccu¬ 
parsi del prodotto e di far circolare i treni in orario 



Interviste di CLAUDIO NOTARI 


Il fiore airocchiello del nuovo En¬ 
te Fs sembrerebbe essere il progetto 
di «alta velocità-. Da più parti si ritie¬ 
ne che puntare tutto su questa ope¬ 
razione significhi porre l'accento so¬ 
lo su una questione di immagine tra¬ 
scurando questioni ben più gravi ed 
urgenti. Del problema parliamo con 
l'on. Fabio Ciullini del consiglio di 
amministrazione dell'Ente Ferrovie. 

«Non è assolutamente cosi — ri¬ 
sponde Ciuffini — ma io so bene che 
si afferma ben altro: che il progetto 
ad alta velocità concentrerebbe le 
scarse risorse dell'Ente solo in alcu¬ 
ne arce del paese trascurando il Mez¬ 
zogiorno. Il trasporto merci per fer¬ 
rovia e il problema dei pendolari. Ed 
invece la politica dell'Ente Fs cosi 
come risulta dai deliberati ufficiali è 
quella del potenziamento di tutte le 
linee ferroviarie comprese nei cosid¬ 
detti corridoi plurimodali previsti 
dal Piano generale dei trasporti. 
Quindi a Nord e a Sud, ad Est, al 
centro, ad Ovest... il potenziamento 
di capacità delle linee consentirà poi 
l'effettuazione di un miglior servizio 
merci e di migliori servizi pendolari 
oltre che l'effettuazione di servizi ve¬ 
loci. Una sola politica quindi, con tre 
ricadute*. 

Ala sulle nuove lince potranno cir¬ 
colare solo i nuovi treni ad alta ve¬ 
locità? Ed è vero che queste linee 
specializzale costeranno mollo di 
piu? 

•Le nuove linee ferroviarie avran¬ 
no tracciati veloci (lunghi rettilinei e 
curve di ampio raggio, spesso rical¬ 
cando i tracciati autostradali) ma 
consentiranno anche il transito di 
convogli pesanti quali quelli .merci. 
Quindi non saranno linee specializ¬ 
zate (in questo caso, e solo in questo 
caso, costerebbero addirittura di 
meno!). Non costeranno di più per¬ 
ché molto più brevi, più ''tese” di 
quelle costruite con concezioni anti¬ 
quate. Inoltre i nuovi treni ad alta 
velocità (275 km di velocità massi¬ 
ma, 230 km di velocità commerciale) 
potranno circolare su tutte le altre 
linee realizzando collegamenti veloci 
su tutta la rete. Una visione di piena 
integrazione non di specializzazio¬ 
ne... quindi non l'alta velocità solo su 
alcune tratte, ma la maggior velocità 
su tutta la rete*. 

Eppure, questa lettura che tu consi¬ 
deri errata o malevola è molto dif¬ 
fusa. 

Certo, proprio perché corrisponde 
anche ad un disegno politico acca¬ 
rezzato (soprattutto al di fuori del¬ 
l'Ente Fs) e fortemente sostenuto dai 
media. Secondo gli sponsorizzatori 
di questo disegno la Ferrovia do¬ 
vrebbe gestire al massimo una rete, 
molto scintillante magari, dipoche 
migliaia di chilometri sugli itinerari 
principali, tagliando i "rami secchi" 
e privatizzando la maggior parte del¬ 
le funzioni, riduccndo drasticamen¬ 
te il personale ctc. La reazione a que¬ 
sto tipo di presentazione, pregiudi¬ 
zialmente sbagliata, del progetto ad 
alta velocità, genera forte diffidenza 
e. addirittura, opposizioni del sinda¬ 
cato, degli utenti... Su questo, riten¬ 
go che l’Ente Fs abbia una responsa¬ 
bilità grave: quella di aver mancato 
di informare correttamente e com¬ 
piutamente sia i ferrovieri che tutti i 
cittadini italiani. Si è detto "Signori 
si cambia" e poi l’unico visivo segno 
di cambiamento che è filtrato all'e- 
sterno è proprio quello che tu chiami 
il "fiore all’occhiello deH'A.V."». 

A questo punto credo che dovrai 
spiegarceli bene questi \ ostri pro¬ 
grammi. 

«Partiamo da un dato di fatto. La 
rete Infrastrutturale delle Fs è so¬ 
stanzialmente rimasta quella del 
1907. L’offerta Fs è quindi vistosa¬ 
mente sottodimensionata rispetto 
alla domanda, una domanda che è 
continuamente cresciuta in termini 
assoluti nel corso degli ultimi tren¬ 
tanni (oggi si trasportano comun¬ 
que più passeggeri e più merci di die¬ 
ci, venti anni fa). Questa pressione 
testimonia del fatto che la ferrovia, 
come "modo", ha una sua intrinseca 
validità c che solo le attuali condizio¬ 
ni della rete, oltre naturalmente alla 
vetusta organizzazione ferroviaria 
che cerchiamo di svecchiare con la 
riforma, impediscano di dare rispo¬ 
ste più convincenti ad una domanda 
ferroviaria inesprcssa. Del resto, in 
Germania e in Francia, dove esiste 
un poderoso sistema ferroviario ac¬ 
canto ad un poderoso sistema stra¬ 
dale, autostradale e di navigazione 
interna, le merci privilegiano ancora 
oggi la ferrovia*. 

Afa questo non * stato già fatto con 
il piano integrativo e con il piano 
poliennale? 

•Certo, sono state stanziate som¬ 
me rilevantissime (35.000 miliardi). 
Ma, ancora oggi, ripeto, nessuno, del 
lavori del plano Integrativo è stato 

portato 2 tergine e* soprattutto» io 


distribuzione dei fondi è stata fatta 
in modo tale che solo un nuovo piano 
di cucitura dei vari interventi fra lo¬ 
ro potrà rendere funzionale tutti gli 
itinerari. I fondi occorrenti ci sono 
stati forniti, per ora solo in parte, da 
alcuni emendamenti alla finanziaria 
'87 che garantiscono gli investimenti 
necessari a costruire una linea ad al¬ 
ta velocità da Battipaglia a Roma 
via Napoli che dovrebbe entrare in 
esercizio prima del '90. Quanto al re¬ 
sto l'Ente ha deciso di finanziarsi di¬ 
rettamente sul mercato*. 


Ciuffini, ma tu ci credi veramente 
a queste cose? Non pensi che il pro¬ 
gramma che hai tracciato è in forte 
contraddizione con la realtà di ogni 
giorno delle Ferrovie italiane? 
•Bisogna distinguere tra il "modo” 
— la Ferrovia e l'istituzione — il 
nuovo Ente ferrovie. Per quanto ri¬ 
guarda il “modo", io sono incondi¬ 
zionatamente convinto che esso ade¬ 
guatamente potenziato potrà rende¬ 
re grandi servigi ad un ordinato as¬ 
setto dell'ambiente, del territorio e 
delle città italiane. Ben diverso il di¬ 
scorso sull'Ente che ancora stenta ad 
imboccare la via di una difficile ri¬ 
forma. Esserea favore della ferrovia, 
dunque, non significa necessaria¬ 
mente essere a favore dell’Ente Fs; 
anzi, proprio la riscoperta delle 
grandi possibilità che potrebbe avere 
una "nuova ferrovia" carica mag¬ 
giori responsabilità sul Consiglio di 
amministrazione del nuovo Ente, 
sulla tecnostruttura, sugli stessi fer¬ 
rovieri. Voglio dirti una cosa, però; 
certe eccessive manifestazioni di sfi¬ 
ducia, certi scetticismi di maniera in 
un momento in cui l'intero sistema 
dei trasporti nazionali è ad un bivio 
sono, purtroppo, estremamente fun¬ 
zionali alla politica di riprogettazio¬ 
ne del passato, con tante nuove auto¬ 
strade, tante camionali!... Il presente 
delle Ferrovie e il duro periodo di 
transizione che ci aspetta nei prossi¬ 
mi due-tre anni sono fortemente le¬ 
gati ad un, pur cauto, atto di fiducia 
nel futuro del trasporto ferroviario 
In Italia*. 


A Giulio Caporali, Ingegnere, del 
consiglio d'amministrazione del¬ 
l’Ente ferrovie chiediamo: quasi un 
anno dall'entrata in vigore delta leg¬ 
ge di riforma delle Fs, quali sono le 
tue valutazioni? 

«Non entusiastiche. Non mi sem¬ 
bra che. finora, siamo riusciti ad ot¬ 
tenere dei miglioramenti apprezza¬ 
bili per 11 servizio ferroviario. Se si 
facesse un'indagine per conoscere, 
dai pendolari o dai ferrovieri, se ab¬ 
biano registrato qualcosa di nuovo, 
sono certo risponderebbero che non 


si sono accorti di nessun cambia¬ 
mento. La situazione, semmai, si è 
ancor più deteriorata: rispetto alle 
previsioni di bilancio che, per il 1986, 
davano un’entrata per prodotti del 
traffico di 3.000 miliardi c’è stata 
una riduzione negli introiti di 
650-700 miliardi. Il che significa che 
la disaffezione della clientela per il 
trasporto ferroviario si è accentua¬ 
ta*. 

— Che cosa avrebbe dovuto cam¬ 
biare per le Fs con la riforma? 

«Credo che nessuno possa ragione¬ 
volmente pensare che la riforma sia 
stata fatta solo per modificare la tar¬ 
ga delle Fs da Azienda di Stato ad 
Ente. 

•Né credo interessi molto al pendo¬ 
lari sapere che si passerà da una or¬ 
ganizzazione In quindici servizi ad 
un'altra con sei dipartimenti. L’idea 
forza della riforma è stata che, con 
una nuova gestione, si sarebbe potu¬ 
to fornire al paese un servizio diver¬ 
so c di migliore qualità. 

•Le ferrovie, del resto, sono una 
specie di fabbrica che anziché auto¬ 
mobili o frigoriferi produce degli 
orari, cioè dei programmi di traspor¬ 
to per le merci e 1 viaggiatori. E come 
una fabbrica deve preoccuparsi di 
mettere sul mercato un prodotto as¬ 
solutamente uguale a quello che ha 
pubblicizzato, cosi le ferrovie debbo¬ 
no far circolare 1 treni In orarlo. Se 
no il viaggiatore che col treno arriva 
in ritardo ha ragione di Incattivirsi 
con le Fs come quell’acquirente che 
<1 accorgesse di aver comprato un te- 




Ecco come la costruzione di nuove linee potrebbe 
consentire ai nuovi treni ad alta velocità di accorciare 
i tempi di percorrenza fra tutte le principali città ita¬ 
liane 


levisore senza schermo o un’auto¬ 
mobile senza una ruota. La riforma è 
stata fatta dunque per realizzare un 
salto di qualità nel “prodotto treno". 

•Per le merci, orma, solo una ton¬ 
nellata su dieci (e In genere di mate¬ 
riale “povero") viaggia su ferrovia, 
perché 1 termini di resa che offriamo 
non sono più accettabili dal mercato. 
Né le cose vanno meglio nel compar¬ 
to viaggiatori: mentre le altre reti 
europee forniscono un servizio ad al¬ 
to livello e veramente competitivo, 
sia con la strada che con l’aereo, noi 
continuiamo ad aspettare ormai da 
vent’anni l’unico miracolo della di¬ 
rettissima tra Firenze e Roma, man¬ 
tenendo per la restante rete un servi¬ 
zio a dir poco discutibile. 

«Quasi nessun treno è puntuale 
(negli annunci al pubblico, non si 
prendono neppure in considerazione 
i ritardi inferiori ai 10 minuti), il ma¬ 
teriale è spesso scandalosamente 
sporco, sul treno commerciale man¬ 
chiamo di serie iniziative promozio¬ 
nali e i più elementari servizi acces¬ 
sori sono ridotti a bassissimi livelli 
di qualità*. 

— È strano, però, che questa de¬ 
nuncia di «non decollo» venga pro¬ 
prio da te, cioè da uno dei due co¬ 
munisti che, facendo parte del Con¬ 
siglio di amministrazione, sono evi¬ 
dentemente anch’cssi responsabili 
dei risultati della nuova gestione 
dell’Ente. 

«Il Consiglio del nuovo Ente è 
composto dal presidente e da dodici 
membri, due solo dei quali sono co¬ 
munisti. Un rapporto di due a tredici 
non è certo di maggioranza. È vero 
che siamo parte determinante nella 
stesura e nell’approvazione del nuo¬ 
vo ordinamento (che è lo strumento 
per cambiare “dal di dentro" le Fs) 
ma poi non abbiamo potuto impedi¬ 
re che si arenasse tra le scrivanie del 
presidente e del ministro; abbiamo 
accelerato al massimo l’investimen¬ 
to di 3.000 miliardi per il nuovo ma¬ 
teriale rotabile, spingendo per l'ap¬ 
provazione della delibera al 29 lu¬ 
glio: ma esso è poi rimasto fermo per 
tre mesi al ministero e non slamo 
ancora In grado di poter fare le com¬ 
messe; abbiamo chiesto, a più ripre¬ 
se e fin dalle primissime sedute, del 
segnali alla clientela che, a costo 
quasi zero, avrebbero tuttavia mo¬ 
strato nel concreto la volontà di 
cambiamento dichiarata dallo slo¬ 
gan. Ci hanno dato ragione e poi, nei 
fatti, la direzione non e mal stata in¬ 
caricata di dar corso ai provvedi¬ 
menti suggeriti. 

«La verità — continua Caporali — 
è che, malgrado la riforma, conti¬ 
nuano a prevalere nell’ente Fs le lo¬ 
giche di potere del pentapartito. Ab¬ 
biamo chiesto In più casi che venis¬ 
sero rimossi alti dirigenti chiara- 
menti incapaci di gestire il loro inca¬ 
rico. Partendo da dati inconfutabili: 
se centinaia di locomotive, tutte del¬ 
la stessa serie, si guastavano conti¬ 
nuamente, non può non ritenersene 
responsabile chi le ha fatte acquista¬ 
re. Così come per 1 fallimenti a cate¬ 
na registrati nel settore commercia¬ 
le o per certe grandi stazioni in con¬ 
dizione di degrado totale. Ma non è 
stato toccato nessuno, perché si trat¬ 
ta evidentemente di personaggi 
troppo legati al potere deH'area di 
governo. Sono stati invece sollevati 
dal loro incarico (con un metodo, a 
dir poco, da "tribunale speciale”, al 
quale ci siamo fermamente opposti) 
dei dirigenti intermedi, ai quali mol¬ 
to difficilmente si potevano far risa¬ 
lire responsabilità di gestione. Noi 
comunisti siamo una importante 
componente del nuovo consiglio di 
amministrazione, nel quale abbiamo 
indubbiamente un peso molto mag¬ 
giore che in passato. Negarlo signifi¬ 
cherebbe non ammettere che anni di 
lotta e di grande impegno abbiano 
dato dei positivi risultati. Ma non 
siamo certamente il governo del 
nuovo Ente e teniamo a ribadire, in 
ogni occasione, il diritto-dovere di 
denunciare gli immobilismi, 1 ritar¬ 
di. le indadempienze*. 

— E per i ferrovieri quali cambia¬ 
menti ci sono stati, finora? 

•Pochi, molto pochi, anche per i 
ferrovieri. II primo, fondamentale, 
segnale di cambiamento interno 
avrebbe dovuto essere l’adozione del 
nuovo ordinamento. Che, Invece, co¬ 
me ho detto, si è arenato. 

•In mancanza dell’ordinamento 
non è possibile attribuire una mag¬ 
giore autonomia al compartimenti 
né attivare le nuove unità di produ¬ 
zione. Ma II nostro partito aveva an¬ 
che sostenuto che la riforma, per 1 
ferrovieri, avrebbe comportato l’e¬ 
quazione "lavorare bene - pagare be¬ 
ne”, nel senso che si sarebbe andati 
all’attribuzione di specifiche respon¬ 
sabilità, pagandd più e meglio l’im¬ 
pegno e la professionalità. DI tutto 
questo non se ne è ancora parlato*. 


Con l'entrata in vigore del pros¬ 
simo orario ferroviario estivo 
(maggio 1987) l'Europa sarà 
più vicina. Una fitta rete di treni 
«Eurocity». infatti, collegherà le 
principali città europee con un 
servizio ferroviario quotidiano 
di alta qualità. 

Treni speciali, persino nel no¬ 
me. Si chiameranno come i più 
celebri uomini della cultura e 
della storia del nostro conti¬ 
nente (il cKokoscka» farà servi¬ 
zio tra Vienna e Zurigo, il «Tizia¬ 
no» tra Milano e Amburgo, il 
«Casanova» tra Ginevra e Ve¬ 
nezia), con qualche significati¬ 
va concessione alla geografia 
(ci saranno il «Mont Blanc», 
l'alle de France», il «Lemano» 
ecc.). 

Ma a qualificare il servizio Euro- 
city — al quale aderiscono do¬ 
dici Reti europee, fra cui l'Ente 
Ferrovie dello Stato — sarà so¬ 
prattutto il particolare e cura¬ 
tissimo standard del viaggio. A 
cominciare dalla stazione di 
partenza, dove personale spe¬ 
cializzato accoglierà la clientela 
guidandola al convoglio. Una 
volta a bordo, è assicurata ri¬ 
storazione di buon livello, servi¬ 
zio telefonico terra-treno, gior¬ 
nali e personale viaggiante con 
conoscenza di almeno due lin¬ 
gue. Una particolare attenzione 
sarà rivolta alla pulizia delle car¬ 
rozze e alla puntualità. 

Inoltre, anche per rispondere al¬ 
le esigenze manifestate dai 
viaggiatori (al riguardo è stata 
recentemente svolta un’indagi- 


L’Europa 
è vicina 



ne test su un campione di 600 
persone), su questi treni le for¬ 
malità doganali saranno svolte 
senza perditempo (cioè avver¬ 
ranno in viaggio o con soste 
ridotte al mìnimo). 

Le carrozze dei treni Eurocity 
saranno di 1* e 2‘ classe, con 
alcune eccezioni in cui sarà 
svolto unicamente il servizio di 

P rima. 

treni italiani, per il momento 
interessati al programma Euro- 
city, assicureranno i collega- 
menti •nternazionali fra Milano- 
Monaco-Dortmund. Milano- 
Amburgo, Vienna-Roma, Mila- 
no-Ginevra, Milano-Lione. ecc. 
L'immagine degli Eurocity sarà 
affidata anche al particolare 
look del treno e del personale 
addetto: il logo degli Ec (Euro- 
city) spiccherà sui convogli e 
dovrebbe diventare in breve 
tempo familiare per i clienti di 
quel sprvizio. 

Il progetto Eurocity è a breve 
termine e rappresenta la prima 
fase d. un obiettivo strategico 
più ambizioso, che si realizzerà 
nel prossimo decennio con l'at¬ 
tuazione del Sistema italiano 
Alta Velocità. 

Intanto con gli Eurocity, due¬ 
cento città di dodici paesi euro¬ 
pei sin dalla prossima estate 
saranno più a portata di treno. 
La prospettiva che le Ferrovie 
italiane intendono raggiungere, 
anche con questa iniziativa, ò 
quella di un Europa più vicina 
ferroviariamente, e quindi più 
unita. 



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L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 
10 DICEMBRE 1986 


SPECIALE TRASPORTI 


Dalle proposte di De Michelis di dimezzare gli 
organici al ridimensionamento prospettato da Signorile 
C’è chi non vuole il confronto con il sindacato 
Dai miglioramenti economici alla riduzione d’orario 


Carrelli Socimi per le Knr 


n contratto della riforma 
per oltre 200.000 ferrovieri 


Dopo il successo ottenuto in Australia è ora la 
volta della Corea del Sud dova l'Azienda Ferro¬ 
viaria Naziqnale la Knr (Korean National Rail- 
road), ha di recente adottato i carrelli a sospen¬ 
sione pneumatica Socimi «Sistema Fast-Ride». 

Il carrello Fast-Ride, del tutto simile a quello 
fornito in precedenza alle Ferrovie Nord Milano 
Esercizio o di recente in Australia, è risultato il 
più idoneo al gravoso servizio delle Knr, nono¬ 
stante sia stato messo a confronto con altri car¬ 
relli di costruttori di fama mondiale. 

La Socimi ha fornito dei prototipi del tutto simili 
a quelli della Nord aventi scartamento di 1.435 
mm, ed ha inviato in luogo una squadra di propri 
tecnici che hanno provveduto ad attrezzare una 
carrozza ristorante delle Knr con i Fast-Ride e a 
coadiuvare gli esperti delle Knr durante le prove 
programmate. . 

L'impegno così assunto dalla dinamica Società 
milanese si è dimostrato ancor più gravoso ri¬ 
spetto ad altre Aziende concorrenti che avevano 


equipaggiato con i carrelli di rispettiva fabbrica¬ 
zione delle carrozze viaggiatori tradizionali. 
Durante il servizio i carrelli Socimi hanno così 
potuto dare ottima prova di só. 

Grazie al tipo di sospensione pneumatica ed agli 
accorgimenti costruttivi adottati, frutto di espe¬ 
rienze ormai collaudate su diverse reti ferroviarie 
del mondo, i carrelli Socimi Fast-Ride sono risul¬ 
tati i più graditi all'utenza che ha constatato in 
modo particolare le doti di conforto di marcia, 
infatti iviaggiatori seduti a colazione non lamen¬ 
tavano piu quei fastidiosi sbalzi dovuti agli 
sghembi dì binario o alle forti accelerazioni dovu¬ 
te agli ingressi in curva del treno alle velocità 
sostenute. 

Il carrello Sistema Fast-Ride è atto a circolare a 
velocità di 160 km/h, ma si adatta benissimo a 
circolare su linee con velocità di esercizio di 180 
km/h. ,. 

Dopo le positive esperienze e prove realizzate 
con i prototipi, la Socimi si è aggiudicata la forni¬ 
tura di una prima serie di 42 carrelli. 


Alla fine dell’anno scadrà 
Il contratto di lavoro di circa 
duecentomila ferrovieri. L’e¬ 
sito che avrà il suo rinnovo 
sarà di grande importanza 
per I lavoratori e per il futuro 
delle ferrovie. Se, come sem¬ 
pre è accaduto In passato, 
questa battaglia si presenta 
come un passaggio non pri¬ 
vo di difficolta, la portata 
della posta in gioco assume 
questa vota delle caratteri¬ 
stiche del tutto particola¬ 
ri.Intanto, perché persiste 
uno scenario nel quale il pa¬ 
dronato pubblico e privato 
continua a frapporre ostaco¬ 
li ad un andamento più flui¬ 
do delle relazioni sindacali e 
ad una conclusione accetta¬ 
bile delle contrattazioni In 
corso. Poi perché prprio re¬ 
centemente il settore ferro¬ 
viario è stato oggetto di at¬ 
tacchi posanti, con finalità 
non sempre chiare e sicura¬ 
mente strumentali. Alludo, 
per esempio, alle superficia¬ 
li. ma non casuali battute di 
De Michelis sulla opportuni¬ 
tà, secondo lui, di dimezzare 
gli organici delle ferrovie. 
Ma anche al fatto di come 
non sia di nessun confronto 
il pronto ridimensionamen¬ 
to proposto dal Ministro del 
trasporti Signorile, che ha 
indicato nella misura dì ven¬ 
timila unità il livello delle 
presenze eccedenti. Entram¬ 
bi si muovono sulla stessa 
lunghezza d’onda di Goria, 
che non indica numri, ma 
parla di prepensionamento e 
stanzia a questo fine parec¬ 
chi miliardi. 

Nella sostanza è in atto 
un’offensiva preordinata, 
che si muove su più fronti, 
contro i livelli di occupazio¬ 
ne, che mostra come non cl 
sia nessuna intenzione di af¬ 
frontare i problemi veri del 
rinnovamento e dello svilup¬ 
po del sistema ferroviario. 

Il presidente dell’Ente Fs, 
ci rassicura che non licenzie- 




r .V>' v,»» 









M-r 


rà nessuno. Attenzione, però: 
qui si gioca una prima parti¬ 
ta fondamentale. C’è un mo¬ 
do esplicito, diretto di con¬ 
durre l’attacco e ce n’è un al¬ 
tro più subdolo. Mediamente 
ogni anno oltre 4.000 ferro¬ 
vieri vanno in pensione e 
quindi nel giro di poco tempo 
sarà possibile raggiungere la 
cifra Ipotizzata da Signorile 
senza colpo ferire se non si 
copre il turn-over e non si 
tiene conto del fatto che, spe¬ 
cie In alcuni settori, mante¬ 
nere se non Incrementare 
l’occupazione è l’unica con¬ 
dizione per assicurare un de¬ 
cente servzio. Non porsi que¬ 
stioni come queste significa 
dare conferma di come lo 
stato delle relazioni sindaca¬ 
li nelle ferrovie sia arrivato 
ad uno del livelli più bassi 
della sua storia. 

Nel Consiglio d’ammini¬ 
strazione dell’Ente c’è chi in¬ 
vita ad assumere decisioni 
che interessano I lavoratori 
senza un confronto con il 


- 




sindacato e chi teorizza la 
necessità di uno scontro e di 
un conflitto programmato. 
Nei fatti l’azienda ancora ar¬ 
ranca c fatica rispetto ai pro¬ 
blemi che si sono posti con la 
riforma; c’è una grande co- 
fusione di lingue, poca chia¬ 
rezza di prospettive, nessun 
segnale di novità, anche il 
piu modesto. Ciò spiega co¬ 
me le confederazioni sinda¬ 
cali confederali non potesse¬ 
ro non pensare ad una piat¬ 
taforma di rinnovo contrat¬ 
tuale che assumesse tutte 
queste questioni. 

E stata In questi giorni 
messa a punto una ipotesi 
unitaria che costituirà la ba¬ 
se di discussione del dibatti¬ 
to che apriremo tra i lavora¬ 
tori su quello che abbiamo 
definito «il contratto della ri¬ 
forma., il cui contenuto sarà 
fortemente caratterizzato 
sul piano della qualità. Chie¬ 
deremo innanzitutto all’a¬ 
zienda di definire un pro¬ 
gramma triennale di attivi¬ 
la, perché, se siamo convinti 


che il futuro delle Ferrovie si 
gioca guardando parecchio 
in avanti, a cominciare dalla 
questione dell’.alta velocità*, 
sappiamo che è fondamenta¬ 
le saper legare la prospettiva 
con le scelte del breve-medio 
periodo. Diremo, poi, che è 
necessaria una riorganizza¬ 
zione dell’azienda che sia 
funzionale all’obiettivo di un 
suo rilancio sul mercato del 
trasporti, a cominciare dal 
problema del decentramento 
dei poteri decisionali e della 
responsabilizzazione della 
dirigenza a tutti i livelli. 

Le stesse relazioni sinda¬ 
cali dovranno seguire questa 
articolazione e, previa una 
puntuale definizione delle 
materie, vedere attuate reali 
sedi di confronto a livello na¬ 
zionale, regionale e di im¬ 
pianto. La struttura del con¬ 
tratto, seguendo la logica 
dell’applicazione della legge 
di riforma, dovrà essere di ti¬ 
po industriale, con una rot¬ 
tura drastica dei vecchi mo¬ 
delli del pubblico impiego. . 


Porremo, poi, il problema 
della classificazione del per¬ 
sonale, sulla base dei conte¬ 
nuti e del valore della presta¬ 
zione professionale e di un 
modello di organizzazione 
del lavoro più razionale ed 
efficiente. 

In questo quadro aprire¬ 
mo un processo che insieme 
con l miglioramento econo¬ 
mici si porrà l’obiettivo di 
una semplificazione della re¬ 
tribuzione, mentre sind’ora 
metteremo su un piano di 
priorità il riconoscimento 
del lavoro dei quadri e del 
tecnici, sia sotto il profilo 
economico che, soprattutto, 
sotto quello del ruolo e della 
funzione in Azienda. 

Infine, sul piano del nego¬ 
ziato cl sarà il problema del¬ 
la riduzione dell’orario di la¬ 
voro mediamente di due ore 
settimanali, con articolazio¬ 
ni che saranno in diritto rap¬ 
porto con ie caratteristiche 
della prestazione lavorativa. 

Cme si vede sono in ballo 
questioni di grande qualità, 
che richiederanno una forte 
unità tra i lavoratori e tra Ip 
organizzazioni sindacali. E 
ipotizzabile che il ricorso alla 
lotta per conquistarle sarà 
inevitabile. Se sarà necessa¬ 
rio, noi lo faremo nel quadro 
delle norme del codice di au¬ 
toregolamentazione che ab¬ 
biamo sottoscritto, consape¬ 
voli che le battaglie, soprat¬ 
tutto quelle più impegnative, 
possono essere vinte solo sul¬ 
la base di un vasto consenso 
collettivo e fuori da logiche 
che considerano l'utente del 
servizio pubblico un ostag¬ 
gio e un’arma di ricatto per 
fini corporativi. La grande 
tradizione di combattività e 
di maturità che contrasse¬ 
gna la storia sindacale del 
ferrovieri saprà trovare an¬ 
che su questo terreno una 
adeguata conferma. 

Sergio Mezzanotte 

Segretario aggiunto Filt-Cgil 






~x __ 




* s ' u ^ 

. — 





Le Knr, 
Korean National 

Railroad 


Le Knr della Corea del Sud hanno una rete di 3.121 km con 
scartamento di 1.435 mm dì cui 411 sono elettrificati a 25 kV 60 
Hz ed una linea di 47 km con scartamento ridotto dì 762 mm. 

Il parco rotabili comprende: 440 locomotive diesel-elettriche. 320 
elettromotrici e 116 automotrici diesel, 2,152 carrozze e 16.236 
carri merce. 

La nazione a vapore è scomparsa da diversi anni, i cimeli ferroviari 
sono comunque visibili presso il Museo della Scienza di Seoul. 

La linea principale, la Seoul-Pusan, è quella che sopporta il mag¬ 
gior traffico ferroviario. Le Knr prevedono di completare l'elettrifi¬ 
cazione entro un ventennio, ma per le Olimpiadi del 1988 entre¬ 
ranno in servizio speciali convogli superrapidi di collegamento. 
Per la storia: la prima ferrovia coreana fu inaugurata nel 1899 tra 
Incheon e Noryanjin per una lunghezza di 33 chilometri. 

























































































































22 


L'UNITÀ / MERCOLEDÌ 
IO DICEMBRE 1986 


SPECIALE TRASPORTI 



I motivi dell’attacco contro le Compagnie portuali 
Le vicende del decreto legge sugli enti 
Un problema drammatico: decine di milioni 
di tonnellate di merci sfuggono i nostri scali 


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L’Edilter, specialista nei settori 
delle grandi infrastrutture civili 




«H mare dimenticato» 


La vicenda del decreto leg¬ 
ge sugli enti portuali, Il con¬ 
flitto che si è repentinamen¬ 
te aperto a Genova tra 11 pre¬ 
sidente del Cap D’Alessan¬ 
dro c la Compagnia portuale, 
e altri segnali chiaramente 
percepibili, tra 1 quali una 
crescente campagna di 
stampa, provano che è In at¬ 
to un attacco contro le Com¬ 
pagnie portuali: un attacco 
che, se avesse successo, col¬ 
pirebbe poi tutti 1 lavoratori 
delle arce portuali e II movi¬ 
mento operalo delle città 
marinare. 

Le Compagnie portuali so¬ 
no state, storicamente, mo¬ 
mento Importante di aggre¬ 
gazione dei lavoratori, un 
soggetto economico, l’e¬ 
spressione di forme di auto¬ 
gestione. È vero che esse non 
si erano rinnovate, e, salvo 
qualche eccezione, appariva¬ 
no seriamente segnate da 
corporativismo, assistenzia¬ 
lismo, c da limiti seri dal 
punto di vista di una efficace 
gestione dei porti. 

Ma in questi anni è andato 
avanti un processo di rinno¬ 
vamento nel quale si sono 
impegnati fino In fondo, pa¬ 
gando anche prezzi politici, 1 
comunisti, che tanta parte 
sono del lavoratori portuali. 
Le cose sono cambiate, e 
stanno cambiando ancora. 
Da molto tempo, a Livorno e 
a Ravenna le Compagnie, 
assumendo logiche di Impre¬ 
sa, sono state il motore vero 


dell’ascesa sorprendente di 
questi porti. E a Genova, la 
maggiore Compagnia d’Ita¬ 
lia, si è posta su di un terreno 
nuovo, ed oggi è In grado di 
orientare la gestione del por¬ 
to alla produttività ed alla 
competitività necessarie. 

Ma proprio adesso ripren¬ 
de l’attacco contro le Com¬ 
pagnie. In apparenza è un 
paradosso. Ma, invece, tutto 
ciò ha una logica. Compa¬ 
gnie rinnovate ed efficienti 
sono assai più pericolose di 
Compagnie corporative e 
Inerti, per tutti coloro al qua¬ 
li, assai più che lo sviluppo 
del trasporto marittimo, sta 
a cuore la liquidazione di 
ogni forma di potere del la¬ 
voratori nelle aree portuali. 

C’è una logica In questa 
follia, ed è una logica di clas¬ 
se, di potere. Ed è tanto chia¬ 
ro che 1 lavoratori degli enti, 
1 quali sembravano muover¬ 
si In ambiti diversi da quello 
delle Compagnie, sono stati 
anch’essi colpiti da alcune 
misure del decreto legge ed 
hanno avvertito la necessità 
di una solidarietà tra tutti 
coloro che, ad ogni titolo, la¬ 
vorano nel porti. 

II paradosso vero è un al¬ 
tro. L’Italia è di fronte a un 
problema drammatico. La 
sua economia marittima è 
ad un livello assai basso. De¬ 
cine e decine di milioni di 
tonnellate di merci sfuggono 
al nostri porti e scelgono gli 
scali del Nord Europa, anche 



se dirette ad aree geografi¬ 
che assai vicine all’Italia. 

La nostra flotta è un cola¬ 
brodo. 

I cantieri sono In crisi. 

Siamo un paese che non 
sta più davvero sul mare. E 
tutto dò deriva non da una 
ragione sola, ma da molte; 
dalla crisi di un sistema che 
è fatto delle strutture por¬ 
tuali, delle gestioni, della 
flotta, del raccordi e collega¬ 
menti viari e ferroviari, dei 
centri intermodali, della na¬ 
valmeccanica, della politica 
commerciale estera. 

Per decenni, nel paese do¬ 
ve l'auto è regina, il mare è 
stato il grande dimenticato e 
. tutto si e degradato: l’Italia è 
stata emarginata da grandi 
relazioni economiche mon¬ 
diali. 

La lunga battaglia solita¬ 
ria che 1 comunisti hanno 
combattuto per rompere 
questo cerchio di ignoranza 
e di degrado sta riuscendo a 
muovere la realtà. Si discu¬ 
tono leggi, si cominciano ad 
adottare provvedimenti; sla¬ 
mo ancora appena all’alba, 
ma vi sono segnali di ripresa 
del traffici. 

E, appena ci si accorge che 
i porti contano, che il mare 
può essere una grande risor¬ 
sa, ecco che scatta puntuale 
l’attacco delle forze conser¬ 
vatrici. Questa è la sostanza 
dei fatti. Ma è anche certo 
che i lavoratori, i sindacati, i 
comunisti sapranno battere 
quest’offensiva moderata. 


BOLOGNA — Dopo aver te¬ 
nuto per vario tempo la lea¬ 
dership nel campo dell'edili¬ 
zia abitativa e sociale la coo¬ 
perativa Ediltcr di Bologna 
(fusione tra Edile comunale 
e Terraloli, ambedue prota- 
gonlste della ricostruzione 
della città dal disastri della 
guerra e del suo grande slan¬ 
cio) si va riposizionando nel 
settori delle grandi infra¬ 
strutture civili, in particola¬ 
re In quella dei trasporti. Suo 
obicttivo già in fase di realiz¬ 
zazione è quello di dedicare 
almeno il 30 per cento della 
sua attività nel campo delle 
costruzioni di supporto delle 
ferrovie, metropolitane, me¬ 
tanodotti, strade ed auto¬ 
strade, navigazione fluviale. 
Il fatturato consolidato ne) 
1086 dell'ordine del ICO mi¬ 
liardi. Gli addetti italiani so¬ 
no 1100 circa; duemila con 
l'indotto. 

•Slamo nel pieno di una 
Importante fase di passaggio 
della nostra vita — spiega 
l’ing. Giuseppe Argentesi, 
presidente di Edilter —, che 
cl collocherà nell’ambito del¬ 
le grandi imprese nazionali; 
già adesso, comunque, sla¬ 
mo In grado di partecipare 
alla costruzione di opere In 
ogni campo ». La cooperativa 
bolognese è infatti iscritta 
all’Albo dei costruttori con 
possibilità illimitata di in¬ 
tervento. 

•Anche noi slamo ferma¬ 
mente convinti — soggiunge 
il presidente — che mollo del 
futuro Immediato ed a più 
lungo termine del nostro 
paese si giochi specie sul ver¬ 
sante del trasporti, sla delle 
persone che delle merci. nel¬ 
l’Interno del paese come nel¬ 
le relazioni Internazionali. Cl 
stiamo quindi attrezzando di 
conseguenza, col proposito 
di dare un contributo speci¬ 
fico In tale senso. Tutta la 
storia di Edilter, d’altra par¬ 
te, è segna la da questo orien¬ 
tamento, vale a dire dell’im¬ 
pegno civile e democratico ». 

E vero. I bolognesi, ne so¬ 
no buoni testimoni. Ma non 
solo loro. Come non ricorda¬ 
re, valga il cenno che propo¬ 
niamo per tutto, la ricostru¬ 
zione In molto meno di un 
anno dell’ala della stazione 
FS di Bologna distrutta dal¬ 
la carica esplosiva fascista 
del 2 agosto 1980.1 lavori co¬ 
minciarono il 3 novembre 
dello stesso anno e il 2 agosto 


successivo, energie profuse 
allo spasimo, tutto fu pronto. 
Una fra le tante prove indi¬ 
menticabili nella storia di 
Edilter, fondamentalmente 
impegnata nella realizzazio¬ 
ne delle opere appaltate dal¬ 
la committenza pubblica. 
Sempre nell’ambito delie FS 
del capoluogo emiliano la 
cooperativa ha avviato e sta 
portando a termine, nell’ar¬ 
co di un triennio, la formida¬ 
bile impresa della ristruttu¬ 
razione dell’Officina deposi¬ 
to locomotiva Bo-Ccntrale 
(importo una trentina di mi¬ 
liardi di lire), eseguita senza 
che gli oltre seicento operai 
ed impiegati abbiano mai 
dovuto interrompere l’attivi¬ 
tà. 

•Il piano del trasporti — 
dice l’ing. Argentesi — ci tro¬ 
va pronti, quindi legittima- 
mente offriamo la nostra 
candidatura ad esserci nella 
realizzazione delle opere». 
Edilter è già severamente 
collaudata In tale campo. Si 
staglia per importanza la 
partecipazione ai consorzio 
Coferi che opera nella co¬ 
struzione nella nuova ferro¬ 
via Cascrta-Foggia; la sua 
gente lavora In uno del tratti 
più ardui, nel dintorni di Be¬ 
nevento, ricco di gallerie e di 
ponti. Il valore globale dei 
lavori si aggira sui duecento 
miliardi. 

Un altro punto in cui la 
cooperativa sta misurando 
con successo le sue capacità 
è In Friuli, dove anche qui in 
concorso, assieme a società 
private ed a partecipazione 
statale, è presente nel «foro 
pilota» della ferrovia Mon- 
tebbana (110 miliardi). An¬ 
cora in una combinazione di 
capitale misto essa opera da 
tempo In Sicilia ed in Lazio 
nell'esecuzione di un proget¬ 
to di eliminazione di un cen¬ 
tinaio di passaggi a livello e 
che comporta la costruzione 
di sovra e sottopassi stradali. 
Grossi investimenti sono ora 
al palo della partenza, ri¬ 
guardanti in particolare le 
alte velocità. Essi concerno¬ 
no raddoppi e quadruplica- 
menti di linee, tra i quali 
spicca l’ammodernamento 
della ferrovia Boiogna-Vero- 
na, ancor oggi ad un solo bi¬ 
nario come ai tempi dell’im¬ 
pero asburgico. 

Appare dunque quanto 
mal esplicita la filosofia 
strategica, se così si può dire. 


dell’Edilter. Non è tutto. »C/ 
slamo — afferma l’ing. Ar¬ 
gentesi — pure nel campo 
del trasporti di massa nelle 
grandi città, penso alle me¬ 
tropolitane di Roma, Napoli, 
Milano, Torino e di quelle 
medie in cui la legge finan¬ 
ziaria prevede la costruzione 
di metropolitane leggere di 
superficie o miste, come ad 
esemplo quella di Bologna. 
Così come è nostro proposito 
essere presenti, con proposte 
progettuali c nell’esecuzio¬ 
ne, sul tema dei pareheggi 
per veicoli in ogni versione, 
sotterranei o sopraelevati. 
Altrettanto debbo dire per 
quanto riguarda le grandi 
arterie stradali, dalle ristrut¬ 
turazioni tipo terza corsia al 
confronto con le asperità 
montane, attraversamenti 
appenninici compresi ». Non 
è poi da dimenticare la via 
d'acqua del Po. Il presidente 
ricorda a questo proposito le 
esperienze che Edilter ha 
fatto e sta compiendo all’e¬ 
stero. Egli cita la costruzione 
in atto in Somalia (con Istal- 
di e Cogefer della strada Bo- 
saso-Gardo-Caroe, nel nord 
del paese, destinata ad unire 
il porto marittimo con l’in¬ 
terno povero. Le altre consi¬ 
stenti partecipazioni sono in 
Algeria ed in Mozambico. 

Ultimamente, in un seg¬ 
mento diverso rispetto a 
quello dei trasporti, la coope¬ 
rativa bolognese si è aggiu¬ 
dicata in consorzio con Ital- 
macchine di Milano, una 
commessa in Urss del valore 
di 100 miliardi. Si tratta del¬ 
la costruzione entro trenta 
mesi all’interno dei quali ci 
sono due Inverni russi, di 
una fabbrica di componenti 
per calzature (30 mMioni di 
pala all’anno) a Mosca in via 
Kantarimowskaia, tra il 
centro e la periferia si svilup¬ 
perà su parecchie migliaia di 
metri quadri coperti. La spe¬ 
dizione di uomini e macchi¬ 
ne da cantiere è già iniziata, i 
lavori di sbancamento stan¬ 
no cominciando adesso. 

Cosi alcuni tratti dell’Edil- 
ter, nata da due cooperative 
di muratori e di operai di 
vanga e piccone, assurta con 
sacrificio cd intelligenza ad 
un ruolo di impresa generale 
di costruzioni tra le più pre¬ 
stigiose del nostro paese. 

Remigio Barbieri 



La linea Milano-Napoli è la 
dorsale del sistema ferroviario 
italiano ed è su di essa che si 
svolge gran parte del traffico 
nazionale. 

La Roma-Firenze è. dì que¬ 
sta dorsale, la parte ad anda¬ 
mento pianimetrico ed alti- 
metrico più tormentata, tanto 
che sul 45% dì essa non è 
stato sinora possibile svilup¬ 
pare velocità superiori ai 
90-100 km/h. 

Nato dopo l'unità d'Italia 
dad'assemblaggio di linee fer¬ 
roviarie esistenti, questo trat¬ 
to di rete ne ha conservato le 
caratteristiche. Caratteristi¬ 
che imposte sia dalle tecniche 
costruttive comunemente im¬ 
piegate nei tempi in cui le 
opere furono realizzate, sia 
dalla finalità stessa della Enea: 
codegare capoluoghi con città 
periferiche. 

Si spiega cosi la necessità 
delle anse di avvicinamento a 
centri che. adora, avevano 
una notevole importanza eco¬ 
nomica. 

Pur in queste condizioni, la 
Roma-Firenze viene percorse 
giornalmente da numerosi 
treni merci, locali e di collega¬ 
mento a grande distanza. 

Per consentire un incre¬ 
mento del traffico ed una ri¬ 
duzione dei tempi di percor¬ 


renza. si è resa quindi neces¬ 
sarie la realizzazione di una 
nuova linea ferroviaria con ca 
ratteristiche piano-altimetri- 
che tali da consentire velocità 
maggiori. 

La Direttissima Roma-Fi¬ 
renze he richiesto, già nei pro¬ 
getti di massima, l’inserimen¬ 
to di importanti manufatti in 
cemento armato per il supera¬ 
mento delle difficoltà presen¬ 
tate delle particolare orografia 


dei terreni. 

Sul piano esecutivo la ca¬ 
ratteristica innovativa intro¬ 
dotta per la realizzazione deda 
Direttissima, è stata l'affida¬ 
mento dei lavori in concessio¬ 
ne a consorzi costituiti da 
(ruppi di imprese. Ciascun 
consorzio risultava appunto 
concessionario deda costru¬ 
zione completa del tratto di 
linea, compreso l'armamento 
e le opera murarie relativo al- 


Sulla direttissima 
il più lungo viadotto 
ferroviario d’Europa 


l'elettrificazione. 

La costruzione del tronco 
Orvieto-Città deda Pieve lun¬ 
go circa 25 km. è stata affida¬ 
ta alla Società Italiana per 
Condotte d*Acqua in consor¬ 
zio cor> l'Impresa Mantelli due 
società del Gruppo Iri-ltalstat. 

Su questo tronco sono stati 
reskzzati due grandi viadotti. 
Paglia e Fontanelle, i quali pur 
separati da un breve rilievo, 
per la loro unitarietà tecnica 


ed architettonica possono 
considerarsi una sola opera 
che, con lo sviluppo dì 6.025 
metri, costituiscono il viadot¬ 
to più lungo dell'intera rete 

Il viadotto Fontanelle si 
compone di 26 campate e 
travate per complessivi 650 
metri, poggianti su pile aventi 
un interesse (fi 25 metri. 

Al breve tratto in rilevato 
deda lunghezza «fi 387 metri, 
segue 0 viadotto Paglia deno 
sviluppo complessivo di 
5.375 m, realizzato con 205 
campate identiche a quelle 
del Fontanelle e con 5 campa¬ 
te ad arco da 50 metri in cor¬ 
rispondenza dell'alveo fiume 
Paglia. 

Per la costruzione (fi questo 
viadotto sono state impiegate 
le tecniche più moderne: sulle 
pile eseguite con casseformi 
rampanti venivano varati gli 
impalcati in cemento armato 
precompresso, prefabbricati 
in due impianti ubicati alle 
estremità del viadotto stesso. 

Sul tronco sono state inol¬ 
tra costruite tre gallerie per 
uno svfiuppo complessivo di 
5.400 metri a 102 opere 
d'arte alcuna de>e quali di no¬ 
tevole importanza: gfi attra¬ 


versamenti dell'Autostrada 
del Sole: gli attraversamenti 
dei corsi d'acqua; la variante 
su viadotto della strada Piave- 
se; i cavalcaferrovìa sulla esi¬ 
stente linea. 

È stato impiegato un rile¬ 
vante complesso di macchi¬ 
ne, (fi attrezzature, di impian¬ 
ti. Otto centrali di betonaggio 
(fi (fiversa capacità produttiva 
con 38 autobetoniere, hanno 
provveduto alla produzione e 
al trasporto del calcestruzzo 
occorrente. 

È stato cosi possibile por¬ 
tare a compimento in poco 
più di due anni, uno dei più 
importanti tratti della Direttis¬ 
sima Roma-Firenze per l'at¬ 
tuazione di un sistema che 
consenta un più rapido colle¬ 
gamento sulla dxettricc Mila- 
no-Roma. 

I risultati ottenuti in tempi 
eccezionali, giustificano am¬ 
piamente gli studi, i mezzi e le 
attrezzature impiegate nell'at¬ 
tuazione delle soluzioni adot¬ 
tate scaturite dalla esperienza 
acquisita dalla Società Italiana 
per Condotte d'Acqua in oltre 
100 anni (fi attività in tutti i 
campi deD'ingegneria civile ed 
in particolare nello specifico 
settore delle infrastrutture di 
trasporto. 

















































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è formato dalle Società: 

Officine di Cittadella 

Officina Meccanica della Stanga 

Casaralta 

Fiore 

Officine Casertane 
FIREMA Engineering. 

Il Gruppo FIREMA 
è azionista delle Società: 

Ercole Marnili Trazione 
Metalmeccanica Lucana 
che producono equipaggiamenti 
elettrici per trazione. 

Consortium 




9 


Corso di Porta Romana, 63 - 20122 Milano - Tel. (02) 5465708-588936 - Telex: 322255 FIREMA I 















































24 


l’Uiiità - CONTINUAZIONI 


Studenti 


non avrei dovuto insistere visto 
che nel corso della settimana le 
porti essenziali del progetto 
erano già state ritirate dal go- 
verno stesso?.. 

Messo in luce la sterilità del* 
la dilesa della legge da parte 
del governo Chirac, Mitterrand 
ha detto ironicamente: «Il pro¬ 
getto, alla line dei conti, è stato 
ritirato a tempo. Non posso che 
rallegrarmene. In ritardo ma in 
tempo. K si può essere certi 
che. assieme nlla compattezza 
degli studenti, degli insegnanti, 
dei genitori, il mio intervento 
sia stuto determinante in quel 
ritiro». A questo punto, essendo 
scivolato il discorso sulla vio¬ 
lenza e le responsabilità della 
violenza, Mitterrand ha svilup¬ 
pato uno calorosa e polemica 
dilesa degli studenti, della loro 
calma, del loro senso della di¬ 
sciplina. della loro maturità. 
Chi ha provocato i disordini so¬ 
no stati .i professionisti del di¬ 
sordine.: guai — ha detto il 
presidente della Repubblica 
chiamando indirettamente in 
causa quanti avevano cercato 
di macchiare il movimento stu¬ 
dentesco della vergogna del 
vandalismo, e tra questi dun¬ 
que il ministro dell'Interno Pa¬ 
squa — guai contundere i .cas- 
seurs. con gli studenti. «(ìli stu¬ 
denti — ha aggiunto Mitter¬ 
rand — sanno che io sono sulla 
loro lunghezza d'onda. Si bat¬ 
tono per una causa che a loro 
sembra giusta e che è giusta 
perché la loro rivendicazione è 
di ottenere una garanzia per il 
loro a\venire». 

A proposito delle distanze 
prese con altre leggi, oltre che 
con questa. Mitterrand ha pre- 
lisatu: il cairn dello Stato è ar¬ 
bitro e giudice di gara, c ogni 
tanto deve fischiare chi. a suo 
parere, ha commesso un lallo. 
Se non lo Incesse verrebbe me¬ 
no alla Mia funzione. -Io non 
critico le idee diverse dalle mie. 
l'riticii lo spirito di parte, lo 
spinto di sistema che è una ten¬ 
denza di inulti nostri concitta¬ 
dini. una tendenza deplorevole 
che porta nirintolleranza». 

Si discuterà a lungo delle di¬ 
chiarazioni del presidente della 
Repubblica che non possono 
non approfondire il solco tra lui 
e il primo ministro all'interno 
della coabitnzione. 

I.n manifestazione studente¬ 
sca — ma ormai il termine è 
limitativo — partirà oggi po¬ 
meriggio alle 14 da Uenfert-Ko- 
chereau per sfociare sulla Place 
de la Nation tre o quattro ore 
du|ai. con una sosta silenziosa 
davanti all'ospedale Cochin do¬ 
ve giace il cadavere di Matik 
Ussekine. E in suo nome, or¬ 
mai. e per protestare contro le 
violenze poliziesche di questi 
ultimi giorni, che la manifesta¬ 
zione è stata mantenuta anche 
dojMi il ritiro della riforma De- 
vaquet. 

E qui bisogna registrare tut¬ 
ta una serie importante di mu¬ 
tamenti nello schieramento 
sindacale, che oggi potrebliero 
avere un peso considerevole 
nella definizione delle dimen¬ 
sioni della protesta. 

Fino n lunedi sera, infatti, 
soltanto In Cgt (Confederazio¬ 
ne generale del lavoro! aveva 
mantenuto sia il principio dello 
sciopero generale rii '24 ore. sia 
quello di partecipazione alla 
manifestazione degli studenti 
universitari e liceali. Ieri, uno 
dopo l'altro, la Fcn (Sindacato 
nazionale degli insegnanti) e 
decine «li federazioni della Cfdt 
(Confederazione democratica 
dei lavoratori) e di Fo (Force 
otivriere) hanno deciso di pren¬ 
dere parte al corteo infliggendo 
alle rispettive direzioni centra¬ 
li. cioè a Edmund Maire e Her- 
ger«»n. una severa lezione di fra¬ 
ternità e di solidarietà sindaca¬ 
le e umana. A Edmund Maire, 
che presuntuosamente aveva 
dichiarato ormai -senza ogget¬ 
to- questa manifestazione che 
— dopo la -saggia decisione di 
Chirac. — rappresentava sol¬ 
tanto un rischio «li violenza «> di 
-recunen» comunista-, la sua 
base ita ris|mst«i insamma che 
la violenza c'era stata, ma da 
parte poliziesca, e che i militan- 
ti della Cidi non 'e la sentivano 
di -stare alla finestra-. 

Il corteo av rà una sola parola 
d'ordine, -lumai-, plus fa- (Mai 
pili questo! e una sola fotogra¬ 
fia. «piclla della vittima, che 
centinaia dì anonimi cittadini 
hanno voluto onorare in «mesti 
giorni coprendo «li fiori il luogo 
dove è caduta sotto i colpi della 
]>ohria. 

Perché «mesta parola d’ordi¬ 
ne' 1 -Per dire alle autorità, al 
governo — ha spiegato il |M>rta- 
voce del "CiMirdinamento na- 
7i«>nale studentesco" — che 
non si ripeta mai più una inf¬ 
razione autoritaria come quella 
relativa alla legge Devaquet. 
che n«m si ripetano mai più le 
vmlenze. che venga mantenuta 
la promessa di un'ampia con¬ 
certazione con gli studenti pri¬ 
ma di ridisegnare le basi dell'u¬ 
niversità di domani-. 

Il terzo obiettivo della mani- 
festazmne — «iltre all'omaggio 
a Mabk e alla protesta contro le 
violenze jnilmesche — è di ot- ] 
tenere dal governi» la co-ticu- 
zùrne di una commissione par- ; 
lamentare d'inchiesta incarica¬ 
to di accertare le responsabilità 
non solo delle repressioni ma 
anche delle devastazioni, degli 
incendi e delle violenze «Tei 
-casseurs-. 

Il corteo «ara chiuso dai ge¬ 
muti, da tutti coloro che si so¬ 
no sentiti toccati dall'appello 
studente«c«i alla mobilitazione 
e alla difesa delle lilierta mi¬ 
nacciate. I genitori in coda al 
c«»rteo dov reblvero essere la ga¬ 
ranzia c«»ntr«> l'infiltrazione di 
prov«>catori. contro i tentativi, 
sempre possibili, di far degene¬ 
rare una manifestazione silen¬ 
ziosa e pacifica in ondata ag¬ 
gressiva che permetterebbe e 
giustificherebbe allora l'inter¬ 
vento della polizia. 

Davanti nlla determinazione 
degli studenti, ali’appogRio 
sempre più numtroso che giun¬ 
ge loro da parte sindacale an¬ 


che contro la decisione contra¬ 
ria dei loro «leaders., alle diffi¬ 
coltà interne della maggioranza 
governativa e del governo dopo 
le dure prove di questi giorni (il 
•Figaro» parla di crisi evitata di 
misura, che avrebbe potuto de¬ 
generare in una crisi di regime) 
Chirac ha annunciato ieri po. 
meriggio il rinvio alla sessione 
parlamentare di aprile della di¬ 
scussione di una serie di leggi 
che avevano anch'esse diviso la 
maggioranza, come il .codice 
della nazionalità» o la «privatiz¬ 
zazione delle prigioni». 

In 48 ore dunque non solo il 

f irimo ministro no ritirato la 
egge Devouuet, ma ha rinviato 
uno serie ai altre leggi la cui 
approvazione urgente sembra¬ 
va, fino a ieri, una questione di 
vita o di morte per il governo. 
Cedimento dunque sempre più 
clamoroso e di dimensioni sem¬ 
pre più ampie, spiegabile sol¬ 
tanto con la necessita di ripor¬ 
tare la calma nel paese e nella 
maggioranza governativa, di ri¬ 
cercare finalmente con mode¬ 
stia e umiltà un consenso popo¬ 
lare in gran parte perduto. 

«Chirac impone una pausa, 
ha detto ieri sera un noto com¬ 
mentatore televisivo. Non ci 
saranno in gennaio le sedute 
straordinarie del parlamento 
già previste: il parlamento an¬ 
drà in vacanza e. come vuole la 
Costituzione, riprenderà i suoi 
lavori soltanto in aprile. Il tem¬ 
po insomma per riprendere fia¬ 
to, per il .secondo periodo» di 
questo governo che stava vera¬ 
mente arrivando con le batterie 
scariche alla fine del .primo pe¬ 
riodo», cioè dei primi nove mesi 
di potere. 

Augusto Pancaldi 

Mitterrand dice 
sì allo scambio 
per gli ostaggi 
francesi in Libano 


PARIGI — Nel corso dell'in- 
tervista-conversnzione n -Ra¬ 
dio Europa-1», rispondendo al¬ 
le domande di politica estera, 
Mitterrand ha dichiarato di es¬ 
sere pronto, come presidente 
della Repubblica, a concedere 
la grazia a Anis Naccache se 
verranno liberati i cinque 
ostaggi francesi nel Libano. 

Anis Naccache. responsabile 
del fallito attentato del 1980 
contro Shapur Bakhtiar, ex mi¬ 
nistro dello Scia (attentato nel 
quale morirono due persone) è 
stato condannato a vita ed è 
uno dei t re terroristi nel cui no¬ 
me e per la cui liberazione furo¬ 
no commessi gli attentati del 
mese di settembre a Parigi ri¬ 
vendicati dal Csppa (Comitato 
di solidarietà per i prigionieri 
politici arabi). 

Giorni fa. rispondendo a un 
giornale che lo dichiarava 
pronto a .scambiare» Naccache 
in cambio degli ostaggi france¬ 
si. il primo minist ro Chirac ave¬ 
va detto che Naccache. con¬ 
dannato a vita da un tribunale 
francese, poteva essere liberato 
soltanto per grazia presidenzia¬ 
le. 


Lavoro 


per /'occupazione in .settori 
nuot i (.servizi «• beni collettivi 
anzitutto — come ben .sottoli¬ 
nea Napoleoni) e in forme 
nuoce (compreso il .sostegno a 
esperienze di lavoro cooperati¬ 
vo e autogestito). Ma allora, su 
questo ultimo punto, sarebbe 
stato il casi> di dire qualcosa di 
più preciso sugli strumenti per 
tale rilani io e riconsiderare l'i¬ 
dea a suo tempo (orse prema¬ 
turamente lanciata, ma boc¬ 
ciata dal rei. del Fondo di soli¬ 
darietà per gli investimenti. 

L'idea del Fondo è finalizza¬ 
ta a far parivi iparc i lavorato¬ 
ri. tramite il snidatalo, all'in¬ 
dirizzo di quote di accumula¬ 
zione per migliorarne In desti¬ 
nazione anzitutto a fini occu¬ 
pazionali. Fs.sa va oggi rii ista, 
perché sono cambiate le condi¬ 
zioni economiche e politiche, 
ma resta valida <• anzi può av¬ 
valersi di nuove possibilità. 
Anni fa lo tt.ótl', potei a appa¬ 
rire un sai rifu io nel quadro di 
una linea snidatale preoccu¬ 
pata di controllare l'inflazio¬ 
ne. (ira st può inserire in una 
lagn a più pnsitii a di parteci¬ 
pazione dei lavoratori all’ac- 
cresciufa redditii ità dell'im¬ 
presa. I 'na finalizzazione si¬ 
mile può configurarsi anche 
per i Fondi di previdenza, ora 
in via di grande sviluppo. Op¬ 
portunamente gestiti e inai- 
rizzati dal sindacato possono 
diventare anch'essi un t vicolo 
significativo di investimento 
qualificato. 

l'na attenzione maggiore 
meritavano nella stessa linea 
gli strumenti e le tecniihe co¬ 
siddette di -job creaiion-. Se 
l'occupazione avrà crescente 
sviluppo anche verso forme di 
lavoro autonomo c associalo, 
occorrono strumenti di soste¬ 
gno ben più efficienti e organi¬ 
ci di quelli finora sperimenta¬ 
ti. 

fja parte del documento del 
Pei riguardante la strumenta¬ 
zione e il governo del mercato 
del lavoro presenta margini di 
ambiguità. I)a una parte sem¬ 
bra riconoscere la necessità di 
organismi di interi ento non 
burocratici e decentrati nel 
mercato del lai oro — come le 
agenzie —, dall'altra parte esi¬ 
ta a puntare su di essi come 
strumento forte di governo del 
mercato del lavoro. Nel docu¬ 
mento, le Agenzie sembrano 
difficilmente configuragli co¬ 
me veri organi gestionali; se 
d'altra partesi ipotizza una ri¬ 
forma del collocamento, la¬ 
mentando la progressiva ridu¬ 
zione delle vecchie strutture le 
difendendo nei fatti la richie¬ 
sta numerica). L'idea di ripro¬ 
porre un collocamento nazio¬ 
nale. ancorché riformato, mi j 
sembra più nostalgica che nuo- • 


va. Se si vuole contrastare — 
come si deve — la deregolazio¬ 
ne selvaggia, non lo si fa ripro¬ 
ponendo formule collocatone e 
improbabili sistemi di tutela 
generalizzata (come la propo¬ 
sta sull'indennità di disoccu¬ 
pazione indifferenziata ai gio¬ 
vani), ma costruendo strumen¬ 
ti efficienti capaci di progetta¬ 
re e gestire interventi di servi¬ 
zio all'occupazione nel merca¬ 
to del lavoro e di amministrare 
in modo unitario i multiformi 
tipi di incentivo, ora dispersi 
in molti rivoli. Comunque lo si 
voglia chiamare (Agenzia o al¬ 
tro) si tratta di proporre una 
formula -forte- di istituzione 
decentrata e autonoma di in¬ 
tervento nel mercato del lavo¬ 
ro; purtroppo una simile pro¬ 
posta non sembra aver finora 
attratto l'appoggio convinto 
(neppure) del Pei. Una Agen¬ 
zia cosi concepita può essere 
utile, più di incerte o contro¬ 
producenti riforme del colloca¬ 
mento, al sostegno della con¬ 
trattazione collettiva nelle 
complesse dinamiche del mer¬ 
cato del lavoro segmentato. 

Tiziano Treu 


Palmella 


servizio pubblico, ha commen¬ 
tato Elio Quercioli capogruppo 
del Pei nella commissione di vi¬ 
gilanza Rai-Tv. »Su questi due 
servizi di apertura a ruota libe¬ 
ra per due sere consecutive 
chiederemo con molta energia 
che si discuta in commissione. 
Qui si tratta anche di lina que- 
stione di professionalità. Con 
tutti gli avvenimenti che in 
«juesto momento ci sono in Ita¬ 
lia e nel mondo è assurdo con¬ 
cedere tanto spazio e in questo 
modo alla disputa tra Pannella 
e Tortora». 

La richiesta di una ampia di¬ 
scussione in commissione è 
contenuta anche in una lettera 
inviata al presidente Rosa Rus¬ 


so Jervolino dal democristiano 
Giuliano Silvestri. 

Ma ormai a farlo debordare 
ci ha già pensato Marco Pan¬ 
nella. Il leader radicale si è co¬ 
munque dichiarato certo che 
Tortora ha dovuto .pagare» po¬ 
liticamente e .sottobanco, per 
il suo ritorno sui teleschermi 
usando le onde dello Stato. 
Non si spiegherebbe altrimenti 
— ha spiegato — il voltafaccia 
nel giro di soli quattro giorni. Il 
30 novembre Tortora avrebbe 
annunciato ai suoi colleghi di 
partito che non vi era .alcun 
dubbio». Nel caso di elezioni 
anticipate si sarebbe presenta¬ 
to candidato. 11 4 dicembre — 
sempre stando a quello che af¬ 
ferma Pannella — ecco "il gran 
rifiuto". Nel periodo contrat¬ 
tualmente vincolato non potrà 
accettare alcuna candidatura. 
Il periodo arriva al febbraio 
1988. «In questa autolimitazio¬ 
ne — avrebbe scritto Tortora a 
Pannella — ci sono moltissime 
cose tranne, lo riconosco, la 
possibilità di candidarsi in caso 
di elezioni anticipate». .Lo stes¬ 
so giorno — dice Pannella — 
ho cercato di convincerlo a non 
svendere diritti e impegni fon¬ 
damentali. Mi ha invitato a 
prendermi una camomilla. Di 
qui la necessità di un appello 
pubblico. Tortora sta per fir¬ 
mare un contratto favoloso, fa¬ 
rà Portobello, potrà incassare 
subito l’ingaggio ma non può 
svendere ad Àgnes i suoi diritti 
di cittadino e i suoi doveri di 
eletto e di presidente del Parti¬ 
to radicale». 

Marcella Ciarnelli 


Montalfo 


ri. Un ufficiale grida al megafo¬ 
no: .Disperdetevi, la manife¬ 
stazione non è autorizzata». 

I quattrocento autonomi re¬ 
stano fermi al centro della stra¬ 
da, rifiutano di tornare indie¬ 
tro. Parte la prima carica. Il fu¬ 



mo dei lacrimogeni, sparati an¬ 
che ad altezza d’uomo, invade 
tutta la zona. I dimostranti fun¬ 
gono per la campagna, si di¬ 
sperdono in piccoli gruppi. Al¬ 
cuni cominciano a lanciare sas¬ 
si, bulloni e biglie di vetro. Lu¬ 
ca Pagani, uno studente mila¬ 
nese di 18 anni, viene colpito al 
petto da un candelotto. Cade a 
terra sull’erba. Due suoi com¬ 
pagni lo trascinano in strada 
per chiedere soccorso. «Vomita¬ 
vo sangue — racconta Luca di¬ 
steso nel letto dell'ospedale —. 
La polizia mi ha detto che 
avrebbero chiamato un'ambu¬ 
lanza, ma dopo venti minuti di 
attesa sono stato accompagna¬ 
to al pronto soccorso da alcuni 
amici. Comunque non abbiamo 
iniziato noi, volevamo solo fare 
un picchetto, come a Caorso». 

Ormai lungo i tre chilometri 
che dividono la centrale dal- 
l’Aurelia è guerriglia. I dimo¬ 
stranti costruiscono barriere 
improvvisate con legna e tubi 
defle condutture, lanciano bi¬ 
glie e sassi; la polizia risponde 
con cariche a ripetizione. Lun¬ 
go l'Aurelia ad aspettare ci so¬ 
no i pullman degli operai del 
primo turno. Qualcuno riesce a 
passare; la maggior parte però 
segue l'indicazione del sindaca¬ 
to e torna a casa. 

La seconda e più dura batta¬ 
glia si combatte proprio lungo 
la statale. I dimostranti riesco¬ 
no a riunirsi vicino ad un distri¬ 
butore della Esso, dopo aver 
scavalcato i binari della ferro¬ 
via. C’è una breve trattativa 
con un capitano dei carabinieri, 
a cui partecipano, come media¬ 
tori, alcuni delegati sindacali. 
Sembra che gli autonomi otten¬ 
gano il permesso di tornare ai 
loro pullman costeggiando 
l’Aurelia. Si apre un varco, i 
giovani cominciano a sfilare oc¬ 
cupando mezza carreggiata. Il 
traffico è ormai paralizzato, an¬ 
che perché et sono decine di 
blindati fermi. Ma all’improv¬ 
viso la Celere fa partire fa se¬ 
conda carico. Sono quasi le otto 
del mattino. E il momento più 
drammatico. «Inseguivano i ra¬ 
gazzi e li picchiavano — ricorda 
un operaio —. Noi non siamo 
d’accordo con le posizioni degli 
autonomi ma la polizia non do¬ 


veva comportarsi in quel modo. 
Sembrava di stare in guerra». 
Alla fine i dimostranti riescono 
a raggiungere i loro pullman. I 
ragazzi feriti diranno poi di es¬ 
sere stati seguiti fin dentro gli 
automezzi. Si parla anche di un 
giovane romano colpito da un 
proiettile al piede. Ma la Que¬ 
stura di Viterbo smentisce: 
.Nessun agente ha usato armi 
da fuoco». 

Sono quasi le 9 quando la 
battaglia sì placa. Nove auto¬ 
nomi vengono portati sui cellu¬ 
lari ed arrestati. Lentamente le 
automobili riprendono a viag¬ 
giare sull’Aurelia. Le ambulan¬ 
ze portano i feriti nel vicino 
ospedale di Tarquinia. Un mi¬ 
gliaio di operai, su cinquemila, 
sono riusciti ad entrare nel can¬ 
tiere passando per un’entrata 
secondaria. Per un giorno il la¬ 
voro andrà avanti a ritmi ridot¬ 
ti. Dopo Chernobyl l’Enel ha 
infatti accelerato in modo for¬ 
sennato i tempi di costruzione. 
C’è il sospetto che, davanti alla 
richiesta di sospensione dei la¬ 
vori avanzata dal Pei, si voglia 
finire in tempi record la mega¬ 
centrale da 4mila watt per far 
trovare tutti davanti al fatto 
compiuto. «Gli incidenti di 
questa mattina — dice Quarto 
Trabacchini, segretario delia 
federazione del Pei di Vietrbo 
— erano previsti e potevano es¬ 
sere evitati. Gli autonomi, 
sconfitti doppertutto, volevano 
riconquistarsi uno spazio a par¬ 
tire da Montalto. Era proprio - 
necessario caricare prima che 
scoppiassero gli incidenti?» 

Luciano Fontana 

Teresa 


senza date ancora le bruciano. 

Si pone, insamma, un primo 
interrogativo: possono i geni¬ 
tori scegliere il sesso del nasci¬ 
turo. quando scegliere il sesso 
significa inevitabilmcntc. se ne 
sia più o meno consapevoli, vo¬ 
ler programmare la vita per i 


propri figliI E ammissibile, in 
altre parole, considerare in 
qualche modo il figlio un mezzo 
per realizzare i propri desideri 
a per organizzare la propria vi¬ 
ta? E che nella scelta del sesso 
del nascituro vi siano incon¬ 
sciamente tali intenzioni, ri¬ 
sulta dalle risposte, anche le 
più apparentemente banali 
(tali le considera ad esempio 
Forcella), che sono emerse dai 
sondaggi pubblicati sulla 
stampa. Che il 50 r i degli in¬ 
tervistali, ammesso che il dato 
sia statisticamente affidabile, 
si sia dichirato indifferente al 
sesso del figlio nascituro, sa¬ 
rebbe un confortante sintomo 
che almeno metà degli italiani 
avvertono più o meno confusa- 
mente che compiere una tale 
scelta sarebbe prevaricante. 

E del resto, Teresa rischia di 
pagare ben presto un alto 
prezzo, per essere stata scelta 
donna. Vi immaginate i bambi¬ 
ni e le bambine che le saranno 
compagni alla scuola maternaì 
Magari troppo affettuosi, o 
forse sospettosi, ma certo pieni 
di curiosità verso questa bam¬ 
bina -speciale-. E poi, via via, 
' le amiche e i ragazzi che incon¬ 
trerà adolescente... 

Meriterebbe, tra parentesi, 
riflettere anche sulla eccessiva 
disinvoltura con cui, sia pure 
per nobili scopi, Teresa è stata 
sbattuta come un mostro in 
prima pagina. 

Si dirà, a questo punto: è in 
giaco ben altro che la vita di 
Teresa. Ben più gravi e vasti 
sono gli interrogativi che que¬ 
sta vicenda solleva. Non è dif¬ 
ficile davvero riconoscerlo. Da 
•persona della strada - (cosi si 
è definito anche un intellet¬ 
tuale come Carlo Bo) sono an¬ 
ch'io tormentata da fantasmi 
assai prossimi a quelli evocati 
da Primo Levi. Se è possibile 
predeterminare il sesso, si po¬ 
trà riservare questo privilegio 
solo alle coppie sterili e, in 
quanto tali, obbligate a ricorre¬ 
re alla fecondazione in vitro? 


Ovviamente no. E il giorno in 
cui tale possibilità fosse acces¬ 
sibile a tutti, quali ne potreb¬ 
bero essere le conseguenze , in 
un mondo fortemente determi¬ 
nato da potenti mezzi di comu¬ 
nicazione e di persuasione di 
massa? Si può ipotizzare che se 
le scelte fossero solo individua¬ 
li, forse si bilancerebbero; ma 
quali potrebbero essere le con¬ 
seguenze di mode o modelli im¬ 
posti dall'esterno? Ideologie 
belliciste potrebbero proporsi 
di far nascere più maschi, per 
eserciti più potenti, popolazio¬ 
ni più pronte all'aggressività, o 
che so io. Ideologie produttivi¬ 
stiche potrebbero voler privile¬ 
giare questo o quel sesso a se¬ 
conda della sua migliore adat¬ 
tabilità a questo o a quel pro¬ 
cesso tecnologico, con gli squi¬ 
libri demografici (e le conse¬ 
guenze future di aggravamen¬ 
to dello squilibrio medesimo in 
progressione geometrica) che 
si possono immaginare. Non 
ne scaturirebbe, allora, un'esi¬ 
genza di pianificazione? Non 
nascondo che trovo inquietan¬ 
te l'ipotesi di un potere pubbli¬ 
co, statuale o scientifico che 
sia, abilitato a interferire così 
drammaticamente nell'intimi¬ 
tà. E l’ipotesi non è tanto fan¬ 
tascientifica, visto che, ad 
esempio in alcuni Stati degli 
Usa, i pubblici poteri si adope¬ 
rano a perseguitare i rapporti 
omosessuali fin dentro la -pri¬ 
vacy- domestica. 

Ecco perchè non mi sembra 
irrilevante partire dal proget¬ 
to di vita di Teresa, dalla dife¬ 
sa dei suoi diritti alta libertà e 
all'autodeterminazione. Vi è 
in questo diritto, faticosamen¬ 
te conquistato e appassionata¬ 
mente difeso dai movimenti 
delle donne, un punto di riferi¬ 
mento moderno, non conserva¬ 
tore, che ci induce a concorda¬ 
re con Rita Levi Montalcini 
quando afferma che non tutto 
quello che si può fare, si deve 
fare. 

Nella •Carta itinerante del¬ 


MERCOLEDl 
10 DICEMBRE 1986 


le donne-, che le donne comu¬ 
niste hanno offerto al dibattito 
del paese, la questione è posta 
in modo esplicito: -Non ogni 
applicazione pratica delle sco¬ 
perte scientifiche è un bene in 
sé: va verificata nella sua ca¬ 
pacità di affermare i valori del¬ 
la vita, di dare libertà e digni¬ 
tà. Per questo ci sembra carica 
di virtualità innovative, cono¬ 
scitive ed etiche la "coscienza 
del limite"-. 

In realtà, il movimento deile 
donne, proprio per la sua 
• estraneità-, è ben consapevo¬ 
le che scienza e ricerca sono, 
oggi, lontane dall'essere -libe¬ 
re-: esiste già un limite alla 
scienza, ma è un limite esterno 
alla scienza medesima e consi¬ 
ste nell'esistenza — sempre 
più determinante quanto più 
scienza e ricerca abbisognano, 
oltre che di intelligenza e ge¬ 
nialità, di mezzi finanziari in¬ 
genti e di strutture sempre più 
complesse e sofisticate — di 
una committenza diretta, mili¬ 
tare o economica, e persino in¬ 
diretta, o derivante dai condi¬ 
zionamenti del potere accade¬ 
mico o di quelli indotti dal po¬ 
tere della comunicazione. 

Ora, a ben vedere, ciò che 
per le donne, i loro movimenti, 
la loro -cultura- è inaccettabi¬ 
le, sono proprio i fini imposti 
alla ricerca. Perciò, se dalle 
donne si può trarre la -forza 
delle donne-, questa forza è 
dalla parte di Teresa, dalla 
parte di chi non vuole certo li¬ 
mitare la ricerca scientifica e 
le applicazioni tecniche, ma 
vuole produrre condizioni po¬ 
litiche, sociali, culturali in cui 
scienza, ricerca e tecnologia 
trovino le convenienze neces¬ 
sarie, come dice la -Carta delle 
donne-, -per optare, fra le tan¬ 
te possìbili strade, per quella 
che si riferisce al bene comune, 
delle donne e degli uomini, del¬ 
la specie umana e dell'ambien¬ 
te-. 


Marisa Rodano 








G sono volti thè raccontano un mondo vero e pulito. Un mondo di uomini che amano gesti semplici, emozioni intense. Spesso, vicino a questi uomini, sul tavolo 
dove tutti i giorni si ritrovano per giocare a carte, c’è un bicchiere di grappa libarne. Perchè Libarne è schietta e genuina. Come una forte stretta di mano 

GRAPPA LIBARNA. COME UNA FORTE STRETTA DI MANO.